domenica, luglio 05, 2009

Scambio d'affetto:

Me: - ...a caduta libera...in cerca di uno schianto...

Altro: - ma fin tanto che sono qui, puoi dirti viva

A parte la mia risposta di cartesiane origini [acida? Non acida? chi lo sa :rolleyes: ] che ha scatenato la chiusura del discorso, con tanto di telefonata con secchiate di acido.

E mentre con quell'acuto pieno di acido mi rimprovera, termina con un gelido - Fatti risentire quando torni normale -

Applauso amaro, il mostro ha ottenuto quello che voleva. Ci sono molti abili modi sulla via della distruzione.

E così poco tempo.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:33 | Permalink | commenti
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domenica, luglio 05, 2009

Matt mi telefona e ci facciamo la nostra bella chiacchierata di un paio d'ore, da restarci poi col mal di testa per il caldo del telefono vicino all'orecchio e per la troppa concentrazione dei nostri discorsi, sempre così frenetici, così maniacali, così ricchi di riferimenti, senza mai una vera pausa, senza mai un respiro di quiete. Domani ha un colloquio di lavoro importante, importante e per un lavoro cucito addosso a lei. Desidero tanto che le vada bene, domani saranno 5 anni di tagliando dall'intervento. Allora è iniziata una nuova vita, speriamo che sia così anche domani

Speriamo che la madonna l'accompagni .

Mi fa due domande precise. Come va la salute, la prospettiva migliore e quella peggiore. A quella peggiore le trema un po' la voce, ma insomma, si tratterebbe di essere proprio sfigati!

Mi chiede poi, dopo essersi scusata della sua latitanza [ma tanto, se latitavo io, che potevi farci?], esattamente come siano andate le cose. Ho preparato una versione standard della durata di un paio di minuti, che si conclude con un abile spostamento del discorso su altre faccende. Una qualsiasi altra faccenda, potrei anche uscirmene parlando di mia zia Aurora che si fa una gita a Siena. Sono diventata molto abile nell'essere evitante nel discorso. Così tutti credono che sia una cosa da niente, in quanto fanno riferimento a quando ho cominciato a delirare vivacemente, questa separazione qui glie pare a tutti na passeggiata aò! :rolleyes: E infatti ci crede, finchè non le dico che comunque va tutto male [era la giornata adatta per farmi una telefonata oggi, una l'ho fatta riuscita, una un po' meno :rolleyes: ], vuole portarmi in viaggio con sè, vuole portarmi a vivere con lei, è dolce...e io spero solo che domani le vada tutto bene...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:27 | Permalink | commenti
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domenica, luglio 05, 2009

Passiamo ad argomenti sicuramente più ameni  :rolleyes:. Messa dell'anniversario di nonno.

Per far dire il nome di un parente morto a un prete devi allungargli una non ben precisata cifra, come se i soldi del Vaticano non gli bastassero.

Messa a Napoli. Prenotata un mese fa. Il caro Parroco ci comunica, così, a caso, che la messa era stata annullata, in favore di un morto più recente.

A Napoli ci vuole la raccomandazione pure per far dire la messa al morto.

Alla fine, siamo riusciti a far citare entrambi i defunti.

So io dove gli avrei lasciato i soldi dell'offerta.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:56 | Permalink | commenti
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domenica, luglio 05, 2009

Et voilà.

Il peso lasciato sulla montagna ha reso l'acqua più limpida. L'intoppo prevedibile è che lasciato il peso sulla montagna, fatta l'acqua più limpida, guardare in profondità ha riaperto esattamente i pensieri di sempre. E che noia!

Così mentre guido, con una mano tengo il volante, con l'altra comincio a prendere a pugni di tutto, comincio a mordere le nocche, combatto il pensiero che se il giorno appresso deve essere tale e quale [e lo sarà, infatti lo è] posso anche serenamente farne a meno [e non è un buon pensiero da fare a l'una di notte, su una statale a 100 all'ora]. La parte piccolissima di sanità che resta [mi hanno detto che resta anche al più grave degli schizofrenici, e se lo dice Rossella, allora è VERITA' assoluta  ] cerco un aiuto che non trovo e me ne ritrovo uno inaspettato per quei 10 minuti utili a non farmi fermare a caricarmi una cassa di birra e farmi arrivare invece a casa senza troppe conseguenze.

Aiuto inaspettato e ovviamente a modo suo  [alla fine sono stata io a consolare lei, ma dubito che il suo problema fosse mi uccido stasera o non mi uccido?].

La cosa più *interessante* è stato quando comunque, con tranquillità, camminando verso il cancello di casa ho trovato utile ficcarmi la chiave nel braccio per vedere che succedeva. L'antico, proprio quello antico e originario, gusto per il dolore, quello che non ti farebbe fermare mai, quello fast and furious, quello uff che noia queste maniche corte.

Che brutto intreccio. Se ti carichi l'onnipotenza sulle spalle, dopo qualche annetto potresti sentire un lievissimo senso di stanchezza e il tuo corpo salutarti e partire per le vacanze senza trovare il tempo di dirlo alla mente. Se rinunci all'onnipotenza per vedere un po' se puoi partire anche tu per le vacanze, la tua mente associa naturalmente la parola "vacanza" a "dolore" e "facciamola finita".

Non mi sentivo così, così, con la mente spaccata in due da quei giorni di natale, quando ripensai che fosse una buona idea provarci e tirai fuori l'artiglieria pesante. Ma le bic rosa non sono esattamente un'arma di distruzione di massa e con tutta quella faccenda della delicatezza della pelle delle gambe delle donne non tagliavano manco il cazzo e comunque restava sempre quella parte minuscola di sanità che continuava a ripetere di non farlo, non farlo, e che soprattutto si arruffava le penne di ammazzarsi e che si potesse dire - l'ha fatto per quell'ottusa della sua ex! - . Eh no.

Però è una guerra, come se uno avesse due omini nel cervello e non uno solo. Uno disperato che non ce la fa più, uno che invece, altrettanto disperatamente trattiene la mano. A volte, nei momenti peggiori, ho nettamente la sensazione di non avere un preciso controllo sul corpo, che da una parte comandi una persona, da una parte l'altra e l'item dell'MMPI-II "ho paura di impazzire" lo capisci più che mai e risponderesti VERO VERO VERO VERO VERO VERO VERO!!!

Poi cominciano anche una serie di fantasie simpatiche. Mi sono sempre chiesta come delle volte è facilissimo farsi tagli da punti casualmente e invece volontariamente propabilmente ci sono riuscita una volta sola [e comunque me la sono cavata senza punti e un sanguinamento di 3 giorni]. Mi sono sempre immaginata una scena da "siamo fatti così" , dove le cellule cutanee a un certo punto dicono seccate - uffa di nuovo! - e si stringono con una certa espressione di stitichezza

Perchè i saldi non li fanno pure sul bere???

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:22 | Permalink | commenti
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domenica, luglio 05, 2009

«La gentilezza delle parole desta fiducia; la gentilezza dei pensieri desta intimità; la gentilezza delle azioni suscita amore.»
(Lao Tzu)

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 12:15 | Permalink | commenti
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sabato, luglio 04, 2009

Sapevo che non ce l'avrei fatta a fare molti passi. Il peso del continuo monitoraggio su se stessi qualcosa te lo insegna. Per esempio, sai quando il tuo corpo ce la fa o non ce la fa. Sapevo che non ce l'avrebbe fatta, e infatti al primo appiglio a disposizione, ho posato la borsa, ho tolto gli occhiali, ho stretto il braccio alla ringhiera e ho vomitato. Da sola, e tanta è l'abitudine, che nonostante fossi in una piazza e in giro ci fossero almeno 100 persone, non mi aspettavo che qualcuno mi aiutasse.

A volte ho la sensazione di rassegnarmi alle cose su cui mi pare di non avere più controllo, come il mio corpo appunto, che ormai va per i fatti suoi.

(non comune la sensazione di qualcuno vicino. Troppo poco abituale, troppo allettante per pensare, poi, di non alzarsi dalle proprie ginocchia e andare via).

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:22 | Permalink | commenti
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sabato, luglio 04, 2009

A posteriori ricordo il barbaro coraggio di una frase, quando disse - La canzone dei Negramaro...si, da me si va soltanto via -

Ho visto.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 14:51 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 02, 2009

IL MARE D'INVERNO - Loredana Bertè

Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV.
E verso l'interno,
qualche nuvola dal cielo che si butta giù.
Sabbia bagnata,
una lettera che il vento sta portando via,
punti invisibili rincorsi dai cani,
stanche parabole di vecchi gabbiani.
E io che rimango qui solo a cercare un caffè.

Il mare d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E' poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera.
Alberghi chiusi,
manifesti già sbiaditi di pubblicità,
Macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d'estate non cade.
E io che non riesco nemmeno a parlare con me.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me.

Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
La radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
Nuove avventure,
discoteche illuminate piene di bugie.
Ma verso sera, uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:29 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 02, 2009

IMPERTINENTE =

 perchè chi è tale non fa ciò che conviene ma sempre ciò che è fuor di proposito

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:28 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 02, 2009

Mi piace la mia scuola di specializzazione perchè ti permette di [almeno] pensare di poter fare tutto e anche il contrario di tutto. Essendo io ormai dilaniata dall'ambivalenza, non si può dire che un campo del genere non mi si addica. Mi permette di certo di non annegare nella mia angoscia di morte [De Laurentis docet e io porto altissimo rispetto  ].

Navigare nella perpetua incertezza della realtà, permette di avere una realtà flessibile, plasmabile, insomma di non essere un leghista. Questo non è detto che sia un bene.

A guardarsi intorno e annusando l'aria, qualcuno deve aver che essere più leggeri dovesse automaticamente significare anche essere più felici. Che liberarsi di un peso significasse alleggerirsi del dolore. A me non è sembrato affatto così. E, in fondo, lo diceva anche la locandina. Essere "più leggeri" era una prerogativa per andare più a fondo.

Falso Sè, Onnipotenza, *Precisione* [io avrei detto più "ossessione per l'ordine e il controllo"], sono tutti pesi. E anche pesi impegnativi, che richiedono un grande sforzo per essere tenuti in piedi. Ma se uno decide di mettere in piedi un G8 simile, un vantaggio avrà pensato di ottenerlo.

Si dice [lo dice il mio tesoro psicanalista] che quando pensiamo a un ricordo del passato, in genere vediamo noi stessi da fuori perchè questo ci permette di prendere le distanze dal vissuto emotivo di quel momento. Fateci caso.

Una lunga concatenazione di eventi e di scelte e di *bivi* mi portarono quella notte su all'Antenna a San Leucio. Ma io in quel ricordo non sono fuori. Sono dentro eccome. Io ricordo la mia mano e il mio braccio, ricordo le dita che cercano il vetro tra le pietre, ricordo il polso, la sensazione di non voler più andare avanti, che non ce la facevo più e la volevo smettere.

Devo essermi spaventata molto, il mattino dopo. A essere sincera, mi sorpresi quella notte stessa, di essere riuscita a guidare fino a casa, con tutto quello che avevo bevuto, da sola, su una montagna, a vederci doppio, è stato veramente culo.

Di lì un delirio di onnipotenza, una guerra, una battaglia continua, di trincea, di fango fino alle ginocchia, per poi ridursi così. Il peso di un'intera montagna sulle spalle, illudendosi di essere talmente potenti da potersi liberare delle rovine di tutti i bivi precedentemente sbagliati con la semplice forza di volontà. I bivi sbagliati, i bivi infangati sono lì, si pagano e si pagheranno sempre. E quindi pensavo che invece di affannarsi a vincere una battaglia inutile, uno può dichiararsi perdente, alzare bandiera bianca, e in quanto perdente già fallito, e in quanto fallito, inutile affannarsi alla ricerca della cosa giusta da fare, inutile affannarsi alla ricerca dell'ordine e della cosa che tocca precisamente fare. Hai perso. Basta, si può sentire molta leggerezza con questo. E guardare [mentre una parte del cervello si chiede ancora perchè tu non faccia la cassiera all'Ikea invece di perdere tempo con queste questioni universali] in profondità, per vedere la banalità per cui uno decide di prendersi tutto questo affanno piuttosto che essere quello che è.

Decidi di mettere su questa enorme pantomima di Falsi Sè [i miei sono più di uno e camaleontici ] perchè vuoi assolutamente guardarti da fuori per non vedere quello che c'è dentro. Perchè quello che c'è dentro non ti è mai piaciuto e in qualche modo ci si è convinti di poterlo dimenticare e/o sostituire con qualcosa di meglio, di poter raggiungere una sorta di perfezione, di poter superare i disastri di tutti i bivi in cui si è svoltato e si ha sbagliato.

Ti dichiari già perdente, così ti alleggerisci di questo misterioso obbligo di vincere.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 18:47 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, luglio 01, 2009

Dopo un lungo viaggio, una lunga fatica e anche un eterno stress, ti ritrovi di fronte all'infinito. E pensi più o meno: ed è subito sera. Che noia, ti sei tanto affannato in una vita di onnipotenza e poi ti sei, effettivamente, RIDOTTO COSì.

Ti sei ridotto alla disillusione di non potere poi, davvero, tanto di fronte a tanta altra forza che ti gira intorno. Una forza tanto caotica e inspiegabile.

Ti sei ridotto alle cicatrici, più evidenti (almeno a te) sotto la pelle un po' scurita dal sole.

Ti sei ridotto a un sacco di affanni, comportandoti come se qualunque cosa tu facessi fosse davvero decisiva, fosse davvero e assolutamente quella cosa, come se fosse assolutamente importantissima, scintillantissima, megalomane. Invece, come volevasi dimostrare, non era nulla. E potevi prendertela più alla leggera. Questa volta si, leggermente.

Ti sei ridotto che il tuo corpo sta cedendo di schianto, testa, cuore, cervello, realtà, e se lo sapevi che finiva così, te la saresti presa, si, più leggermente.

Non era, in fondo, una frase sbagliata. Come hai fatto a ridurti così? Che accidenti credevi di fare? Che ti eri messo in testa? Che avresti fatto della tua vita chissà cosa? Che avresti lasciato un segno in quella degli altri? Di certo, quello che si è ottenuto è esattamente l'opposto. Un'infamante serie di abbandoni, un'altrettanto serie infamante di rinfaccioni di tutta la fatica che io presumo di avere fatto per raggiungere chissà cosa, una serie di cose finte e false che esistono per lo più nella mia testa nel disperato tentativo di illudermi che qualcosa vada, quando invece non va proprio niente. Non ho fatto proprio niente, ho cercato disperatamente significati alle cose, quando invece non ce n'erano e bastava guardarne la forma per rendersi conto che non ce n'erano.

Ma è pesante, quello si, venire a patto con la mediocrità quando si cerca, invece, di essere onnipotenti. Non si doveva scendere da lì più leggeri come fosse l'equivalente di più felici. Più leggeri significava semplicemente più vicini al fondo. E più vicini al fondo, per me, significa più vicino alla mia inaccettabile mediocrità. E il mio alleggerire sta nel liberarmi dell'obbligo dell'onnipotenza e non vedere la mia mediocrità come una cosa brutta, ma semplicemente come una cosa di me. Come ho suggerito a qualcun altro di vedere la sua intensa emotività da pianto e lacrimoni come una parte di sè da non distruggere. Io devo venire a patti con la mia formazione reattiva e sapere che non posso vivere con la pesantezza e la fatica mentale che mi impone il mantenere in piedi il mio mondo in cui sono onnipotente, ma alleggerirmi rispetto al fatto che non ci sarà nulla, mai nulla, che mi riparerà di quello che non è stato quando sarebbe dovuto essere.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:33 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, luglio 01, 2009

Quando si entra nel circuito dei medici, e non di uno solo, ma di più medici, si sa che comincia la follia.

Il professorone direttamente da Pisa, l'endocrinologo, ha detto che devo fare degli esami speciali per vedere la mia superprolattina. L'ha chiamata BIG PROLATTINE e potrebbe (speriamo) non dipendere da nessun tumore all'ipofisi. Ovviamente il sangue me lo deve ri-tirare (e siamo già al terzo prelievo) a settembre un suo collega professorone che fa delle analisi superspeciali sulla superprolattina. Vedremo. Io già sono terrorizzata dall'idea che un altro analista debba tirarmi il sangue. Stavolta sverrò sicuro. Ma come dice la Pazza, sono solo alla ricerca di attenzioni...:rolleyes: [l'ultima volta ho tipo tremato per i 5 minuti successivi].

Oggi risento il senologo. Deve avere una doppia personalità. Inizia dicendo che va tutto bene, che è quello che si aspettava, poi però:

- vorrebbe farmi ritirare il sangue altre due volte (oltre a quella di settembre e sono 5 fottutissimi prelievi), per controllare meglio questa prolattina, che non capisco. Che ci sia da capire è un mistero. E' ALTA. Cosa c'è di complicato?

- vuole rivedermi a breve per un'altra ecografia al seno. L'ho fatta 2 mesi fa giusti. Ma non era una cosa che si doveva monitorare annualmente a voler essere premurosi?

- magari con l'ecografo si allunga pure un po' sulla tiroide, così, per fare un'anticipo dell'ecografia che comunque dovrò già farmi.

Comunque anche lui sospetta che sia una tiroidite cronica autoimmune. Cosa centri questo con le cisti al seno, in verità, mi è ancora oscuro. Ma a leggere l'elenco di sintomi, la cosa si fa quasi rassicurante:

  • stanchezza, spossatezza fisica generale - E CE L'HO
  • mancanza di concentrazione, mancanza di memoria - CE L'HO
  • pressione alta con la frequenza cardiaca al di sotto di 70 pulsazioni 
  • cardiopalma - CE L'HO
  • umore depressivo, depressione, attacchi d'ansia e attacchi di panico - UA HAI VOGLIA SE CE L'HO!
  • capelli secchi, arruffati, opachi
  • caduta dei capelli - NE HO PERSI A PALATE, SI SONO UN PO' RIPRESI DOPO UNA CURA
  • pelle pastosa e secca
  • costipazione
  • intolleranza al freddo - QUESTA SI, TANTISSIMO. HO FREDDO PERSINO ADESSO, STO DORMENDO CON LA COPERTINA!
  • aumento di peso - U BARILOTT
  • nelle donne, disturbi del ciclo mestruale, sterilità
  • diminuzione del desiderio sessuale
  • formicolio notturno e la sensazione che le mani e gli avambracci si addormentano - CE L'HO
  • riduzione dell'udito
  • espressione facciale apatica
  • cambiamento della personalità (indole) - E NE VOGLIAMO PARLARE?
  • dolore alle articolazioni - SI
  • dolore muscolare - SI
  • indurimento dei tendini e dei muscoli - SI
  • diverse disturbi della pelle
  • Secchezza delle mucose - DELLA BOCCA CONTINUAMENTE
  • labilità dell'umore - NE VOGLIAMO PARLARE?
  • sintomi neurologici - LE VERTIGINI SI
  • estremamente rare sono crisi epilettiche, allucinazioni, sintomi psichiatrici - EHM...
  • debolezza generale - SI
  • nausea e problemi gastrointestinali, problemi digestivi - A PERIODI
  • malattia degli occhi
  • sintomi simili all'influenza
  • gonfiore dei linfonodi
  • febbre (raro)
  • valori epatici elevati - IL FEGATO NON VA
  • ipercolesterolemia - QUESTA E' QUASI RASSICURANTE
  • Gonfiore delle braccia, delle gambe, dell'addome e del viso
  • Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:03 | Permalink | commenti
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    mercoledì, luglio 01, 2009

    Esperienze precedenti mi hanno insegnato a guardare con sospetto i sogni ricorrenti. L'esperienza attuale, appresso a uno psicanalista non ha fatto altro che aumentare la paranoia e il sospetto.

    Inizialmente del sogno di stanotte ricordavo solo il finale e già non mi piaceva. Quando poi, d'improvviso mentre guidavo ho ricordato anche l'inizio, mi sono sentita pure peggio.

    Eravamo sulla discesa che porta al mio garage. Su quella stessa discesa si ambientò un altro sogno angosciante in cui una tigre mi mozzava di netto una gamba e mi lasciava lì a dissanguare...ma non perdiamo il filo.

    Eravamo su quella discesa. C'era un'altra persona con me, non chiedetemi chi, di giorno avrei associato alla Pau, ma non sono affatto convinta che fosse così. Le mostravo un polso (il sinistro?) con dei tagli. Erano particolari, non sanguinolenti come i precedenti, che bruciavano ed erano fatti di buchi nella pelle, non erano irritati come da coltello seghettato (l'effetto "coltello da pane" era terrificante per l'irritazione), erano da lama liscia, presumibilmente da forbici (quelle piccole) o lamette (poco affilate però). Mi erano stati fatti da qualcuno/qualcosa che mi aveva inseguita e che ora non vedevo, finchè il pericolo non torna incombente e io comincio a scappare, al buio del corridoio per prendere l'ascensore. Ma mentre scappo, mentre cerco di evitare il pericolo di essere ferita/aggredita di nuovo, tutto comincia a tremare. E' un terremoto, che scuote tutto il palazzo, lo vedo nitidamente e come un film catastrofico, vedo chiaramente le crepe nei muri, che dall'alto scendono verso il basso. Non faccio ovviamente in tempo a vedere crollare tutto, perchè mi sveglio.

    All'inizio ricordavo nitidamente solo il palazzo con le crepe, poi mi sono tornati in mente i tagli un'oretta dopo. Sarei anche tentata di pensare che i sogni fossero due, ma non mi pare. Ho avuto difficoltà a prendere sonno, perchè ormai a comandare sono gli ormoni, io non conto più niente, e sono in una fase di ormonale agitazione, ma le mie antenne paranoiche sono attivate comunque.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:20 | Permalink | commenti
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    lunedì, giugno 22, 2009

    Roma Reloaded è Roma Contaminata.

    E' Roma in ginocchio. Con il dolore della posizione scomoda. Con la scissione tra la sensazione costante di - Ma chi me l'ha fatto fare di venire qui a farmi sto bagno di ricordi dolorosi - e - Passo due giorni lontano da casa, con Claudia - + - Vedo la Pau - [ma questa non era affatto una cosa sicura e preventivata...]

    E' Roma, ovviamente, di ricordi dolorosi. Tanto belli da far male. Tanto semplici da essere intollerabili. E' Roma Termini, ultimo binario, dove viaggia la navetta che collega con l'aeroporto. Bacio fugace, davanti alla folla, mentre andava via. E' Roma, Mac Piazza di Spagna, scambio di sguardi, voglia, fuga a casa. E' Roma, e fa male.

    E' Roma, c'è Peggy, irraggiungibile e intoccabile, come l'ombra di chi era lì, un anno fa.

    E' Roma con Claudia, piccola donna in carriera, ma pur sempre dalle solite vedute. Bella casetta nel quartiere africano, letto a una piazza e mezza. Io e Claudia, vecchie compagne di banco, stravaccate su un letto a oziare, guardando la tv.

    E' Roma, che la Pazza dice che vorrebbe essere lì con me. In psicoterapia, pare, che le parole non siano mai dette a caso. E' Roma, infatti, che su Rai1 in piena estate, danno LA MARCIA DEI PINGUINI. E allora è un altro fiume di ricordi, dolci.

    E' Roma, la Pau, che sei qui e sembra che vedi un aspetto della mia vita e non ci sono io a mostrartelo. Tranquilla, il mostro fa diventare Roma Blitz Tiburtina, con tanto di dolce, valigia trascinata per tutta la metro [ - Sei proprio un uomo! - dirà], anello, mani e foto.

    E' Roma, linea A - linea B, per fortuna più linea B, è Roma Tiramisù di Pompi, diviso in tre, con voraci cucchiaiate, sedute in piazza. Che piazza, ovviamente, non lo ricordo.

    E' Roma, il Mostro vuole tornarci con la Pau, nella speranza che non sempre, non definitivamente, debbano esserci solo brutti ricordi, ma Roma, ma teee che mi fai vedere sei anni e mezzo di vita. E' Roma, dove mi ha diviso dalla parte bella e sana di me. Roma che cerco di stringere, non più per la divisione, ma per condividere qualcosa.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:39 | Permalink | commenti
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    venerdì, giugno 19, 2009

    Da un capo all'altro della stanza, basta un gesto per far passare un intero discorso.

    E' un mal di stomaco infinito, quando cogli il grado di dolore che riesce a sopportare, mentre uno è, ancora, stavolta purtroppo, da un capo e all'altro della stanza.

    Sono le parole che inchiodano, delle volte.

    Non banalmente quando ci si dice che era esattamente per quella ragione che mi trovavo in ginocchio [letteralmente] e in quel posto, non perchè mi teneva la mano con la grazia di una damina di corte. No.

    E' quando di notte, dopo una giornata di discorsoni, faticosi, dopo che lei ha pianto, dopo che a me è tremata la voce, dopo che l'ho abbracciata e avrei voluto portarla con me, chissà dove poi, mi dice:  - E tu? -

    E infila un chiodo. Di facilità disarmante.

    Di facilità, talvolta, dolorosa.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:31 | Permalink | commenti
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    venerdì, giugno 19, 2009

    Speriamo di sbagliarci e che i miei sogni non mi stiano anticipando una futura rottura psicotica, visto che tutti sembrano avere a che fare con cose che devono risalire in superficie creando danni.

    L'altro ieri ho sognato, con terrore, di dover fuggire con la mia mitica Punto Bianca da una Caserta allagata da uno tsunami conseguente a una scossa di terremoto.

    Che non sia un caso, che tutti questi sogni, si infittiscano con l'avvicinarsi dell'Intensivo sul Faito? Perchè la facciata sta partendo con lo spirito da "Gita di V Liceo" [che per la cronaca fu un autentico disastro, in cui considerai seriamente, tra le tante altre volte, di suicidarmi] ma evidentemente, come ogni facciata, nasconde segreti.

    Miei, e forse di altri anche, e in tutto questo terremoto che può travolgermi, spero di non essere troppo occupata a preoccuparmi delle palle di fango provenienti dai campi avversari [odio odio odio le situazioni di comunità forzata  ]

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:22 | Permalink | commenti
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    venerdì, giugno 19, 2009

    Finalmente a Scuola ci siamo buttati in faccia qualche palla di fango. Non se ne poteva più del mondo dei puffi e della sfuggevolezza di fronte a persone che, d'improvviso, di fronte a un'epifania della propria vita, cominciava a piangere, rivedeva tutta la propria esistenza daccapo, e poi giù con puffi, cuoricini, o quanto ci amiamo, o quanto è bianco il nostro mulino.

    E le patologie (quelle che avevo ampiamente previste) stanno uscendo, ovviamente patologicamente  , fuori. Ahimè, mio malgrado, ne sono coinvolta, ma giuro che MAI, MAI come stavolta, non volevo e non ho fatto niente per meritarmi ciò! Non ho parlato, non ho incentivato, non sono nemmeno stata socievole! Anzi, sono stata talmente scontrosa, silenziosa, saccente dal primo giorno che solo una incomprensibile Pau ha potuto uscirsene con - Non parlavi a nessuno. Ti assentavi proprio. Per questo ti ho notato subito - . In genere mi si nota esattamente per tutte le ragioni di cui sopra, ma per attribuirmi pessime qualità, quali saccenza, scontrosità, superiorità, incazzosità e narcisismo.

    Siamo a forte rischio di spedizioni di raccomandate di vaffanculo. Spero di uscirne viva e con il mio solito stile...

    X Qll Ke Girano Per Casa E Poi Si Chiedono...Ma Ke Cazzo Stavo Cercando????

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:06 | Permalink | commenti
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    venerdì, giugno 19, 2009

    Quando è stato, Cagliari non potevo evitarla.

    Roma, adesso, invece, forse avrei dovuto. Ma poi chi la sentiva Claudia che dopo l'intervento non ho trovato un secondo per andarla a trovare e mi sono, quindi, sapientemente guadagnata il suo odio.

    Ho i brividi al solo pensiero di riavere davanti agli occhi Roma Termini. La metro, i palazzi, i monumenti...Roma insomma...Dove ci siamo *conosciute*, dove abbiamo finito di innamorarci e dove abbiamo finito per dirci le cose più importanti, forse le più importanti e le più fedeli in un anno e mezzo.

    Rimetterò anche delle medesime cose in valigia.

    Mi si riempiranno gli occhi di lacrime, giù dal treno, lo so. Me lo sento già adesso. Ma non posso giocare agli evitamenti all'infinito...

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:47 | Permalink | commenti
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    venerdì, giugno 19, 2009

    Una buona giornata quella di oggi. Piena di ottime ragioni per essere di buon umore, solare e non avere una irrefrenabile voglia di bestemmiare tutti i santi del calendario.

    h.8 : si va dall'analista a tirare il sangue. Di nuovo, perchè ormai è diventato un appuntamento gioioso entrare in fase ovulatoria e tirarsi via dalla vena una mezza litrata di sangue, prolattina qui , prolattina lì, stress da ago e ipofisi ingrossata. Per non parlare della tiroide. Ma evolviamoci nel discorso.

    h. 8.10: arrivo dall'analista e nel giro di 2 minuti scopro che:

    a) l'analista non c'è. C'è un non meglio identificato INFERMIERE.

    b) dallo stanzino dove il non meglio identificato succhia via la linfa vitale, escono gemiti di bambino. Scoprirò poi che si trattava di una mollichina di 6 mesi, che sta seduta su un bancone con gli occhi sbarrati dal terrore e il singhiozzo dalla paura. E ovviamente il cerottino al braccio...Un amore. Ma un amore terrificante. Dopo di lei, esce una adolescente tenuta in braccio dal padre, svenuta prima, durante e dopo il prelievo.

    h. 8.20: dopo sms al vetriolo con la Pau (per la serie: Sei sparita tu. No prima tu. No tu di più. No, quando mai. Sempre più a testimonianza della mia/sua età mentale), entro tremante nello stanzino. Lui è antipatico e sprucido. Mi fa sdraiare, mi prende lievemente per il culo, poi mi infila l'ago e OVVIAMENTE, mi fa malissimo. Tremo prima, durante e soprattutto dopo.

    h. 8.50 : dopo cornetto e cappuccino al bar, mi avvio all'asl. Mentre guido accuso un lieve giramento di testa causato, presumibilmente, da calo di pressione. Stringo i denti e arrivo nel ridente agro-aversano. Arrivo in azienda e scopro che nell'elenco odierno è stato inserita una visita non prevista, in cui: non è specificato nè il nome, nè la cartella, nè il motivo, nè cosa fare esattamente. Dopo un quarto d'ora, l'arcano viene scoperto e parte l'embolo, mio e di Sigmund, perchè il Grande Capo, in evidente fase depressiva (bipolare de sti cazzi) ha agito il suo odio verso i due unici volontari che effettivamente lavorano, aggirando il fatto che ieri, giorno del suo ambulatorio, psicologi (tirocinanti e abilitati) c'erano e quindi non doveva cagare il cazzo a noi. Nella fattispecie a me, che sono stata costretta a farmi 3 ore in più per scrivere una relazione che tanto LUI STRAVOLGERA' in base alle sue convinzioni preconcette. Si fotta. Io di quel certificato non ne voglio sapere. L'ambulatorio del giovedì non è più cosa mia. E per fortuna!

    h. 13.15 : mentre faccio su e giù dalla struttura resto bloccata in ascensore. Con lo sconforto di chi non sa più che santo invocare [ovviamente bestemmiando] , premo il tasto giallo dell'emergenza. Dopo un po' comincio a premere anche il tasto del piano e l'ascensore si sblocca.

    h.16 : ovviamente a digiuno, perchè il venerdì DOVREI STACCARE A ORA DI PRANZO, sotto un sole cocente, torno a casa, praticamente boccheggiando con la massima credo a 100, volendo essere ottimisti.

    h.18: dopo aver visto l'Italia Under21 [vogliamo parlare di quanto è cretino Balotelli?], mi collego finalmente dopo 2 giorni di eremitaggio [i tipici due giorni che fanno preoccupare la Pazza. che tenerezza  ]. E incappo ANCORA, nella stupidità umana. Stupidità, fissità, irragionevolezza, incapacità di confrontarsi e aprirsi all'altro, incapacità di introspezione e variegati mondi puffosi. Tutte ottime qualità per chi fa il nostro mestiere. Tutte ottime qualità, assolutamente necessarie ad una persona per farmi irritare, soprattutto quando sono costretta forzatamente ad averci a che fare.

    h. da ora in poi: grande irritazione in vista, perchè devo preparare la valigia, che il prossimo sarà un meraviglioso week end a Roma, e quindi voleranno urla tra me e mia madre, così. Aggratis.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:34 | Permalink | commenti
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    venerdì, giugno 12, 2009

    Per anni, è risaputo, ho fatto sogni in cui, in un'ambientazione da film horror, scappavo insieme a una ragazza che dovevo assolutamente salvare (con gli anni ho trovato che quella ragazza assomigliasse in maniera inquietante a una miscela Pazza+Pau. Se lo sanno, mi sa che abbusco  ). Accettata la faccenda che mi piace la topa, i sogni a sfondo persecutorio erano finiti e amen.

    Il sogno di stanotte, però, l'ho trovato un po' preoccupante.

    Il tutto ruotava intorno al salire una ripida scalinata, in fondo alla quale c'era una porta, dalla quale sembrava esserci la "via d'uscita". Per tutto il sogno cerco di correre su quegli scalini e uscire. Ma ogni mio tentativo una specie di Samara di The Ring mi aggredisce, brandendo un paio di forbicine (ho passato pure il periodo forbicine, pure se la cosa non è nota ai più) e me le sento che me le ficca nella pelle, nella carne, il sangue che esce e le ferite che bruciano. MI sveglierò spaventata quando ad un certo punto qualcuno prende la bambina, le tappa la bocca...e allora io sarei libera di arrivare alla porta...ma mi sveglio, appunto.

    E sulla pelle sento, per tutto il giorno, la pelle che brucia, come se le cicatrici le avessi davvero.

    Salire qualcosa da sopra a sotto. Tipico movimento di quando la rimozione cede, il diniego vacilla ed evidentemente mi resta la mia classica difesa "Vai, trova, affetta, sanguina".

    E se poi salta pure quella di difesa?

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:45 | Permalink | commenti
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    venerdì, giugno 12, 2009

    Ha l'amore di tutti,

    ma non è l'amore di nessuno.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:13 | Permalink | commenti
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    mercoledì, giugno 10, 2009

    Voglio farti un regalo.

    Qualcosa di dolce.

    Qualcosa di raro.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 01:18 | Permalink | commenti
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    domenica, giugno 07, 2009

    Perchè non mi interessa sapere nulla della mia ex?

    Perchè sono molto arrabbiata e molto delusa. Perchè credo che ci sia un'altra, perchè credo che stia bene, quindi chi se ne frega, e perchè non saprei cosa farmene una volta che io abbia saputo tutte queste cose.

    Perchè ci ha messo 3 minuti, solo 3 minuti per mettere fine a tutto, perchè mi ha rinfacciato cose che davvero non mi sarei aspettata, perchè ha mentito, addossando a me delle responsabilità, solo per non avere il coraggio di dire che era lei che aveva smesso di impegnarsi, per la ragione più banale del mondo, e cioè che da tempo ormai non provava più niente per me.

    E prima di farmi quella telefonata, si è fatta una partita a Pet Society, come se nulla stesse per accadere.

    Sono il tipo di persona che va sempre oltre. Che cerca sempre una soluzione, che in una relazione è sempre motivata al massimo, che cerca le ragioni oltre l'apparenza.

    Non mi interessa sapere niente di lei perchè sa cavarsela da sola, è quello che mi ha sempre detto, e che più di tutto pareva desiderare (falso, più di tutto voleva liberarsi di un peso).

    Diceva che non riusciva a immaginarsi di non sentirmi più. Altra falsità, c'è riuscita benissimo. Non mi ha mai ricercata. Eccetto il giorno del terremoto e non è stato neanche granchè.

    Diceva, con la voce che tremava (ma potrebbe essere stata una mia impressione, perchè ero io a piangere e tremare) che almeno avrebbe volulto che la cercassi se ne avessi avuto bisogno. Falso per due ragioni. La prima era implicita nella ragione della separazione, non riesco a badare a nessuno se non a me. Bene. E vuoi sapere quando sto male? Non mi tornano i conti. Secondo: lo sai che sto male, e sto parlando di salute. E se non lo sai, vuol dire che nemmeno tu ti interessi tanto di me, quindi stiamo punto e daccapo. E non è che ho sentito qualche fremito, no, mi è parso proprio di no.

    Quindi poba. Ho un mucchio di ottime ragioni per non assillarmi più di tanto. Mai come questa volta le cose sono chiarissime nella mia mente.

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    domenica, giugno 07, 2009

    Canta di non aver bisogno di un viaggio in Irlanda, però sogna di scappare via con la mente e non col corpo.

    C'è il corpo e il suo riflesso, la materia e la sfuggente ombra, mi dice - Ah, allora parli della vecchia me! - con la sicurezza che io veda in lei una discontinuità.

    Invece ci vedo un filo rosso che collega tutte le cose, d'altronde se non fosse stato così, avrei dovuto dar fuoco a tutto, non tollerare, non lasciarmi irretire ogni volta che lei desidera, non lasciarmi allontanare ogni volta che ne ha voglia o ogni volta che, in qualche modo, talvolta oscuro, ne ferisco l'orgoglio.

    Non c'è rottura per me.

    E' permalosa come allora, non ha bisogno di chiedere scusa o di dare spiegazioni, perchè io le so già (questo è un mio chiaro processo psicotico  ) e credo che lei sappia benissimo che io so già che lei sa. E' testarda come allora, maliziosa esattamente come allora, talvolta anche più simpatica di allora (  ), con gli stessi sogni di allora, più o meno espliciti, con la stessa fragilità di allora. E delle notti anche lo stesso bisogno di protezione.

    E la modalità di comunicazione è sempre la stessa e mi fa morire. Niente "corteggiamenti di pensieri", niente manifestazioni di bisogni, niente giri di parole.

    Vieni. E basta.

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    domenica, giugno 07, 2009

    Alcune cose mi preoccupano.

    L'amarezza della falsità di tante cose da cui mi costringo a ricavare un po' di buoni sentimenti, per esempio. Triste, molto triste.

    Ma c'è un gesto che ho fatto ieri. Un gesto che dopo mi ha preoccupata per la sembianza che aveva. La lezione a scuola mi ha agitata per una miriade di motivi. Dovevo prendermi una cazziata, dovevo sopportare una intera lezione sulle dinamiche di coppia, dovevo sforzarmi di attutire le stronzate e le paccate di ovvietà che mi sarebbe toccato sentire per 10 ore, dovevo nascondere le crisi di pianto (la Pau ha detto che le dispiaceva che mi ero "rabbuiata". A saperlo che rabbuiata è poco. Stavo meditando se le finestre dal nostro piano fossero sufficientemente alte), dovevo sopportare il caldo e il sudore sotto le ascelle e il fatto che mangiando la piadina con la bresaola e il formaggio avevo macchiato la mia camicia rosa nuova.

    Ero molto agitata.

    A un tratto, sul blocco dove io e la Pau ogni tanto scriviamo le cazzate durante le lezioni per non passare come chiacchierone, ho scritto una cosa che sapeva tanto di un addio.

    A volte, a volte mi sembra proprio che sto salutando le cose. Cerco di capire e mi ritrovo a pensare cose pessime.

    Poi ieri ho visto Amore Criminale e il criminale faceva esattamente le cose che facevo io, compreso disegnarsi cose addosso (questa cosa qui è poco nota perchè ero a l'aquila e senza pc)...

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    sabato, giugno 06, 2009

    Ogni tanto mi piace tirar fuori il mio registratore con le risatine elettroniche e tantissime sfumature di tali risatine.

    - Io ti vedo in un futuro. Vedo una grande professionista [sei sicura di vedermi in Italia?? Giusto per curiosità, sennò vado a preparare la valigia da ora.... ] e con una compagna, che ti amerà e ti tratterà come meriti -

    Prima azionata di risatina elettroniche, con sfumature di amarezza. Ah, perchè proprio tu mi vieni a dire che non sono stata trattata come merito? Mi sa che le corna me le sono proprio prese. Alza il volume please :rolleyes:

    Oggi poi passo la giornata nel mondo dello zucchero a velo e del marzapane. Bla bla amore, bla bla costruire insieme, bla bla, oh si, se tutti avessimo ancora l'apertura mentale dei bambini, se tutti potessimo guardare il mondo senza le ristrettezze di questo cinico mondo da adulti. OOOOHHHHHH.

    Cazzate. Sento queste cazzate per 10 ore dalla mattina, poi alle 5, annoiata, con gli occhi lucidi di pianto perchè vorrei crederci davvero anche io, al mondo di marzapane, mentre dentro sento le mie rovine e il vuoto di troppo "isolamento" [che metafora, che metafora che ho fatto!]. Alzo la mano e dico - Si, ok, è questo il senso della terapia, chi dice di no, aprire le infinite possibilità ecc...ecc...Ma quanti veramente credono che se io adesso facessi qualcosa dalla "mente aperta" mi farebbero un applauso? Mi direbbero che sono ANTICONFORMISTA. E "anti" significa avere qualcuno/qualcosa contro -

    Scompenso una signora che vorrebbe intervenire, poi le trema la voce, sconnette qualcosa circa le luci e le ombre e poi cala il silenzio per un pobante minuto.

    E poi riparte il carrozzone del mondo di marzapane. E dico beati a loro che ci credono, che hanno la speranza, perchè a me, all'improvviso, d'un tratto si è spenta.

    Non è per un'ex stronza (più di una) o per il terrore di una risonanza magnetica in testa, che potrebbe non esserci qualcosa, ma potrebbe anche esserci...è che quando mi chiedono di fare un cartellone su cui rappresentare una famiglia nel ciclo di vita (e a noi, sempre culo, ci è toccata la vecchiaia) io non so immaginare. Non riesco a immaginare i miei. Non riesco a immaginare me con qualcuno e passarci del tempo insieme, tanto tempo, fino almeno alla menopausa, mettiamola così.

    La Pau oggi mi rimprovera. Mi dice - No! Perchè tu vuoi le cose sempre uguali, perchè ti danno sicurezza, ti devi abituare! - Ah, io mi abituerei bella mia, ma ho delle cose da recuperare, non è che le voglio sempre uguali, è che ne vorrei prima abbastanza da poterle sentire come sempre uguali e poi andare oltre. Vorrei una volta tanto sentire la sicurezza che il mondo non va a pezzi, che il cambiamento non mi arriva direttamente in faccia senza che io ci capisca nulla.

    La verità è che sto perdendo la testa. In un modo sconosciuto, tra l'altro. Sto continuamente male, piango continuamente, a volte così tanto e così senza soluzione che mi verrebbe da prendere il muro a testate per l'esaurimento. E ogni volta vorrei che fosse l'ultima, magari pure lunghissima, ma che poi, per dio, dopo finisse tutto. Invece la sensazione è che non finisce mai, come i guai di questo ultimi maledetti due mesi. Lei che mi lascia, il terremoto a l'aquila, l'esame di stato che come minimo, se mi va bene mi fanno fare a novembre, e che al massimo mi fanno fare un altro anno di tirocinio, così a vuoto, la scuola che in questo modo rischia di andare a puttane e la salute, cazzo la salute. Finalmente tutti i nodi vengono al pettine, il fegato preso a cazzotti per troppo tempo ha dato forfait, la tiroide che dopo 2 anni accelerati come fossi fatta a cocaina e anfetamine (e invece ero fatta solo a testardaggine)  ha dato forfait pure lei, e allora tirati il sangue, di nuovo, vai da un altro medico e infila la testa in un tubo di campo magnitico, prega, prega con tutta te stessa che non ci sia niente o che qualsiasi cosa ci sia non ti debbano aprire la testa, che quella è già andata di suo.

    Ma è oltre questo. Non è che non mi vedo superare questo ennesimo pessimo periodo, mi ci vedo pure, non credo che in verità sarà nulla di grave, sono ottimista, la cosa peggiore a cui penso razionalmente è che, quando tutto va male, mi infileranno un ago nel naso, spingeranno e toglieranno. [la parte irrazionale ha fantasie orribili su tutti i miei mal di testa, ma quello sì che è lo stress]. Io i pessimi periodi li ho sempre superati, ho sempre trascinato corpo e cervello oltre ogni giorno. Ma non riesco più ad andare oltre questo. Non riesco più a progettare oltre questo. Non riesco più a trovare un gancio che mi permetta di trovare la spinta, quel - vale la pena fare questo sacrificio in visione di questo futuro - . Ho perso la prospettiva temporale, il tempo si è mentalmente fermato.

    Nel mondo del pan di zenzero richiamano sogni, ricordi e fantasie.

    Io non riesco a scavare più niente da richiamare. Non mi viene più niente. Pluff, si è svuotato tutto. D'un tratto. C'è stato un momento nel passato in cui mi stava pure bene stare per fatti miei, quando mi comportavo come se non avessi nulla da perdere, come se avessi accettato che di certe cose non ce n'era per me e pazienza. Ci avessi messo una pietra sopra.

    Lo faccio anche adesso, adesso più che mai mi sembra di non avere poi così tanto da perdere. Ma sento comunque un male continuo, non me ne libero, è diverso dall'angoscia, è diverso dal vuoto.

    E' l'Assenza. Il vuoto è vuoto e basta. Il vuoto è buco nero e indefinito. Invece a me manca qualcosa. Qualcosa è assente, qualcosa che dovrebbe esserci, qualcosa che avrebbe dovuto esserci, eppure non è lì. E forse con il passare del tempo una parte molto nascosta di me sta cominciando a pensare che non c'è più il tempo e soprattutto la possibilità di recuperare e non lo sopporta, perchè ha sperato, ha sperato troppo, ha sperato che salvandosi la vita qualcosa, prima o poi, anche solo per la legge del caso, sarebbe accaduto.

    Invece no. Non è accaduto. Anzi. Quella salvezza è il mio tormento. Perchè viene ritirata fuori ogni volta come scusa, come una zavorra di cui non posso liberarmi, cicatrici che non posso cancellare.

    Parlano di costruire, costruire una casa e poi ripararla. E pensavo che forse ancora più importante di costruire è riparare. Perchè lì devi sacrificarti di nuovo per qualcosa che invece pensavi di aver superato. Forse è quando devi riparare che metti DAVVERO alla prova se ne è valso alla pena fare quel sacrificio. se vai in una casa nuova, vuol dire che, in fondo, non aspettavi altro che quel guasto, per andare da un'altra parte.

    O forse. Che il guasto sia irreparabile. Forse è anche questo. Ma quant'è difficile rassegnarsi a questo.


    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:12 | Permalink | commenti
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    giovedì, maggio 28, 2009

    Chi ti ama resta.

    PUNTO.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:32 | Permalink | commenti (1)
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    giovedì, maggio 28, 2009

    Silvio sa sempre il fatto suo. Ha lasciato a Napolitano l'inutile Coppa Italia e si è preso lui la ribalta della Champions League.

    Che dire di ieri?

    Ho tifato Barcellona per un solo motivo, per Guardiola. Perchè st'omo ha avuto la dolcezza di arrivare a Roma e telefonare a Mazzone e dirgli più o meno - O Sor Carletto, che voi venì a vedè una bella partita stasera? - e poi, nella piena agitazione della festa, quando avrebbe potuto dedicare la Coppa a chiunque, l'ha dedicata a Maldini.

    E poi una sensazione immediata. Mentre Silvio faceva il supersimpatico con Cristiano Ronaldo, tutti hanno pensato che stesse cercando di "convincerlo" a venire al Milan.

    Ma solo io ho pensato che gli abbia offerto il numero della Noemi?

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:59 | Permalink | commenti
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    mercoledì, maggio 27, 2009

    "vedo  gente stupida"

    - Dimmi cosa vedi.

    - Vedo gente stupida.

    - Li vedi spesso?

    - Continuamente.

    - E come sono?

    - Vanno in giro e pensano di essere normali.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 01:05 | Permalink | commenti (4)
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    mercoledì, maggio 27, 2009

    Avete mai notato che

    Felicità

    e

    Fanculo

    iniziano con la stessa lettera?

    Non può essere un caso!

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 01:04 | Permalink | commenti
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