mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: Superstar (Jamelia)

 

Aumenta sempre più la mia voglia di relax e spero che per lei sia lo stesso. Se ci penso…che nervi la situazione l’ha complicata tutta lei. Lei aveva preso un odore di impegno, senza che io glielo avessi minimamente chiesto, con la faccenda del sacchetto, lei mi ha allontanato credendo chissà io cosa pretendessi, mentre io volevo semplicemente che ci sentissimo come prima della mia partenza…


Domani, se le Poste Italiane sono dalla mia parte arriverà la mia lettera e spero che lei si tranquillizzi definitivamente.


Quello che non voglio sono PALETTI e DEFINIZIONI; sono la tua AMICA allora posso chiamarti 3 volte a settimana, siamo AMANTI allora ci sentiamo tutti i giorni…io voglio sentirmi LIBERA di fare quello che voglio e voglio che lei faccia lo stesso, perché se ricominciamo a parlare con le parole, ma a comunicare con l’inconscio e la paura, ricadiamo negli antichi circoli viziosi. Quello che nei tempi andati ci ha fregate e fatto del male è stato proprio il non essere sincere per paura di perderci, accettare compromessi, anche grandi, credendoli piccoli ed era come vendere l’anima al diavolo e dopo 3 anni stavamo letteralmente bruciando all’inferno. Ci eravamo incatenate a fondo. Ora io non solo non voglio QUELLE catene, ma non ne voglio di nessun tipo.

Tranquilla.

Non voglio avvelenarmi l’anima quando a casa dei suoi non la sento chiamare, o lei che sta in ansia quando non mi vede tornare. Devo saperla forte e deve sapermi forte.

 

-         Ce la farai a vivere da sola? –

Più passano i giorni e più la mia risposta è – Si –

E più la mia risposta è decisa, più la voglio vicino



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mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: Litigi dalla De Filippi

 

AUGURI PAPA’!!!

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mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: Tienimi con te (Claudio Baglioni)

 

Non so dare un nome alle cose. Soprattutto a questa cosa.

Quando il sabato prima di partire Matt mi disse – Ma tu mica sei innamorata di lei! – e io l’ho guardata con aria seccata, lei mi ha detto che non lo aveva capito.

Ma bisogna essere scemi!!

Alla fine non saprei dare un nome a tutto questo, non so se faccio bene, ma so che è qualcosa di diverso da ogni cosa provata prima, perché Nem resta l’unica persona capace di:

1-     farmi piangere

2-     farmi fare tutto

3-     affidarmi completamente

4-     dormire

5-     sentirmi completamente “unita”

Ed è da sempre così…da 3 anni…

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mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: No suprises (Radiohead)

 

Cosa vedono i miei occhi Hanno messo Nina Moric a condurre un programma su Rai2.

Il MARTEDI’…sembra essere il mio giorno fortunato

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mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: Perché non torna più (Laura Pausini)

 

Alle 23:13 ricevo uno sms decisamente laconico

-         Notte –

Che si sia vagamente arrabbiata? Le ho scritto l’ennesimo sms dove mi scusavo per il tono, ma ribadivo il concetto, che sono io la prima a non volere ruoli, ma al contempo è assurdo che mi paragoni a mari. E ho ribadito che prima di tutto farebbe bene a leggere la mia lettera e che questa storia mi sta stressando perché è un problema assolutamente inutile, visto che stiamo dicendo la stessa cosa

Il giorno che mi capita una cosa semplice, giuro che lo segno sul calendario

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mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: Mammifero (Subsonica)

 

E intanto dice di sognarmi la notte Mi sognò anche quel pomeriggio

Sono inaspettatamente combattiva

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mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: Un film su rai1


Non riesco a capire, nonostante la situazione stia precipitando, sento una strana FORZA dentro, qualcosa che mi spinge ad affrontare questa cosa capa e muro, senza la paura di romperla senza la paura di perdere lei, perché IO NON TENGO PIU’ IN VITA I CADAVERI. E sono stanca di logorarmi, stressarmi per situazioni che non mi fanno felice.

FASE EGOISTICA – EGOCENTRICA

E sia.


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mercoledì, marzo 31, 2004

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On Air: Paolo Bonolis


A testimonianza che dentro me qualcosa è cambiato, forse anche esageratamente cambiato , oggi pomeriggio ho preso e:

-         nel pomeriggio le ho scritto che sono stanca di logorarmi e se questo la faceva stare meglio, potevamo anche non sentirci più. Lei ha telefonato e ha detto cose come – Io non sento l’esigenza di sentirti sempre, non siamo due amanti Ma perché Mariangela mica la sento tutti i giorni? - PESSIMISMO E FASTIDIO, soprattutto perché io non ho mai avuto la pretesa di essere amanti ma nemmeno di essere paragonata alla tua ex compagna di classe che sta a Roma e senti una volta ogni tanto.

Io NON voglio un ruolo, voglio sentirmi LIBERA di fare quello che sento e voglio che per lei sia lo stesso, guidate nel sottobosco dall’affetto che ci lega e che non osiamo negare.
Avevo la batteria del cellulare scarica e tutto quello che faccio è scriverle – Insomma sono stata il Cristian di turno…meno male che con me t’è piaciuto un po’…- Lo so, a volte divento una SERIAL KILLER

-         La sera, dopo aver giocato a WING COMMANDER, scarico la tensione e ammorbidisco il tiro, scrivendo qualcosa come – Scusami, ci sono andata giù un po’ pesante. Io non mi sento la tua amante, ma non puoi paragonarmi a Mariangela. Io voglio sentirmi libera e voglio che lo sia anche tu, che non devo farmi paranoie se ho voglia di mandarti uno sms o telefonarti –

Non chiamerò io. Aspetto le sue reazioni.

Intanto io studio

E’ il turno di PSICOPATOLOGIA DELLO SVILUPPO.



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martedì, marzo 30, 2004
E io mi metto a studiare...
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martedì, marzo 30, 2004

IL GIOCO DI SANDY - Gianluca Grignani

Sandy era una bambina il controllo non l'aveva mai perso prima
si divertiva a giocare con me e a insegnarmi i giochi dell'amore che
ma nella mente una scintilla come un'idea nei suoi occhi oscilla
ed i suoi giochi d'amore per me ora sono carezze a caro prezzo che
Sandy tu che cammini su e giù tu che giocavi col sesso adesso chi sei tu
Sandy di soldi io non ne ho più solo i ricordi ho
ma non li spendo perchè tu Sandy non te li ricordi più
e nasce un'idea che mi vola via lasciando una scia che se ne va
fin dentro una specchio, riflesso quel letto rivedo già
tua madre che usciva la porta chiudeva e dai vieni su
dicevi tu da quella soffitta la strada è più corta per essere qua
e mi dicevi sei un bambino stringendo al seno quel cuscino
che male fa Auto in fila ad aspettare Sandy per fare all'amore...
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martedì, marzo 30, 2004

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On Air: 12 anni (Roberto Angelini)

 

Mentre mi accarezzava la prima volta disse queste due frasi:

-         Io non so che posso darti

cui io risposi con un – Non preoccuparti, io sono tranquilla –

e – Ce la farai mai a vivere da sola? –

Non compresi subito il senso di questa frase, quando le chiesi che cosa avesse a che fare in quel momento, lei rispose – E’ pertinente, è la domanda più pertinente –

Se ha davvero paura, credo abbia paura esattamente di questo e io, mai come adesso, so che posso farcela perché è quello che voglio…perché stavamo sul suo letto a chiacchierare, lei mi ha scoperto il braccio, lo ha guardato e ha chiesto – Ma questi segni bianchi sono tutti tagli? –

-         Si –

-         Ma è una cartina geografica

Non so cosa è scattato in quel momento; avevo sempre provato ad immaginarlo quel momento, quando qualcuno avrebbe guardato le mie cicatrici…per la prima volta ho provato vero orrore per quello che mi sono fatta. E in questi giorni di tensione il pensiero non mi ha mai minimamente sfiorato…nemmeno la notte che ha detto di non volermi più sentire.

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martedì, marzo 30, 2004

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On Air: Kunta Kinte (Daniele Silvestri)

 

Io proprio non capisco…che frase è – mica ci dobbiamo sentire tutti i giorni? - Prima di rivederci ci sentivamo tranquillamente quando mi svegliavo e, a volte, quando andava a dormire.

Da quando sono tornata non s’è degnata di farmi uno squillo, nemmeno per sapere se ero arrivata sana e salva…e meno male che domenica notte s’era resa conto di essere stata un mostro

Che devo fare?

Soprattutto: che devo pensare?

Che si stia prendendo la sua benedetta vendetta?

Che semplicemente io sia stata il suo Cristian di turno?

Che se la stia facendo addosso perché teme che la faccia soffrire di nuovo?

E che devo fare?

Essere insistente e cercare il discorso chiarificatore? Lasciare correre per qualche giorno, facendo finta di niente? Oppure dirle mia sponte che forse è il caso di non sentirsi per un po’ ?

Ma vedi tu che palle! Sempre a complicarci la vita noi!

Oggi pomeriggio le spedisco la lettera, sperando che quello che ho scritto le risulti abbastanza chiaro e spazzi via la paura, ammesso che sia paura quella che la sta frenando…

L’umore di ora è mandarle uno bello e dire: - Ciccia facciamo che non ci sentiamo per un po’, così ti chiarisci un po’ le idee…- ma in realtà non voglio che queste idee se le chiarisca da sola, ci devo essere anche io, per rispondere alle sue domande, per dimostrarle che i suoi dubbi sul mio carattere sono infondati e che, accidenti! , vogliamo la stessa identica cosa!

Questo mi fa impazzire, che stiamo dicendo la stessa cosa, nella stessa lingua, ma lei non capisce

 Ora vado a farmi un giro in macchina ascoltando buona musica così scarico questa tensione inutile.

Sto stranamente scoprendo che, qualunque sia la fine di questa maledetta faccenda, sono tornata da lì più forte di prima.

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martedì, marzo 30, 2004

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On Air: Gandalf il Grigio nelle miniere di Moira

 

Le ho scritto una lettera lunga 5 pagine, concetti, propositi, chiarimenti…

Poi mi viene in mente la naturalezza del nostro primo bacio, la tenerezza delle nostre carezze e lo spasso dei giochi sul suo letto, quando mi ha fatto fare 4 volte la stessa via perché si era appassionata al mio racconto della compagnia dell’Anello, soprattutto del Grigio e della guardia forestale alias Ramingo Grampasso-Aragorn, oppure quando l’ultima mattina lei sonnecchiava e io, seduta sul materasso, le accarezzavo gli angoli della bocca o le stringevo la mano…o a colazione, mentre scherzavamo prendendo in giro 9 settimane e ½ con le briciole di fette biscottate

Ripenso alle mie mani calde sempre e dico: perché non ci rilassiamo un po’?

Ci stiamo facendo…o meglio: si sta facendo e di conseguenza me lo faccio anche io, un pippone allucinante…


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lunedì, marzo 29, 2004

Cambio di "grafica"...così è più leggibile

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lunedì, marzo 29, 2004

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On Air: Fotoromanza (Gianna Nannini)

 

Ci sono dei momenti in cui non mi sembra che tutto quello che è successo non sia reale, come i miei soliti sogni a occhi aperti. Non credo, però, che sia colpa della situazione bellissima…credo sia colpa della dissociazione Per fortuna c’è il mio quadernetto, dove ho appuntato ogni pensiero, ogni emozione di quei giorni , le frasi dette o pensate, i respiri, le sensazioni, gli sguardi incrociati, le mie battute al vetriolo…mi mancano solo gli odori e i sapori…beh, neanche tanto, visto che è l’odore e il sapore della nicotina

E’ assurdo, se vi raccontassi tutto quello che abbiamo alle spalle io e Nem, credereste che vi sto raccontando una bugia palese, che è un film, persino troppo fuori dal reale.

Invece no. Io sono andata lì, ci siamo viste, ci siamo abbracciate, accarezzate, abbracciate e coccolate. Abbiamo giocato come piace fare a noi, ambiguamente, con le parole e col corpo, coi nostri codici, privati, segreti, comprensibili solo alle nostre orecchie. E’ strano chiamarla, sentire la sua voce e conoscere perfettamente l’espressione che ha in viso

 

Mi aspettavo che questi giorni sarebbero stati un po’ “difficili”. Ieri addirittura voleva non sentirmi più, poi oggi siamo state più tranquille, i nostri salutari 10 minuti di risatine. Mi sento molto carica, voglio fare le cose, l’uni e studiare e fare begli esami, andare a correre…questi giorni sono delicati, cruciali, deve capire, e devo essere brava io a dimostrarglielo, che tutte le paure che la stavano assalendo ieri notte non sono reali, che bisogna stare tranquille, che quello che voglio io per prima, sono i fatti.

Che stiamo insieme per la nostra forza, non per le nostre debolezze, quelle le dobbiamo combattere da sole.

 

La sera che chiamò il suo ex (il pomeriggio ci eravamo spinte molto in là ) io diedi un po’ fuori di matto, nel senso che mentre lei era in stanza a parlare con cristian, io entrai, mi presi il mio quaderno e me ne andai in cucina a scrivere e a bere la mia camomilla. Sul quaderno scrissi, tra le altre cose – non voglio che lei parli di me con qualcuno così come parlava con me di cristian Lei il quaderno l’ha poi letto e di sfuggita s’è lasciata scappare – Lo sai che quella faccenda di cristian non è vera – Lo so. Ma per me crescere significa chiudermi mezz’ora in cucina, a bere camomilla, scrivendo cose che so di non pensare realmente e – farmela passare – Per non tenerle il muso inutilmente, per non ricattarla moralmente, per non stare male per le sciocchezze, per non ricadere in ridicoli circoli viziosi.

Piccoli passi, ma devo renderli luminosi affinché lei possa vederli e cancellare il fantasma di una me che è ormai un cadavere.

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lunedì, marzo 29, 2004

SUNRISE - Norah Jones 

Sunrise, sunrise
Looks like mornin' in your eyes
But the clocks held 9:15 for hours
Sunrise, sunrise
Couldn't tempt us if it tried
'Cause the afternoon's already come and gone

And I said hoo...
To you

Surprise, surprise
Couldn't find it in your eyes
But I'm sure it's written all over my face
Surprise, surprise
There was something I could hide
When I see we made it through another day

And I said hoo...
To you

Now good night
Throw its cover down
On me again
Ooh and if I'm right
It's the only way
To bring me back

Hoo...
To you
Hoo...






























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lunedì, marzo 29, 2004

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On Air: Lasciati (Subsonica)

 

Una notte, prima di partire, disse:

-         Io provo qualcosa per te nel senso che dici tu (e lei sa in che senso dico io), ora sta a vedere se mi piaci –

Cioè, i dubbi ora non sono più sul fatto che io sono una ragazza, lei si è lasciata andare, ben oltre un bacio, e soprattutto l’ha voluto lei, io non l’ho sbattuta affatto al muro…ed era anche lei a mormorare – Voglio stare un po’ da sola con te - . Eh no, cazzo che non ero solo io.

E soprattutto non era solo “per provare”; martedì notte aveva esordito con – Io non voglio farti male come XXX – che tradotto significa – Non voglio illuderti, farti credere una cosa e invece desiderarne un’altra, non voglio usarti – E so che era sincera. Anche perché se era per provare, provavi una volta, ma non tutta la settimana, con il “rischio” di essere sgamata dalle tue amiche (che poi si capiva benissimo che era successo qualcosa…). Se era per provare, tante premure non se le prendeva…premure piccole, come rifarmi il letto se si accorgeva che nella notte mi ero scoperta, rassicurarmi dopo che l’aveva chiamata il suo ex con una carezza da sotto le coperte, toccarmi il piede mentre stavamo a tavola.

[Telefonata]

 

Ah, ecco. Felici, tranquille e semplici. Cosa hai fatto, come sta zia Mimma? E tuo fratello? All’uni tutto ok? Poi se ti servono gli appunti di sociologia te li mando, Pantofola che dice? Ah, ha deciso di incontrare Felice? Speriamo bene…Se mia mamma si è accorta che mi hai fatto le sopracciglia? Veramente no, vorrà dire che la prossima volta te le farò fare un po’ di più. Si, tranquilla. Stasera Valeria te lo fa vedere il Signore degli Anelli? Non lo sai? Vabbè, non fa niente, vorrà dire che mi chiami e te lo racconto io.

E’ pane morbido e semplice. Alleluia.

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lunedì, marzo 29, 2004

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On Air: Mille giorni di me e di te (Claudio Baglioni)

 

E’ questo quello che voglio con Nem…risulta abbastanza chiaro?

 

[…] Quando mi hai supplicato di non cercarti più, io l’ho fatto. E se me lo avessi chiesto anche oggi, dimostrandomi che ti facevo davvero del male, l’avrei fatto ancora. Ma io non ti sto facendo male. Io ti ho guardato in faccia tutti questi giorni, non stavi male. Quando ti stringevo e mi sorridevi, non ti stavo facendo male, vaffanculo.

Non sono più la stessa persona di prima. Sono più forte, […] , che a te sembrano tanto pochi, a me hanno fatto capire tante cose, il male dentro me, il male che ti avevo fatto…

Questa settimana guardavo Pantofola campare per uno sms…so che io ti ho fatto di peggio. Quando magari non tornavo a casa e non sapevi se avevo fatto qualche cazzata o no, quando ogni giorno mi chiedevi quando ci saremmo visti…

 

[…]

 

Quando sabato ti volevo prendere il sacchetto da mano, lo volevo prendere davvero, sei tu che ci hai costruito tutta sta pippa micidiale.

Adesso baci me.

Domani bacerai qualcun altro.

Maryel prima baciava mio fratello.
Poi baciava un altro ^^’

I miei amici prima mangiavano nel mio piatto 2 volte a settimana.

Ora non mi salutano se mi incrociano.

5 mesi che ti dico: se ti piaccio, se ti piace, stai con me. Quando e se non andrà più bene, a me o a te (specifichiamo, perché potresti salirmi tu sui cojoni!), significherà che il rapporto ha fatto il suo corso, s’è esaurito, inutile tenere in vita un cadavere, facendo male a me e a te.

E quello “stai con me” non significa fidanzarsi, essere amiche o qualcosa. Significa letteralmente STAI CON ME. Tanto, pure se un giorno ci venisse lo schiribizzo di dire che siamo fidanzate, che cosa cambia? Quella parola è forse magica che cambia la possibilità che tu un giorno andando a comprare il pane incontri qualcuno che ti farà stare meglio di me? Non mi pare.

Chiedere a mio fratello, per esempio…alla marea di FIDANZATI cornuti.

“Stai con me” significa lotta con me, sii il mio rifugio quando le avrò provate tutte per combattere contro le difficoltà e avrò bisogno di 10 minuti di riposo…e una volta recuperate le forze, pronti – via per un’altra esplorazione del mondo…come i bambini, che hanno bisogno della base sicura dei genitori per poter raggiungere una sana indipendenza.

No, non chiamarmi questa cosa DIPENDENZA. Questo è crescere, questo è “volersi bene” come hai detto tu poco fa. Le parole, le definizioni, i “ti amo” i “ti voglio bene” i “mai” i “sempre”, stanno a zero, non significano niente, sono piccole illusioni,[ … ] …solo che quando cadi di frantumi le gambe. E noi lo sappiamo bene, perché le gambe ce le siamo spezzate per benino. E io su queste illusioni non ci voglio risalire, perché la vita vera non sta lassù. Sta quaggiù, sta nell’AGIRE che tanto decanti, nella guerra che faccio ogni giorno con me, con l’università, con i miei dolori; è il tuo agire per non crollare per tuo [ … ], per crescere e camminare con le tue gambe, per farti donna.

 

[ … ]

 

Cazzo, non fasciamoci la testa prima di rompercela, soprattutto se non esistono le condizioni per rompersela!

Non sono più la stessa persona di prima.

Non ho nessuna intenzione di trascinarti da nessuna parte.

 

[ … ]

 

La mia felicità vera: quella di vederti camminare con le tue gambe. Quella sera ti ho anche detto – Vuoi che esca? – e sarei uscita, ti avrei lasciato combattere la TUA battaglia e se ti avesse consumato le forze, io sarei semplicemente stata lì a darti la mano, farti rialzare e darti un calcio in culo all’urlo di – VA’ E AGISCI! –

Ci vorremo bene sul serio se non avremmo “bisogno” l’uno dell’altra, se ci sentiremo libere di vivere la vita, che è contemporaneamente miatuanostra, come due fili di colori diversi, che a volte si intrecciano, ma sono comunque distinguibili l’uno dall’altra, comunque due cose diverse. Questo è quello che voglio fare con te: VIVERE e AGIRE. E si può vivere & agire solo un giorno per volta.

 

[ … ]

 

E per me la vita stava in quei baci, negli abbracci, nei nostri giochi amorosi, ma sta anche qui, in 10 esami che mi separano dalla laurea, sta sulle mie braccia, nei segni della mia cartina geografica, sta in ogni bottiglia di birra che rinuncio a stappare.
E per te è lo stesso.

Faccio parte della tua vita, ma NON SONO la tua vita, faccio parte delle cose che possono farti felice, ma non sono la tua felicità, e per me è lo stesso.

Spiegami allora perché devi rinunciare a una cosa che ti fa felice.

 

[ … ]

 

Tu temi che io voglia complicare il pane…ma è proprio accusandomi di questo che lo stai complicando…mentre è tutto di una semplicità così disarmante…ci sentiamo quando ci va, ci vediamo quando ci va…io non lo so come si chiama tutto questo, se si chiama fidanzamento, se si chiama amicizia, se si chiama amore o si chiama tvb. So solo che è quello che voglio con te. So solo che è quello che sento fa tranquillamente felici entrambe.

Le parole stanno a zero, non te lo sei proprio chiesta perché nonostante tutto quello che succedesse questa settimana io non ti abbia mai detto né “ti amo” né “ti voglio bene” ? Te lo dico ora perché non l’ho fatto (e sai che io te l’ho detto per molto meno! ): perché VOGLIO AGIRE.

Non so se la vita è così per tutti, ma per me, per te anche, lo sento, è una lotta e io non voglio più rannicchiarmi dentro te, come dentro nessun altro, per dimenticare tutta la fatica che c’è da fare fuori. Io voglio lottare con te, finchè sarà…