Mood: 
On Air: Mille giorni di me e di te (Claudio Baglioni)
E’ questo quello che voglio con Nem…risulta abbastanza chiaro?
” […] Quando mi hai supplicato di non cercarti più, io l’ho fatto. E se me lo avessi chiesto anche oggi, dimostrandomi che ti facevo davvero del male, l’avrei fatto ancora. Ma io non ti sto facendo male. Io ti ho guardato in faccia tutti questi giorni, non stavi male. Quando ti stringevo e mi sorridevi, non ti stavo facendo male, vaffanculo.
Non sono più la stessa persona di prima. Sono più forte, […] , che a te sembrano tanto pochi, a me hanno fatto capire tante cose, il male dentro me, il male che ti avevo fatto…
Questa settimana guardavo Pantofola campare per uno sms…so che io ti ho fatto di peggio. Quando magari non tornavo a casa e non sapevi se avevo fatto qualche cazzata o no, quando ogni giorno mi chiedevi quando ci saremmo visti…
[…]
Quando sabato ti volevo prendere il sacchetto da mano, lo volevo prendere davvero, sei tu che ci hai costruito tutta sta pippa micidiale.
Adesso baci me.
Domani bacerai qualcun altro.
Maryel prima baciava mio fratello.
Poi baciava un altro ^^’
I miei amici prima mangiavano nel mio piatto 2 volte a settimana.
Ora non mi salutano se mi incrociano.
5 mesi che ti dico: se ti piaccio, se ti piace, stai con me. Quando e se non andrà più bene, a me o a te (specifichiamo, perché potresti salirmi tu sui cojoni!), significherà che il rapporto ha fatto il suo corso, s’è esaurito, inutile tenere in vita un cadavere, facendo male a me e a te.
E quello “stai con me” non significa fidanzarsi, essere amiche o qualcosa. Significa letteralmente STAI CON ME. Tanto, pure se un giorno ci venisse lo schiribizzo di dire che siamo fidanzate, che cosa cambia? Quella parola è forse magica che cambia la possibilità che tu un giorno andando a comprare il pane incontri qualcuno che ti farà stare meglio di me? Non mi pare.
Chiedere a mio fratello, per esempio…alla marea di FIDANZATI cornuti.
“Stai con me” significa lotta con me, sii il mio rifugio quando le avrò provate tutte per combattere contro le difficoltà e avrò bisogno di 10 minuti di riposo…e una volta recuperate le forze, pronti – via per un’altra esplorazione del mondo…come i bambini, che hanno bisogno della base sicura dei genitori per poter raggiungere una sana indipendenza.
No, non chiamarmi questa cosa DIPENDENZA. Questo è crescere, questo è “volersi bene” come hai detto tu poco fa. Le parole, le definizioni, i “ti amo” i “ti voglio bene” i “mai” i “sempre”, stanno a zero, non significano niente, sono piccole illusioni,[ … ] …solo che quando cadi di frantumi le gambe. E noi lo sappiamo bene, perché le gambe ce le siamo spezzate per benino. E io su queste illusioni non ci voglio risalire, perché la vita vera non sta lassù. Sta quaggiù, sta nell’AGIRE che tanto decanti, nella guerra che faccio ogni giorno con me, con l’università, con i miei dolori; è il tuo agire per non crollare per tuo [ … ], per crescere e camminare con le tue gambe, per farti donna.
[ … ]
Cazzo, non fasciamoci la testa prima di rompercela, soprattutto se non esistono le condizioni per rompersela!
Non sono più la stessa persona di prima.
Non ho nessuna intenzione di trascinarti da nessuna parte.
[ … ]
La mia felicità vera: quella di vederti camminare con le tue gambe. Quella sera ti ho anche detto – Vuoi che esca? – e sarei uscita, ti avrei lasciato combattere la TUA battaglia e se ti avesse consumato le forze, io sarei semplicemente stata lì a darti la mano, farti rialzare e darti un calcio in culo all’urlo di – VA’ E AGISCI! –
Ci vorremo bene sul serio se non avremmo “bisogno” l’uno dell’altra, se ci sentiremo libere di vivere la vita, che è contemporaneamente miatuanostra, come due fili di colori diversi, che a volte si intrecciano, ma sono comunque distinguibili l’uno dall’altra, comunque due cose diverse. Questo è quello che voglio fare con te: VIVERE e AGIRE. E si può vivere & agire solo un giorno per volta.
[ … ]
E per me la vita stava in quei baci, negli abbracci, nei nostri giochi amorosi, ma sta anche qui, in 10 esami che mi separano dalla laurea, sta sulle mie braccia, nei segni della mia cartina geografica, sta in ogni bottiglia di birra che rinuncio a stappare.
E per te è lo stesso.
Faccio parte della tua vita, ma NON SONO la tua vita, faccio parte delle cose che possono farti felice, ma non sono la tua felicità, e per me è lo stesso.
Spiegami allora perché devi rinunciare a una cosa che ti fa felice.
[ … ]
Tu temi che io voglia complicare il pane…ma è proprio accusandomi di questo che lo stai complicando…mentre è tutto di una semplicità così disarmante…ci sentiamo quando ci va, ci vediamo quando ci va…io non lo so come si chiama tutto questo, se si chiama fidanzamento, se si chiama amicizia, se si chiama amore o si chiama tvb. So solo che è quello che voglio con te. So solo che è quello che sento fa tranquillamente felici entrambe.
Le parole stanno a zero, non te lo sei proprio chiesta perché nonostante tutto quello che succedesse questa settimana io non ti abbia mai detto né “ti amo” né “ti voglio bene” ? Te lo dico ora perché non l’ho fatto (e sai che io te l’ho detto per molto meno! ): perché VOGLIO AGIRE.
Non so se la vita è così per tutti, ma per me, per te anche, lo sento, è una lotta e io non voglio più rannicchiarmi dentro te, come dentro nessun altro, per dimenticare tutta la fatica che c’è da fare fuori. Io voglio lottare con te, finchè sarà…