- DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA'
1) Definizione:
a) La definizione di questo disturbo è molto complessa e controversa. Spesso viene confuso con nevrosi, psicosi, disturbi dell'umore, altri disturbi della personalità, disturbi cognitivi. Un tempo era considerato al limite tra le nevrosi e le psicosi
b) Sembrano avere un ruolo centrale la manifestazione di problemi di separazione - individuazione, i problemi di controllo dell'affettività e gli intensi rapporti affettivi personali, con problemi di auto - immagine
2) Diagnosi, segni e sintomi
a) I pazienti sono "sempre in crisi"
b) Tendono ad avere episodi micropsicotici, spesso con paranoia o sintomi dissociativi transitori
c) Sono frequenti comportamenti autodistruttivi, automutilanti o gesti, minacce o atti suicidi
d) Le relazioni con gli altri sono spesso tumultuose
e) Non tollerano di essere da soli. Fanno sforzi immani per evitare un abbandono reale o immaginario
f) Si arrabbiano facilmente
g) Sono spesso manipolativi, talvolta in modo eccessivamente trasparente
h) La loro autoimmagine e la loro identità sono instabili
i) Sono impulsivi per quanto riguarda il denaro e il sesso, e tendono a fare abuso di sostanze, guidano in modo spericolato o mangiano in modo compulsivo
j) E' di solito presente una reattività dell'umore. Possono avere "tempeste emotive"
k) Caratteristiche comuni sono ansia generalizzate e una sessualità caotica
3) Epidemiologia
a) La prevalenza del disturbo borderline di personalità è di circa il 2% della popolazione
b) Più comune nelle donne che negli uomini
c) Di questi pazienti, il 90% ha un'altra diagnosi psichiatrica e il 40% ne ha due
d) Vi è un aumento della prevalenza di disturbi dell'umore nelle famiglie
e) Vi è maggiore prevalenza del disturbo borderline di personalità nelle madri di soggetti con questo disturbo
4) Eziologia:
a) Le lesioni organiche possono essere dovute a danni celebrali perinatali, encefaliti, traumi cranici, ecc…
b) Violenza fisica o sessuale, abbandono, oppure eccessivo coinvolgimento affettivo
5) Test psicologici: i test proiettivi rivelano una compromissione dell'esame di realtà
6) Fisiopatologia:
a) Lesioni frontali possono causare una compromissione della capacità di giudizio e del controllo affettivo
b) Lesioni temporali possono determinare tratti tipo Kluver-Bucy
c) Può essere presente un deficit di serotonina
7) Fattori psicodinamici:
a) Scissione: il paziente manifesta ira senza avere consapevolezza di emozioni positive o ambivalenti verso altre persone. Di solito transitoria. Il soggetto ha inoltre capacità di ripartire il personale ospedaliero in due gruppi, cioè coloro che lo amano e coloro che lo odiano. Questo può diventare un problema per il gruppo che si occupa del trattamento del paziente
b) Idealizzazione primitiva
c) Identificazione proiettiva: il soggetto idealizza alcuni aspetti di un'altra persona, poi cerca di coinvolgerla in varie interazioni che possono risolvere la sua ambivalenza. Inoltre tenta, inconsciamente, di far si che il terapista provi le sue stesse sensazioni.
d) Presenza sia di forti necessità aggressive sia di un'intensa brama d'oggetto, che spesso si alterano
e) Il paziente ha un'intensa paura di abbandono
f) La sottofase di riavvicinamento della separazione - individuazione è irrisolta (teoria di M. Mahler); la persistenza dell'oggetto è alterata. Questo comporta un'alterazione della strutturazione interna e del controllo.
g) Il paziente si rivolta contro se stesso - odio verso se stesso, disprezzo rivolto al sé
h) La disfunzione generalizzata dell'ego comporta un disturbo del giudizio di identità
[…]
9) Decorso e prognosi:
a) Variabili, può migliorare in età più avanzata
b) Sono possibili suicidio, automutilazioni, depressione, disturbi somatoformi, psicosi, abuso di sostanze
10) Trattamento: I pazienti con disturbi borderline possono essere problematici. Il paziente può avere "tempeste affettive" e richiede considerevole attenzione
a) Il trattamento di solito include psicoterapia mista di sostegno ed esplorativa. Il trattamento della psicosi di transfert, controtransfert, del comportamento dimostrativo e delle minacce e dei desideri di suicidio è problematico. I terapisti funzionano come ego ausiliario e cercano di definire i limiti comportamentali.
b) La terapia comportamentale può essere utile per controllare gli impulsi e gli scoppi d'ira e per ridurre la sensibilità alla critica e al rifiuto; viene usato l'addestramento alle capacità sociali. La terapia comportamentale dialettica è una recente innovazione
c) Psicofarmacologia: alcuni farmaci possono essere utili per la stabilizzazione dell'umore e del controllo degli impulsi. Fra questi vanno ricordati gli antidepressivi (ad esempio, sertralina 50-200 mg/die; carbonato di litio 300-600 mg 2 o 3 volte al giorno; carbamazepina 200-400 mg 3 volte al giorno; divalproex a livelli terapeutici). Per limitati periodi possono essere utili basse dosi di antipsicotici
d) Il ricovero in ospedale per le crisi di solito è breve, alcuni pazienti richiedono un ricovero prolungato per conseguire modificazioni strutturali.
e) Il terapista deve monitorare il controtransfert e spesso cercare consulenze
f) Il paziente può inconsciamente dividere il personale. Il paziente induce il personale a mettersi gli uni contro gli altri. Questo comportamento deve essere previsto e può essere gestito educando il personale.
[da "Psichiatria Clinica", Kaplan & Sadock's , Centro scientifico editore ]