lunedì, ottobre 31, 2005

WILLOW: (crying) Please. Please, bring her back.

DEMON: You may not violate the laws of natural passing.

WILLOW: How? How is this natural?

DEMON: It is a human death, by human means.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:48 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, ottobre 31, 2005

Silvio ha detto che lui è sempre stato contrario alla guerra in Iraq...Non sapevo che avessero fatto un seguito di Memento...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:22 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, ottobre 31, 2005

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:19 | Permalink | commenti
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lunedì, ottobre 31, 2005

Con chiunque ne parli [perchè per sfogarsi ci vuole un coinvolgimento emotivo che a quanto pare il mio lobo destro per ora si rifiuta di elargire a tutto il resto della mia anima...], tutti dicono - Ma io sono d'accordissimo con te, non potevi fare altro -

Come se io della ragione me ne facessi qualcosa.

E' tutto un atto di crudeltà.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:21 | Permalink | commenti
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lunedì, ottobre 31, 2005

Domani mattina si riparte.

Non credo di riuscire a venire nemmeno per l'Immacolata, per cui non so

quando riavrete mie notizie.

Di certo, per natale cercherò di sistemare questa maledetta

situazione pc a L'Aquila.

Ma serve l'arte tecnica di mio fratello.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 16:30 | Permalink | commenti (1)
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domenica, ottobre 30, 2005

E' buffo e lei non lo sa.

E' buffo che proprio oggi, come anni fa, quando il mio cuore era di un'altra, anche allora, uguale e preciso, il petto mi si lacerava, senza fare però tanta impressione.

Le streghe, le streghe, arrivano le streghe...

...e torno io.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:51 | Permalink | commenti (3)
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domenica, ottobre 30, 2005

BUFFY
Every single night the same arrangement
I go out and fight the fight
Still, I always feel the strangest strangement
Nothing here is real,
Nothing here is right
I’ve been making shows of trading blows
Just hoping no one knows
That I’ve been
Going through the motions
Walking through the part
Nothing seems to penetrate my heart
I was always brave and kind of righteous
Now I find I'm wavering
Crawl out of your grave you'll find this fight
Just doesn't mean a thing

V
AMPIRO
She ain't got that swing

BUFFY
Thanks for noticing

VAMPIRI E DEMONE
She does pretty well with things from hell
But lately, we can tell that she's just
Going through the motions
Faking it somehow

DEMONE
She's not even half the girl she... /ow

BUFFY

Will I stay this way forever?
Sleepwalk through my life's endeavour

FUSTO

How can I repay you?

BUFFY

Whatever
I don't want to be
Going through the motions
Losing all my drive
I can't even see
If this is really me
And I just wanna be
Alive

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:28 | Permalink | commenti
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venerdì, ottobre 07, 2005

I'm under your spell
God, how can this be?
Playing with my memory
You know I've been through hell


Willow, don't you see?
There'll be nothing left of me
You made me believe

 Believe me, I don't wanna go

 And it'll grieve me, cuz I love you so
But we both know



Wish I could trust
That it was just this once
But I must do what I must
I can't adjust to this disgust
We're done and I just

Wish I could stay
Wish I could stay
Wish I could stay
Wish I could stay

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 12:23 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, ottobre 06, 2005

All'improvviso la realtà vi scaraventa su due pianeti diversi.

Tu, su quello [che stai cominciando a considerare palesemente stupido -_- ] dove le cose sono semplici e quasi a correlazione diretta: - Se l'ami, te ne sbatti i cojoni del resto -

Te ne sbatti delle ore in treno, di dormire da sola in un albergo, di mangiare scatolette [o magari non mangiare proprio], di studiare in treno...

Perchè è semplice: - L'ami e vuoi stare con lei -

Lei è su un pianeta diverso.

Forse è il pianeta della realtà, che ne so.

Tanto io, faccio esercitazioni di malattia mentale, ma non mi decido mai ad ammalarmi del tutto. E' l'ottimismo perverso che ti fa dire - Ma forse forse, si sta meglio fuori che dentro -

Senza pensare che forse il mondo di fuoi è troppo complicato per me.

Lei è su un pianeta in cui prima di me vengono molte altre cose.

E ormai mi sono rassegnata a indagare chi ha ragione, chi ha torto.

Semplicemente le nostre menti si sono separate, spaccate da una distanza che non è materiale, di treni e pulman, ma di pensieri, di ragionamenti, di priorità.

Ho sperato fino all'ultimo di sentirmi dire che il problema in realtà era altro, che non volesse vedermi fare tanti sacrifici [che poi per me non sono mai stati sacrifici!]

Invece il problema è quello che mi ha detto davvero l'altra sera.

Che mi ha addossato colpe inaudite. Accuse vergognose, che non merito.

Perchè non sono perfetta, non ho mai agito facendo tutto giusto, ho sbagliato e risbaglierò ancora, ma la croce addosso che mi lancia ogni volta che mi scrive da quella sera, non me la prendo sulle spalle, mi dispiace.

Non sono errori miei.

Sono errori suoi, della sua vita.

Errori di cui si guarda bene di prendersi la responsabilità, buttandomi tutto addosso.

Sono una persona la cui comprensività sfiora [o meglio, raggiunge e supera abbondantemente a essere sinceri...] l'autolesionismo. Posso capire tutto, da lei mi sono già prese altre accuse contro le quali avrei dovuto dire - Basta. Non hai capito niente -

Ma non l'ho mai fatto. Perchè capivo.

O almeno ci provavo.

Al contempo, però, mi conosco, sono megalomane e voglio.

E stavolta non posso essere io quella che fa marcia indietro. Troppa è l'offesa, troppa è la ferita, troppo è il dolore di vedersi scaraventata in fondo alla lista di ogni priorità.

Con tanto di quel dolore ho cestinato la tua ultima emai, chiaro emblema del fatto che io sono partita su uno shuttle che mi ha spedita a tutta velocità fuori dal sistema solare.

Lei guidava una 500.

Chi legge qui da sempre [o chi a volte va a spasso disordinando gli archivi...] avrà capito una cosa di me.

Che non sono scema. Che non mi faccio fare semplicemente fessa.

Ci metto il cuore perchè è l'unica cosa che so fare.

Se ce un ostacolo, io ce lo lancio oltre, verso l'ignoto, senza sapere se mi tornerà mai indietro o se qualcuno lo porterà davvero con sè.

Lo faccio...finchè sento che non c'è più nulla da fare.

E stavolta, io sento di non poter fare più nulla.

Soprattutto se devo sentirmi dire quello che ascolto da giorni.

E poi parla di non sputare nei piatti in cui si mangia...

E quando sento che non c'è più niente da fare [almeno da parte mia, perchè lei potrebbe fare benissimo...con tutto l'amore che provo per lei...], soffro, piango, sbatto, bevo [ogni tanto...come ho detto ieri a mia nipote - Stasera mi spetta la quantità di alcool consona a chi viene lasciata in questo modo dopo un anno - ... dovremmo fare una specie di regolamento sindacale, noi imperterriti lasciati ], mi incazzo, tiro calci, mi faccio bruciare la pelle, faccio discorsi deliranti in macchina riaccompagnando gente a casa, ma non mollo.

Non l'ho fatto con Nem, che ANCORA telefona a casa, e quando prendo la telefonata, sta lì in linea una trentina di secondi solo per lo sfizio di sentirmi dire - Pronto pronto - , non lo farò con lei, se il suo atteggiamento è quello che tenuto in questi giorni.

- Se ti ama, tornerà - continuo a ripetermi.

E se non torna, penserò che non mi ama e allora meglio chiuderla qui.

Semplice e diretto, come il pianeta in cui mi ha sparato il mio shuttle sotto le chiappe.

Claudia mi dice - Ma davvero pensi che sia finita qui? -

Se le cose continuano così, che più lei scrive, più peggiora le cose, certo che è finita qui.

Se non sopporto nemmeno leggere le sue parole, che fanno solo male, che sputano nel piatto e addosso a me, certo che non voglio saperne più niente di lei.

Semplicemente abbiamo smesso di appartenerci.

Io appartengo all'amore, quello sfrenato e stupido.

Lei appartiene ai suoi problemi, alla sua famiglia, alle sue priorità, alle sue paure.

Semplicemente abbiamo raggiunto il punto arrivo naturale.

C.d.S. : domani dovrebbe essere il giorno buono per partire. Arrivo, casa con il divano rosa pugno nell'occhio

Credo che avrete notizie di me durante il ponte dei morti

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 14:02 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, ottobre 06, 2005

Queste...sono niente...

Io...sono...niente

[...tutte le ferite guariscono]

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 01:52 | Permalink | commenti
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giovedì, ottobre 06, 2005

Anche per te.

Darei qualcosa che non ho.

 

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 01:30 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, ottobre 03, 2005

Date le precarie condizioni psichiche [sono stata io a lasciarla, ma ciò non implica che mi vada a fare una passeggiata], credo che non riuscirò a scrivere prima della mia partenza.

Per cui, vi saluto qui, fino almeno a dopo Natale, quando forse [ma ormai non è più così urgente aggiungere questa spesa...] riuscirò ad avere un collegamento a internet tramite modem gprs.

Di certo, sta specie di computer futuristico a Caserta a pijare polvere fa impressione, per cui lo porterò di sicuro a L'Aquila appena mio fratello potrà.

La favola finisce qua.

Si spera per ora, si spera di risentirci e rileggerci un po' più allegri e con un'altra storia di vita da raccontare, nella sua nascita, nel suo sviluppo, e magari, stavolta, nel suo lieto fine.

Che sia vero.

Che sia desiderato.

Che sia di entrambe.

Fate qualche preghierina per me ogni tanto, che sono una persona un po' stupida forse, ma sicuramente tanto buona.

[Ecco, ora mi sto avendo il cedimento...piangerò tutta la notte, già lo so... per cui vi lascio, sennò comincio a scrivere cose lamentose, pietose e lo sapete come divento quando sto male...per cui...]

GODETEVI LA VITA BELLI MIEI.

 

Io andrò a pulire il cesso di casa mia.

L'hai spenta.

E io ormai al buio non so più come trovarti.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:05 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, ottobre 03, 2005

Era una vecchia canzone dei Bluvertigo, che diceva che dopo ogni raffreddore se ne andava una piccola parte di olfatto.

La sensazione è  un po' così.

Dopo ogni colpo al cuore, è come se perdessi alcuni battiti.

L'ho sentito nettamente mentre l'ho vista sparire e diventare la sua schermata "non-in-linea".

Forse le sembrerà di essere stata lei.

Ma non è vero.

Stavolta sono stata io.

Perchè sono stanca delle scuse. Sono stanca della chiacchiere. Per me, che ho sempre fatto tutto, che non mi è mai importato di niente se non di lei, è un insulto sentirmi dire cazzate sulla frequenza, sugli alberghi, scuse, scuse una dietro l'altra.

Potevo tollerare quando la sua volontà nulla poteva.

Ma quando è la sua volontà a mancare, no, allora non posso più accettare.

Non posso combattere una guerra solo io.

Non posso perchè non è così che la voglio.

Se devo stare con qualcuno, questa persona deve combattere con me.

Se non lo fa, non può stare con me.

Lei non lo fa, quindi non sta più con me.

L'amo, l'amo da morire.

Non ci vorrebbe nulla per aggiustare tutto, se non un semplice atto/dimostrazione di volontà.

Ma lei non lo farà.

Forse perchè non è capace di distinguere cosa è importante e cosa no, perchè forse è stata tutta una bugia, perchè forse ci ho creduto solo io, o piuttosto lei ha smesso di crederci abbastanza presto.

E a me tocca ricominciare tutto dall'inizio, da poco più di un anno fa, da pezzi e cocci, da una casa da arredare, da studi da ricominciare, da stanze e cessi da pulire e rassettare.

Da una solitudine che in fondo, dopo 7 mesi trascorsi così, non mi sembrerà qualcosa di molto diverso. Soprattutto ora che so di aver combattuto da sola, di averci creduto da sola, di aver ragionato da sola appresso al mio assolutismo.

Al mio - Non mi importa nient'altro se non di te -

Non mi importa nient'altro se non stare con te.

Questa non è una solitudine molto diversa, visto che lei aveva nel cervello anche altre faccende evidentemente più importanti di me.

Non è colpa mia.

E' tutta colpa sua.

E fa male, pensare che anche stavolta, SOPRATTUTTO stavolta, quando veramente avevo messo tutto, cuore, fatica immensa, spalle larghe, viaggi, ore di attesa, mesi di attesa, fame, solitudine notturna, tutto.

Tutto.

Ma non è bastato.

Per me, evidentemente, non basta mai.

Per fortuna ora ci saranno i miei libri.

Silenziosi miei libri, cui darò in devozione tutta me stessa, perchè è l'unica cosa che mi accompagna sempre.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:48 | Permalink | commenti
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lunedì, ottobre 03, 2005

Serata ospite a casa di un interista...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 00:27 | Permalink | commenti
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