Si, ditemelo.
Ditemelo che sono una stupida.
Che ogni volta ci credo e ogni volta vengo sedotta e abbandonata, come se niente fosse.
E stavolta ci ho creduto veramente.
Da fidarmi di nuovo come una volta, da metterci tutto il cuore come sempre.
Ma a quanto pare, il mio cuore è la cosa più disprezzabile che esiste.
Oggetto di un'inutilità assoluta.
Ci sto pensando davvero, sapete?
Anche la mia coinquilina me l'ha detto: - Tu nelle cose non ci metti il cuore -
Sarà che quando ce lo metto, viene ignobilmente sbriciolato, trattato come fosse niente.
Come se ricostruire daccapo la fiducia non mi fosse costato niente.
Come se rimettere insieme i pezzi di me, per sopportare la lontananza non avesse impegnato tutte le mie forze.
Come se sopportare le accuse non mi avesse fatto piangere tutte le notti.
E' vero, il mio cuore non serve.
Da quando ho perso i miei vecchi amici, non sono più stata capace di costruire un rapporto.
A questo punto, posso dire di averlo costruito pure con lei?
Che non faccio in tempo a scrivere che la sento con me sempre, che mi lascia da sola senza motivo?
Davvero, sto cominciando a pensarlo.
Non sono fatta per avere dei sentimenti miei.
Sembra un contrappasso, forse è il karma delle mie vite precedenti.
Non sono fatta per avere sentimenti miei, ma solo per capire quelli degli altri.
D'altra parte, se ci penso, quella è l'unica cosa di cui sono veramente capace.
E con l'avvicinarsi della tesi, è l'unica cosa di cui posso veramente occuparmi.
Alla fine, che importa se nessuno si accorge di me?