domenica, dicembre 31, 2006
Mi sento almeno meglio.
Cioè, più leggera, come può sentirsi leggera una persona che ha finalmente capito dove iniziano le sue responsabilità e dove finiscono e iniziano quelle delle altre persone.
Liberatorio è stato dire a me stessa, FINALMENTE, che non ho più nulla da fare. E che se un giorno a lei dovesse tornare sufficiente cervello e sufficienti palle, potrà anche farsi risentire.
Se ne potrà discutere. Non è detto che io non stia ancora incapata per lei. Ma è anche possibile [e francamente è quello che desidero] che di lei a quel punto non mi interessi più di niente e che quindi, una volta tanto, se lo prenda lei il vaffanculo. Che se lo merita, oh, eccome se lo merita! 
Ho sopportato a lungo, ho sopportato TROPPO a lungo. Ho sofferto. Sto soffrendo e soffrirò MOLTO A LUNGO ancora, sicuramente più di quanto tutta questa faccenda non abbia meritato e non meriti.
Propositi per l'anno nuovo: voglio fare il dio cattivo. Il dio che divide per bene tra buoni e cattivi, tra coloro che vuole nel SUO regno dei cieli e tra coloro che vuole assolutamente FUORI, a CALCI IN CULO dal regno dei suoi cieli 
C'è un certo dio che mi imita e che dicono perdoni [ma non perdona i gay eh!].
Io, autentico DIO, non perdono affatto! Il proposito dell'anno nuovo è creare una netta differenza fra chi entra nel regno dei cieli e fra chi ne è fuori. E il mio tempo è solo per i miei discepoli, tre-quattro persone, gli altri possono essere ricoperti da una colata di lava. Non mi interessa.

Il proposito dell'anno nuovo è schiantare, fare le cose a modo mio, distruggere con lo sguardo, fulminare, bruciare, inquietare.
Solennemente,
MANDARE AFFANCULO!

Scrivetelo su tutti i muri!
domenica, dicembre 31, 2006
Mio fratello porta me e le mie cugine allo Jarmush.
Mia cugina si è fidanzata. Persino con un tizio che sembra sano di mente.
La più piccola cambia un fidanzato al mese e dice: - Io penso a tutto, persino alla morte -
Ah beh.
Però non è depressa.
Non lo è più nemmeno l'altra.
Ormai di depressa in famiglia ci sono rimasta, desolatamente, solo io 
A lei dico che ho vomitato. Mi risponde puntandomi un virtuale dito intimidatorio sotto al mento dicendo - Spero che non sia stato perchè hai bevuto! -
No, infatti non è stato per quello, ma credo una semplice indigestione...probabilmente dovuta alle quantità di alcool assunta nei giorni precedenti, ma tecnicamente...è sempre un'indigestione 
Un'indigestione fortunata, perchè una volta tanto il mio vomito non puzzava di alcool o era del caratteristico color rosso porpora post-sbronza da vino rosso e mia madre non si è potuta insospettire di niente 
Anche se mio padre è venuto su dicendo - Tua madre è preoccupata per te -
Ah, magari non fosse così assillante, avrebbe molto meno con cui preoccuparsi. Ultimamente ambisco al silenzio, infatti stanotte già mi angosciavo all'idea di una certa persona che del silenzio non sa cosa farsene.
Da brava psicologa eh 
A lei pensavo, sentendomi uno schifo, perchè le sto mentendo e so che lei non vorrebbe, che mi guarderebbe con quello sguardo...e mi farebbe sentire una vera mappina 
Le cicatrici sono ancora lì e ogni tanto danno irrefrenabile prurito.
Vivo nel terrore che mia madre mi porti a misurare qualche maglietta a maniche corte. Non so come ho fatto a svignarmela da una misurazione di reggiseni che ha causato una lite di mezzora. Ma almeno ho avuto il risultato sperato. 
Conto i giorni per tornare al gelo.
Che almeno E' gelo.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:30 |
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domenica, dicembre 31, 2006

Oh, l'anno nuovo sarà migliore...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 00:57 |
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domenica, dicembre 31, 2006
Ho vomitato.
Ho tutto lo stomaco acido.
Spero che col tempo le cicatrici sul braccio sbiadiscano.
Ah, però, che anno di meravigliosi fallimenti.
RIPORTATEMI A L'AQUILA!

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 00:33 |
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domenica, dicembre 24, 2006
domenica, dicembre 24, 2006
Le reazioni sono curiose. E' attualmente il mio gioco preferito. Guardo negli occhi, senza rispondere o annuire o fare alcun cenno.
REGOLA DELLA FRUSTRAZIONE, è divertente. Soprattutto con le ragazze, fa fare un sacco colpo o generalmente rende molto ODIOSI 
Così una ragazza cerca di impressionarmi disquisendo sull'etichetta di una birra. Accorcio la distanza di quei 5 cm sufficienti a incutere un leggero imbarazzo.
Fisso, seguo il dito che mi mostra il disegno, ma non parlo finchè non sbotta e mi dice - Non sto dicendo stronzate! - Mi limito a dire - Lo so - . Continua a parlare.
L'argomento, d'altra parte, sono gli elefanti rosa 
Mi invita a passare la notte di Natale a casa sua. Mi limito a lasciare la suspance. Devo aspettare mio fratello. Ed è lo stesso che dico a Claudia. Non assicuro niente, perchè se mi viene un attacco di depressione e voglio restare a casa, non devo dare conto a nessuno.
Lei continua a scrivermi email, mi rassicura e mi rinforza, mi ricorda di essere forte e mi aiuta a tenere lontani i miei sensi di colpa endogeni. Ogni email finisce con un "Tvb" come una vera adolescente 
Qui alle 2 di notte ci sono 11 gradi. A L'Aquila di sti tempi già è un miracolo se li abbiamo a casa 11 gradi 
La massima in questi giorni è 6. La minima -1...spero di trovare un po' di neve per quando torno.
Non ho interesse delle figure che faccio, non mi importa dei risultati.
Perchè so che i risultati non sono importanti. Per niente.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 13:00 |
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domenica, dicembre 24, 2006
La laurea di Giò è stato come seppellire finalmente un cadavere. 14 anni di vita universitaria, vissuti nel più totale delirio, disordine mentale e fisico, isteria...che ha reso tutto più complicato.
FINO ALL'ULTIMO GIORNO.
Fino a quando una carriera universitaria fatta di dodici 30 e lore e due 30 viene premiata semplicemente con il 110 e lode senza il plauso della commissione.
Da qui altro delirio fino alla notte in bianco, unico sigillo possibile a una vita universitaria vissuta così.
Sono tornata sul luogo del delitto, ho percorso quell'ingresso che recita a caratteri cubitali "SECONDA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI NAPOLI. FACOLTA' SCIENTIFICA". Fuori l'odioso rumore dei treni alla stazione, intorno l'odore dell'immondizia
e le cartacce sventolare dalla brezza invernale.
Un cesso, un vero cesso, che ha sputato via i suoi geni più vitali
e che li ha maltrattati 
La piaggeria è sempre stata premiata. Il pensiero divergente punito.
PERICOLO! 
E' stato così un delirio fino a casa, dove si è trasformato in imbarazzo. Ormai guardo le reazioni altrui come se non mi riguardassero.
Sapevo che era stato organizzata una cena in famiglia per festeggiare e per come ne aveva parlato Claudia [OVVIAMENTE] non comprendeva certo me! Questo non mi ha fatto desistere dal comprare a Giò un bel regalo. So quanto sangue le è costato, perchè a sentire le urla isteriche un milione di volte c'ero anche io. Era un evento importante. Scartato il regalo, ovviamente
si è materializzato l'invito a cena
al quale, oh no!
non mi sono sottratta.
Vino a fiumi e gratis
col cazzo che ci rinuncio!
Solo che il riscaldamento del ristorante ha finito per tramortirmi più del dovuto
così che tornata a casa ha avuto inizio la prima vera crisi psicotica dopo anni e anni. La testa mi scoppia, le gambe mi tirano, il petto è come sotto un peso e per tutta la notte, fino alle 7 del mattino, sono convinta che sotto il letto si nasconda un braccio, gracile e senza pelle e con 4 dita, pronto a trascinarmi giù dal leto 
Ho dormito due ore in tutto, con molto sospetto...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 13:00 |
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domenica, dicembre 24, 2006
Cambierò modalità di apprendimento. Diciamo un condizionamento avversivo ogni volta che penso alla mia ex. Se Di Berardino ci ha fatto addirittura una scuola di specializzazione su ste stronzate, qualcosa deve succedere se associo uno stimolo doloroso a un pensiero.
Potrei provare anche con la terapia della vergogna 
Per ora non mi interessa modificare i pensieri, ci vuole troppo tempo, ma proprio i comportamenti. E se associo lo stimolo doloroso, dovrei cavarmela per un po' almeno.
Ieri sera all'improvviso mi sono accorta di essere stanca di un mucchio di cose.
Innanzitutto di sentirmi stanca o imperfetta qualsiasi cosa faccia. In fondo le persone non mi piacciono così tanto da dover eternamente far loro del bene. E qui passiamo al secondo punto: sono stanca di essere sfruttata, di trovarmi la sera e sentirmi un clinex usato. E ho cominciato proprio dal fondo del barile. Finalmente sono riuscita a dirle *la verità* . Si faccia sentire quando avrà le palle di vedermi. Se accadrà e allora avrò ancora cuore per lei, potrà succeder qualcosa. Altrimenti farà nè più nè meno la fine di Nem. Che ancora chiama a casa
Non ho nessuna intenzione di fare nè la Penelope nè Madre Teressa di Calcutta. E non ho intenzione nemmeno di trovarci un senso a quello che è successo fra me e lei, perchè per quanto mi riguarda, A QUESTO PUNTO, molto meglio stare da sola.
Lo sa dio cosa ho patito su quel treno e cosa stavo patendo questi giorni.
Mi sono sentita vomitare addosso grovigli di problemi e mi sono preoccupata. Ma per cosa esattamente? Le chiedevo di non comportarsi così, di non farmi moine, che diventavo speranzosa e/o nostalgica, in ogni caso STAVO MALE. E per risposta cosa ottenevo? CAMBIAVA ARGOMENTO. Senza un minimo di pietà. E senza pietà continuava ad andare avanti. Oh, sono io che gliel'ho permesso, intendiamoci.
Stupidità chiama stupidità 
Non ho mai vissuto sulla mia pelle tanta indifferenza. Persino Nem non aveva il coraggio di comportarsi così. E questo era come mettermi un coltello in mano ogni sera.
Per ora non mi interessa questo, non ho voglia che sia il pensiero degli altri a guidare le mie azioni. Farnculo, voglio bere, ammazzarmi o qualsiasi altra cosa senza dover dare conto a nessuno e senza dover sentire le sue lamentele perchè si sente in colpa. Non sono io che voglio farcela sentire nè mi interessa che ci si senta. In questo momento non mi interessa per niente sapere cosa pensa.
Sono pure stanca di ricevere pacche sulle spalle. L'altra notte ho fatto pietà. Delle persone hanno provato PIETA' per me. Mi hanno guardata, mi hanno detto - Non preoccuparti...tu sei dolce - e mi hanno guardata con gli occhi con cui si guarda una persona che ti fa PENA.
Preferisco essere guardata con odio e disprezzo e distacco, piuttosto che essere guardata così.
D'altra parte, se qualcuna dovrà vedere, vedrà comunque. Per ora trovo molto più interessante la condizione per cui non devo dare conto a nessuno.
Aspetto notizie dai festini di Carletto 

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 12:59 |
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mercoledì, dicembre 20, 2006
Fanculo.
Ho preso infezione.
Ora vorrei strapparmi la pelle a morsi dall'esaurimento.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 18:54 |
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mercoledì, dicembre 20, 2006

Ok.
Mandiamo a puttane pure questa serata.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 00:34 |
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martedì, dicembre 19, 2006
Devo preparare la tesina per medicina del lavoro.
Ho scelto l'alcolismo 
Come sono simpatica 
Sto cercando di farmi scoppiare la testa senza riposo.
Sono giorni di terrore, mia madre non fa altro che portarmi a vedere magliette e magliettine e sono terrorizzata che se ne esca con qualche manica a trequarti e allora non so come uscirmene...

Così sono tesa come una corda di violino 
Sto preparando 3 esami insieme. Non so se sia umano, ma divino si 
E' difficile accettare che il dilemma sia paroxetina o diazepam e non invece prendo a calci te o loro? Che mi pare un dilemma molto più interessante.
Per la cronaca: terza allucinazione visiva. L'orologio è andato all'indietro...
Il sogno di stanotte è stato tremendo.
Eravamo in un albergo e lei prima guardava con me la tv, poi alza i tacchi e se ne va, lasciandomi piangere a terra disperata.
Mi tratta come se mi dicesse - Cazzi tuoi -
Ed è quello che sono.
Cerco di pensare positivo. Ad esempio mi pare che mi sia scesa un po' di pancetta.
Cerco di non dimenticare le facce delle persone amiche che mi stanno lontane, cerco di tenere duro più che posso.
Ma non venite a dirmi che non ho il diritto di fare quello che faccio, quando lo faccio.
Perchè è così che mi sento di fare, perchè è la messa in pratica del mio terrore più assoluto.
Quello di non provare più niente.
E non lo provo.
Il problema è che mi sforzo di provarne in tutti i modi, ma anche la mia resistenza al dolore fisico è assuefatta.
Dormo sodo, quello almeno si.
Sto leggendo contemporaneamente i libri sulla psicanalisi, quelli di sociologia della devianza e quello di neuro.
E la sera, per non farmi mancare niente, un bell'approfondimento sulle sette sataniche 
Faccio questo, perchè che altro potrei fare?
Alla fine è solo la mia voglia di vivere che è confusa, alla ricerca del dolore perduto è solo un tentativo di farmi così tanto male da dire:
- Non ne vale la pena -
Il problema è che non mi faccio mai a sufficienza male.
Ieri ho fatto un esperimento.
Ho scoperto il braccio e mi sono fatta una foto sul telefonino e pam:
se guardo il mio braccio "in vivo" mi sembra che alla fine non mi sia fatta così tanto male.
Lo guardo in foto e penso - Cazzo, guarda qua! -
Nella foto dove dorme, si vede la mia mano che le accarezza la fronte.
Una volta mi ha detto - Mi piace il modo tranquillo in cui fai le cose...ci metti cura e attenzione -
Per la cronaca, stavo pelando le patate 
Però è vero, è così che faccio le cose. Gli altri dicono che sono lenta. Lei è stata la prima a non farmi sentire una deficente quando faccio le cose 
Invece a farmi male è tutt'un'altra personalità. Almeno adesso.
Prima c'era cura e attenzione anche in quello. Una ritualità lurida.
Ora ho perso anche quello, perchè niente riesce davvero a calmarmi, niente riesce a consolarmi, neanche le endorfine che schizzano nel mio cervello evidentemente, visto che potrei andare avanti all'infinito. A fermarmi è la *noia* . Mi annoia non riuscire a sentire niente nemmeno così.
Scarico la furia, quella che a parole scaricherei addosso a lei, quella con cui le sbatterei in faccia il modo in cui si sta cacciando in gola la sua vita.
Me la viene a chiamare depressione e mi snocciola un paio di simil-perle di saggezza.
La depressione è un'altra cosa.
La sua è immaturità e basta.
Ma intanto, come sempre, a pagare il peso delle sue azioni sono io.
Stanotte pensavo di scrivere una bella letterina a Babbo Natale, ma chissà come mai i desideri che esprimo io a spiriti e spiritelli non si avverano mai 
Eppure sono abbastanza realistica, non chiedo mica un unicorno io 

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:15 |
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martedì, dicembre 19, 2006
LA PAROXETINA
Con la Paroxetina i sintomi da sospensione si evidenziano rapidamente.
I sintomi osservati dopo sospensione di un antidepressivo SSRI possono essere fisici o psicologici e rientrano nelle seguenti categorie: alterazioni dell’equilibrio ( capogiri, vertigini, atassia ), disturbi gastrointestinali ( nausea, vomito ), sintomi simil-influenzali ( senso di affaticamento, letargia, mialgia ), disturbi del sensorio ( parestesia ), disturbi del sonno ( insonnia, sogni vividi ) e disturbi psichiatrici ( ansia, agitazione, confusione ).
[...]
Alcuni Autori suggeriscono di assumere la Fluoxetina se i sintomi diventano gravi ed il paziente non è in grado di sospendere l’SSRI nonostante la riduzione del dosaggio. [NdF. Con il dosaggio della Fluoxetina non ci si fa quasi niente. Però ti fa bene se soffri di eiaculazione precoce
]
Per la Paroxetina, alcuni consigliano di ridurre la dose di 5 mg/die ad intervalli settimanali.
L’Health Canada segnala che l’impiego di farmaci antidepressivi a breve emivita, come la Paroxetina, rappresenta un importante fattore di rischio per le reazioni da sospensione.
I pazienti dovrebbero essere informati dei rischi delle reazioni da sospensione prima di intraprendere il trattamento.
IL DIAZEPAM
Controindicazioni Depressione respiratoria; insufficienza polmonare acuta; sindrome dell’apnea notturna; insufficienza epatica grave; non va utilizzato nelle psicosi croniche; non dovrebbe essere prescritto come unico trattamento nella depressione o nell’ansia con depressione; miastenia grave. Evitare le iniezioni contenenti alcol benzilico nei neonati (leggere con attenzione la lista degli eccipienti).
Effetti indesiderati Sonnolenza e stordimento il giorno successivo; confusione e atassia (specialmente negli anziani); amnesia; dipendenza; aumento paradosso dell’aggressività, debolezza muscolare; occasionalmente: cefalea, vertigini, ipotensione, variazioni nella salivazione, disturbi gastrointestinali, disturbi visivi, disartria, tremore, variazioni nella libido, incontinenza, ritenzione urinaria; sono stati riportati disturbi ematologici e ittero; reazioni cutanee; in caso di iniezione endovenosa dolore, tromboflebite e raramente apnea.
[inoltre le benzodiazepine possono far male all'orgasmo femminile, tra le altre cose].
Ora metti una crocetta e SCEGLI.

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lunedì, dicembre 18, 2006

che tamarri sti stivali!

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lunedì, dicembre 18, 2006
GLI OSTACOLI DEL CUORE - Elisa&Ligabue
C’è un principio di magia
fra gli ostacoli del cuore
che si attacca volentieri
fra una sera che non muore
e una notte da scartare
come un pacco di Natale
C’è un principio d’ironia
nel tenere coccolati
i pensieri più segreti
e trovarli già svelati
e a parlare ero io
sono io che li ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria
fra gli ostacoli del cuore
che mi voglio meritare
anche mentre guardo il mare
mentre lascio naufragare
un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia
che mi spinge a dondolare
fra il mio dire ed il mio fare
e sentire fa rumore
fa rumore camminare
fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme..


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domenica, dicembre 17, 2006
ALLA FINE - Gianna Nannini
Alla fine dell’italia
Un bacio fa rumore
E sotto le ciglia piove già
Sei rimasto senza piu’ parole
A guardare in faccia la realtà
Non ci insegneranno mai l’amore
I potenti e la carità
Le croci rosse sulle rovine
Ora che fai
Raccogli bombe qua e di la
Magari esplodi tra gli ulivi
Salti in aria con la verità
Non vedi mai l’orizzonte che immagino io
E te ne vai dalle mani che dicono addio
Davanti a me si perde il mare
Io sto con te senza lacrime
Tu come fai a darti pace
In questa immensita’ in questa solitudine
Alla fine dell’italia
Un bacio fa rumore
In questo diluvio penso a te
Il vento che cambiava la stagione
Tu mi mangiavi con avidità
E trovare sempre una ragione
Per spaccare tutto a metà
Perché ogni guerra si fa in due
Ora che fai
Metti ponti di qua e di là
Nascondi i segni conti i giorni
Che cominciano senza di noi
Ci pensi mai
Ai ricordi che scappano via
Mi mancherai
E cosi’ mi farai compagnia
Davanti a me si perde il mare
Io sto con te senza lacrime
Tu come fai a darti pace
Se non finisce mai per un giorno intero
Per tutta la vita


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domenica, dicembre 17, 2006
SIGNOR TENTENNA - Carmen Consoli
Carissimo signor Tentenna
non è facile assumersi il rischio di una scelta
e servirsi addirittura di parole proprie,
mimetizzarsi e vivere di luce riflessa
in fondo ad acque torbide
tra miseri inganni e menzogne,
complessi di inferiorità,
ingombranti manie di grandezza.
Signor Tentenna non è motivo di vergogna
il non saper centrare alcun bersaglio,
l'aver mancato l'ennesimo colpo irrimediabilmente.
E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti,
ingurgita ignoti dolori
ed elevate dosi di calmanti.
E' ormai consuetudine, Signor Tentenna,
perdersi d'animo, non essere all'altezza
delle proprie ambizioni
e sgomitare per distinguersi dal branco.
L'ignoranza è un non trascurabile complesso,
una voragine, la si può occultare nel silenzio
scansando il pericolo di un mite confronto diretto.
Signor Tentenna non è motivo di vergogna
il non poter vantare alcun talento,
l'aver rincorso l'ennesimo treno inutilmente.
E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti
e in fondo non ha tutti i torti
e non è affatto un caso se
amanti, amici e sogni si dileguano,
il cane sul balcone aspetta da mesi
il privilegio di una passeggiata
eppure la sera fedelmente esulta
al tuo rientro.
E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti
e in fondo non ha tutti i torti
e non è affatto un caso se
amanti, amici e sogni si dileguano,
il cane sul balcone aspetta da mesi
il privilegio di una carezza
e intanto tua figlia ti chiede
perchè mai sia così misera la vita.


Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:09 |
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domenica, dicembre 17, 2006
LA MIA PARTE INTOLLERANTE - Caparezza
3° B di un I.T.C. Una classe di classici figli di. Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere patetici. Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
indefessi mi pressano come uno stencil.. Bud Spencer e Terence Hill repressi, con grossi limiti
ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi, vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
Non vivo di pallone, non parlo di figone, non indosso vesti buone, quindi sono fuori da ogni discussione.
No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
se sei violento tutti qua dentro ti stimano, se sei mite di te ridono come di Totò,
però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.
Rit:
Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente
Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo, dice che un tipo è capace
per quanti buchi ha nel torace, lo capisco ma preferisco Karol a dischi di artisti muscolosi,
orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi, vanitosi ripresi con pose da bellicosi mentre io sono fiacco
ed ho la mononucleosi, studio in una classe di rissosi eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi. Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi.
A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me che sono debole,
che non ho regole, che ho roba demodè, che detesto il chiché dell’uomo che non deve chiedere mai,
dato che se non chiedi non sai, dato che adoro Wharol e Wilde, dato che se mi cerchi
mi troverai nel viavai di un gay pride, ma sappi che se mi provocherai sono guai,
Dottor Jackill diventa Mr Hide e ti ammazza stecchito col Raid.
Rit.
Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del cazzo e più gay,
più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ, chiama la strega di Blair
che ho un progetto in mente: rimanere sempre adolescente. Io sono molto calmo ma nella mente
ho un virus latente incline ad azioni violente. Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo “Me ne fotto” , perché non dicono “Io mi interesso”?
che si inculino un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
Alle bestie regalerò i miei sorrisi come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe
Rit.


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domenica, dicembre 17, 2006
ROADS - Portishead
Oh, can't anybody see,
We've got a war to fight,
Never found our way,
Regardless of what they say.
How can it feel, this wrong,
From this moment,
How can it feel, this wrong.
Storm,
In the morning light,
I feel,
No more can I say,
Frozen to myself.
I got nobody on my side,
And surely that ain't right,
Surely that ain't right.
Oh, can't anybody see,
We've got a war to fight,
Never found our way,
Regardless of what they say.
How can it feel, this wrong,
From this moment,
How can it feel, this wrong.
How can it feel this wrong,
From this moment,
How can it feel, this wrong.
Oh, can't anybody see,
We've got a war to fight,
Never found our way,
Regardless of what they say.
How can it feel, this wrong,
From this moment,
How can it feel, this wrong


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domenica, dicembre 17, 2006

sbav...

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domenica, dicembre 17, 2006
Il sabato sera casertano è un sabato sera di vecchie abitudini.
I quadrani se lassano murì de noia in questa città.
Così per ravvivare la serata, scendo da casa una bella bottiglia di Ratafià.
Dopo la pizza l'amaro ci vuole 
Passo il pomeriggio con Claudia a comprare regali al centro commerciale, una vera e propria coltellata nello stomaco, peggio di quella provata all'Aquilone giorni fa.
Bisogna trovare una borsa di pelle nera piccola che non dovrà contenere niente ma che serve per presenza alla laurea di Giovanna.
Voi le capite queste cose?
Io no...intanto la borsa è costata 45 euro. Per non contenere niente 
Poi bisogna comprare un orologio per il caro fidanzato, cui piacciono i patacconi.
Claudia mi tiene la mano. Un signore che porta un carrozzino ci guarda schifato. Lo fisso con il mio famoso sguardo inquietante.
In qualità di dio democratico, purtroppo non posso incenerirlo.
Odio questa storia del libero arbitrio che mi tocca lasciare a queste creature insulse 
Poi siamo usciti.
Il pre-cena è stato un chiacchierare con i genitori di Claudia su quello che farò in futuro.
Che sono altre chiacchiere che poi bisognerà vedere se verranno seguiti da fatti effettivi, anche perchè io a quel ballerino lì, mica glielo so leccare il culo...Un altro po' è lui che si mette vergogna quando gli stringo la mano...
Ma il padre di Claudia sentenzia - Le porte si stanno aprendo -
E io mi faccio una grattata
che con le promesse io ho un bruttissimo rapporto 
Sapete, quelle che non vengono mantenute appena tu giri le spalle ed esci dal raggio di azione di sentire le cazzate che volano...si, proprio quelle lì 
Alle 22:30 morta di fame sono finalmente in pizzeria. Davanti la prima bottiglia di Falanghina. Scolata in 15 minuti, che il mio corpo ne ha bisogno, s'è mantenuto casto e puro per così tanto tempo...che io le promesse le so mantenere.
Pure se le faccio al vento.
Arriva la pizza e ce ne facciamo fuori un'altra 
Comincio a raccontare a Claudia delle mie allucinazioni. Lei mi guarda e cosa ha potuto dire secondo voi?
Mi ha guardata e mi ha detto - Ma tu poi quando stai là ci pensi un po' a me? -

Non importa quanto posso star male, quante cicatrici posso avere o quanto posso minacciare il suicidio, la gara è:
vediamo chi prima riesce a rubare un pezzo di te, quello più grande...e dei brandelli che restano...chi se ne frega?
Quello che non sanno è che il cuore se lo sono preso e con la massima non-curanza l'hanno lasciato da qualche parte a morire.
Altro che Grey'S Anatomy.
La guardo e le rispondo - No -
Che dovevo risponderle? Tanto lei non lo sa mica qual è la faccia con cui scherzo o quella con cui sono seria. Non l'ha mica mai capito.
Tornando a casa, tiro fuori l'arma del delitto e me ne faccio di quelli usciti bene, di quelli che sanguinano eccome. Caccio il braccio fuori dal finestrino e lascio gocciolare mentre guido.
Perchè la vita va avanti.
Su questo braccio, ci sono solo i suoi, così posso ricordarmi ogni giorno quanto mi fa soffrire e potrò ricordarmelo per ogni giorno del futuro. Riconoscerli uno a uno e sapere a chi appartengono.
Dicono che se dopo che ti sei sbronzato, al mattino ti bevi quello che hai bevuto per ultimo, ti risale subito la capata.
Ci ho provato, ma non è successo niente.
Quello che c'è è che di certe cose, ora, sento di non averne mai abbastanza.
Prima almeno aspettavo che tutto si rimarginasse e anche la medicazione era un rito.
Ora non mi importa di niente, c'è ancora il sangue raggrumato sulla pelle che brucia, senza un cerotto.
Tanto che stanotte mi sono sognata il mio pigiama [quello che ho a L'Aquila] sporco di sangue sulle maniche pure le lenzuola sporche.
Oggi i miei vanno a Napoli, tutti vogliono sapere cosa regalarmi. Io mi aspetto di accumulare soldi come uno Zio Paperone, mentre la mia fantasia attuale è spruzzarmi il deodorante sulle ferite per vedere SE e soprattutto QUANTO brucia.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 13:07 |
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sabato, dicembre 16, 2006
EVERYTHING BURNS - Anastacia&Ben Moody
She sits in her corner
Singing herself to sleep
Wrapped in all of the promises
That no one seems to keep
She no longer cries to herself,
No tears left to wash away
Just diaries of empty pages,
Feelings gone astray
But she will sing
'Till everything burns
While everyone screams
Burning their lies
Burning my dreams
All of this hate
And all of this pain
I'll burn it all down
As my anger reigns
'Till everything burns
Ooh, oh
Walking through life unnoticed
Knowing that no one cares
Too consumed in their masquerade
No one sees her there
And still she sings
'Till everything burns
While everyone screams
Burning their lies
Burning my dreams
All of this hate
And all of this pain
Burn it all down
As my anger reigns
'Till everything burns
Everything burns
(Everything burns)
Everything burns
Watching it all fade away
(All fade away)
Everyone screams
Everyone screams..
(Watching it all fade away)
Oooh, ooh..
(While everyone screams)
Burning their lies
Burning my dreams
(All of this hate)
And all of this pain
I'll burn it all down
As my anger reigns
Til everything burns
(Everything burns)
Watching it all fade away
(Oooh, ooh)
(Everything burns)
Watching it all fade away...


Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 12:51 |
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sabato, dicembre 16, 2006
Fuori l'aula, accanto alle macchinette del caffè.
Ha gli stivali quasi fin sopra il ginocchio, i jeans a pinocchietto. Una maglia nera con sotto una cannottierina velata.
SONO INNOCENTE, lo giuro, tanto innocente da sforzarmi di essere innocente a tutti i costi 
Così giuro che noooooooo, non l'ho guardata 
Siamo in partenza io e Carletto; la macchina è carica, c'è persino Mamone nel suo kit da viaggio 
Sono preoccupata per me e per lei, non ci piace stare a casa. Sta appoggiata al termosifone e allunga le braccia. Poi mi dice una frase strana...mi dice - Ora penseranno male -

Riconosco le sue cose dall'odore.
Lei mi ha cercata.
Lo scopo resta ignoto.
Sembravano insulti.
Come se io volessi dare a lei la colpa di quello che sto facendo. A parte che potrei averne benissimo il diritto
, sono io che provo vergogna per me. Sono io che ogni notte prendo un coltello e faccio un danno e sanguino. E' la mia mano, non c'è quella di nessun altro. E' la mia mano ad essere scomparsa. E' successo e io ho fatto tutti gli sforzi possibili per mantenere un minimo di dignità. I miei esami vanno. Ho dei rapporti interpersonali decenti, paradossalmente ho imparato ancor di più a non farmi mettere i piedi in testa.
Ora sono per poche persone.
Essenzialmente s'è fatta viva perchè...lo so troppo bene perchè. E questo mi fa ancora più male. Vorrei solo...odio che sia accaduto adesso, ma è lo strano destino che guida lame, spiriti, bottiglie...ma stavolta non mi faccio incastrare,perchè stavolta non ho nulla di cui farmi colpa o di cui farmi perdonare. Oh, sto male, non so come fare passare questa notte, mi sforzo di scrivere e studiare. Quello che ho imparato è che il tempo passa sempre.
Ecco, questo è quello che ho imparato.
Che si può soffrire e piangere quanto si vuole, la notte segue sempre il giorno.
E ho imparato pure che l'amore non basta. Mai. Il mio almeno non basta di sicuro.
No, non volevo farla sentire in colpa. Se avessi voluto, avrei fatto in modo che venisse trovato quel *famoso bigliettino*.
Ok, le approssimazioni procedono, ma se pure dovessi trovare il coraggio, l'amore per lei l'avrebbe vinta comunque. Sarei solo io a non avercela fatta, perchè è così che sarà, il giorno che dovessi trovare il coraggio. Sarò io a non avercela fatta, perchè in realtà ci sono un mucchio di cose belle e buone che accadono. E' stupido. Io non ci credo, ma voglio che gli altri lo credano. Perchè in realtà succede.
S'è fatta viva senza alcuno scopo, senza capo nè coda. Speravo che in un giorno così l'amore l'avrebbe guidata.
Da me.
E invece?
Credo che fosse il possesso e la voglia di farsi compatire. Ma non sono io che ho deciso. Non ho mai deciso nulla. Lei ha fatto delle scelte e io ho subito le conseguenze. Sceglie di farsi sentire, sceglie di non farsi sentire, sceglie di baciarmi, di fare l'amore anche se non si potrebbe e io ho subìto. Anche quando non volevo, perchè quanto ti tappi le orecchie con le mani, mica riesci a non sentire proprio niente...qualcosa la senti comunque. Ed è quello che succede a me. Vorrei che non avesse peso o conseguenze, ma ce l'ha. Ce l'avrà, per tutta questa notte, e le prossime. E stavolta non c'è niente e nessuno che può tenermi a terra. Ho paura davvero di impazzire. Perchè batto i pugni senza trovare un senso a niente.
Perchè non riesco a trovare riposo. Nè a occhi aperti nè a occhi chiusi.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 12:17 |
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venerdì, dicembre 15, 2006
WHO KNEW - Pink
You took my hand
You showed me how
You promised me you'd be around
Uh huh
That's right
I took your words
And I believed
In everything
You said to me
Yeah huh
That's right
If someone said three years from now
You'd be long gone
I'd stand up and punch them up
Cause they're all wrong
I know better
Cause you said forever
And ever
Who knew
Remember when we were such fools
And so convinced and just too cool
Oh no
No no
I wish I could touch you again
I wish I could still call you friend
I'd give anything
When someone said count your blessings now
For they're long gone
I guess I just didn't know how
I was all wrong
They knew better
Still you said forever
And ever
Who knew
Yeah yeah
I'll keep you locked in my head
Until we meet again
Until we
Until we meet again
And I won't forget you my friend
What happened
If someone said three years from now
You'd be long gone
I'd stand up and punch them out
Cause they're all wrong and
That last kiss
I'll cherish
Until we meet again
And time makes
It harder
I wish I could remember
But I keep
Your memory
You visit me in my sleep
My darling
Who knew
My darling
My darling
Who knew
My darling
I miss you
My darling
Who knew
Who knew


Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:22 |
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venerdì, dicembre 15, 2006
Siamo onesti.
Qualcosa non va se ti trovi a dover dare questa risposta:
- FINCHE' NON SONO ALLUCINAZIONI UDITIVE, NON E' SCHIZOFRENIA! -
Per la cronaca:
senza alcuna assunzione di sostanze, Faith ha prima nitidamente visto un gatto tipo Garfield saltare dal pc sulla scrivania fino al suo letto e poi un giorno ha passato 10 minuti a ripetere a bassa voce perchè straconvinta che nel suo letto ci fosse un bambino a dormire e che non bisognasse svegliarlo.
Poi Faith pensa a un sogno fatto mercoledì notte:
ero dentro un ascensore e all'improvviso questo comincia a precipitare nel vuoto.
L'elfetta mi aveva detto giorni prima [quando avevo sognato un altro ascensore in un albergo a Messina
] che stavo camminando nei piani di coscienza.
Non importa cosa significhi [o si?
], quello che so è che stavolta l'ascensore precipitava senza nessuno alla guida, non come quell'ascensore a Messina con tanto di tizio vestito come una scimmietta.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:12 |
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venerdì, dicembre 15, 2006
La prima notte a casa ha reso bene il senso di come saranno i futuri 20 giorni
Riesco ancora a trovare tutto sopportabile perchè mamma va a scuola fino al 22 e il silenzio è di casa. Sono finalmente a farmi una dormita fino alle 2 del pomeriggio...d'altra parte, se passo 2 ore a rigirarmi nel letto, un po' di stanchezza si accumula. Ho una pila di libri di 50 cm da leggere.
Ho appena scoperto che l'esame di Pacitti è propedeutico al II anno e così mi tocca studiarlo e superarlo per Febbraio sperando che i professori di questo semestre non facciano storie e se necessario mi facciano convalidare gli esami a Giugno. Odio la burocrazia
Non vedo l'ora di uscirne 
Possibilmente viva e laureata 
Martedì è passato ed è stato un buon martedì
L'ansia è stata tremenda; non potevo permettermi di fare brutta figura con il mio relatore di tesi; il quale agli esami è esattamente il tipo che ti chiede qualunque cosa tranne quello che c'è scritto sui libri
...e io me ne ero letti 3; 2 in più di quanti non ne avesse assegnati ai comuni mortali
E' la dura vita del tesista, i più furbi prima fanno l'esame, poi chiedono la tesi; io non potevo farlo, lui voleva i tesisti due anni prima della laurea...e su un corso di due anni...
e così ho fatto l'esame con il terrore addosso 
Lunedì sera io e i ragazzi abbiamo ripetuto i nostri argomenti e tutto il libro, prima di cena io e Carletto abbiamo continuato e io continuavo a dimenticarmi pezzi dell'eiaculazione precoce per strada. Così ero straconvinta che seduta nel suo ufficio avrei fatto scena muta.
Una PATETICA scena muta.
La notte è passata più o meno in bianco, i pensieri uno più brutto dell'altro, alla fine speravo semplicemente che il tempo passasse, mi concentravo sul dopo, sulla bella cena a casa delle ragazze, a basa di vino e pasticcio di patate, a cantare e a fare scemenze, sull'idea di una bella dormita e delle pulizie da fare in casa.
La tensione era talmente tanta che ci siamo presentati fuori all'ufficio di Jannini alle 11:30...e l'esame era alle 14...
Ci ha divisi in gruppi di 3...io ero nel terzo gruppo. I ragazzi del primo esame sono usciti fuori con delle facce da funerale e con il resoconto di domande più o meno strane. I ragazzi vanno nel panico.
Ho 2 scelte: andare nel panico anch'io o fare finta che sia tutto assolutamente SOTTO CONTROLLO. Si è un buon leader quando si ha la forza di intraprendere le scelte più scomode. In realtà c'è un buon leader che fa di tutto per non essere considerato leader, quando in un gruppo ci sono persone intelligenti. Così è come se il panico si infrangesse come acqua sul trombatorrione del Fosso di Elm. E si infrange, eccome se si infrange 
Buona parte almeno.
In queste situazioni ci sono sempre le solite cornacchie che parlano a sproposito, fingendo chissà quale rapporto con te e invece provano a godere del TUO stress senza pensare ai cazzi loro. Ci provano eh, ci provano perchè la pochezza mentale è tanta, desidererebbero tanto vederti uscire da quell'ufficio lamentando un fallimento.
Tutto previsto, per questo era stata approntata l'operazione SCUDO UMANO: chiunque si fosse avvicinato a uno di noi 4 nel tentativo di rompere i cojoni con domande assurde o per scaricare l'ansia, sarebbe stato allontanato fisicamente. E' quello che succede, quando la rappresentante mi trascina via da una cornacchia che per mezz'ora mi ripeteva - Non mi aspettavo fossi così ansiosa agli esami - 
Io invece mi aspettavo benissimo di trovare della stupidità 
Il gruppo prima di noi resta dentro 40 minuti, c'è Alba, che prende 30. Non so se rassicurarmi o meno 
Entriamo e comincia da me. Faccio appena in tempo a dire il TITOLO del mio argomento che mi chiede tutt'altro
E farà lo stesso con gli altri 2. Meno male che non mi ha chiesto se avevo visto il Re Leone 
Esco da lì convinta che sia un 27 e che Carletto non ce l'abbia fatta.
PESSIMISMO E FASTIDIO.
RIentriamo e lui sentenzia per me un altro 30 e lode, 27 per la rappresentante e 24 per Carletto. Aspettiamo l'esame della KINKY elfetta [
] buttati a terra stremati. Ci dicono che sembra che abbiamo fatto una maratona. Abbiamo seguito i corsi, studiato, Carletto ha preparato addirittura 2 esami, l'elfetta poteva essere ridotta a uno straccio...io si sa in che condizioni ero e sono ancora.
E continuerò a essere.
E infatti mentre addentavo il mio MacCrispy mi sentivo completamente svuotata.
Cosa fare il mattino dopo? E' il motivo per cui ieri ho già fatto fuori il primo libro per l'esame di Fazio. Non posso permettermi di pensare, soprattutto qui e così sto cercando di bombardarmi la testa. La pila di libri mi aspetta, Claudia e gli altri partiranno per Zurigo, per cui ho molto tempo libero...
Vuota.
Vuota e stanca mentre accompagno Carletto a fare shopping. Lei lo capisce che i regali di Natale mi intristiscono, ma io sono più preoccupata per lei. Qualcosa è successo e non troviamo il tempo di parlarne. In segreteria si bagna gli occhi, allora le infilo i miei occhiali da sole.
Fa molto Matrix 
Ho paura a lasciarla da *sola* queste vacanze.
Intanto penso che avrei voluto con tutto il mio cuore non passare un Natale come quello passato. Richiesta esaudita.
SARA' PEGGIO.

Avrò il Karma infetto, che devo fare? Sarà un precipitare continuo.
A cominciare da stasera.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:11 |
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giovedì, dicembre 14, 2006
Fa malissimo sentirsi dire semplicemente che si è una *vecchia discussione* da evitare accuratamente di riaprire e che quasi quasi ti viene fatto pure un piacere, perchè sai, NON VOGLIO MICA RISPONDERTI SGARBATAMENTE, SOLO CHE PER ME RAPPRESENTI SOLO UNA ROTTURA DI COJONI.
Tanto i segni della fatica che ho fatto me li porto io, i *segni* del dolore che c'è, sono tutti su di me.
Perchè, figurarsi se lei poteva mai ripetere gli errori del passato, come no. Ero io che non avevo fiducia in lei, certo certo.
Anzi, era pure colpa mia, che mi è toccato pure sentirmi dire di essere un'egoista. E ci ho pianto, ci ho pianto come una cretina.
Certe volte mi ammazzerei con un bigliettino affianco dove c'è scritto che la colpa è tutta sua, così dovrebbe campare tutta la vita col senso di colpa, che quando uno si ammazza, il dolore è di chi resta, mica di chi se ne va.
Sto diventando cattiva, stupida, irragionevole? E chi se ne frega!
E' solo per mia madre, perchè è un dolore che non merita, cui non saprebbe resistere.
Il mio problema è aver perso ogni fede, ogni etica, ogni prospettiva, tutte le cose hanno perso valore, che siano buone o cattive.
L'hanno perso punto e basta.
Il sangue, lavarsi, alzarsi la mattina e mettere la testa sui libri, uscire la sera, un film da guardare, un libro da leggere, e mi sento incastrata.
E' questo che non riesco a farle capire.
So che sono tutte cose che invece un valore ce l'hanno solo che io non lo sento. E se non lo sento nemmeno nel dolore acuto e nel sangue che scorre, dove posso mai sentirlo?
Mi incanto con la testa incastrata nella finestra della mia camera, per mezz'ora, in cannottiera mentre fuori ci sono 5 gradi. Guardo fuori e mi pare di non vedere niente, se dovessi descrivervi ora cosa si vede fuori dalla mia stanza, non saprei dirvelo.
Non riesco a concentrarmi per ripetere, tutti i pensieri mi scappano dalla testa e non perchè vengono sostituiti da altri che, chessò, parlano di lei.
No.
La mia testa semplicemente si svuota e mi metto meccanicamente a camminare per tutta la casa senza ragione.
Davanti a tutti più o meno recito o faccio finta di invocare strani dei o comincio a delirare e tutti pensano che sia divertentissimo...perchè è così che sono fatta, mica in un altro modo.
Non entrerò mai in una stanza tirando forte di naso per far sentire a tutti che SNIF SNIF soffro tantissimo e piango picchè il mio fidanzato mi ha detto le parole brutte nguè nguè.
Ho avuto la forza di non mostrare il mio braccio rovinato pure alle ragazze mentre piangevo sulle loro ginocchia e mi sentivo morire.
A volte i ricordi di quella notte mi colgono come un lampo, guardando fuori dalle loro finestre, quando a una certa ora la luce dei lampioni fa strani riflessi, seduta sul quel divano che adoro e sul quale ho passato buona parte della primavera passata. Mi cade addosso l'immagine di me che tenta di ricomporsi nel loro bagno sperando che il sangue non inzuppi totalmente la manica e diventi troppo evidente. Per fortuna la luce della loro casa è qualcosa di osceno e la maglia era troppo scura perchè la cosa diventasse evidente.
Ma forse lei almeno di qualcosa si accorse...ricorda la maglia che pochi giorni dopo avevo tornando a casa con loro. Ricorda che era di pail e rossa.
Ed erano quei giorni raramente bollenti che sono scesi anche in questa fredda città.
Ma non potevo permettermi le mezze maniche, non me le sono potute permettere per parecchie settimane.
E mi veniva pure a parlare di senso di colpa e io a rassicurarla come una stupida. A portare quella stupida maglietta di SuperMan in qualsiasi occasione, a dormirci pure se gelavo sotto le coperte. A chiedermi promesse e a farne...di quelle che probabilmente ha rotto non appena ho messo piede su quel maledetto intercity.
Mi dice che è naturale che io non senta niente, che è normale, che sono ferita. E che per lei non è vero che io non sento niente, altrimenti non riuscirebbe a spiegarsi come fa a sentirsi bene quando parla con me. Lei dice di sentirlo il calore della mia vita. E che sono io che sbaglio perchè devo essere paziente. Che è passato un mese.
Quello che non riesco a far capire è che per me sono passati 2 anni e che non riesco a sentire più niente.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:33 |
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giovedì, dicembre 14, 2006
A rileggerle certe cose non so se ridere o piangere o provare odio per la prima volta in vita mia.
C'è una rabbia infinita, giuro ho paura che sia odio. In vita mia non ho mai veramente pensato di uccidere qualcuno, ma stavolta...ma stavolta mi pare di capire cosa devono avere per la testa quelli che prendono un fucile e si calmano solo dopo che hanno imbrattato le pareti di sangue.
C'è un'impotenza che non riesco a scacciare fuori di me. La tortura inizia quando apro gli occhi alla mattina.
Un peso enorme che mi schiaccia a terra e di cui non riesco a liberarmi in nessun modo e nemmno a condividerlo con gli altri.
Potrei andare in camera di Carletto a parlare un po', ma cosa ne otterrei? Anche scriverne non serve a molto se non a far passare un po' il tempo.
Così continuo quotidianamente con i miei homework.
Il concetto di desensibilizzazione è un concetto antipatico a molti. E' trattare la mente come un computer o come uno stupido topo di laboratorio.
Almeno i topi si fanno guidare dai loro semplici istinti: sopravvivenza e accoppiamento.
L'essere umano, lui sì che è stupido
, sempre pronto a farsi guidare dagli impulsi e dalle necessità più inutili.
La desensibilizzazione ti avvicina gradualmente a uno stimolo per esempio fobico.
Ecco, la mia è desensibilizzazione. Sto sfidando il mio narcisismo ipertrofico a farlo per davvero, per approssimazioni graduali.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:32 |
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giovedì, dicembre 14, 2006
La tua abilità è straordinaria.
Può esserci un qualsiasi film in tv, tu ti appoggi con la testa sulla mia spalla e ti addormenti.
Chiudi gli occhi, miagoli per un minutino e poi crolli. Ferma nella stessa posizione per 2 ore, come un sasso, persino con il respiro pesante.
All'inizio cerchi sempre di non poggiarti sulla mia spalla, mi chiedi sempre se mi fa male al braccio. Io faccio una grande interpretazione da Oscar e ti dico che
assolutamente non mi fa male.
Spero proprio che nessuno te lo venga a dire che dopo 5 minuti non mi sento più la mano dal dolore.
Ma come faccio svegliarti?
A volte apri gli occhi con un fessura sottilissima...non capisco mai se dormi o sei sveglia...però hai il broncio quando dormi, come se stessi pensando a qualcosa di importante.
Non troverò mai le parole per dirtelo davvero, non le troverò mai.
Ieri eri aggrappata al mio braccio e lo capivo che eri preoccupata per me, ma non riesco a farti capire che sto crollando. Sono già crollata.
Prendo le mie vitamine nella vana speranza che mi aiutino a stare in piedi fino a martedì...tutti mi dicono che conosco tutto lo scibile necessario, ma io mi sento totalmente nel panico.
Sbaglierò e crollerò ancora.
Rivedo in te le mie speranze e cerco di proteggerle. Perchè mentre tu dormivi, io mi tenevo stretta la manica dell'altro braccio, per impedire che andasse troppo su.
Non ho provato niente quando l'ho fatto, niente. Niente mentre avevo la mia mano sporca di sangue e la guardavo sotto la lampada aspettandomi che succedesse qualcosa. Qualcosa, mentre il sangue si apre la strada tra i lembi di pelle...
Ma niente, non è successo niente.
Solo pensare alla tua faccia di quando ti ho detto che bevevo e ti facevo credere il contrario...mi hai detto - Come ho fatto a non capire? - Hai ripensato a quel giorno fuori le scale dell'aula prima dell'orale, mentre tu e l'altra brindavate alla fine della sessione con una bella heineken, neanche ti accorgevi che metà me la sono scolata io; prima di sedermi per il colloquio. Non mangiavo da un giorno e mezzo, mi sono seduta lì fingendo di fare gli occhi dolci a Lauretta.
Un altro inutile trenta e lode sul libretto, per poi partire poco dopo e tornare a casa per una meravigliosa estate.
Che occhi faresti adesso, se vedessi le mie ferite?
Sei l'unica vera sensazione che mi resta. L'unica cosa che ancora mi porta all'orlo delle lacrime è la vergogna che proverei di fronte ai tuoi occhi. E sono codarda perchè non ho il coraggio di affrontarla.
Tu porti dentro di te le speranze che io non ho più. E' una questione di risonanza a distanza.
Ma io sto crollando e non riesco a fartelo capire. Non riesco a capirlo nemmeno io che cosa mi succede.
Mi aggrappo, ma poi penso che non è giusto. Così non cerco, non chiedo, non...perchè tanto...tanto io non sento più niente...e questo è tutto.
Non riesco a spiegarlo, ogni sera, prima di dormire, punto la lampada e comicio. Guardo il sangue e aspetto di provare qualcosa.
Ma non provo niente.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:31 |
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giovedì, dicembre 14, 2006
Ho messo via.
Lei era nella mia stanza per prendere il progetto dal mio pc.
Le ho tenuto i piedi al caldo tutta la sera sotto le coperte.
E' preoccupata per me e io sono preoccupata per lei.
E' stupefacente come ognuno non si preoccupi di se stesso 
Le dico che un giorno quando avrò tempo, voglio che tenga delle cose che mi fanno soffrire. Cose che rivivono di quell'illusione che ho cercato di tenermi tanto stretta.
E' quasi l'una di notte. Non mi fa nemmeno finire di parlare che torna con una busta.
Capisco che è preoccupata per me.
Sotto casa sua restiamo a parlare fino alle due e mezza di notte. Quando le parlo di cosa vorrei ci fosse scritto nel mio testamento, si insospettisce vagamente
e teme che nella notte possa fare qualcosa di stupido.
Vorrei che non mi guardasse con quegli occhi, perchè delle volte, quando mi dice - Spero tanto che tu possa trovare qualcuno che sappia amarti quanto sei capace di amare tu - quasi quasi ci credo.
Mi dice che faccio parte del suo piccolo mondo buono, come se volesse dirmi che da qualche parte un significato c'è.
In macchina teneva stretta quella busta sulle gambe. Mi guarda e dice : - Fa piangere -
Mi dice - Lo custodirò con cura -
Non lo sa lei che le ho messo nelle mani l'ultimo residuo di cuore e di speranza. Non lo sa che non è stato un caso farlo il 4 del mese.
La mia elfetta direbbe che è colpa della sincronicità o della sincronia, boh 
In giro si è ricominciato a dire che sono fredda, lei mi guarda e dice - Perchè hai gli occhi così tristi? -
Io le chiedo perchè lo sono i suoi. Non lo sopporto, nei suoi no; lei è l'ombra della mia speranza, il ricordo vago.
Stamattina aspettavo le ragazze.
Avevo deciso di dedicarmi a un po' di *cazzate* mie, perchè l'assurdità vera sta nel fatto che l'altra metà del cielo è convinta che la colpa sia mia se si è deciso di far venir giù ogni tipo di tempesta.
Quando è stato detto a me che avevo rovinato la vita della persona che amavo, ho cercato di fare di tutto per essere una persona migliore e per non farlo più accadere.
Ma se lei fosse tornata da me donandomi il privilegio di un'altra possibilità, l'avrei fatta sentire una principessa.
Invece tutto quello che ha è il coraggio di insultarmi ancora. Di osare anche solo usare quel tono con me. Come se tutto questo fosse responsabilità mia.
Così un po' di sangue per battezzare tutto questo, ci sarebbe stato bene. Buffamente, le ragazze hanno citofonato appena in tempo per distrarmi dai miei nobili intenti.
Ma la giornata è lunga, lasciatemi finire di fare i disturbi delle donne e vedrete.
Oh no, io non sono di quelle ridicole che usano il dolore per manipolare gli altri, io non potrei mai vomitare davanti a qualcuno per farmi dire quanto sono poverina e quanto soffro. Non ho mostrato le mie ferite a nessuno e a nessuno le mostrerò.
Nemmeno a lei.
[lei che adora tantissimo ingegnarsi a indovinare i soggetti quando parlo
]
Le mie ferite sono cose mie, sono sempre state cose mie, veri motivi per vergognarmi di me stessa, della mia debolezza, della mia infamia, della melma che galleggia nel mio cuore e che riesco a tenere tanto abilmente nascosta.
Quando mi faccio un taglio, se ci butto il sale sopra, non mi lamento. La sfida è tenerlo dentro. E' guardare il sangue che scorre e ridere; e ridere perchè è assolutamente ridicolo e inutile.
E' inutile, ma fa ridere.
Lei di sicuro non lo sa [ma teme per me, lo so...come io temo per lei
], non lo sa cosa è in progetto per quando torno a casa, come ho intenzione di lasciarmi andare a tutti i più bassi e macabri istinti.
Di quando me ne andrò su una montagna delle mie da sola e mi stapperò la mia prima birra dopo 3 mesi, dopo che ho collassato nel mio letto qui a L'Aquila.
Mi immagino sempre il rumore delle bollicine che sfiatano lentamente mentre piego piano il tappo. Mi immagino quel liquido gelido che scende come un mattone fino allo stomaco.
Il primo maestoso rigurgito 
Il senso di caldo alle mani, che non è fatto di fuoco; il senso di perdita; il terrore che il respiro mi si fermi da un momento all'altro.
Stare sdraiata nel mio letto cercando con tutta la residua concentrazione di non vomitare nel mio letto di casa, completamente sudata.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:31 |
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giovedì, dicembre 14, 2006
Un colpo serio.
Quello di trovarsi seduti su una poltrona a sollevare un amico (che guardacaso è sdraiato sul letto che sembra tanto lettino
) e dire:
- Io non so più dirti cosa fare, perchè in fondo non so più cosa credere. Ho dato tutto l'amore che avevo e non lo so ora se ne è valsa la pena o no, viste le conseguenze che ne sto pagando...-
Stare seduti al cinema con al fianco lei che ride con te, si confida con te, ti porta sottobraccio e pensare che attualmente è l'unica cosa che ti tiene un po' con i piedi attaccati al suolo, perchè ormai non fai che pensarci ogni notte...che il tuo braccio è una parte cattiva di te e che in fondo le endorfine che sprizza il tuo cervello quando il dolore è lancinante, aiutano, eccome se aiutano. E' come farsi una canna. Solo più splatter...
Perchè poi pensi a quanto in questo momento dentro te sia naturale pensare a *guardare ma non toccare* perchè in fondo penso:
- questo è il massimo che puoi ottenere -
che in un passo diventa
- questo è quello che meriti -
Poi il tuo Carletto ti viene con un sorriso così ->
che la sua ragazza gli ha scritto quello che tanto vorresti leggere per te...
E riesci semplicemente a essere felice per lui, perchè gli vuoi bene e perchè se non ce l'hai tu più una speranza, almeno è giusto che ce l'abbiano gli altri.
I pezzi di me spariscono e almeno cerco un po' di rassicurazione vedendo negli occhi degli altri quello che ho creduto di vedere nei miei [e nei suoi...].
Esiste.
Non è per me, ma esiste. E un giorno ci ho creduto anche io, qualche pezzo di me qui e lì è ancora vivo.
*E' stato vivo*
Quando mi ha mostrato il suo telefono, non ho desiderato fosse per me. Ho automaticamente pensato: - A me non accadrà -
Più semplice, più lineare, più mostruoso, ma più *vero*
Lei mi guarda, mi tiene le mani e mi dice - Io lo sento il fuoco dentro di te -
Io penso: le mie mani prendevano fuoco su quella banchina alla stazione...e penso ancora: quel fuoco ora mi brucia lentamente e basta. Se lo lascio uscire, è il disastro.
Disastro di lacrime e sangue. Molto meglio diventare gelida che morire nella vergogna.
Non voglio che gli altri si occupino di me, semplicemente vorrei che in me non ci sia niente di cui occuparsi.
Così non c'è bisogno che io vada a destra e a manca a fare pubblicità al mio dolore. Il mio dolore ormai è così banale che non merita niente.
Non merita nè cure nè attenzioni.
Così apprezzo i miei amici che mi aiutano a non ammazzarmi [ma mica lo sanno
] e cerco di dare un senso all'esistenza. Cerco di farcela per quanto è possibile.
Così difendo i miei amici [e non sempre lo sanno...] tenendo alla larga chi non ha rispetto della vita altrui. Loro, almeno, cerco di farli sentire importanti, cerco di far sentire che per me sono pochi, ma proprio perchè così pochi, sono differenti, sono le parti di me che non hanno più contatto.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:30 |
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