sabato, marzo 31, 2007

il tuo nick: Faith
il tuo anno di nascita: 1983
il tuo segno zodiacale: capricorno
ti rispecchi nel tuo segno zodiacale? non lo so, ignoro le sue caratteristiche...so solo che quando lo dico, tutti poi fanno una faccia bruttissima
il tuo numero preferito: 1, il più solo di tutti i numeri
a che ora ti alzi la mattina? dipende dai corsi
qual'è la prima cosa che fai appena alzata/o?
a che ora vai a letto la sera? in genere intorno a l'1
una cosa che fai sempre prima di andare al letto: guardare un po' di tv
fai la pennichella pomeridiana? no, mi fa venire il mal di testa
con che frequenza fai la doccia: ogni paio di giorni d'inverno, tutti d'estate
con che frequenza fai il bidè:
con che frequenza ti lavi i denti: più o meno dopo i pasti
con che frequenza lavi i capelli: ogni 3-4 giorni
capelli ricci o lisci? incasinati
capelli neri, castani, biondi o rossi? castano chiaro
ti piace la verdura? abbastanza
quanta ne mangi al giorno? in genere per contorno a cena
ti piace la frutta? non molto
quanta ne mangi al giorno? a volte niente
ami cucinare? per gli altri soprattutto
l'ultimo piatto caratteristico cucinato: l'ultima cosa che ho cucinato è stato un piatto di pasta tonno e pomodorino per Angie che è venuto la fine del mondo!
com'era? buonissimo!
... e gli altri erano d'accordo? si!
hai la passione per lo shopping?
per cosa, in particolare?
quante paia di scarpe hai all'attivo? due: quelle da ginnatica per tutti i giorni e gli scarponi per quando c'è la neve
quante borse? 3
ballerine, scarpe a punta, col tacco o senza? ciabatte no eh?
hai la passione per l'aperitivo? ogni tanto
drink preferito: una buona birra
stuzzichini preferiti: qualsiasi cosa di rustico va bene
con chi vai a fare l'aperitivo? con gli amici dell'università!
quanti telefonini hai? due
schede? vodafone e wind
quante volte esci alla settimana? quest'anno spesso pure nessuna, stiamo studiando come matti e alle 10 di sera stiamo già senza forze
quante vai al cinema? un paio di volte al mese al cinema ci vado...poi dipende dai film
quante volte guardi la posta al giorno? quando scendo la mattina...sto aspettando la bolletta del gas
quante ore stai connesso al giorno? dipende. A casa a L'Aquila non abbiamo la connessione, quando torno a Caserta ci sto di più, soprattutto la notte e soprattutto ora che ho da lavorare per la tesi
quanti baci al giorno? mai...a parte quelli dell'elfetta!
un saluto? statte buon guagliò!

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sabato, marzo 31, 2007

Urbe Urbe e ancora Urbe.

Con un ditino sottile puntato innanzi al mio naso mi dice - La lupa la lupa! La vedi la lupa? -

La mia faccia è questa ->  ma poi la vedo, la lupa di tottiana memoria

Roma.

Girando a piedi da sola sotto un sole che picchia per una che è venuta qua con gli stessi vestiti che aveva a L'Aquila perchè questo week-end doveva esserci freddo e pioggia e invece  , senza nemmeno il potere evocativoMAdistraente della musica che ho dimenticato l'mp3 a casa, entro in una specie di macchina del tempo ipnotica.

Ricordo, per esempio la prima volta che sono venuta a Roma senza sapere esattamente dove andare. Ero con Matt, puntavamo al San Camillo, era il suo diciottesimo compleanno...un modo un po' stravagante epr festeggiarlo...andare a fare le carte per il cambiamento di sesso...Sono passati 6 anni.

Un'eternità.

Tanto eterno che io ancora ero etero

Roma. Alzarsi alle otto di mattina per venire qui a trovare una bella ragazza. Quando Nem ancora non era Nem, ma solo tutto il dolore che IO le avevo dato; quando i miei ex amici mi avevano da poco mandato affanculo e Claudia ancora stava a corrergli appresso per avere DEI CHIARIMENTI, come no; quando la mia ex e il mio cuore in briciole non erano ancora in stato embrionale. Roma era solo odore di vaniglia, chiacchiere, qualche mattoncino lego, un panino al mac e una ragazza dal bel culo che mi dice - Eh, con sto perizoma mi si gelano le chiappe! -

Quando il mondo era ancora tutto da scoprire e mi sforzavo di credere che sarebbe stato meraviglioso, che potessi scavarci un posticino anche per me.

Sono *grande* in un modo che ormai non mi piace. Seduta in un bar a fare il mio test, mi diverto a inquietare. Ma tornata a casa stanca morta, mi rendo conto di come ormai io non stabilisca più contatti emotivi ma metta su degli pseudocolloqui diagnostici e applichi con malcelato sadismo la regola della frustrazione. Non è certo così che ci si fa amare dalla gente eh  Vorrei farmi una dormita fino a domani, tornare a casa a L'Aquila, con l'umore che ho ora...ma stasera ho altre persone che vengono a cena a fare il test...speriamo bene, di concludere qualcosa e che non si rivelino una sòla.

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sabato, marzo 31, 2007
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venerdì, marzo 30, 2007

Ci sono esperienze inquietanti.

Come rivedere se stessi a 16 anni.

Rivedersi e avere il terrore di regredire a quegli stati, quando davvero non ti frega niente, quando l'autodistruzione è l'unica cosa veramente interessantissima.

Arriva la nostra nuova coinquilina  [direte voi: - Un'altra?? - essì, un'altra, perchè stavolta è stato il pupetto a lasciarci e a tornare al paese suo...lui e il suo fidanzato  ]. Io lo dico che la prossima volta che ci dobbiamo prendere in casa qualcuno dobbiamo fargli minimo un MMPI, perchè sennò la padrona di casa continuerà a metterci in casa gente sempre meno normale...e questa qui mi dà proprio la sensazione di una che ti entra in camera e ti uccide nel sonno.

Non sto scherzando.

Ho in corpo quel litretto di birra che ogni tanto ci vuole, siamo di ritorno dal cinema e lei è lì. Ci apre la porta. Vestita di nero, piercing all'altezza dello zigomo. Decido che è l'ora di testare la mia abilità a sostenere un colloquio diagnostico. Ogni tanto provo anche il mio notissimo sguardo seducente  e riesco a ottenere come risultato una frase inquietante:

- Mah, se poi le cose continuo così, io credo proprio che preferirò una donna -

 -> questo asd è chiaramente isterico.

Alla fine lei si mostra chiaramente come un caso classicissimo di personalità borderline di basso [ahimè, molto basso] livello.

Sono io a 16 anni. Solo che lei ne ha 19 e crede di essere molto intelligente.

I primi 20 minuti di conversazioni si sprecano su come è difficile essere più intelligente degli altri. Lei dice: - Mio padre è un genio. E' stato pure alla scuola dei geni...-

Parla di un collegio svizzero, di una scuola americana e di 13 anni di recitazione. Conosce a memoria Ragazze Interrotte.
Come me d'altra parte
.

Le mani sono coperte di cicatrici.
Come le mie braccia, d'altra parte.

Sa, e ne parla disinvoltamente, di innesti chirurgici, impianti metallici, cicatrici artistiche e marchi a fuoco.
Come me, d'altra parte, che ci ho fatto su una stupidissima tesi di laurea.
Ma quella disinvoltura che vorrebbe far tanto colpo sull'altro schifato, riflette solo quanto conosci profondamente della stupidità del sangue. Solo che non lo sai ancora quanto è stupido il sangue. Sai solo che ti fa stare bene.
Neanche io, d'altra parte, so ancora fino in fondo quanto è stupido il sangue.

La guardo dritta negli occhi, anche se lei tenta di fissare la cartina di L'Aquila sul muro. Parla distrattamente di cose accadute in collegio, di droga, di cazzate e di cadute in basso. La chiamiamo "emotività coartata" noi tecnici del mestiere. E quando è coartata di dimentichi che c'è o piutttosto fai parlare qualcun altro per conto tuo.

Ho la sensazione che i genitori l'abbiano spedita a L'Aquila per toglierla da qualche giro strano. Lei dice di essersene tirata fuori di sua volontà perchè la sua intelligenza l'ha richiamata via. Racconta una storia con un inizio, una fine, dove tutto è collegato a forza di causa ed effetto. La voce non le trema mai. Quando la provoco troppo, mi guarda e alza un sopracciglio.

Non è nemmeno male...ma d'altra parte, considerando quell'essere a stento antropomorfo che ci è arrivato il mese scorso, TUTTO mi sarebbe sembrato meglio.

Sindrome di Valentine la ribattizzamo tempo fa; ricordando vecchie coinquiline delle ragazze. Dà subito la nettissima sensazione di mettersi in rapporto di dipendenza con qualcuno. Di quei rapporti di dipendenza che se esci un momentino fuori dal suo schema previsto dall'angelo diventi il demonio. E lì ci può scappare l'omicidio, che ne sai

Ma a parte questa psicodiagnosi da quattro soldi, quello che veramente mi preoccupa è il richiamo che quelle mani hanno sulla parte più oscura di me.

Sono di una fragilità estrema, ho i nervi a fior di pelle; tornata a casa dopo aver provato per un'ora ad entrare nella mia email ho *soltanto* scagliato la mia pallina fortissima contro il muro. Ho fatto soltanto questo. Vuol dire che questa furia che mi diventa ogni giorno più violenta da qualche parte sta scavando e avere ogni giorno davanti agli occhi un ottimo modo per farla venir fuori non lo so quanto mi farà bene...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 16:53 | Permalink | commenti
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venerdì, marzo 30, 2007

Dopo il simpatico dispetto che mi è toccato subire sulla mia vecchia email [c'è tanta, ma tanta maturità in giro devo dire], che mi ha fatto perdere tutti i contatti su msn ma soprattutto tutti i contatti che mi servivano per la tesi [GRAZIE, MA VERAMENTE GRAZIE! ], lascio qui il mio nuovo indirizzo nonchè contatto msn.

therealgod@hotmail.it

[capirete che sono in fase megalomane e vendicativa]

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 11:36 | Permalink | commenti
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lunedì, marzo 26, 2007

Come mi immagino chi ha messo le mani sulla password della mia email.

Ti devono cadere le mani.

E devi diventare frigida.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:19 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, marzo 26, 2007

6 trenta e lode.
4 trenta.
1 ventotto.
11 esami, meno tre dalla fine e non sentirli!
Affatto meraviglioso.
Non sentirli significa che non me ne sta fottendo niente, che sono piccoli sassolini che mi tolgo da una scarpa ma non mi danno nessuna emozione.
Chi legge e magari è più indietro di me negli studi e magari fa anche un po' di fatica, mi odierà.
Ma io sono saccente mica per niente eh!
Solo un'altra riga cancellata da quel foglietto attaccato al muro per ricordarmi che in data 20 Marzo mi mancano 3 esami e che se sono abbastanza brava, potrei passare l'estate a dedicarmi alla tesi.
Ma che brava.
11 esami e non sentirli.
Non sentire più niente e basta.
Ingegnarsi per rendere felice un'amica di cui ammiri la forza e mettere su una recita da Actor Studio's. Guardare la sua faccia quando all'aprire della porta si trova innanzi tutta la famiglia, nipoti comprese. Guardarla così emozionata da vederle chiudersi lo stomaco. Ed è un miracolo per una come lei che si attacca alla pentola di pasta con la schiumarola rinunciare ai cannelloni della mamma!
Essere contenta.
Ma sentirmi svuotata.
Finire a parlare di com'è che continuo ad avere allucinazioni, parlare di se forse è il caso di prendere qualche medicina, sai, così per tamponare...poi ci pensi alla terapia.
Spiegare che non posso scompensarmi ora, che non posso giocarmi le mie capacità mentali a 6 mesi dalla laurea.
Facciamo finta di sorvolare poi sul fatto che andare avanti così è come se mi stessi friggendo il cervello in sangue sempre più bollente e sporco.
I complimenti mentre il prof. di firma l'ennesimo 30, stringere la mano, e non sentirli. Sonia ti sorride, ti chiede di spiegarle meglio sta faccenda della trasduzione e tu sorridi di rimando.
E non sentirlo.
"Ti baciavo mentre tu piangevi. E adesso che io piango, tu chi bacerai?"
Bella domanda.
Spiego con una voce tremante che non nelle parole, ma nel suo andare e venire, racconta di un dolore che è così profondo da chiedermi in continuazione di *fare e fare e fare* cose stupide. Perchè se è così che va, allora che tutto vada a farsi fottere.
Dovrei accettare tutto con ovvietà.
Essì, dovrei farlo, dovrei affrontare la faccenda con il tono esatto con cui lo fa lei.
STRAFOTTENTE.
STRAFOTTENTE che più non si può.
Lei mi ascolta, mi legge negli occhi e nella voce il dolore, non parla lei, mentre gli altri cercano di darmi forza, parlano al mio cervello razionale, di quello che dovrei fare, di quello che dovrei pensare.
Poi lei non ce la fa più, si scaglia in un'invettiva che ha dentro l'odio che provo io. Solo che il mio è l'odio universale, il suo è una specie di odio pietoso. E' quell'odio che si danna urlando - Perchè fai del male a una persona cui voglio bene? -
Il mio, invece, è un odio impotente, omicida se potesse, suicida se lo volesse e avesse un po' di coraggio.
Scrivi qui e poi hai l'abilità di mettere su in pubblico una maschera da arlecchino.
- La primavera! La primavera risolverà tutti i nostri problemi! -
Si trattasse solo di aspettare, si trattasse solo di tempo, magari!
Il tempo, per me, ora, è strano. C'è un tempo nella mia mente e uno fuori. C'è un tempo nella mia mente che si è fermato e uno reale, con cui devo fare i conti tutti i giorni e che mette avanti scadenze che devo affrontare.
Quando poi il tempo con le scadenze finisce, è come se mi incastrassi definitivamente nel tempo fermo della mia mente e divento un esserino piccolo-piccolo in uno scatolone immenso di cartone bagnato che urla urla, ma effettivamente parla col muro.
Sto scomparendo sullo sfondo, piano piano esco di scena da tutto e divento un personaggio secondario persino di me stessa. E, soprattutto, non riesco a entrare in contatto con niente.
Con i miei successi, con le persone cui voglio bene, con il mondo da gestire...semplicemente divento un punto in fondo all'inquadratura e scompaio.
Le allucinazioni continuano, ma il peggio è che ora non mi fido più delle mie percezioni. Corro da Carletto a urlargli - Lo vedi anche tu? - oppure - Dimmi che non lo sento solo io! -
Lui genericamente mi risponde sempre che è tutto ok, questo un po' mi rassicura. Ma chissà come mi sentirei se lui non ci fosse...E' la mia mente che rende manifesta la sensazione dominante di tutti questi mesi: quella di non fidarsi di niente, di essere assolutamente diffidente, perchè le persone cambiano, non si può entrare in una stanza e essere assolutamente sicuri di quello che ci si troverà di fronte.
E così, evidentemente, una parte di me ha deciso di mettermi in condizione di non fidarmi più nemmeno di me.
Grandioso.
Semplicemente non ne esco perchè non so vederci via di uscita. Mi dispiace, probabilmente è immaturo, ma non la vedo. Quello che vedo è solo un disastro nucleare dentro me e vi giuro che non volevo! Volevo reagire diversamente, ho cercato di indirizzare le mie energie per reagire diversamente! Ma tutte le truppe hanno cominciato ad ammutinarsi!
Il mio corpo cede colpo su colpo, nemmeno lui mi sopporta più!
Volevo, ma tutto quello che questo dolore si è trovato di fronte è l'impotenza. Un'impotenza che percepisco così assoluta che semplicemente mi trema la voce a parlarne e con gli altri finisco a parlare sempre delle stesse cose, a girare intorno alle stesse argomentazioni. Dopo 6 mesi ancora a parlare delle stesse stronzate.
Come un disco rotto che vorrei qualcuno rompesse definitivamente per farla finita e basta. Invece è sotto le puntine e gira quel bastardo.
Sono semplicemente persa e non riesco a farci più niente. Non riesco a trovare vie di uscita, ma non è che non mi sforzi. Mi sforzo eccome. Semplicemente è una stanza senza porte.
Non trovo conforto da nessuna parte, non trovo conforto in niente. Buttarsi sui libri è un palliativo di ben poco successo. Ma almeno non mi ritroverò fra un paio d'anni a maledire il tempo perso a stare appresso a queste stronzate.
C'è il vuoto di una desolazione desertica. Mi prende sotto lo sterno e vorrei cominciare a piangere, a sbattere i pugni, distruggere tutto, vedere il sangue schizzare fuori dalle mie mani e dalle mie braccia.
Ma niente, so che non servirebbe a niente. Perchè dopo ritorna l'ennesimo silenzio, un paio di medicazioni e la seccatura di dover tenere tutto nascosto, che bastano già le tue stranezze a farti giudicare un po' fuori di testa.
Saccente e sufficientemente antipatica aggiungerei.
Il silenzio. O lo faccio diventare assoluto o devo costringermi a non sentirlo.
Per entrambe le cose ci vuole la forza che non ho.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:15 | Permalink | commenti
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lunedì, marzo 26, 2007

Il mio effetto sulle donne è ovviamente tragico.
La mia ex preferisce abbassare la testa di fronte a mammina e papino che se ve lo raccontassi cosa sono, capireste da dove viene molta della mia furia assassina.
Angie d'improvviso lascia questo sistema solare e torna a casa, non si sa per quanto, non si sa perchè, ma si sa che non ce la fa a stare qui, per quanto io possa impegnarmi con le mie tattiche di seduzione
L'unica speranza che mi sono lasciata appesa è stata: - Non voglio che me lo porta la tua amica il cd. Portamelo tu -
E cara mia, per te mi sto tenendo separata da un cd di Tori Amos fino a dopo Pasqua almeno...e non scherziamo! E' come togliermi l'ossigeno!
Cosa non si fa per un po' di figa etero!
Domani esame.
Chi lo sa come va, io non so nemmeno se ho studiato o no, non ho la forza nemmeno di rendermene conto
Sono totalmente fuori di me.
Sono talmente fuori di me, che quando sabato esco che a mezzanotte dobbiamo fare una festa di compleanno, mi bastano due birre e una bottiglia di vino per combinare un disastro a casa e non ricordarmene minimamente.
E che ne so io...so solo che mi sveglio la mattina e non è di quei bei disastri dove ti svegli e affianco hai una bella figa che tu dici - Accidenti, se il buongiorno si vede dalla mattina...- E' di quei disastri di te che non capisci come mai hai dormito a mezzemaniche e poi vai a vadere e hai un braccio coperto di sangue.
E pare pure che tu abbia mandato sms strani qui e lì.
Quello alla mia ex e chi se lo ricorda, sarà stata una solita lagna cui lei ormai fa finta di rispondere come se gliene interessasse davvero qualcosa...
Quello a Angie me lo ricordo più o meno...qualcosa del tipo - Ah, troppi vizi...però stavolta te lo dico...se te ne vai, a me dispiace...-
Lei non ha dato segni di vita al riguardo, ovviamente
Ottengo sempre dei meravigliosi risultati corteggiando le ragazze.
La meraviglia del non vedere mai nulla...mai niente, è incredibile.

Quello che è incredibile e che ormai non sopporto più è il dover andare avanti con tutto che mi si para innanzi come fosse il primo giorno.
IL PRIMO FOTTUTISSIMO GIORNO, dopo 6-7 mesi non è cambiato assolutamente niente, anzi, il dolore mi sta portando sempre più a fondo, sempre più disastroso dentro me, sempre più distruttivo.
E tutti intorno non fanno molto per rendermi la situazione migliore...Lo specchio dove riconoscersi negli altri è rotto, è difettoso, è deformante.
Senza specchio.
E tutti cambiano faccia continuamente, tutti non hanno reazioni chiare, come logica imporrebbe.
E io odio tutto questo, odio questo mondo, odio di dovermi barcamenare per esami su esami, odio il mio corpo, che si sta ribellando a tanta disciplina impostagli.
Gli occhi pieni di sangue, la testa, il dolore alla gamba uso dottor House, il dolore al braccio, e ora lo stomaco. Due settimane di diarrea, una cosa praticamente incontenibile
Il mio corpo si ribella, lo so e non riesco a controllarlo, lui va per cazzi suoi, come tutto il resto qui intorno.
Casa è un puttanaio ormai. Se n'è andato anche il nostro inquilino pupetto e ora siamo a 3 coinquilini che abbandonano in 3 mesi, una cosa inquietante. La padrona penserà che sarà colpa mia e di Carletto, come minimo
[edit]
La nuova coinquilina che sta arrivando è una che probabilmente a stento ha 18 anni. Il clou della nostra conversazione telefonica è stato: - Ah, io poi il 4 aprile mi prendo la patente -
Dio, se ripenso a quella che una volta mi si buttò addosso in lacrime perchè doveva fare l'esame della patente, mi viene un attacco epilettico, altro che allucinazioni.
Dalla voce sembra una specie di pornostar...ma lo sembrava anche Angie e quindi ci andiamo prudenti.
Si porterà anche il suo cane, perchè - sai, non riesco a separarmene -
E qui si sono attivate due fantasie:
- quella di carletto, ottimistica: lei è una figa stile Paris Hilton [che NON è figa, ma comunque...] e si porta il cane nella borsetta
- la mia, pessimistica: lei è talmente brutta che non ha amici e l'unica relazione è riuscita a instaurarla col cane, dal quale, appunto non si separa mai.
Chissà chi avrà ragione...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:14 | Permalink | commenti
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lunedì, marzo 26, 2007

Quando una persona si agita troppo, passa da un pensiero all'altro, allarmatevi, c'è qualcosa che non va.
C'è qualcosa che non va [anche se magari voi consciamente non lo pensate] quando una piccola abitudine cambia.
Non c'è niente che accada semplicemente così, perchè deve accadere. Se qualcosa è cambiato nelle vostre azioni è perchè da qualche altra parte che voi non sentire sicuramente è cambiato qualcos'altro.
Così diffido sempre quando mia madre mi chiama facendo finta di niente alle quattro e mezzo del pomeriggio.
Mezz'ora di giro di parole e poi esce fuori il rospo.
Nonna sta male. Quello che non si capisce è QUANTO seriamente sta male. Quello che so è che mio zio da Pesaro s'è fatto rivedere dopo anni [nonna l'ha quasi disconosciuto dopo che lui se n'è andato a convivere con un'ucraina ossessivamente gelosa].
Nonno sta come sta.
Ma non è degli *anziani* che mi preoccupo, in fondo nonno ha 87 anni, molto del suo l'ha fatto...dopo 4 anni abbiamo pure finalmente messo la nonna in una vera tomba.
Mi preoccupa, COME SEMPRE, mia madre. Non la reggerò, non ce la farò...non ce la faccio a mantenere me, figurarsi mantenere lei.
Della nonna mi ha solo detto che è una specie di insufficienza renale. Poi sottobanco è passata anche la parola dialisi...ma non ho capito se era un'ipotesi o una cosa prossima...
Il nonno...il nonno ha le piastrine basse e lo curano a colpi di cortisone che sta diventando una mongolfiera.

Di testa mia, ho sempre ragione io e faccio tutto di testa mia. Certo certo, come se in tanti anni qualcuno mi avesse mai messo una vera spalla per darmi appoggio. Da me si è solo preteso, io non ho mai potuto pretendere niente. Intanto se non avessi la testa così dura, col cazzo che starei ancora in piedi adesso! Col cazzo che riuscirei a campare tenendo almeno la testa fuori dalla merda. Tutto il resto è sotto, ma come si fa a essere perfetti?
Io non lo so e nella merda ormai ci sono da anni.
E la merda puzza, e se ti scoccia la puzza e ti scoccia pure non riuscirtene mai a tirare fuori tanto almeno da non sentire l'odore così forte, non resta poi molto da fare.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:13 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, marzo 26, 2007

Ecco, sono esattamente un "Amico di Maria De Filippi"
Sono esattamente di quei concorrenti bravissimi che sanno fare tutto, ballare, cantare, recitare, faccio le prese e le facciuine di Garrison Sono la migliore in tutte le prove.
Ma il pubblico mi elimina
Che culo!

Devo recuperare la mia autodisciplina. Troppe cose in questa settimana me l'hanno fatta perdere.
Tutti i giorni con Angie, che le ragazze mi chiedono che fino ho fatto...scappare da lei appena finisco di studiare. Cucinare, cinema, spesa, studiare, dormire [in camere separate...qualcosa avrà capito allora ].
Sentire montare l'odio [è odio si, di quello che solo un amore potente può scatenare a rombi di fulmini e tempeste] quando ti senti trattare come uno straccio vecchio che non è servito a niente, quando ti viene sputata in faccia un'indifferenza che tu non riesci ad avere e non sai mai se l'avrai.
Probabilmente la picchieresti a sangue.
Più probabilmente, preferirei morire io, perchè sono io il problema. E a volte è quello che spero, quando mi sento dentro il petto un peso con cui non ho la forza di convivere tutti i giorni. E per non parlare di tutto il resto che trovo intollerabile.
Ci sono giorni che lo penso in continuazione e sono quei giorni in cui ce l'ho con me stessa per non avere il coraggio. Sono quei giorni in cui sono stanchissima e me lo sento fisicamente, a maggior ragione ora dopo la febbre che mi ha segato in due i polmoni e delle volte mi pare di stare lì lì a schiattare d'asma.
E quella no, perchè si soffre troppo.

Un pianto nascosto al cinema, senza che nemmeno lei che mi siede accanto se ne accorga.
In macchina andando al Mac, accelero e supero in gimcana. Lei mi rimprovera, le faccio prendere paura. Panino da portare a casa, c'è Nip/Tuck.
Saltare da una cosa così a un'altra cosa, che è una cazzata così.
Un altro esperimento di fronte alle mie capacità di resistenza; come comprimere al massimo una molla, fino a che qualcuno non la sgancia e tu vieni lanciato in orbita
Lo sfizio è quello, perchè lei ci sta, voglio vedere fino a che punto ci sta e fino a che punto una persona può avere il coraggio di dire - Ma come io non avevo capito nulla -
Certo...e pensare che c'è gente che pensa che già abbiamo combinato qualcosa...se le fanno più loro le fantasie che io, figurarsi...Non è con una come me che da etero ops, ma quasi quasi mi metto con te che hai le tette!
Il mio è un bisogno semisublimato di farmi male, non è certo altro!
Masochismo puro.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:11 | Permalink | commenti
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lunedì, marzo 26, 2007
Dico [e sottolineo DICO! ] sempre una frase quando ascolto il mio terzo orecchio e...
eccola...qualcosa non mi torna.
Penso a qualcosa, in genere più a qualcuno e dico - No guagliò, qualcosa non mi torna- . Non è questione di salti logici, non è questione di fatti che non si incastrano, è questione di intuito, di profumi che stridono.
In fondo, forse avere qualche allucinazione qui e lì significa avere una piccola via preferenziale con i tuoi archetipi
Seriamente...forse significa che a volte vedi non semplicemente quello che fisicamente non c'è, ma vedi *un suono*, quello che razionalmente gli altri non riescono a fare.
Quando ero in clinica a fare tirocinio, in mezzo ai pazzi avevo sempre la sensazione di parlare la loro stessa lingua.
E' così che, per esempio, so che lei soffre e quando e quanto. Non faccio finta di non vedere quello che c'è, anzi...vedo anche quello che non si vorrebbe che si vedesse.
Ascoltare le persone quando non parlano, ascoltare le parole del mutismo, che è diverso da silenzio.
Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:10 | Permalink | commenti
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lunedì, marzo 26, 2007

Semplicemente vorrei dirle:
FERMAMI, PORCA TROIA, FERMAMI!
Già mi sento Milhouse perchè mi parla del suo appuntamento con un tale dal nome impronunciabile mentre è stata a casa, ma cazzo, non farti accarezzare per due ore che poi un giorno te ne esci dicendo: - AH, MA IO NON AVEVO CAPITO NIENTE! -
Quel giorno [e succederà, cazzo se succederà!] penserò che sei la persona con i più grandi prosciutti sugli occhi che il mondo abbia mai visto.
La cronaca comincia con Faith che sabato comincia a sentirsi male. A casa si è scatenata una spaventosa epidemia di febbre altissima che ha messo tutti a letto con la febbre a 40.
Faith non può prendere nè la tachipirina nè l'aspirina. Se a me sale la febbre a 40, me la vedo io con gesù cristo
Mi arriva lo che mi dice che arriva all'indomani alle sette di sera.
Io le rispondo che sto andando a comprare le medicine per Carletto [che intato era a letto a delirare] e che TUTTI abbiamo la febbre.
Lo scopo di sottolineare che TUTTI avevamo la febbre, me compresa, era vedere se avrebbe provato a quel punto a farmi desistere.
Non ci ha provato manco per il cazzo, nonostante lei avesse chi poteva andarla a prendere oltre me.
Domenica dopo mangiato deve essermi salita la febbre almeno a 39, l'occhio sinistro si era perso almeno mezzo campo visivo... ho temuto davvero...ma finchè mi alzavo dal letto e non mi girava la testa, era meglio stare fuori casa che dentro [ve l'assicuro, sta casa è diventata un covo di batteri ]
UN VAIRUS!
La vedo a prendere che praticamente sono un termosifone ambulante. I vetri dell'auto si appannano...e letteralmente intendo
E ok, resto a cena con te e i tuoi amici e guardiamo Maria alla tv...
E fin qui, all'incirca niente di particolare.
Il pessimo è successo il giorno dopo.
Mi alzo intronatissima, con Carletto che ha praticamente le crisi di pianto perchè al terzo giorno di antibiotico ancora aveva 39 di febbre e aveva delirato tutta la notte. Lo convinco a fare un giro, lui alla fine chiama i suoi e si fa venire a prendere.
Mi lasciano la 600.
Al che, con il mio solito fare risoluto prendo il telefono, la chiamo e le dico:
- A che ora hai lezione?
- Alle 2
- Bene. Ti accompagno io, resto a studiare da te e poi ti riaccompagno
Ormai nemmeno chiedo. Pretendo.

E drammaticamente OTTENGO
Resto a studiare 4 ore all'aria aperta mentre lei segue lezione. Un toccasana per i miei bronchi
Esce e mi fa: - Ah, ma tu vuoi restare a cena? -
- Come dici tu
- No perchè i mie amici devono andare a una festa di compleanno
[a me non me pare vero: cena da sole... ]
Le dico, ovviamente, - Vai coi tuoi amici, non preoccuparti! -
- No, no, mangiamo assieme -

Poi non dite che è colpa mia!
Bottiglia di vino comprata apposta, cucino probabilmente il miglior piatto di pasta della vita mia e resto là a parlare fino a quasi alle due di notte.
A un certo punto mi sono messa le sue gambe sulle mie ginocchia e me la sono accarezzata pure sotto al pantalone.
Ora dico io: PORCA TROIA FERMAMI!
Quando poi mi dirai - Ah, Milhouse, tu per me sei come una sorella maggiore! - io non ti devo fare capa e muro tutto il tempo?
Ma proprio fortissimo! Perchè io sta canzone lo so già come va a finire! Un'altra della serie:
- Ahhhh, se tu fossi un ragazzo, saresti il mio ragazzo ideale -
Ma anche VAFFANCULO!
Veramente qua ci manca solamente che me la sbatto al muro perchè non dice di no a niente.
Le dico: - Giovedì andiamo al cinema a vedere Saturno Contro -
Mi risponde semplicemente - OK -
Cioè, io e te da sole e un cinema.
Poi se io commetto un'omicidio per l'esasperazione, ce le avrò tutte le attenuanti no?
Mi sento un prurito di mani che non finisce più, ma peggio di un'orticaria...na cosa proprio invasiva, che farei una strage con un mitra, così per sfizio, perchè non si sopporta più.
Io veramente ci manca solo che giro con una freccia luminosa e una didascalia fluorescente esplicativa - EHI, TI ACCORGI CHE CI STO PROVANDO? -
Ma io lo so già come va a finire

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:09 | Permalink | commenti
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