venerdì, aprile 27, 2007

Ho un po' paura in questi giorni.

Mi si è infilato un piccolo tarlo nella duramadre e non so cosa fare.

La domanda che è nata subdola è: - Vuoi rischiare per una vita "mediocre" o vuoi rischiare in grande? -

E' un po' complicato spiegare.

Quello che mi viene da pensare è che le scelte più importanti della mia vita le ho fatte in preda all'ispirazione.

Una cosa alla Arancia Meccanica.

Ho scelto L'Aquila per la specialistica perchè per caso la mia ex ragazza stava sul sito dell'università.

Sono andata a Messina da un giorno all'altro perchè...beh, quello perchè ero ubriaca ...

E ora...ora forse dovrei tentare davvero il grande salto...Rischiare il tutto e per tutto, ora. Ora che non ho niente da perdere. Orache posso far finta di avere ancora le forze. Ora.

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venerdì, aprile 27, 2007

Ecco.

Da una parte pensi che si è partiti con il piede giusto. Avere finalmente un "lello-aggancio" a Roma per la tesi significa aver praticamente trovato tutti i soggetti che servono.

Ma di certo si parte con il piede sbagliato quando mi si propone come futuribile fidanzata [- Vedrai, è proprio il tipo per te! -] una campionessa di triatlon di 40 anni...

Non ci siamo proprio...

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venerdì, aprile 27, 2007

Ecco, lo so, mi diranno che sono paranoica, saccente e si chiederanno quanto penso che valga la mia intelligenza.

[Molto...ma sorvoliamo  ]

Ma comincio a vedere movimenti di mano strani.

Qualche carezza di troppo, qualche sorrisino di troppo, gente che per un anno non ti saluta e poi all'improvviso, puffff, si atteggiano a grandi amiche, ti chiedono persino il numero di telefono. Che carine, passeremo tanto tempo insieme, andremo a mangiare la pizza e a bivazzare vino.

Certo certo.

Non sarà piuttosto che quando Ferrara spiegava l'analisi spettrale, su 50 persone eravamo in 2 a scrivere? 

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venerdì, aprile 27, 2007

C'è stato un momento, uno solo in cui sono stata talmente bene.

Talmente bene per trovare le parole per dire tutto.

Sono quelle cose che ti si abbattono sulla testa e di cui ti rendi conto solo quando sono passate.

Seduta a lezione di tecnica del colloquio, mese di ottobre.

Illusione di felicità.

Per la prima volta nella mia vita qualcosa dentro me era tutto intero. Integro, intoccabile, senza paura.

Senza paura di dire a qualcun altro, con cui non ho neanche questa meravigliosa confidenza eh, che quelle cicatrici me le ero fatte da sola.

Tempo fa.

Quando mi illudevo di essere un'altra me.

Magrissima illusione.

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venerdì, aprile 20, 2007

Dopo aver sognato Britney Spears probabilmente come mio alter-ego, stanotte ho fatto il solito sogno del lieto fine.

Che palle.

Mi sono svegliata alle 6 del mattino, in preda al panico, al post-sbronza di ieri e mi sono messa a leggere un capitolo di "Ragazza Interrotta".

Uffa!

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venerdì, aprile 13, 2007

In picchiata come un assaltatore stellare della Flotta Imperiale sono nello sgretolamento più totale.

Ingurgito quantità di alcol indecenti alle più assurde ore del sonno e soprattutto NON MANGIO. A parte un pasto che forzatamente non ho potuto saltare perchè mi è stato gentilmente offerto, semplicemente sgranocchio qualche biscotto, una fetta di pane.

Nulla.

L'alcol mi chiude lo stomaco come un macigno feroce.

Non lo so nemmeno perchè, non chiedetemelo, ve lo giuro che non lo so. Credo di stare impazzendo del tutto, se prima c'era un filo sottile a tenere insieme le due parti di me scisse, ora si sono salutate alla grande.

E mentre la mia parte razionale si rende conto che tutto questo è DAVVERO UNA GRANDE CAZZATA, a comandare gambe, braccia e mani è la mia parte irrazionale. Hai voglia a spiegare che non è il caso di farmi discorsi in cui si sottolinea che tutto questo è veramente stupido, è veramente sciocco, è veramente INFANTILE.

LO SO BENISSIMO DA SOLA.

Ma non è la persona che scrive adesso che comanda la cloches. Questa persona qui, che compare ogni tanto e si mette pure a piangere per come si sta riducendo [miii, un residuo vero di sentimento!!!] occupa sempre meno spazio. E' sempre più un puntino sullo sfondo, mentre in primo piano c'è questa bestia che tornerà a casa, trangugerà birra guardando Nip/Tuck, sforzandosi di non vomitare e se necessario, serrando i denti.

La mia parte con un minimo di raziocinio sta sparendo perchè si è arresa all'idea. E' inutile parlare, è inutile spiegare quello che ti sta succedendo e quello che ti è successo in passato, è inutile. E' inutile raffazzonarsi per trovare una soluzione. Non ce l'hai una via di uscita.

Non ce l'ho, un posto dove andare.

[Il Millennium Falcon è più figo degli assaltatori dell'Impero!]

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martedì, aprile 10, 2007

Intanto io torno a L'Aquila.

Il sondaggio è andato a finire come tutti ci aspettavamo.

Faith il mese di Marzo non è riuscita a combinare un bell'accidente con nessuna.

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martedì, aprile 10, 2007

Il resoconto delle vacanze di Pasqua può essere presentato in più versioni.
Quella che servirò alla maggioranza del pubblico, con una gran espressione alla Manuela Arcuri impegnata:

- Ah beh, come vuoi che sia andata...al solito no? -

Poi c'è quella aderente alla realtà. Quella di me che stenta ad alzarsi dal letto dalla mattina, quella di me che corre velocissima verso una regressione e che fissa per inquietanti minuti un punto fisso nel vuoto. La versione aderente alla realtà racconta di me praticamente ubriaca dal mio ultimo giorno a L'Aquila. Sono una donna di gran classe: iniziare una regressione con due litri di Adelscott. Una vera lesbica di classe. E finisce con una me che è ancora ubriaca dalla Pasquetta ed è tormentata da un pensiero ossessivo: non fartela passare. Oppure: che almeno passi il più tardi possibile.

Ho mollato ogni ormeggio, navigo alla deriva cercando semplicemente l'ombra. Ho mollato, mi sono arresa e trovo solo il modo più semplice per non pensare, per premere, comprimere sempre più a fondo.

Oscena.

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domenica, aprile 08, 2007

La scena è surreale.

Sono quelle cose che si vedono con rarità.

Mio padre è spaventato. Fa il premuroso, ma lo sento a pelle che è spaventato.

Significa che sta male la nonna.

E sta male anche nonno.

Io non so se sembro cinica o non lo so. Io vorrei solo che loro arrivassero a dicembre. Per vedermi, per fargli arrivare quell'affetto che non so dargli, che non so dare più a nessuno attraverso l'unica cosa che so fare.

Poi sarà una catastrofe.

Uscendo dall'ufficio del boss, ho stretto la mano alla nostra "mitica supervisor psicologica" dicendole - Mi raccomando -

MI RACCOMANDO?

Cioè, io ho raccomandato a una psicoterapeuta che ha studiato a Londra e in Germania di fare "la brava ragazza" .

Mi ha guardato con tenerezza, come per dire - Eh, smettila di prenderti il mondo sulle spalle e portartelo a spasso -

Non lo sa che mi toccherà portarmi a spasso tutta la mia famiglia quando la tempesta si abbatterà furente su di noi.

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domenica, aprile 08, 2007

Non fa scienza senza lo ritener aver inteso.

Quando cioè sai come mai ti accadono delle cose.

Per esempio sai che il mal di testa post sbronza è per la carenza di acqua nelle cellule che non riescono a portare a termine il ciclo di Krebs.

So che il cervello è protetto da una fitta barriera di cellule stipate l'una sull'altra ed è per questo che è così difficile "costruire" degli psicofarmaci. So, però, che le molecole di alcool sono furbe e tanto piccole che passano attraverso questo muro di difesa. So, pure, che la prima zona del cervello a intossicarsi è il cervelletto. Che controlla i movimenti e la coordinazione. E' per questo che l'intossicazione da alcool dà tremore.

L'importante è saperlo.

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domenica, aprile 08, 2007

Torna indietro.

Torna indietro con la mente. Sei talmente regredita che confondi i piani di realtà.

Rileggi, ripensi, ora pare irreale quella felicità, quella calma, sembrano così irragionevoli quei sogni dove c'eravamo io e lei, dove c'erano pensieri caldi caldi.

Rileggi, e non sembro io. Sono qui distante mille miglia da quelle speranze e da quelle sensazioni. E' tutto scomparso. Forse semplicemente non c'è mai stato. E tutto quello che riesci a ottenere è questo. Questa voglia di morire che ti sta appiccicata addosso come l'ultimo quadrato di carta igienica sotto la scarpa. Quello che non riesci proprio a togliere.

Tutto gira intorno al 4 di novembre.

Questa è sincronicità signori miei.

Sono passati 4 anni.

Da *quel* quattro novembre. Quello dove tentati davvero di ammazzarmi, quello dove 3 anni di vita andavano in pezzi, quello in cui la persona che amavo come probabilmente non riuscirò più ad amare in vita mia, mi disse - Ti odio -

3 anni dopo quel giorno, un altro 4 novembre è il giorno che scatena in me l'odio per un amore che altro non ha fatto che consumare. Che mi ha stillato via l'anima goccia a goccia.

4 novembre. 4 anni da allora e sei allo stesso medesimo punto.

Un cerchio che si è chiuso. Che è partito dal cuore e si è chiuso nel mio culo.

Interessante.

Non ho camminato andando avanti.

Ho camminato in tondo e ora sono al punto di partenza. Lo stesso di 4 anni fa.

Affogo. Io l'ho detto che affogo.

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domenica, aprile 08, 2007

MY HAPPY ENDING - Avril Lavigne

So much for my happy ending
oh oh, oh oh, oh oh, oh oh
Oh oh, oh oh, oh...

Let's talk this over
It's not like we're dead
Was it something I did?
Was it something You said?
Don't leave me hanging
In a city so dead
Held up so high
On such a breakable thread

You were all the things I thought I knew
And I thought we could be

CHORUS
You were everything, everything that I wanted
We were meant to be, supposed to be, but we lost it
All of the memories, so close to me, just fade away
All this time you were pretending
So much for my happy ending
oh oh, oh oh, oh oh, oh oh
Oh oh, oh oh

You've got your dumb friends
I know what they say
They tell you I'm difficult
But so are they
But they don't know me
Do they even know you?
All the things you hide from me
All the shit that you do

You were all the things I thought I knew
And I thought we could be

CHORUS

It's nice to know that you were there
Thanks for acting like you cared
And making me feel like I was the only one
It's nice to know we had it all
Thanks for watching as I fall
And letting me know we were done

CHORUS X 2

oh oh, oh oh, oh oh, oh oh
oh oh, oh oh, oh oh, oh oh
oh oh, oh oh, oh...

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domenica, aprile 08, 2007

LITHIUM - Evanescence

Lithium, don't want to lock me up inside
Lithium, don't want to forget how it feels without
Lithium, I want to stay in love with my sorrow
Oh but God I want to let it go

Come to bed, don't make me sleep alone
Couldn't hide the emptiness, you let it show
Never wanted it to be so cold
Just didn't drink enough to say you love me

[Chorus]
I can't hold on to me
Wonder what's wrong with me
Lithium, don't want to lock me up inside
Lithium, don't want to forget how it feels without
Lithium, I want to stay in love with my sorrow

Don't want to let it lay me down this time
Drown my will to fly
Here in the darkness I know myself
Can't break free until I let it go, let me go

Darling, I forgive you after all
Anything is better than to be alone
And in the end I guess I had to fall
Always find my place among the ashes

[Chorus]
Oh but God I want to let it go

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domenica, aprile 08, 2007

Il gelo cala nell'auto.

Non te ne accorgi che ti guardo negli occhi mentre tu fissi la strada. Cerco di trovare un po' di forza. Non la trovo. Automaticamente continuo a massaggiarmi il polso. Le ferite mi danno prurito sotto l'orologio. A lezione per un soffio qualcuno non le ha scoperte per guardarmi l'orologio.

Tu non sei abituata, non sai far caso a certe cose.

Ma mi chiedi: - Ti fa male la mano? -

E' la sinistra, non posso dirti che sto scrivendo e che ho la tendinite. Ti rispondo - Un po' - e prego che tu non abbia alcuna voglia di approfondire.

Ma tu mi chiedi ancora - Come mai? -

Io alzo solo le spalle. Come a dirti che qualsiasi bugia non avrebbe retto. Come se sapessi che se anche ti avessi detto la verità, non avresti saputo cosa dirmi o fare. E infatti non hai detto e fatto niente. Il gelo si abbatte fra me e te. E so che hai cercato di scansare a tutti costi il pensiero dalla tua testa.

Il fallimento è completo. Sono un po' più sofisticata, semplicemente un po' più attaccata allo studio di quanto non lo fossi 5-6 anni fa.

Ma ormai il mio livello mentale è tornato quello di allora.

Pericolosissimo.

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domenica, aprile 08, 2007

Finchè è successo.

Si è insinuato lentamente fino ad annientare l'ultimo residuo di ragionevolezza. L'ultimo baluardo: la PAURA. Perchè è la paura che ti ferma la mano, che ti fa terrorizzare all'idea di svenire d'alcool, che ti fa temere di aver premuto troppo forte, che il sangue possa scorrere e tu non riuscire a fermarlo.

La paura, cara compagna, ha deciso di lasciarmi anche lei. La regressione è completa, molto prima di quanto mi aspettassi, molto prima di arrivare a una vera ispirazione.

Non chiedetemi cos'è una vera ispirazione, ma so di non averla avuta di certo.

Mi aspettavo di resistere di più, mi aspettavo che d'improvviso la parte più regredita di me si incatenasse alle ferite di quella pazza che verrà ad abitare con me e mi trascinasse veramente a fondo.

La famosa parte regredita di me non ha avuto tanta pazienza e si è messa sul trono, spodestando quell'io razionale che è ormai scomparso sullo sfondo.

Mi ubriaco finchè non ci vedo doppio, guido una macchina che ormai frena coi dischi, ma soprattutto.

Quando la mattina non sento più la forza nelle gambe, serro i denti. Non devo vomitare. Penso - Se ti vomiti addosso poi ti spogliano, vorranno cambiarti la magglia, il pigiama...ti vedranno il braccio, non possono vederlo - Serro i denti. Sento lo stomaco che si contrae, quel senso di vuoto fatto di pareti dell'esofago che quasi si toccano, comincio a sudare freddo, mi gira la testa. Vomitare sarebbe liberatorio. Trattengo. Tremo. Sudo, ma trattengo. Per due ore, finchè semplicemente passa. Perchè è così che succede. Passa.

Le cicatrici si chiudono, il sangue smette di scorrere, lo stomaco riassorbe l'acido.

E io sono ormai definitivamente senza controllo.

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sabato, aprile 07, 2007

Ho deciso che userò i suoi poteri per sconfiggere la segreteria e ottenere le carte che mi servono per il tirocinio.

VAI HE - MAN!

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sabato, aprile 07, 2007

E' una cosa complicata il mestiere del politicante.

"Di' qualcosa di sinistra, di' qualcosa di civiltà, D'Alema, DI' QUALCOSA!"

Il mestiere del politicante è stamparsi un sorriso in faccia e mandare al rogo le persone.

E', per esempio, chiamare una manifestazione "Family Day" invece di "A noi i gay non piacciono" . D'altra parte, se è "Il Giorno della Famiglia", io con tutti gli Arcigay d'Italia mi ci presenterei, perchè non mi pare che a un omosessuale non piaccia la famiglia, anzi, gli piace, gli piace tanto che vorrebbe tanto che lo Stato gliene desse una...gliene riconoscesse una...tutelata.

In questo teatrino di una miseria infinita, gli Arcigay non è che si stanno muovendo meglio eh. Si collude con la tattica del "muso contro muso" [che è una tattica dell'odio...] e da che era stato detto che la legge sarebbe passata alla fine di Gennaio, stiamo a Pasqua, aspettiamo Maggio per fare la manifestazione, poi arriva l'estate...a pensarci...probabilmente dovevo essere più attenta a quale Gennaio si riferisse quella dichiarazione...forse Gennaio 2030, chi lo sa...

A Milano, sono comparse delle scritte su una libreria, con tanto di svastiche a carattere omofobico. Firmate "FN" . Sigla che conosco bene. "FN" ce l'abbiamo anche a L'Aquila. Lo speaker di radio1 ieri ha avuto anche l'ardire di dire - Mah, potrebbe trattarsi di Forza Nuova - ...e pensare che io ero in dubbio con gli ultrà partenopei...quelli di "Forza Napoli"...Chissà da dove avranno preso lo spunto per quel "Gay Pedofili"...forse dall'incontro di questi due geni -> RABBRIVIDIAMO

Milano, scritte omofobe contro libreria gay

Milano, scritte omofobe contro libreria gay

Povera Imma!

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sabato, aprile 07, 2007

"C'è molta cultura dell'intolleranza che si accanisce su tutto ciò che considera diverso e debole. Occorre riflettere sulla fragilità, soprattutto degli adolescenti". Così il il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commenta il suicidio del sedicenne. E sottolinea che "tutti dovrebbero riflettere attentamente, ci sono suicidi che gridano vendetta contro il perbenismo, l'ipocrisia, il bigottismo esasperante. Suicidi che somigliano a omicidi".

[Nichi Vendola, presidente Regione Puglia parlando del suicidio del ragazzo di Torino]

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venerdì, aprile 06, 2007

E lo chiamavano sollievo...

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giovedì, aprile 05, 2007

La scena.

Il silenzio di un mese.

A noi donne piace chiamarle "PAUSE DI RIFLESSIONE" . A qualcuna pare persino inutile chiamarle e semplicemente sparisce come houdini, come se tutto fosse ovvio.

PESCE D'APRILE, PESCE D'APRILE! Ieri ho provato le lamette e accidenti se mi è piaciuto. Il sangue che si raggruma sulle ferite e non si scrosta. La sempre più flebile vocina del mio Io-Razionale che mi dice di non farlo, perchè lui lo sa cosa mi trattiene: è una strana paura del dolore che ha a lungo fermato la mia mano. Una paura che finirà per essere sostituita da quella masochistica soddisfazione di un polso ancora sporco di sangue che brucia sotto l'elastico della maglia, sotto l'orologio. Superata la paura del dolore, posso sfondare ogni muro semplicemente a testate. Premere forte la lametta, sentire come un gelo che entra fra lembi di pelle, è il freddo notturno, è il freddo del metallo. Il sangue esce; lo si pulisce con la mano per vedere il taglio sotto, ma è un secondo. Il sangue riprende lesto ad uscire. E' difficile persino per me individuare qual è il pensiero dominante in quegli attimi. Forse un pensiero non c'è e sarebbe molto meglio se non ci fosse. Potrei far finta di essere posseduta. Ma credo ci sia. Ed è un pensiero di solitudine profondissimo. Agisco il mio dolore nella solitudine buia e notturna, circondata da pareti che si portano appresso pezzi della mia mente. Una incomunicabilità assoluta che si consuma nel buio, che vive e respira nel sangue, che è talmente *incomunicabile* che si consuma in pochi attimi per poi tornare alla sciocchezza quotidiana. Pigiare i tasti della nintendo e sentire il polso prendere fuoco, i lembi di pelle avvicinarsi e allontanarsi quasi ritmicamente. O almeno così me lo immagino.

La saluto.

Toccarle il viso mi fa quasi tremare. Mi pare di sentire un impulso di vita. La pelle è calda di stufa. Lei è morbida come una bambina. Le do un bacio, poi un altro, ho sentito un momento di quiete. Ma oscillo come un pendoloo, torno a casa, quel caldo si è trasformato in gelo completo. Diventa gelo del sangue.

E' la solitudine di aver dovuto sempre affrontare tutto da sola. Senza un posto dove tornare, dove riposare. La mia famiglia non lo è mai stata, mia madre se potesse mi divorerebbe, altro che riposo. Mio padre è razionale. Piacevole ma razionale. E la mia mente lo è sempre. La mia ex continua a torturarmi persino adesso, nella realtà, nei fantasmi e quasi da subito tutto è diventato, meno che un luogo di riposo. E tutt'intorno le persone cambiano.

Torno da Roma e chissà quale dispetto devo aver compiuto nella mia assenza. E' un nuovo passo della mia evoluzione relazionale. La mia presenza o assenza ormai non è importante. Come quando io faccio o non faccio le cose, parlo o non parlo, agisco bene o agisco male. Non è importante, nulla lo è. Come non lo sono stati i baci, fare l'amore o 2 ore a parlare sulla panchina alla stazione. Non lo sono nè le parole e nemmeno i fatti. Eppure gli altri vanno avanti. Io non ci riesco. Non capisco perchè.

Lo ricordo il tono:

- Mi sono fidanzata. Si chiama Angelo...ah, però non riesco a baciarlo...sai penso a te -

Direte che questo non andare avanti. Continuare a chiamare a casa non è andare avanti. Eppure so, LO SO, che è ancora con lui, che avanti, nonostante la ferita, nonostante i baci, quei baci che non avrà dimenticato, ci è andata. Mentre io mi ricordo la sua voce e il suo potere di calmarmi. A volte vorrei cercare di rievocarla per vedere se mi fa ancora lo stesso effetto.

Invece ricordo mio zio su un letto d'ospedale, mio padre delirante per casa e dall'altra parte, IL SILENZIO. Oppure un litigio sugli stivali, perchè sai, volevo farti parlare d'altro. Il vero delirio è che ci provo a non guardare solo quello che mi butta giù, ma continuano a capitare solo cose che accidenti mi buttano giù e basta e ogni volta mi si offusca davanti agli occhi la possibilità di una soluzione, di uno spiraglio.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 03:04 | Permalink | commenti (1)
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