- Un giorno di questi ti porto a passeggio
- E che sono un cane??

Lei non lo sa che se sabato ho sgarrato con l'alcol è perchè il discorso mi è costato troppo.
Discorso. Discorso. Discorso. Come a una festa di compleanno davanti a una bella torta e candeline.
No, niente di tutto questo. Solo una cena e una specie di forza potente, che porta tutti fuori dalla cucina e ci lascia sole.
E' così che mi prendo il ruolo. Quello che spetta a me, perchè credo di averla solo io la forza e quella sana/insana volontà di farmi male se serve per farti del bene. E anche se tu ovviamente non capisci.
Se vogliamo parlare di autodistruzione, credo che potresti incontrare poche persone esperte come me. Se vogliamo parlare di come faccia male aver dovuto fare quella scelta che non avresti mai voluto fare, non incontrerai persona più esperta di me. Se vogliamo parlare di quella vocina che ti tormenta il cervello ripetendoti che hai sbagliato, avresti dovuto essere più paziente, avresti dovuto capire, un altro po', solo un altro po'...
La guardo svanire. Magra, sempre più magra, le gambe sempre più sottili, le braccia, sempre più gracili. La guardo correre furiosamente sul campo. La guardo mangiare meno di me. Che sono a dieta e perdo 4 chili a settimana . Che a pranzo ho un mestolo di pasta. Che sono 20 rigatoni. Lei mi guarda e fa: - No, io niente pasta -
Perchè devi fare la figura della bambina capricciosa? 
Così, sfruttando quel vento che ha trascinato tutti via dalla cucina, giocando con l'acqua ti attacco, ti faccio male, ti dico che tutto quello che otterrai è allontanare gli altri da te. Che sta già succedendo. Non le vedi le battute sarcastiche? Non lo vedi che non toccano l'argomento? Non lo vedi che si tengono a distanze medie per non avere da te alcuna risposta?
Quanto male può farmi dirti queste cose? Sbatterti in faccia tutto e scavarti dalla gola quelle parole.
Fa un male di inferno. Fa un male di inferno quel tono che usi, per attaccarmi, come se ti stessi dicendo cose stupide, ma semplicemente perchè sto toccando un nervo scoperto. Ma fa male lo stesso. Avere paura che non mi guarderai più, che non mi parlerai più, di aver rotto tutto, di aver strappato la nostra complicità. Così evito te e tutti gli altri per tutta la sera, bevo e bevo, mandando affanculo la dieta per il mio sabato sera e vorrei delle sane endorfine. Ma per quelle mi fermo, qui il tempo non ci fa capire niente, se fa freddo, fa caldo...porto ancora le mezze maniche.
Allora cerco di farmi male in altri modi. Mi comporto da idiota, mi faccio prendere a schiaffi, sfido la tua sorellina a spegnermi una sigaretta sul braccio. Lei non ci crede che lo farei, finchè non mi scopro il braccio fino al gomito e lo stendo lì, con il muscolo teso per combattere l'istinto di tirarlo indietro.
La mente concepisce e il corpo esegue.
Anche quando si tratta di cazzate.
Mi scuso, al mattino, come una che si fosse fatta scappare di mano una scopata con una sbronza.
Ovviamente per me è sempre più complicato di così.
Oggi ti fai accarezzare gli occhi, che tu dici hai mal di testa, io ci vedo tutt'altro dolore. E te lo dico, perchè anche oggi ci hanno lasciate sole in una stanza, e tu sei restata. E mi hai chiesto come sto. E io ti ho risposto con la mia solita faccia insolente.
Devo tenere le redini strette, perchè anche tu puoi farmi un male di inferno adesso.