Che cosa buffa per una che coi numeri, le date, le combinazioni, impazzisce. Sarà che la tesi mi sta stressando così tanto che sul serio non ho il tempo di pensare/fare altro e ora che non avrò più nemmeno il mio svago notturno sarà ancora più dura fare le 6 del mattino con la testa sommersa nella tesi. Oltre le 120 pagine e diretta verso l'infinito 
Se non avessi preso sottomano il calendario per organizzare le date del tirocinio, non ci avrei fatto caso. Non ci avevo fatto caso neppure quando Sara aveva parlato di Halloween.
Sarà *ufficialmente* un anno intero senza lei.
Senza la ragazza che ho amato più di tutte, senza quella cui ho aperto il mio cuore incondizionatamente più di quanto probabilmente sarò mai capace di fare in vita mia, perchè, purtroppo, l'innocenza e l'aria sognante con cui ero riuscita a farlo, lei se l'è portata via. Come in "Salvate il soldato Ryan", c'è qualcuno su una spiaggia siciliana che va girando con il mio braccio, il mio arto amputato
.
Allucinante anno di allucinazioni
, sangue dagli occhi, dalla bocca, dalle braccia, cicatrici che non andranno via. Pazienza, è stato un anno difficile. E' stato un anno dove tutto mi si voleva mettere contro, ma io mi sono sforzata di lottare con tutte le mie forze perchè andassero comunque nella direzione in cui io volevo; almeno quelle poche cose su cui potevo pretendere di avere un controllo. E ora non importa se quello che sono diventata è quello che sarei dovuta diventare comunque oppure il frutto della tua perversione. Sono qui e sono io. Come ero io sotto casa tua, digiuna e con il culo a gelare su un garage, a impazzire perchè avevi i telefoni spenti. Padrona delle mie scelte e non vittima delle tue; non più. Padrona dei miei pensieri, ormai da tempo non più dedicati a te, ma a me e a qualsiasi altra cosa ritenga degna di interesse.
Tu non lo sei più.
E lo dico con dolore. Perchè quel braccio che ti porti appresso per le tue spiagge, era un braccio prezioso, un braccio che se si potesse riattaccare a questo corpo, ti stringerebbe forte come ha sempre fatto. Ma riattaccarlo non è più possibile. Così io sono qui, io, si, porcospino e senza braccio, che forse, magari, un giorno verrà capovolto e si lascerà fare il solletico sulla pancia senza aculei, ma anche no e allora continuerà semplicemente a camminare per le sue strade come ha fatto fino ad ora, con le dita nel naso e saltellando per la stanza
e tu andrai in giro col mio braccio, anche se credo che probabilmente l'avrai lasciato andare alla deriva, materia decomposta-cibo per pesci.
Loro, almeno, ne avranno fatto migliore utilizzo di quello che ne avresti potuto fare tu portandotelo in giro.
Sembro arrabbiata? Si che lo sono. Perchè sono un'ottimista, una romantica e una biscottina, sono una tenerona sotto strati e strati di aculei, sono fragile ed è evidente che tutto questo è finzione. Ma una finzione che funziona bene. E la rabbia è di chi guarda di quei film horror dove ovviamente la protagonista fa la scelta più stupida che potesse fare: invece di fare la cosa migliore e cioè scappare a gambe levate e mandare tutto affanculo, sale le scale. Cioè, SALE LE SCALE SEGUITA DALL'ASSASSINO, per rifugiarsi chissà dove. E anche lei mentre sale le scale probabilmente penserà - Meglio la mia non-vita, meglio la mia non-vita!! -
. E se l'esempio non ti è chiaro, ti basti pensare all'ulcera perforante che ti deve essere venuta guardando le ultime partite di Dida e forse capirai un millesimo della mia rabbia
. Ma non è nemmeno rivolta contro di te, cosa posso mai più fare e dirti io? E che senso avrebbe rigettarti addosso la mia rabbia e il mio odio? Oh si, l'ho fatto. Sei stata la prima persona in vita mia che sono riuscita ad odiare (bel primato che sei riuscita a guadagnarti), che probabilmente se t'avessi avuto sotto mano, t'avrei fatto davvero una paliata come si deve
. E' stato salutare. E' stato propedeutico, passaggio fisiologico e obbligato per cauterizzare la ferita del moncone offeso.
La mia non è stata certo una svolta zen. Ti sei scelta il dolore da sola, darti addosso il mio odio sarebbe anche troppo, inutile e crudelmente inutile oserei dire. Essere furiosa con te non ha nemmeno senso. La mia rabbia è "generale", perchè capisci...comunque, io una bella sera mi sono ritrovata senza un braccio ed è davvero complicato spiegarti quanto questo possa essere irritante. Anche perchè era un braccio che mi piaceva molto e ci tenevo, era parte di me. E ora l'ho perso.
Una delle tue frasi epiche, mentre ti atteggiavi a gran donna che mi parlava da "ex" (tu ci riuscivi, io no) fu - Tra noi sarà tutto finito se ti farai toccare da un'altra -
No 
E' finita molto prima (anche perchè un'altra mi deve ancora toccare, ma vabbè, sono dettagli marginali questi
). E' finita quando...mah, non lo so nemmeno quando, semplicemente la vita ha ripreso ad andare e andare *tranquillamente* anche senza di te, riuscivo a raggiungere i miei piccoli successi anche senza il tuo IMMANCABILE APPOGGIO (e chi se le scorda le litigate il giorno prima degli esami?
(Di Berardino ancora ringrazia
). E' finita quando, nonostante il dolore, riuscivo a sentire il calore delle persone cui voglio bene dentro me. Voleva dire che il male che mi avevi fatto, con tanto di braccio amputato, non riusciva comunque ad averla vinta su di me, nonostante vedessi cose che non c'erano e non avrò mai parole terrificanti a sufficienza per spiegare il gelo che si prova dentro quando hai la sensazione che l'ultimo barlume di sanità cui ti tieni ostinatamente attaccata sta per mollarti. Tutto si riduce a delle scelte, inutile girarci intorno. Io ho aspettato che tu facessi le tue (dubito che in vita mia aspetterò mai più in posizione così supina), ho sperato che facessi quelle giuste, ho cercato di fare in modo che tu le facessi (che delirio di onnipotenza per davvero
), e ci ho provato nel modo più irresponsabile possibile, perchè prima che tu mi amputassi il braccio, la manica me la sono alzata io, il coltello l'ho arroventato io, tu hai fatto, in fondo, solo la parte finale e cruenta dell'operazione. Io mi sono messa *solo* lì a disposizione come un agnello sacrificale. Tu, poi, hai fatto la tua scelta e non venire a raccontare che io non capisco, che tu non potevi scegliere. Anche *scegliere di non scegliere è una scelta*. Ed è pure la più vigliacca che si possa fare, perchè l'hai fatto mentendo e prendendomi in giro. Questa è la parte più difficile. Perchè ho sempre saputo quando mentivi e me ne sono stata in silenzio. Colpevolissimo silenzio
. Era un teorema romantico e per questo stupido il mio: quanto più amore ti avessi dato, tanto più tu avresti saputo quale era la scelta giusta da fare. Volevo mostrarti un mondo dove le cose andavano diversamente da quello in cui ostinavi a imprigionarti. Ma alla fine, ho dovuto ammettere a me stessa, che per quanto amore io potessi pretendere di profundere (esiste il verbo "profundere"?
), tu avresti scelto sempre e comunque la tua prigione dorata. Perchè per quanto ti lamenti, per quanto ti lagni di depressione, di ansia, di cuore che palpita, è una prigione comodissima. Che ti tiene lontana da ogni responsabilità. La colpa non è mai tua, è di quella galera. Il dettaglio che tu in quella galera ti ostini a restarci, facciamo tutti finta di non vederlo e facciamo tutti finta che sia assolutamente marginale
.
Sto post sta uscendo strano, non volevo uscisse così, non le avevo nemmeno pensate consapevolemente tutte ste cose...ecco, questo sarebbe un post che andrebbe tra parentesi graffe, qui ci sono le altre metà dei miei pensieri che riguardano te. Significa che nemmeno quelli, di te, mi fanno più paura e hanno la forza di farmi star male. Se avessi scritto queste cose sei mesi fa, l'avrei fatto con ettolitri di lacrime agli occhi. Niente di tutto questo: premerò pubblica post, canticchiando la canzone che avrò nelle orecchie e mi metterò a scrivere ancora o a guardare la tv o a grattarmi una chiappa
.
Io l'ultimo bacio, sulla porta della stanza, mentre volevi scappare per correre a casa, me lo ricordo ancora. Come tutto quello che abbiamo fatto quel pomeriggio. In fondo è stato quel pomeriggio.
Mi hai chiesto - Voglio il tuo *braccio* -
E io te l'ho dato.
Se solo avessi saputo.
WHO KNEW - Pink
You took my hand
You showed me how
You promised me you'd be around
Uh huh
That's right
I took your words
And I believed
In everything
You said to me
Yeah huh
That's right
If someone said three years from now
You'd be long gone
I'd stand up and punch them up
Cause they're all wrong
I know better
Cause you said forever
And ever
Who knew
Remember when we were such fools
And so convinced and just too cool
Oh no
No no
I wish I could touch you again
I wish I could still call you friend
I'd give anything
When someone said count your blessings now
For they're long gone
I guess I just didn't know how
I was all wrong
They knew better
Still you said forever
And ever
Who knew
Yeah yeah
I'll keep you locked in my head
Until we meet again
Until we
Until we meet again
And I won't forget you my friend
What happened
If someone said three years from now
You'd be long gone
I'd stand up and punch them out
Cause they're all wrong and
That last kiss
I'll cherish
Until we meet again
And time makes
It harder
I wish I could remember
But I keep
Your memory
You visit me in my sleep
My darling
Who knew
My darling
My darling
Who knew
My darling
I miss you
My darling
Who knew
Who knew