Non sempre la strada che uno cerca di tracciarsi avanti è anche quella che sta realmente cercando di pestare con le proprie scarpe da ginnastiche fradice fino ai calzini.
Questo è il grande problema.
I grandi dolori ci dissociano, ci confondono, e la confusione è il più grande collante per creare attaccamento psichico. Sono i chiodi che infili su una crocifissione autoinflitta. Sarebbe un gran numero da contorsionisti, ma la la volontà perversa, in questi casi, è tale che ci si riuscirebbe con poche mosse.
Quando ci puntano una pistola in faccia e siamo lì terrorizzati dalla paura di morire, quello che succede è che la nostra attenzione si restringe a tal punto che riusciamo solo a fissare il buco della canna della pistola. A 10 centrimetri dalla tua faccia e non saresti capace di descriverla, non saresti capace di descrivere quello che hai intorno, la sola mano che manteneva la pistola, figurarsi il tizio cui era attaccata la mano.
Certe situazioni sono come avere i piedi nelle sabbie mobili. Certe situazioni sono come aria tossica. Avete mai avuto una conquilina che vi fa colare l'olio nel forno a 200 gradi? Per la stanza si propaga un fumo e una puzza inaudita.
Uscire da quella cucina è una boccata di aria fresca che te lo senti fin dentro i polmoni che ti stai ripulendo. Ma se in cucina credi che ci sia un'ottima pizza, beh, finirai per tornarci, a costo di intossicarti i polmoni. Ci si mette sempre un po' a capire che, può fare anche un freddo da era glaciale, ma aprire una finestra è proprio indispensabile. Le molecole si mescolano, e in quella cucina non resterà che il vago ricordo di quella puzza.
Un problema è la nostra rappresentazione della realtà, che è più dentro di noi che nell'essere intimo delle cose, un altro problema è il famoso narcisismo che non si rassegna a passare per l'unico fesso della situazione e preferisce di gran lunga passare il tempo a inchiodare al muro pezzi di cadavere. La chiamano autopsia e pare che serva per capire.
In genere non si capsice niente e si ha una parete ricoperta di pezzi di cadavere, non lo chiamerei esattamente uno bellissimo spettacolo.
Fare Ralph, saltellare per la casa con le dita nel naso aiuta, in molte fasi aiuta, ma non c'è niente da fare, non si può scampare a quella fase in cui bisognerà, inevitabilmente, farsi colare addosso tutto il dolore. Il complicato è capire che bisogna farlo, capire il momento in cui si può farlo, ed essere pronto a tutti gli effetti catastrofici che si trascina appresso. Non si può scampare a questa valanga, è l'unica vera cura, quella definitiva. Quella che riunisce due immagini, quella che vorremmo tanto capire e quella che proprio non riusciamo a capire, e si capisce che bisogna aprire le finestre. Far volare via le cazzate e tenersi i ricordi e anche il retrogusto amaro. Così, io credo, funziona. Quando ho rivisto le foto di Nem ho provato solo tenerezza, il ricordo meraviglioso della persona che ho avuto accanto in tanti momenti di follia, ma anche in tanti momenti felici. Se penso all'ultima volta con la mia ex, penso che l'ho amata per davvero, che è stata una pazzia da incoscienti, ma anche un'emozione grandissima, che ha il retrogusto amaro della sciocchezza con cui è stata fatta volare via. Ma io non volevo più quell'infezione dentro, a costo di ritrovarmi per tratti della mia vita con *niente* dentro, ma almeno non avevo quel gas tossico. E quante volte sono dovuta ricaderci? Quante volte? Tante, tante volte, in cui ogni volta era come avere un dolore al dito dopo una martellata e allora decidere, perchè molto furba, di tagliarlo via per non sentire più il dolore. Mi sono umiliata, tante volte, prima di decidermi a spaccarla a testate la finestra. Le volte che ho ceduto ricercandola, le volte che ho ceduto ri-ri-ri-ri-dichiarandole quello che provavo e come per me fosse impossibile staccarmene.
Alla fine dei conti, niente è stato impossibile.
Ma so che quelle *umiliazioni*, quella rabbia, persino la furia omicida, mi è tutto servito.
Ho chiesto notizie di Nem. Ovviamente chi di dovere si sarà dimenticato di chiedere
Non voglio mettermi in contatto con lei. Voglio solo sapere di lei. E della nonna 
Spero che tutti i miei contatti su msn si stiano divertendo, visto che è la notte di Halloween, io sto scrivendo la mia personale teoria sui frattali e la bellezza, mentre loro, credo, siano tutti a ballare 
