Nella mia prossima vita voglio ASSOLUTAMENTE rinascere Valeria Marini
Nella mia prossima vita voglio ASSOLUTAMENTE rinascere Valeria Marini

Faccio ancora un po' di confusione. Ho ancora delle paure e delle incapacità.
Paure mie proprie, non paure concrete, paure credo ancestrali. Cose antiche.
Oggi parlando dico a mio padre - La famiglia "tipica" che produce un figlio schizofrenico ha padre assente e madre ansiosa -
Mio padre ci pensa tre secondi e poi esulta - Ma siamo noi! Chi dei nostri figli è schizofrenico -
Mentre io ripeto un mentale - Io Io Io Io, sono io la figlia disturbata! - , mia madre si gira e con un acuto da strazio dei cristalli urla - Perchè io sono ansiosa? - che è un po' come se Galeazzi dicesse - Perchè, io sono grasso? -
Le relazioni non sono semplici. Le MIE relazioni, io ho difficoltà a gestirle. Ho difficoltà a regolare la distanza. E non ho ancora sufficiente forza da tollerare una certa distanza senza essere annichilita dal terrore dell'annullamento.
Le relazioni che gestisco meglio sono quelle "psicodiagnostiche".
Io sono come lei:

ho un'abilità innata. Non è solo questione di porre le domande giuste. E' questione di creare quell'alleanza e fiducia giusta da avere le informazioni che ti servono. E manipolare la relazione quando serve. Per studiare le reazioni, senza rompere la magia.
Sulla relazione terapeutica so dirvi ancora poco.
Sulle mie relazioni personali, invece, ne so tragicamente molto di più. So delle spine da porcospino. Chi diceva che mi avrebbe capovolto (e altrettanto tragicamente non l'ha fatto)
, chi diceva che avrei dovuto abbassarle (e me l'ha fatto fare), salvo poi infilarci dentro le unghie (e gonfiarmi una mascella a forza di chiaffi
), c'è la vicinanza di cui ho bisogno, c'è la vicinanza che invece non tollero.
E poi c'è Kero.
Sono troppo superficiale a volte per capire quello che Kero prova per me. Quanto è concreto, quanto è fatto di vita reale. A volte do più peso alle parole che ai fatti.
E mi complico la vita.
Perchè le parole non dicono molto. Le parole, nessuna, riesce a spiegare due mesi di serenità autentica, di 8 mesi OTTO passati insieme, in un modo o nell'altro e ancora, ancora, dopo 8 mesi, all'orizzonte non si intravede segno di pazzia. Segno di egoismo, segno di squilibrio, segno di nulla. Se non segno di Kero, che forse tra le mani si è trovata lei stessa una cosa che non si aspettava. Kero, che per collante usa baci e abbracci, ma riesce a sentire comunque anche così, con un mare di mezzo, che per la prima volta mi fa sentire la solitudine altalenante di una persona lontana. Troppo lontana, perchè irrangiungibile. Irraggiungibile tutte le volte che lo desidero almeno. Ma tanto finirei per desiderarlo sempre.
E Peggy dice - Siete fortunate. Entrambe - Io ci scherzo su e tiro giù una battuta volgare.
Ho sbagliato.
Ho detto una cosa non vera. Ho dato peso a cose che non servono, a cose che non valgono. Perchè tante chiacchiere sono state fatte. Dovrei ricordarmi delle promesse che non sono state mantenute. Degli insulti che mi sono presa. Delle prese in giro che ho dovuto sopportare. Dopo aver dato peso *solo* alle parole, parole senza concretezza.
Kero mi vede all'aeroporto e mi dice - Ebbè, neanche un bacio? - e bacio sia, agli arrivi, davanti ai nastri, veloce, sfuggente, ma bacio, semplice e vero.
Kero, tu sei la più dolce di tutte 

Metti MTV, ci sono delle pecore che ballano.
Questa foto supertrash è dedicata a te, che sabato tornerai da me per allietarmi con il tuo biondo.
Master di Psicologia Giuridica.
Laureata in Legge.
Alza la mano e fa la seguente domanda:
- Professore. Cos'è un sofismo? -
Grande sbattimento di ciglia. Non solo per l'ignoranza in sè. Ma anche per l'ignoranza di essere così ignorante! Qui non è un semplice - O mio dio non mi ricordo cos'è...l'ho sentita nominare questa cosa, ma che accidenti è! -
No.
Qui è un buco nero! 
Laureata in psicologia. 5 anni di fottuta psicologia. Scienza della complessità. Scienza dell'animo umano, la cosa più complessa del mondo.
Chiede:
- E' nata prima la marginalità e poi la devianza? O la devianza e prima la marginalità? -

VIENI A BALLARE IN PUGLIA - Caparezza
I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu dove vai a ballare?
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perchè può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehy turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA. Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona. C'è chi ha fumato i veleni dell'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese. Dove quei furbi che fanno le imprese,no non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.
E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica. Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati. Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te.

Ci sono dei sogni erotici che credi impossibili.
Sono solo sogni, e allor sognando sognando, aggiungi alla tua fantasia sempre più particolari, sempre più vicino alla perfezione che appaga il desiderio.
E poi accadono i miracoli. D'incanto quel sogno diventa realtà, tale e quale a come l'avevi immaginato.
Erotico
C'è Crisi.
C'è GROSSA CRISI ECONOMICA.
Ma per fortuna c'è ancora chi sa come investire i propri soldi.
Salta il piano di rifinanziamento dell'economia americana.
Il napoletano è l'uomo coi dubbi e il milanese quello con le certezze, diceva De Crescenzo in "Così Parlò Bellavista", film geniale sulla napoletanità.
Chissà se anche il camorrista è pieno di dubbi o invece è "milanese" e vive di certezze. Chi lo sa.
Quello che so io è che ormai il mio tirocinio si svolge in piena Gomorra, tra posti di blocco, controlli, revisioni di porti d'armi, retate notturne, reperibilità notturna per gli psichiatri chiamati a confermare/disconfermare certificati di persone che per evitare l'arresto adducono misteriose malattie psichiatriche, un omicidio qui, una sparatoria lì, un po' di immondizia che non manca mai e un inseguimento sull'asse mediano. Che vita è qui?
Dove faccio il tirocinio ci sono 3 psichiatre femmine, una psicologa e uno psichiatra (il dirigente) maschio.
Poi c'è un ex paziente schizofrenico che, compensato, con una borsa lavoro, dà una mano in amministrazione. Lo adoro, è timidissimo e se stiamo in ascensore insieme suda tutto. Sempre in amministrazione c'è un signore che, in pensione, non si rassegna e continua a venire. E a lavorare. Lodi lodi lodi dal Comitato...
Poi ci siamo noi, due povere anime pie, due tirocinanti/volontari. Che ci barcameniamo tra i conflitti e le confusioni di ruolo e protocollo. Il mio compagno/maestro di questo viaggio, colui dal quale, confesso e lo faccio con onore, ho imparato di più, colui che coraggiosamente mi ha trascinata nella stanza con lui a vedere pazienti su pazienti, a insegnarmi i test, cos'è un'anamnesi, un VERO colloquio clinico, come si costruisce una relazione col paziente. Come tirargli fuori tutto quello che serve. Lui, che con 5 anni più di me, è, spero, esattamente quello che sarò io alla sua età. Quasi specializzata in psicoterapia, competente, decisa e narcisista quel tanto che serve da non lasciarsi trascinare dalle fumose promesse che si fanno, ma che miracolosamente non trovano mai riscontro nel reale. A me sono state fatte almeno 3 prospettive di lavoro. Concretamente si contano zero offerte. Non che mi aspettassi il contrario, ma trovo sempre divertente il modo in cui certa gente prova a tirarti il fumo negli occhi credendo di avere a che fare con una cretina. Ma io mica mi chiamo Flavia Vento dico. Sono una che a giugno si trova abilitata, con due master e al primo anno di scuola di specializzazione. Non esattamente l'ultima delle cretine. Sono brava in quello che faccio. E basta. Non sono narcisista e nemmeno onnipotente. Vaffanculo, sono brava e mi adopero per diventare ancora più brava.
E allora certe cose non le posso sentire.
Per esempio non si può sentire che il signor dirigente di struttura è disposto a cacciare soldi per far venire un ISTRUTTORE DI BALLO che faccia BALLARE gli utenti, piuttosto che pagare (per sbaglio si intende) i suoi due "volontari" che quando se ne andranno voglio proprio vedere chi si smazza tutta quella fatica da fare. Voglio proprio vedere.
Ah, ma la risposta la so qual è.
Si chiama LIVELLAMENTO VERSO IL BASSO. Mica "INVESTIMENTO SULLA COMPETENZA" 
La faccenda si svolge più o meno nel seguente modo:
mi siedo di fronte a un piccolo tavolino con la struttura in ferro battuto e fisso una cara signora che si è parata innanzi un foglio e una bic. E comincia a chiedermi cosa so della sistemico relazionale. Teoricamente nulla, se non che è robBa pe Mme
Mi rendo conto che il concetto sia difficile da spiegare. Mi chiede in cosa credo di poter riuscire e in cosa invece ho paura di non riuscire frequentando la sua scuola di specializzazione.
Lei non usa praticamente mai la parola IO o NOI.
Da fuori mi dicono che abbiamo chiacchierato per circa 40 minuti.
Tanti, Carletto non ha parlato così tanto. E' ansioso lui...
Parla di investimento su di me. Sui suoi studenti eh, non su di me perchè io chissà cosa sono di speciale. Dice che riuscirò bene nella clinica, ma che vorrebbe che in questi 4 anni di scuola imparassi una cosa. A vivere il DUBBIO. Dubbio dubbio dubbio, è una settimana che ci penso, a come io passi spesso il tempo a cercare a tutti di costi di risolverlo questo DUBBIO, il dubbio che è alla base di ogni relazione, il dubbio che è alla base di ogni cosa che ha dentro sè un pezzetto anche piccolo di ignoto. Dubbio. E non vale rimuoverlo. Non vale razionalizzarlo. Devo viverlo.
E' stato questo che mi ha spinto a scegliere questa scuola. Ho preso un dubbio, uno importante tra l'altro, quello del mio futuro, ignoto che più ignoto non si può, e sto cercando di viverlo...
E' cominciata l'Isola dei Famosi.
C'è una strana relazione di proporzionalità diretta.
Più io sono stanca e stressata, più mi attacco al trash in tv.
E cosa c'è di più trash che avere come sogno erotico Flavia Vento e Vladimir Luxuria che parlano accorate intorno a un fuocherello notturno, sotto un cielo stellato, di Kant e Hume? 

CREDERCI SEMPRE!!!!
ARRENDERSI MAIIIIII!!!!!
La psichiatria/psicologia/psicoterapia&Affini non servono a nulla.
Cercano di spiegartelo quei familiari così poco complianti e molto professori, che prima ti portano disperati la moglie che vede San Gennaro e la Madonna, poi non aprono agli infermieri che gli vengono a portare fin sotto casa la terapia domiciliare.
In fondo, lui non era venuto a chiederti la terapia domiciliare. Lui era venuto a chiederti di farla rinchiudere in un istituto.
Per poi insaccarsi lui da solo la pensione di invalidità+accompagnamento.
O' Professore, a volte, non si limita a essere poco compliante. Ti spiega anche quale sarebbe la sua terapia, quella adeguata, per far guarire la moglie.
Oggi ho sentito una frase che suonava all'incirca così - Dottò, io poi ieri a mia moglie l'ho riempita di schiaffi, così non lo fa più...guardate! Guardate qua che livido che ha sull'occhio! -
E che ci fa Freud a uno così?
Quando il tuo sistema immunitario ti abbandona
e si fa le vacanze che nemmeno tu ti sei fatta...
- Potrebbe non essere candida
Risatina isterica
(- E' peste suina africana - )
E venne l'ora del tampone vaginale.
Oggi ho prenotato il colloCuio con la scuola di specializzazione.
Che ridere. Per Caserta è rimasto un solo posto. Chissà se prendono proprio me.
Istituto di Psicoterapia Relazionale, ITeR.
Martedì prossimo.
Ci sarà da ridere.
E' un tentativo. Mal che vada, ci si iscrive l'anno prossimo, ad abilitazione acquisita
La saga della tetta inizia un pomeriggio sotto la doccia.
Dopo aver preparato tutto, spugna, shampoo, bagnoschiuma, balsamo, sapone per il bidet, tutta ignuda, soppeso un attimo la forza gravitazionale che spinge le mie tette verso il pavimento.
E noto qualcosa. Che toccato fa male.
Comincia a scendermi una goccia di sudore dala fronte e mi sento molto Dana di L-Word.
Allora immagino la mia ragazza con una mia gigantografia che ha però le sopracciglia mobili e un rivolo di bava che scende, un po' come le cascate dei presepi.
Come una vera eroina in punto di morte e in prossimità del mio viaggio a Cagliari, decido di rimandare il tutto al mio ritorno, per godermi i miei ultimi giorni felici con la persona del mio cuore e senza preoccupazioni.
Che tenerezza.
Il giorno dopo la famosa doccia, mi alzo con un dolore lancinante alla tetta destra che non sopporta di essere sfiorata nemmeno dal più lieve degli spostamenti d'aria...E così avanti per due giorni.
Durante la vacanza il dolore sembra attenuarsi e visto che era in arrivo anche il ciclo, decido di pensarci dopo aver sanguinato abbondantemente per i miei soliti 6 giorni. [e non morirne ovviamente, come fidarsi di me?
].
Ritornata a casa, il fastidio continua e io sempre più morta, finchè non vado dal medico, che molto tranquillizzante mi dice: - Beh, facciamo un'ecografia e vediamo cosa c'è! -
Quando torno a casa sventolando la prescrizione del medico all'urlo di - Tranquilli tutti, ho solo un po' di dolore alla tetta devo fare un'ecografia! - i miei genitori si sciolgono in un TRANQUILLIZZANTE pianto di dolore e si abbandonano all'angoscia di morte. Mia madre con un risolino isterico mi chiede: - MA TI SENTI UN NOCCIOLINO? -; mio padre laconico come sempre si limita a un - Tu sei preoccupata? - al quale io mento spudoratamente rispondendo con un - NO MACCHE' - assolutamente poco credibile...
L'efficiente servizio pubblico mi chiede di aspettare almeno 3 settimane per avere l'ecografia in un centro convenzionato. Visto che invece a me restano ormai poche ore di vita, mia madre cerca per mari e per monti un senologo. E infine lo trova, pronto a visitarmi al lunedì.
Un simpatico vecchietto, che come mi vede mi dice - Ebbè, tu così piccolina che fai qui? -. Io per tutto il week end mi ero concentrata e allenata a non rispondere a domande simili con frasi come - Ebbè, mi fa male la TETTA! - che sarebbe risultato poco professionale. Rispondo così che ho un forte dolore al seno. Lui mi fa spogliare e tutto baldanzoso sballotta la mia quarta di reggiseno qui e lì nelle sue manone. Mi porta nell'altra stanza a fare l'ecografia. Vedendomi accanitissima allo schermo, mi spiega tutto.
Mi fa vedere un righino bianco spesso più o meno come un foglietto di carta velina, la pelle.
Poi un altro righino biancastro un po' più spesso, il muscolo.
E poi l'infinito, l'immenso, l'incalcolabile, la perdita d'occhio che è la mia ghiandola mammaria. Che ho voglia a dimagrire di altri 40 chili, le mie tette cuscini sono e cuscini restano.
Passando la tetta destra dice - Eccola qua, questa è una cisti! - e ripete questra frase per circa 3 volte. Al che io già sto appoggiando anche l'altro piede nella fossa, per poi ritrarlo alla frase, pronunciata dopo circa 10 minuti - Tutte cose benigne comunque, sono solo accumuli di liquido. Non proprio normale alla tua età, ma il seno è grande e può succedere -
Io mi brucio sulla lingua il primo vaffanculo. So che devo conservarlo per la tetta sinistra, perchè la legge di Murphy è grande. Essendo la sinistra la tetta che mai mi aveva dato dolore, DOVEVA ESSERE PER FORZA LA TETTA CON QUALCHE VERO PROBLEMA.
E infatti il caro dottore dice - Ah, ecco qui un adenoma - come se avesse trovato 100 lire nella sabbia. Mia madre è bianca come un cenco sul punto di svenire, io sbatto le ciglia. Silenzio fino alla fine dell'ecografia. Ritorniamo nello studio. Parla di disordini ormonali [che non ho], parla di disturbi dell'alimentazione [che non ho], parla di stress. CHE HO.
A PALATE CE L'HO.
Finalmente, poi, come se fosse una cazzatina, dice - Comunque non preoccuparti, è piccolo e ormai gli adenomi così piccoli non si operano più. Fra un paio di mesi lo ricontrolliamo, se vediamo che cresce lo togliamo. Ma è una scemenza. E anche improbabile, nell'ordine del 3-4% -
POBA.
Poi mi dà una cura per il dolore fatto di anti-infiammatori e un unguento casalingo a base di progesterone, - L'ORMONE CHE PROTEGGE LA MAMMELLA - mi spiega.
Il must della visita è stata mia madre che parlava solo lei. Il medico che faceva domande, lei che rispondeva al posto mio, finchè il medico ha detto una frase che suonava all'incirca così - Poi ci credo che sei un tipo stressato, sei così silenziosa - al che io sbotto con un tagliente - E si vede anche da quanto sto parlando in questa visita...- Mia madre diventa di ghiaccio e finalmente io riesco a ottenere che il medico parli con me invece che con lei.
La quale, incurante del fatto che la figlia non è più in punto di morte, mi odia fino alla notte, non rivolgendomi più la parola, sciogliendosi in altrettante lacrime, questa volta di rabbia, della rabbia dovuta al mio gesto inconsulto e irrispettoso.
E infatti la rabbia scivola inconscia fino al fatto che della cura per me ancora nessuna traccia.
Andrei a comprarmela da sola. Peccato che lei custodisca gelosamente la prescrizione...
Must di un pomeriggio #2
<<Su Canale 5 c'è un film porno!>>
E' LAGUNA BLU.
Vi lascio e corro di là!
Il must di un pomeriggio:
<< Ah no, quello poi mio padre quando si arrabbia mi prende anche a calci! >>
Quando poi ieri, ferma nel traffico di una strada dissestata di San Marcellino, che tutte le mattine la faccio per andare a lavoro, mi giro e vedo il cartello "P....O Srl" ho provato un certo brivido da amore criminale...
Non basta che la farmacista abbia sbagliato a darmi le medicine ed esserme accorta solo alla sera
. Mentre lavoro mi accorgo che mi torna il dolore alla tetta e mi parte un pensiero perverso: beh, quando lunedì farò l'ecografia si vedrà tutto per bene.
Ovviamente l'ecografista è un uomo che dovrà destreggiarsi fra questi due enormi budini che sono le mie tette.
Mia madre è isterica e vive più o meno nel terrore mascherato, appunto, da questa serie di versetti isterici assolutamente irritanti, una cosa insopportabile da inseguirla con un'ascia 
Così arriva anche per me il giorno dell'odio verso il paziente.
E ovviamente non poteva non trattarsi dell'odio verso una borderline.
Tanto adesiva e supercollaborante in fase acuta, quanto assolutamente menefregista in fase di pseudoscompenso.
Un fastidio senza precedenti.
E oggi sono andata a lavoro solo e unicamente perchè avevo preso appuntamento con lei dopo che aveva toppato la visita dalla psichiatra, la quale mi aveva pregato di provarci io in nome dell'antica alleanza terapeutica.
Macchè alleanza terapeutica.
Ah poba e poba. Nei miei pensieri colludo e me ne fotto.
Su ops mi hanno detto:
<<Scegliti anche tu un coniglietto>>
E ho scelto questo. Il coniglietto esasperato, che urla
PERCHE' SEI COSI' CRETINA?
Esattamente.
Pare che alla domanda di Carlo Conti:
<<Quale è la più grande pazzia che avete fatto per amore?>>
a una delle aspiranti [e ASPIRANTI mi sembra la parola adatta
] Miss Italia, sia stato risposto:
<<MI SONO ABBASSATA PIU' DEL DOVUTO>>
![]()
Non sono stata una persona semplice di ritorno da Cagliari. Il viaggio mi ha caricata eccome, quando sto con Kero e la compagnia sto sempre bene. Adoro camminare con Peggy che cammina avanti col suo passo felpato. Le guardo sempre le scarpe quando mi cammina avanti. E' buffa.
In ogni caso non sono stata una persona semplice. E' come se fossi entrata in un tunnel crescente di ansia, probabilmente dovuto allo stress del lavoro (o più probabilmente lo stress del futuro...) ma soprattutto a questa salute che mi sembra andare in pezzi.
Una cura praticamente inutile che mi perseguita da quando sono tornata da Roma, questo dolore alla tetta che definire lancinante in alcuni momenti è poco, con annessa preoccupazione di morte, lo stomaco a pezzi e direi che qui finiscono le buone notizie...
Non è un periodo facile. Mi sveglio di colpo nel sonno, con la paura di chissà che. Direbbe qualcuno che ho difficoltà a regolare la distanza emotiva...Più banalmente Ro mi rassicura dicendomi che mi faccio paranoie che si fanno più o meno tutti quando si accorgono di essere coinvolti da una persona.
Quasi sembra *troppo* Kero per me. Con la Pazza (che ho scoperto adora questo soprannome
) sapevo tutto, sentivo l'odore avrebbe detto Carmen
. Ma ero tranquilla, come un mare torbido dove non prendi infezioni perchè ti sei fatto gli anticorpi da anni.
A Kero invece non sono abituata. Kero è sana di mente, dice sempre la cosa più giusta e più rassicurante, esattamente le parole di cui c'è bisogno in quel momento. Mantiene le redini del mio panico, anche se non le sembra mai che sia così, povera Kero...Sono io che quando sono in queste condizioni di panico divento una bulimica di rassicurazioni. Ma lei fa sempre in modo che il mio scompenso incipiente non diventi scompenso permanente.
E poi ieri sera l'evento definitivamente Harmony. Inaugurazione con 200 persone, con tanto di stragnocca stile Carmen che mi squadra da capo a piede. In modo anche imbarazzante. E no, non avevo la patta aperta o peli che mi uscivano dal naso.
E scherzando con la donna più bionda e cognitiva che c'è, si parlava di mettersela così e colì nel bagno degli uomini dove nessuno sarebbe mai entrato
. Finita la fase porca, mi si chiede se almeno col pensiero l'ho messa così e colì.
Niente. Niente di niente, ormai se faccio pensieri di mettere qualcuno così e colì, vedo i ricci della mia Kero, quando mi stringe forte e fa anche lei gli occhi ad Harmony.
Sono perduta 
Mah, forse a un certo punto devi scontrarti con la realtà dei fatti. Che la gente non ha semplicemente dei limiti e che magari puoi decidere di accettarla così come è o meno. La gente, su quei limiti, alla fine, ci marcia e si comporta come il cazzo che vuole.
Non sono un'amica facile, perchè non è così semplice relazionarsi con me. Ho i miei periodi, tendo a isolarmi, raramente prendo l'iniziativa, a volte probabilmente do l'impressione di fregarmene abbastanza. Ma sono fatta così. Di buono ho che sono di cuore e di certo non malvagia. Non sarò una meraviglia, ma di certo nemmeno tanto male o così impossibile.
Tornando dall'aeroporto, di ritorno da Cagliari
, mi dice che chi si lamenta sempre poi ottiene sempre anche più di quello che merita.
Già il non dire a una persona che consideri amica che ti sei fidanzata dovrebbe far riflettere sul rapporto [e infatti ci rifletto e mi metto a pobare da sola in un angolo...], soprattutto se le ragioni sono che lei, in fondo in fondo, ti cugurra il fidanzamento, invece di essere felice per te (e ora ne avrebbe di che essere felice. Kero è brava, bella e mi sopporta. Poi non è pazza
). Ma lei è fatta così. Cugurra, si lamenta e darebbe pugni sul naso.
Io invece son fatta che della vita "intima" non metto bocca se non quando si tratta di "amore criminale"
, e per i successi professionali altrui non posso che rallegrarmi. E' bello vedere quando i sogni si realizzano. Dovrebbe essere così, sopratutto quando sono i sogni dei tuoi amici.
Invece no.
Inquietudine...
E poi: qua ormai sembra che son buona solo a sentire le lamentele sue. Già non sono il tipo che corre appresso alla gente in modo spasmodico, lo confesso. E stavolta mi sono fatta forza perchè EVIDENTEMENTE a un rapporto vecchio di 10 anni ci tieni. Mille messaggi senza risposta.
Si trasferisce a Roma/Milano e nemmeno ha avuto la cura di tenere a mente il fatto che forse sarebbe stato carino salutarsi. No no.
Però quando si è trattato di mandarmi il messaggino per avere il mio contatto di msn i soldi sul cellulare sono improvvisamente usciti.
Conversazione allucinante. Vomito di problemi addosso [che per carità, mi dispiace, ma la situazione era sinceramente ridicola], poi una volta risolto il problema, ciao ciao senza nemmeno dirlo ciao ciao.
Ma pobare no?
Per le questioni di salute non sono portata per l'ottimismo.
Non lo sono mai stata.
Poi l'angoscia di morte che mi porto appresso dalla FINE del nonno [perchè mio nonno non è morto, E' FINITO], con annessi di varia gente che si schianta con le macchine [una serie veramente infinita...], per lo più qualcuno anche sulla strada che faccio tutti i giorni per andare a lavorare e di genitori di figli morti in incidenti automobilistici [sempre sulla suddetta strada] che piangono come dannati durante le visite psichiatriche, al punto che la dottoressa si alza e se ne va [con una scusa...] e lascia me lì a chiedermi come fare a restituire quel dolore [che era dolore, non rabbia, ma dolore puro e distillato] che mi stavano scaraventando dentro. Di quelle cose quasi banali, ma come glielo spieghi? E che accidenti dici?
Così, quando qualche giorno fa la mia poderosa tetta destra ha cominciato a farmi male, di un male strano, mi sono già vista con un piede nella fossa, con annesso malumore e disagio relazionale con Kero.
Ma c'è chi fa meglio.
Tipo i miei, che di piedi nella fossa ne contano già due...Molto rassicuranti.
Mia madre al mio annuncio che mi ero fatta segnare l'ecografia, si è sciolta in un mare di lacrime...

Che odio
Poi oggi guardando Studio Aperto ho capito come mai il famigerato incontro con annessa lotta nel fango non si è verificato.
Non era in città.
Era in Australia, beata lei, dove si correva l'ambitissima maratona sui tacchi a spillo.
Minimo richiesto: tacco di 6 centimetri.
Scommetto in un suo piazzamento sul podio.
Felicitazioni! E' stato più facile incontrare Gigi Proietti, pensa te 
5 giorni a Cagliari senza un televisore. Non che ce ne fosse bisogno, in pratica non sono stata lasciata sola per un attimo e seppure capitava, ero talmente stanca da desiderare solo di dormire 
Il mio passatempo erano la musica [ho torturato il lettore mp3 fino alla morte], i cruciverba e il tetris sul telefonino.
Stavolta non ho portato la nintendo. L'ultima volta aveva portato un po' male 
Ma mi basta comprare un giornale all'aeroporto per vergognarmi ferocemente.
Ad Elmas ci sono stati vari momenti di folklore.
Io e Kero che ci baciamo nei bagni, per esempio.
Cose da lesbiche al liceo.
Una meravigliosa famigliola sarda, proprio sarda, con tanto di coppola [che non mi ricordo come si dica in sardo
], che ai tavolini tirano fuori prima il pane sardo. Poi la caciotta. Poi il vino. Poi la salsiccia secca.
Spettacolare 
E poi ci sono io, lesbica che legge Tuttosport. Che apre il giornale e vede che i suoi compaesani, amanti di calcio, hanno ben pensato di sequestrare, praticamente, un intero treno per andarsi gentilmente a vedere la partita con la Roma.
E al ritorno, poi si sono divertiti a tirare il freno d'emergenza e a fare tanto altro casino.
Bella gente.
Ma in piccolo anche io ho avuto il mio piccolo sequestro sullo spettacolare volo Meridiana.
Il volo Meridiana che collega Napoli e Cagliari è una specie di pulmino sgangherato e volante. E' praticamente impossibile non volare sull'ala, senza contare il frastuono assordante dei motori, ogni piccola turbolenza che ti fa sentire di stare spirando gli ultimi aliti di vita.
Praticamente impossibile dicevo: in verità, una possibilità ci sarebbe, ossia i posti più vicini alla cabina di pilotaggio. Distante dalla coda, massimamente distante dall'ala.
Dopo 3 viaggi d'inferno, ecco il miraggio di un posto comodo, addirittura in solitaria 
Troppo bello.
Ed è infatti troppo bello per essere vero.
In pieno stile guapparia una coppia tartassa la povera hostess inglese fino a farle venire i capelli più biondi di quelli che già sono.
La vedo avvicinarsi ansiosamente verso di me. Penso ci siano problemi col biglietto e allora mi accingo a tirarmelo fuori dalla tasca. Ma lei no. Lei con occhi supplichevoli in italiano stentatissimo cerca di dirmi qualcosa. Ho pietà di lei, le dico - In English - Lei tira un sospiro di sollievo e mi spiega che la guapparia in coppia vuole viaggiare vicino.
Osservo la personificazione della cafonamma e chino il capo, cedendo il mio posto, sedendomi accanto a un bamboccione di 40 anni, con finissimo tatuaggio stile "Padre Pio Rock&Roll" sull'avambraccio e che, mi pare, ci abbia fatto fare almeno metà volo COL CELLULARE ACCESO...Probabilmente al suo primo volo, ed evidentemente totalmente affidato a Padre Pio, il bamboccione stringe tra le mani una magnifica macchina fotografica e fotografa pezzi di cielo dal finestrino. Al decollo, dopo aver tolto la suoneria dal telefono, giusto appena dopo che la vocetta registrata si era raccomandata di spegnere tutti gli apparecchi elettronici, mi chiede se può accendere la macchina fotografica.
Un tipo ironico direi 
Al che, zelante, gli dico che basta attendere che si spenga il segnale delle cinture e poi potrà fare quello che vuole con la sua macchina fotografica, ma che L'IMPORTANTE E' SPEGNERE IL CELLULARE.
Lui mi fa anche di si con la testa, ma io sono quasi pronta a giurare che non l'abbia fatto 
All'arrivo, poi, si consuma un'usanza pacchiana che sembra stia prendendo piede dalle nostre parti. Nemmeno avessimo ammarato con un pilota bendato e senza mani che con un numero di abilità ci ha portati tutti in salvo, all'atterraggio scatta l'applauso.
Mentre camminavo per Cagliari, stavolta sì, in esplorazione, lungo il porto, guardavo il cielo. Era di un azzurro che non avevo mai visto. Ed era strana, la sensazione di girarsi tutt'intorno e non avere terra. La sensazione di essere davvero su un'isola. E' strana.
Ma ci ho messo circa mezzo secondo per risentirmi a casa, ritrovare le mie origini e le mie radici