sabato, novembre 29, 2008

Mentre sta per iniziare la partita con la Reggina, mi intenerisco pensando a dei grandi assi che sono passati in maglia bianconera.

Gente capace di segnare il destino di una intera stagione.

Fabian O'Neill

Jocelyn Blanchard

Juan Eduardo Esnaider, l'attore da telenovela [memorabile la mossa azzeccatissima di mercato che ci permise di tenere lui e vendere Thierry Henry]

Sunday Oliseh

Stephan Appiah

Marcelo Salas. Non era un cattivo giocatore, anzi. Ma appena arrivò a Torino fu perseguitato da una sfiga nerissima. E poi sbagliò un rigore in un derby.

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sabato, novembre 29, 2008

L'infinito potere di Facebook  :look:

Ci ho ritrovato Nem. La ragazza che non sapeva accendere un pc, ora ne ha persino uno suo da cui inserisce le sue foto. Inutile dire che il 90% dei suoi amici sono maschi  . C'è anche una sua foto.

E' una cosa strana. E' rimasta uguale uguale a come la ricordavo.

"Vederla" , e anche il conseguente sudore sotto le ascelle (molto adolescenziale  ) , mi ha fatto sentire strana. Per la prima volta ho pensato concretamente che molto probabilmente mentre io me la porto nel cuore sempre come il ricordo tenerissimo del mio primo amore, lei non si ricorda di me, non ha più pensato a me, mi avrà relegato in qualche cassettino tra i più impolverati della memoria, altro che Jerry Scotti.

Dolce però, persino Kero sta facendo commenti equivoci

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sabato, novembre 29, 2008

Credo che i miei stiano tentando di sabotare il mio viaggio in Sardegna per Capodanno.

Forse tutti stanno tentando di sabotarlo :look:

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sabato, novembre 29, 2008
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venerdì, novembre 28, 2008

VIENI A BALLARE IN PUGLIA - Caparezza

I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. E tu, dove vai a ballare?

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru, perché può capitare che si stacchi e venga giù.

Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico. Attento, tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio. Mare Adriatico e Ionio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio. Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA, qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa. Nella zona spacciano la moria più buona: c'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma; fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese, dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese; pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica: ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia, in quella bolgia si accoppa chi sgobba; e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba. Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori, dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati. Mortificàti, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia. Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.

O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via. E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.


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venerdì, novembre 28, 2008

Ma quale tolleranza. La vittoria di Vladimir Luxuria è la palese dimostrazione che finchè il trans/gay/lesbica sta in tv a fare la scimmietta da circo, lo si vota e tutti a spellarsi le mani.

La voglio vedere sta tolleranza, quando, per caso, davanti a una semplice pizza, perchè figurati se capita in Parlamento  :rolleyes: , si tornerà a parlare di far sposare i gay.

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venerdì, novembre 28, 2008

INNO VERDIANO - Caparezza

'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn, e servi il tuo popolo con fulgido amor.’

Anche se sono del Gargano sogno di diventare verdano, mamma, asciugati le lacrime porto le mie natiche in fabbriche che non abbiamo. Mollami la mano, dico, mollami la mano, che da quando sono nato bramo lo stato verdano, no, non amo ciò che è sotto il mio meridiano, da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano. Sul banco tracciavo linee di confine, di Raykard e Gullit niente figurine, bambini e bambine in cortile, io verde di bile col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine. Bene, sto bene nel mio ruolo, volo, non sono solo, siamo uno stuolo. La Verdania chiama “All’armi!”, mi arruolo, con la mia divisa cetriolo io:

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’

All’inizio quel tizio che s’attizza al comizio pare un alcolista alla festa di San Patrizio, parla da un orifizio sporco di pregiudizio, pubblico in prestito dal museo egizio. Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, ora che è finita la carta del cesso, ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. Ora che la mia ambizione è fare la pulizia, primaverile o etnica che sia, la farò, il manico ce l’ho duro perciò scoperò dove si può per il potere dell’ampolla nel Po. Il popolo verdano smania per la separazione dall’Italia che dilania. E se cade il muro in Germania chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che…

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UN QUOTIDIANO SECESSIONISTA / UN TELEGIORNALE CON UN GIORNALISTA SECESSIONISTA / UNA PASSERELLA SECESSIONISTA CON UNA MODELLA SECESSIONISTA / SOGNO DI QUALUNQUE SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO

‘Conquisteremo la Rai lottizzata per sistemare i nostri direttori di testata.’

Io voglio diventare un verdano avvinazzato, sputare parlando un italiano stentato. Io, servitore di uno stato dove chi non è come me viene discriminato. Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso. Voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso . Voglio denigrare le prostitute, disinfettando i treni dove sono sedute. Questione di cute su cui non si discute sono puro come l’aria, tutta salute. Voglio giurare fedeltà al senatùr, voglio vendicare la mia Pearl Harbour. Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour. Allora fate come me: Tutti in Verdania. Italiani: Tutti in Verdania. Ottomani: Tutti in Verdania. Venusiani: Tutti in Verdania. Andini e Atzechi: Tutti in Verdania. Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania. Arditi e Galati: Tutti in Verdania, dove si lavora si guadagna e si magna!

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il terron

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giovedì, novembre 27, 2008

La vicenda si è svolta all'incirca in questo modo.

Corso di "Esperto in Psicologia Giuridica".

Accesso per psicologi, assistenti sociali, scienze della formazione, avvocati.

Alla ventesima lezione circa, il 90% delle persone ha ancora dei dubbi su: A COSA SERVE QUESTO CORSO?

Tale domanda viene posta all'incirca a ogni docente, che prova a spiegare. Nessuno resta soddisfatto perchè la risposta non è: LAVORERETE SICURAMENTE DOPO QUESTO CORSO! , che sembra essere l'unica risposta accettabile.

Alla ventesima lezione, dicevo, alla nuova riproposizione della domanda, nella mia mente lucida penso: - Ma il problema non sarebbe prima di tutto tuo ,che poni la domanda? Quando ti sei iscritta a che pensavi? Per quale motivo ti sei iscritta? Hai fatto ambarabà ciccì coccò? -

Ma tengo questo scetticismo per me. Setting e buoi dei paesi tuoi.

Poi tale avvocatessa pone la domanda in questi termini: - Io non ho ancora capito in termini di PSICOLOGA GIURIDICA cosa farò - Sarà stato il primo giorno di ciclo, ma non me lo tengo e dico - In qualità di PSICOLOGA GIURIDICA niente, lei non è una psicologa - Parte allora un polemicone, il solito su "MA ALLORA QUESTO CORSO A COSA SERVE" , come se la faccenda fosse legata all'essere psicologi, anche di stramacchio. Alla mia candida osservazione sul fatto che forse è un po' azzardato INFORMARSI adesso sulla utilità del corso (e non prima di versare due rate, ma questo non l'ho detto) mi viene risposto, da una signora cinquantenne, che suo marito è ricco e che se lei volesse potrebbe anche non lavorare.

Mi tratterrò dal fare ulteriori futili commenti sull'attinenza della risposta, sul modo da adolescente con cui la signora litiga con una "ragazzina" con la metà dei suoi anni , e sul fatto che durante una lezione di psicologia la signora si è schernita affermando che i suoi figli non hanno avuto il complesso di Edipo in quanto "non li  ho mai sentiti parlare di sesso".

 

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mercoledì, novembre 26, 2008

Capisci che è la tua fidanzata, quando apri il suo spaces e senti i Nirvana

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mercoledì, novembre 26, 2008

LATO A

LATO B.

Difficile scegliere...

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martedì, novembre 18, 2008
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martedì, novembre 18, 2008

Sensazioni bizzarre che si susseguono.

Aria di sospetto da delirio paranoide.

La sensazione che da un momento all'altro parta la musichetta di Scherzi a Parte, o che in lontananza di senta la voce di Greggio a Paperissima che commenta una mia rovinosa e divertentissima caduta.

Le mie emozioni sono sempre state un problema, le mie paure e le mie paranoie pure.

Le relazioni, in verità, sono sempre state un problema. E la paura di andare in pezzi. Perdere tutto, impazzire, stare male, di quel male lì, non del male delle *persone normali*.

Giochiamo a farci male delle volte, o semplicemente si sente dolore e c'è bisogno di dargli voce. 4 mesi sono davvero troppi, il mare, di mezzo è davvero troppo, la paura, delle volte, diventa tanta. Di non farcela, tipo. Di una cosa che sfugge di mano e si perde a vista d'occhio o che diventa troppo grande e schiacciante.

La mancanza, la lontananza, che offuscano i ricordi, le sensazioni e tutto il resto, perchè se hai avuto così tanto, non puoi avere *così poco* per così tanto tempo. Ammazza il desiderio, zittisce il bisogno, che altrimenti sarebbe troppo. Troppo e basta, intendo.

Inizialmente ho avuto difficoltà a capire, sarà che la paura di quelle parole, quei discorsi fin troppo familiari [ma che concretamente non hanno nulla a che fare col passato], hanno attivato brutti pensieri. Ed ecco la prima sorpresa. La paura, un incipit di dolore, certo, tutto quello che ci sarebbe stato anche in passato, ma vissuto con un po' di maturità in più, senza impazzire, senza pensare cose stupide, senza desiderare cose veramente stupide, senza niente di tutto quello. Certo, i veri test si fanno sugli schianti, non sulle annusatine degli schianti, ma ricordo fin troppo bene solo qualche anno fa.

E mi sta più che bene. Significa che dalla fatica, quella di sopportarmi, io da sola, tutti i giorni e di pensarmi ne sta uscendo qualcosa di buono. Un'accettazione, seppure eccentrica. Ma mi diverte anche questo. Mi piace essere considerata bizzarra.

E' strano, ci vuole un po' di calma per poterlo pensare effettivamente. Un minimo di distanza, una visione di orizzonte [ha senso?]. Per fare una vera scelta, bisogna pensare tutte le possibilità. Anche quelle più brutte, anche quelle dove ci si separa. Bisogna considerarle, non semplicemente non considerarle possibili punto e basta. La consideri, perchè è concreta; perchè, in fondo, se non la consideri, tutto quello che si trascina a presso nella sua rete, lavora sottobosco, sedimenta e scoppia quando meno te lo aspetti. Fa danni, crea equivoci, crea segreti, non detti.

E' faticoso. Confesso che lo è, e confesso che forse non sono sempre sufficientemente matura, pronta per affrontarlo. Ho bisogno di un po' di tempo. Di pensarci e di [ecco un'altra parte della immaturità] un setting più tranquillo, non inquinato.

A Kero dico spesso che il dolore vero delle mie ex è che non hanno mai scelto me. Ma forse era una cosa un po' più primitiva, perchè non arrivavano mai a un esame di realtà dove si considerano le possibilità, tutte le possibilità, e poi si sceglie. In genere si stancavano e basta. Il sottobosco fioriva e prendeva fuoco a contatto con l'aria.

Quello che Kero mi chiede, in fondo, è proprio maneggiare la realtà. Maneggiare le situazioni belle e brutte, le alternative, tragiche e un po' più romantiche.

E la cosa bella di ieri non l'ho detta, perchè era troppo, per poterla dire. La cosa bella di ieri, è che ha scelto me. Sapendo che si può soffrire, sapendo che una quantità di fatica [grande] e forse una quantità di sofferenza [non troppo grande si spera] è richiesta, necessaria. Ma lei ha detto: voglio te.

E il cerchio si chiude di nuovo, su quello che rende Kero davvero diversa da tutto quello che mi è successo in 25 anni. Perchè il vero potere di Kero è darmi continuamente delle "prime volte", prime volte, di cose che mai avrei pensato di avere, ascoltare, sentire. Prime volte, di cose che credevo non mi spettassero e che invece lei mi dà. E io mi sento incredula, a volte bizzarra, a volte sospettosa di essere su Scherzi a parte.

E invece no.

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martedì, novembre 18, 2008

Leggo, in maniera abbastanza imprecisa, di questa faccenda dei bambini tolti ai genitori, per alcuni [a questo punto presunti] disegni osè.

Sul televideo leggevo che ci stanno andando sotto le maestre e la preside che hanno fatto la segnalazione.

Dico: ma sei bambini sono stati tolti, c'è stato un GIUDICE che li ha tolti. Il quale GIUDICE, si spera, abbia chiamato un perito, il quale sarebbe da prendere semplicemente calci nei denti, perchè non si fa MAI e dico MAI diagnosi sui disegni. Permettono solo una valutazione orientativa e puramente qualitativa.

La psicodiagnosi è una cosa seria. E' vero che il nostro ordine ci permette di somministrare i test appena abilitati, ma nessuno si preoccupa di insegnarci qualcosa alle università, qualcosa di serio, intendo, sulla psicodiagnosi. I pochi fortunati imparano qualcosina-ina-ina ai tirocini. I più spendaccioni [come me] si buttano anima e corpo e si sono trovati una scuola di psicodiagnosi [ma quante cose fai Faith!? :rolleyes:]

Anzi, gli esami di statistica, di osservazione del comportamento e simili sono ritenuti INUTILI, NOIOSI, senza senso [sarà solo perchè sono complicati? :rolleyes: ] e presi sottogamba, dimenticati alla svelta. La metodologia è una sciocchezza, di quegli esami, fra i 50 che ti trovi a fare in 5 anni, che metti in quell'angolo del cervello dove è depositato tutto il materiale più prossimo alla rapida espulsione.

E così ci improvvisiamo. Pardon. SI IMPROVVISANO, io sarò pure narcisista, ma ad improvvisare non improvviso.

Apro Ops e leggo di un utente [che per forza di cose sarà almeno laureata, se non abilitata...] che chiede, gentilmente, di poterle spiegare COSA dire prima di fare due test. E mica due test a caso. MMPI e Roscharch. Inutile dire che la prima cosa che si insegna prima di somministrare un test è la CONSEGNA. Quella "pappardella" che è la descrizione del compito, che non solo devi pronunciare, dando fiato alla bocca, ma devi farlo anche in modo comprensibile per il paziente, scandendo bene le parole, con attenzione alle pause e cercando di capire se il povero soggetto ha capito o meno. E se non ha capito ripetere, senza indurre una risposta piuttosto che un'altra.

Parlare, poi, della gestione della relazione e del controtransfert anche durante una semplice somministrazione dei test, a questo punto, mi appare pura fantascienza.

Ergo: corriamo tutti ad abbracciare gli alberi.

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martedì, novembre 18, 2008

Le donne sono sempre più avanti, non c'è niente da fare.

No, non lo dico perchè Karina alla prima annusatina d'aria ha capito chi è la talpa, ma perchè tale suor Ilda a Joseph gliè fà un baffo.

Suor Ilda accudisce i malati del Don Orione (Pambianchi)  GIRL POWEEEEEEEERR

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martedì, novembre 18, 2008

Beppino Englaro, padre di Eluana, con una foto della figlia (Ansa)

Oggi hanno presentato pure ricorso, con PROCEDURA D'URGENZA alla Corte Europea.

E che palle! Non se ne può più. Ma una paccata di cazzi nostri ce la facciamo? Quanto serve ancora per capire che è una questione di privati, che vogliono semplicemente portare a termine il più privato degli atti?

E che cazzo, facciamo fare la siringa al cane per non farlo soffrire e di questo ci scandalizziamo.

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martedì, novembre 18, 2008

Io non sono un genio in economia. Quando sento il mio Freud che pronuncia la parola commercialista, io metto in azione la più massiccia difesa denegante di cui sono in possesso e annullo qualsiasi realtà fisica e psichica al riguardo.

Sono troppo semplice per l'economia.

Ho sentito al Tg2 che il Governo vorrebbe varare un prestito a tasso agevolato per le famiglie che fanno un bambino.

Mi chiedevo: ma se poi non riescono a ripagare il prestito, che devono fare? Consegnare il bambino? :look:

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martedì, novembre 18, 2008

Oggi, dopo una giornata intensa di psicoterapia e un week end di psicodiagnostica, dove ho scoperto che dovrei "statisticamente" uscire con una scompensata, ma in realtà esco con una cui l'unico scompenso è la tinta, oggi sono di ritorno dal tirocinio e sono pieno di soddisfazione. E' quella che si prova quando si fa quello che piace. Sorrido già ora.

Immaginate quanto si potrà sorridere quando un giorno dovessi essere pagata per questo. Un giorno però. Per ora si ride solamente lavorando gratis. E immagino quanto diventerà isterico il riso visto l'assalto di un certo tipo di tirocinanti che si stanno avvicinando al Centro.

Training autogeno. Anzi meglio. Ritiro autistico ed elevazione del muro del pianto, quando sarà il momento.

Piena di soddisfazione e strabiliata [mai abbastanza] delle infinite possibilità dell'essere umano. Delle sue infinite meschinità [vedi Grande Capo che va via senza rivolgere la parola a una paziente che gli stava ponendo dele domande. In modo "malato", di argomento "malato", per carità, ma se si chiamano pazienti e sono ospitati in struttura, un motivo ci sarà no? Vorrei vedere a te], delle sue infinite difese [girare girare girare intorno al problema senza saperlo/poterlo/volerlo nominare], delle sue infinite risorse e delle infinite combinazioni di tutto questo.

Ieri sono andata dalla dottoressa per festeggiare i miei 65 chili [ne ho persi altri due in un mese e non so nemmeno come, visto che questo week end ho mangiato come il porco e che sono uscita molto spesso a mangiare schifezze e bere birra...] e finalmente siamo riuscite a scambiarci delle opinioni, dopo la sua visita al Centro. Inutile dire che la prima cosa che mi ha detto ha riguardato NON i pazienti, ma la disorganizzazione: una persona X [ossia sconosciuta] viene presso la tua struttura e un'altra persona che per facilità di comprensione chiameremo LA FRUSTRAZIONE senza nemmeno conoscerne il nome, l'impiego, gli impegni, la disponibilità, le dice:

- BENE, ALLORA LEI VERRA' QUI 3 VOLTE A SETTIMANA - [/gratis era sottinteso]

Sguardo PIU' che perplesso e risposta ASSERTIVA - Nemmeno per idea - :rolleyes:

Si prosegue poi lasciando una persona senza ALCUNA esperienza di pazienti psichiatrici da sola in una stanza, mentre fuori, come sempre, si consuma il solito delirio. Lei fa il suo lavoro e lo fa con la sua umanità.

Lui siede, con i suoi 120 chili da una parte della scrivania. Lei dall'altra cerca di ricostruirne la storia clinica/farmacologica/di peso più o meno alla cieca, visto che le cartelle sono per lo più compilate alla cazzo di cane. Lei, con la sua umanità, con il suo RISPETTO PER LA PERSONA, lo vede distrarsi. In un modo che certamente non conosce e forse non può capire clinicamente. - Cosa c'è ? - chiede. Le risponde, stringendosi dolorosamente le mani sulle orecchie, che sente le voci. Allora lei, SEMPLICEMENTE, gli dice che forse si è già in troppi a parlare, ed aspetterà il suo turno.

15 minuti di silenzio, durante i quali nella mente di lui si è consumato l'autentico delirio.

Al pomeriggio, quando ho incrociato il Grande Capo, lui si è lamentato che però la dottoressa non poteva tenersi i pazienti tutto quel tempo.

Io, per tutto quel tempo e per tutto questo tempo, mi chiedo da quanto IL PAZIENTE non veniva semplicemente trattato come una persona.

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martedì, novembre 18, 2008
Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 18:05 | Permalink | commenti
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martedì, novembre 18, 2008

Sono stranita.

Ma non abbiamo fatto tutto questo pasticcio dell'Alitalia per non doverla cedere a degli stranieri? Perchè era un patrimonio [PATRIMONIO?????] italiano? Tutta quell'aria fritta sulla compagnia di bandiera e bla bla?

Io ho viaggiato un po', in Italia e all'estero, ma ancora devo prenderlo un aereo Alitalia.

Allora pensavo che visto che per le prossime 3 generazioni dovremmo pagarci la Bad Company, anche se non l'ho chiesto... pensavo che visto che pago, sarebbe giusto che almeno Alitalia mi regalasse qualche volo gratis all'anno. In fondo lo pago no? Cioè, io pago un servizio che non uso. E mai userò. Se devo morire in un incidente aereo, voglio assolutamente che sia un volo LOW COST. Sennò che muoio a fà?

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martedì, novembre 18, 2008

KuKù!

Mio padre pensa che queste uscite gliele scrivano.

Io non credo.

E' tutta GENIALE farina del suo sacco.

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venerdì, novembre 14, 2008

MARKETTE, non a caso.

Ascoltatelo mentre su La7 difende Berlusconi.

Scommetto però che ha preso un po' più di 30 denari.

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venerdì, novembre 14, 2008

Senatrice Paola Binetti, ha visto il documento del Vaticano sui gay che non possono diventare preti? «La Chiesa sta ribadendo una dottrina consolidata per la scelta dei suoi pastori. Del resto...». Del resto cosa? «Non dimentichiamo che proprio recentemente si è verificata la situazione drammatica dei preti pedofili». E la pedofilia ha a che fare con la omosessualità? «Stiamo attenti. Il documento della Congregazione per l' Educazione cattolica parla di "tendenze omosessuali fortemente radicate"». Quindi? «Quindi queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un' emergenza educativa». Educativa? «Ma sì. Il compito dei pastori della Chiesa si esplica al massimo proprio con i giovani, giovanissimi. Non mi stupisce che il Santo Padre abbia voglia di avere sacerdoti sani, sportivi, vissuti come modelli potenziali. Per questo ha ribadito anche l' importanza della castità. Perché...». Perché? «La pedofilia, in fondo, c' è anche nei confronti delle ragazzine. Anche se molto meno frequente». Alessandra Arachi

[Paola Binetti #1 Ciak]

"Per me non era affatto in discussione la dignita' degli omosessuali, anche perche' piu' di una volta in questi anni mi sono soffermata nel sottolineare la mia stima nei loro confronti, in molti casi anche la mia personale e sincera amicizia, riconoscendo loro tutte le qualita' umane e professionali, affettive ed organizzative che caratterizzano il loro impegno in tanti e svariati campi. Mi stupisco percio' di chi conoscendo il mio rispetto per la dignita' delle persone, abbia potuto fraintendere cosi' vistosamente il mio pensiero".

[Silvio Berlus...ah no, Paola Binetti #2 Ciak]

Momenti di sonno profondo all'Ordine dei Medici.

E NON SOLO.

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venerdì, novembre 07, 2008

Non è proprio il massimo.

Provato il primo antibiotico, risultati zero. Ed era l'unico antibiotico che fossi abituata a prendere.

Costretta a cambiare, ora non solo mi sto imbottendo di antibiotici da due settimane, ma è bene e giusto inchiattirmi anche col cortisone.

Stamattina al tirocinio, correndo su e giù per le scale, sembravo Heidi, con le guanciotte tutte rosse e tutti a chiedermi cosa avevo.

Forse un accenno di shock anafilattico, chi lo sa. Intanto sono ovviamente a pezzi, senza forze e piena di dolori.

Cosa non si fa per la salute.

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venerdì, novembre 07, 2008

Mi hanno chiesto di parlare della Felicità. Mi dicono che posso farci quello che voglio. E' una ricerca.

Poi dovrò parlare della tristezza, della paura, della rabbia.

Ma io ho iniziato dalla felicità. Ho detto che finalmente ho un ricordo felice, COMPLETAMENTE felice, il che è bizzarro, mi fa sentire bizzarra. Perchè appena pochi mesi fa, alla laurea, un giorno felice, se ne esci con un 110 e lode, tanti amici, e i complimenti di tutti, io, invece non avevo provato quasi nulla.

E mi trovo a scrivere in questo momento proprio mentre c'è "Aria" di Allevi in sottofondo. Eccola la felicità. Il trambusto del viaggio in aereo, il bisogno di vedersi, la voglia di stare assieme, tutto con un po' di frenesia, di quella che ti viene quando la passione ti scappa dalle mani come fulmini da supereroe. Poi la notte, un anfiteatro pieno, le luci che si spengono, i mormorii che si placano, Allevi che sussurra qualcosa al pianoforte, tira su le mani e poi le fionda sul piano, la prima nota, che rompe il silenzio. Io con la testa sulla spalla di Kero.

Eccola la felicità.

Quel momento l'avevo sognato. Di quei sogni ad occhi aperti, il 18 Luglio, a San Leucio, 4 giorni prima di partire per Roma. L'avevo immaginato ESATTAMENTE COSI'. Anzi, non proprio così. Non sapevo del suo odore, dei suoi baci e della sua voce nell'orecchio di notte. Non sapevo di quando mi sarei addormentata tenendomela abbracciata.

Desideravo di fermare il tempo, eppure il fatto che non fosse possibile, non mi ha preoccupata. Ecco. Aria, e niente ansia del tempo. Perchè genericamente a un momento di felicità ne è sempre seguito uno di amarezza, legato a quel momento. C'è sempre stato il modo di scalfire quel ricordo con una discreta dose di mestizia. Mestizia che annusavo già in quel momento, perchè conoscevo le persone, ero consapevole delle situazioni, ero intuitiva come mio solito, e lo sapevo. Che dovevo godermelo, ma non lasciarmi andare a uno sproloquio come questo, da 15enne.

Eccolo, il momento di felicità :love:

Eccolo il momento di felicità. Non sono brava a fare le foto, ma eccolo lì.

E nessuna amarezza per quando sarebbe finito [dopo due ore di musica da sbavo]. Perchè "dopo" può essere anche meglio, con Kero. [E in effetti, il dopo... ].

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:41 | Permalink | commenti
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venerdì, novembre 07, 2008

Mala tempora currunt.

L'avrò scritto bene? Non ero un asso in latino. Mi espongo al pubblico insulto se ho sbagliato.

Così oggi è arrivata. E' stato un incontro fugace, uno scambio di sguardi. Inutili sguardi. O meglio, inutile sguardo, il suo :rolleyes:

E' arrivata, la donna ciuccia e presuntuosa, che verrà a fare volontariato da me e che, in quanto già abilitata [l'Ordine ci fa sempre questi bei regali :rolleyes: ] pretenderà di mettermi sotto il suo schiaffo.

Sarò prevenuta? Di certo, la marca di contesto non è stata delle più cariche di simpatia.

Noi 4 a lavorare, lei che viene con il suo fidanzato [già "noto" e sul quale sorvoleremo, perchè ci sarebbero TUTTI GLI ESTREMI per andare a fare quattro chiacchiere in un posto che dovrebbe tutelare il mio lavoro...:rolleyes: ]. LUI,  la presenta al posto suo. Sigmund con molta innocenza e con quel minimo di banalità che meritava la situazione, chiede:

- Ah, come mai questa scelta del volontariato?

- CHE C'E'? VUOI UNA RISPOSTA DA ME PERCHE' NON SAI ELABORARE I TUOI CONFLITTI?

Avrei molto riso, ma di sano gusto, se non fosse che probabilmente diventerà lei il mio pseudocapo per la medicina legale. Avrei riso di sano gusto, perchè a pensarci, sembra proprio LUCIA di UOMINI&DONNE. Senza luce ed estirpata dal contesto surreale. Questa qui è vera.

Provo ad elaborare. Forse mi sento minacciata nella mia presenza di "Femmina alfa", che non sopporta un'invasione di campo nel proprio territorio. Yoga e meditazione.

Forse abbraccerò anche un albero, visto che qualcuno che conosce dice che è terapeutico.

Forse mi allenerò a fare il POBA DEL PENSIERO.

Ripeterò 3 volte, mentalmente POBA POBA POBA.

Funzionerà, e sarà meglio che abbracciare un albero ed andare a passeggiare con scarpe da trekking, abbigliamento comodo e CAPPELLINO.

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venerdì, novembre 07, 2008

Ci sono anche quelli "scarsi".

Ma boh, provo comunque un certo senso di gasamento quando vedo un palo della luce come Mellberg rincorrere una freccia (coi piedi a ferro da stiro) come Drenthe. Lo perde, poi lo rincorre, in spaccata gli ruba il pallone, ottiene il calcio d'angolo, ma Olaf resta a terra. Ferito. Strappato. Chissà cosa. Lo portano fuori. Lo coprono con una coperta.

Povero Olaf, immolato per la patria. Rientra in campo, come nulla fosse

E' in quel momento che sei entrato nel mio cuore, oh palo della luce: illuminami di immenso!

E' pure un bel figliolo!

E per la serie "Piccoli Calimeri", scarsi, ma che si fanno voler bene, mercoledì ho dato un pezzo del mio cuore anche a lui

Guardatelo. Che musetto tenero, che faccino da schiaffi. Che piedi quadrati

Ma il mio idolo, indiscusso (a parte quella lisciata nella partita col Catania che non se poteva...) è lui.

LUI E BASTA.

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venerdì, novembre 07, 2008

«L’inchino al pubblico? - dice - Giuro che non l’avevo studiato. E’ successo all’improvviso: vedo che Ranieri prepara un cambio e gli chiedo di uscire perché 5 minuti prima avevo preso una botta al tendine, mi tolgo dal braccio la fascia e sento il pubblico che comincia ad applaudirmi. Ho camminato per venti metri a una spanna da terra per quell’omaggio, mi è venuto spontaneo inchinarmi a ringraziare come fanno gli attori perché il “Bernabeu” è un grande teatro, il più grande del calcio. Quando ci stai dentro percepisci che ci è passata la storia».


- No Bà, non la mette dentro, l'ha fatto domenica scorsa, non la mette dentro pure stasera.

Se lo fa, viene giù lo stadio -

Che sciocchina che sono

Mi ricordo ancora quando lo davano per finito :rolleyes:

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venerdì, novembre 07, 2008

<<SE STO ZITTA PIU' DI UN MINUTO MI PARTE IL SALVASCHERMO>>

MARIA STELLA GELMINI PIMER

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venerdì, novembre 07, 2008

Faccio l'Asse Mediano tutte le mattine. Oggi tornando c'erano le camionette dell'esercito, con i mitra alti quanto me. Poi mi spiega tutto papà. I Casalesi si sono procurati, pare, una cinquantina di chili di tritolo.

E' un modo facile per uccidere.

Che figata.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:22 | Permalink | commenti
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venerdì, novembre 07, 2008
Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:11 | Permalink | commenti
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venerdì, novembre 07, 2008

Come si fa a trasmettersi una malattia trasmettibile sessualmente senza aver fatto sesso?

O almeno: senza averlo fatto insieme :look:

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martedì, novembre 04, 2008

ALMENO TU NELL'UNIVERSO - Elisa [ma tanto lo sappiamo tutti di chi è l'originale no?]

Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui
senza serietà, come fosse niente
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:19 | Permalink | commenti (2)
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domenica, novembre 02, 2008

Per te,

che vesti di POBA

[e per lei, che porta una frangetta che non si vedeva dai tempi di Non è la Rai ]

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:59 | Permalink | commenti (2)
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domenica, novembre 02, 2008

Ecco la conferma.

Una Bratz viene al mio Corso di Psicologia Giuridica.

Ed è pure cretina uguale.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:13 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 02, 2008

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7.

Non parlerò dello spettacolo della fisica della traiettoria disegnata dal piede di quest'uomo che fa sembrare tutti i palloni supertela che vanno a vento (mentre invece sono di cuoio).

La crisi della Roma si materializza in tutta la sua importanza non nella crisi di ginocchia di Totti, macchè.

La foto della crisi della Roma è questa:

Se si riesce a far sembrare persino Tiago un giocatore decente, allora è proprio crisi profonda, da rinchiuderli a Trigoria e buttare via la chiave.

[O magari è finita la saudage portoghese? No, perchè sarebbe pure ora. Dopo la moria delle vacche, è giunta la piaga della moria dei centrali di centrocampo, poterne far giocare uno, che giochi in maniera appena decente farebbe piacere...]

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 14:47 | Permalink | commenti
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sabato, novembre 01, 2008
Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:34 | Permalink | commenti (1)
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sabato, novembre 01, 2008

(Eidon)

Da qui

leggo una *versione* degli scontri di Piazza Navona.

Il 22 Luglio io e Kero, insieme all'allegra banda, passeggiavamo insieme per le strade di Roma.

Solo qualche sguardo scambiato timidamente [e mai colto da me, figurarsi  ], la stanchezza del viaggio, le battute, le risate di Kero2 che quando si diverte molto dice sempre qualcosa del tipo - Cazzo - e aggiunge il nome del colpevole.

Alla sera tardi, io con una fame mostruosa e i primi accenni di vesciche ai piedi [  ], ero seduta su uno scalino. Proprio di fronte al negozio con tutti i giocattoli in legno, si vedeva da lontano quel pinocchio enorme che pare poi sia stato usato come oggetto contundente :look: . Era proprio fatto bene, me lo ricordo. E mi ricordo Kero nel negozio che passeggiava, io sola su uno scalino di fronte a delle transenne del restauro della facciata di un palazzo. La guardavo da lontano, la cercavo da lontano in mezzo a quella piccola folla che si agitava nel negozio.

Poi lei uscì, venne e si sedette accanto a me. Parlammo di cose stupide, ma cose già un po' nostre.

Un giorno mi confiderà: - Avrei voluto baciarti lì, ma non volevo che arrivasse qualcuno e ci interrompesse -

E infatti il bacio, il primo bacio, sarà quella notte, dopo aver fatto finta di *quasi* nulla per tutta la sera, fingendo di venir meno a un patto, un nostro patto, vecchio di mesi.

Povero Pinocchio di legno. Potevi essere l'elemento scenografico di un romantico primo bacio saffico.

E invece sei stato preso per il naso da una banda di cretini.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 14:49 | Permalink | commenti
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