Da giorni al tirocinio si muovevano misteriose istanze aggressive nei miei confronti.
Mi costringono letteralmente ad andare in struttura nonostante avessi detto che non c'ero, e che se c'ero, potevo starci per un'oretta, per poi essere caricata di lavoro fino alle 2 di pomeriggio, con le altre tirocinanti che vengono misteriosamente tenute a casa, perchè evidentemente loro possono riposare. DIO NO.
Stamattina, nonostante sabato, vengo aggredita perchè il venerdì non c'ero [ero al master, per la cronaca mi ero svegliata alle 7 per andare ad Eboli in un Carcere a Custodia Attenuata, mica a fare la Pasquetta] per fare i test alla signora, oggetto del contendere del sabato.
Il capo mi tiene stretta a sè e mi costringe a rifare tutto quello che avevamo fatto sabato, in un modo sul quale sorvolerò, che se io mi sentivo più o meno Mago Fox a fare una relazione su una signora che non avevo mai visto, lui era più o meno Mago Otelma.
Poi comprendo la natura di cotanta aggressività. Cause di forza maggiore mi stanno trattenendo al master più di quanto non avessi programmato; confesso candidamente di passare più tempo nella stanza di psicoterapia che in quella degli ambulatori psichiatrici [ma probabilmente è perchè io faccio il tirocinio per diventare psicologa e non psichiatra
], ma soprattutto non ho ancora esplicitato la mia volontà di fare volontariato in struttura [ volontariato in struttura pubblica=punteggio per eventuali concorsi, cui va aggiunto il fatto che c'è Sigmund per tutto l'anno prossimo e imparo più in un'ora con lui che in 126 ambulatori di fila], in quanto tra lavoro, master1 e master2, mi resta a malapena il tempo per farmi una lavata di ascelle.
L'aggressività, quindi, si motiva con l'avvicinarsi della scadenza del mio tirocinio in struttura, che materializza la fantasia del - O mio dio ci stai lasciando? Allora non sei per nulla riconoscente del fatto che ti abbiamo fatto venire qui, dissetandoti con la nostra scienza e ci stai lasciando senza ripagarci di nulla! -
Sui miei occhi, ben diviso in sillabe, due lettere per pupilla, appare un bel POBA e tutto viene rimandato all'anno nuovo, quando avrò i calendari della scuola di specializzazione, una visione più chiara di quanto è stancante il lavoro (e se continuerò
, metti che i bambini mi destabilizzano più di quanto non lo sia...).
Poi mentre siamo lì a ravanare su una relazione stilata [sorvolando sulla metodologia e sulla pazienza biblica necessaria a tenermi cucita la bocca] riferisco che in effetti la mia presenza diventerà ancora più rarefatta (come l'ossigeno in certi cervelli) a causa del lavoro che mi sono trovata.
APRITI CIELO.
Lui finge indifferenza, poi mi manda i suoi due bracci armati, una a strapparsi i capelli dalla destra, l'altra più concreta, che senza nemmeno schernirsi con un po' di pudore mi propone di lavorare nella loro cooperativa, con un - Poi domani ne parliamo! -
Voglio proprio sentire 
[inutile dire, vero, che loro si aspettavano che avrei continuato ad andare lì in eterno, con questi ritmi, a lavorare gratis, patendo e sopportando la loro poberia. Ma veramente ho quest'aria da cretina? Cioè, io penso che dopo un po' uno si dovrebbe accorgere che non sono così sprovveduta per queste cose. Non dico accorgersi di quanto sono manipolativa e prudente, ma almeno che non è che sto lì a farmi menare per il naso in eterno! ]