Chi ti ama resta.
PUNTO.
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Chi ti ama resta.
PUNTO.
Silvio sa sempre il fatto suo. Ha lasciato a Napolitano l'inutile Coppa Italia e si è preso lui la ribalta della Champions League.
Che dire di ieri?
Ho tifato Barcellona per un solo motivo, per Guardiola. Perchè st'omo ha avuto la dolcezza di arrivare a Roma e telefonare a Mazzone e dirgli più o meno - O Sor Carletto, che voi venì a vedè una bella partita stasera? - e poi, nella piena agitazione della festa, quando avrebbe potuto dedicare la Coppa a chiunque, l'ha dedicata a Maldini.
E poi una sensazione immediata. Mentre Silvio faceva il supersimpatico con Cristiano Ronaldo, tutti hanno pensato che stesse cercando di "convincerlo" a venire al Milan.
Ma solo io ho pensato che gli abbia offerto il numero della Noemi?

- Dimmi cosa vedi.
- Vedo gente stupida.
- Li vedi spesso?
- Continuamente.
- E come sono?
- Vanno in giro e pensano di essere normali.
Avete mai notato che
Felicità
e
Fanculo
iniziano con la stessa lettera?
Non può essere un caso!
Una mi manipola con agiti divertenti, che sono così sgamati che non sono nemmeno agiti, ma la nostra divertente modalità di comunicare e richiamarci all'ordine dopo che per qualche tempo ci è sembrato di averne abbastanza.
E mi fa troppa tenerezza, perchè lo fa sapendo che cedo, ma si impegna lo stesso
.
L'altra invece, fa delle manipolazioni sbalorditive. Il proposito di non dire niente delle mie analisi? Fottuto più o meno in 2 giorni, e me l'ha tirato fuori con la facilità con cui io divorerei un bel calzone di tonino in questo momento
.
Mi lascio andare alle manipolazioni, perchè talvolta ho bisogno di non pensare e se c'è qualcuno che non mi fa pensare a domani, alle conseguenze, sono sicuramente i due soggetti di cui sopra, di certo per ragioni diverse, ma in questo momento, le ragioni non mi servono granchè.
Mi servono coccole, affetto e attivazione mentale. Vita rubata, perchè, pare, ho bisogno di sperimentare la dipendenza, e perchè, talvolta, la mia mente si svuota e mi piace riempirla di suoni fatti della sua voce, pure quando si lamenta e si esaurisce. Lei pensa che mi scoccio, io in realtà sto a letto, con la testa sul cuscino, gli occhi chiusi e ascolto. Ascolto la sua voce, i rumori della sua casa, del suo telefono e la mia sensazione è stare in acqua a fare il morto di notte.
[vorrei sottolineare che ci sono i momenti in cui interagisco eh
]
Cerco la sua voce, anche litigando, non mi importa, perchè ho paura e ho bisogno di un contatto con qualcosa di vivo.
La Pazza, alla fine ha dovuto riconoscerlo, che sono calda e morbida e quindi è un piacere starmi tra le braccia. Ma io non ho quel calore e lei era tanto freddolosa che mi faceva sempre tenere il riscaldamento al massimo e se ne stette anche tutta comoda sotto il mio cappotto di piume d'oca
. Era molto tenera.
Ma non è di quel calore che dico io, io non ce l'ho.
Ce l'aveva Nem per esempio, nelle mani, quando mi accarezzò per darmi quel primo bacio meraviglioso 
Ce l'aveva lei, quella mattina che per svegliarla dovetti accarezzarla piano, mentre abbracciava e stropicciava il cuscino.
Era una cosa proprio viva. Nel buio, nella mia fantasia di occhi miopi, probabilmente, ricordo la guardai aprire gli occhi e vederci la forza creatrice di chi, quel giorno, non vedeva l'ora di viverlo e tenerlo stretto. Un potere talmente forte che in quel momento, che era pieno inferno [forse meglio di adesso, adesso è peggio] dentro, comunque ricordo un paio di ore felici e vive pure per me. Uno dei miei rari momenti di vita. Qualcosa di gratuito che non chiedeva niente in cambio.
E adesso che ho paura, paura di un mucchio di cose, di veder venire al pettine i nodi di scelte balorde fatte per troppi anni, vorrei averla più vicino, anche solo per poterla guardare, nella vita in cui eppure soffre, si esaurisce, ma poi ride e sembra toccare tutte le cose.

Lei sarà la mia prossima fidanzata.
Con la topa si inizia un post che subdolamente nasconde un messaggio serissimo.
E' bastato accennare, è bastato sentire un lievissimo cambiamento di tono, ma proprio vago, perchè non voleva esserlo evidentemente, ma era un tono diverso, un vago calore, un vago tremore impercettibile, e quindi si decide.
Non se ne parlerà.
E VIVA LA TOPA!
Ritirate le analisi del sangue.
Mettiamola così.
Riposi in pace il mio fegato, e questo potevamo aspettarcelo. Dopo averlo massacrato per anni, ha deciso ormai di salutarci e non occuparsi più del mio colesterolo, che nonostante una alimentazione con pochi grassi, poco olio, praticamente niente fritture e latticini e formaggini vari ridotti allo zero, è ai limiti della tollerabilità.
Il cuore è fragile, ma questo lo sappiamo già, in senso materiale e figurato, quindi perchè approfondire?
A voler essere ottimisti e non leopardianamente e cosmicamente pessimisti
posso essermi giocata la tiroide e uno dice vabbè, ti prendi la tua pasticchetta al giorno e ci passa la paura. La prolattina alle stelle, però, con i miei mal di testa, le mie auree comparse negli ultimi due anni, la depressione (uao amore, forse era questa la causa dei miei pianti!
) fanno pensare anche a qualcos'altro.
E tutto questo semplicemente perchè mi faceva male una tetta.
Le vie del signore sono infinite.
Scrive:
sono quelle frasi appese non sense
Scrive:
che nascondono
Scrive:
una sola,una stessa cosa
Scrive:
... la troiaggine.
Di certo Minù deve essersi meravigliata quando le ho detto più o meno - Aò, ma che ti credi che sta separazione sia stata una cosa a cuor leggero? - D'altra parte lei ha un termine di paragone terrificante, il pianto megagalattico che mi feci quanto la cara Ottusangola con la leggerezza degli sciocchi mi disse che le cose erano cambiate e non provava più niente per me.
Inutile raccontare per la miliardesima volta la storia, mi faccio la uallera io per prima.
Ma la devastazione di quella sera, me la porto sul braccio, ergo se mi vede parlarne più o meno come ne parlerei del fatto che Ranieri è stato esonerato, capisco che la cosa le faccia credere che non sia accaduto nulla.
Invece è accaduto eccome. E sto male eccome. Ma trallalero e trallalà, considerando poi cosa starà accadendo dall'altra parte, con tutti i suoi amici che evitano accuratamente di parlarmene. E fate bene, perchè mentre lei si è liberata della palla al piede che si era messa, dicendo che era una svolta, per poi scoprire che era solo, per l'appunto, una palla al piede, io sto qua a star male e basta. Ed è una cosa talmente forte, che non tengo proprio il coraggio e la forza di scriverne.
Quindi, trallalero e trallalà.
I gruppi sono una cosa meravigliosa. Hanno un potere misterioso, è nei gruppi, più ancora che su un lettino, che cogli la potenza della psiche profonda umana, delle misteriose energie che si muovono unendo e separando gli individui.
La manovra che ho agito io qualche settimana fa è stata meravigliosa. L'impossibilità di integrazione agita.
Da una parte ti apri la porta verso l'evoluzione. Una cosa a pelle. A sguardi, una cosa che la prima volta che l'hai vista hai pensato, NITIDAMENTE - E' pericolosa -
Dall'altra parte la tua bella difesa, pronta lì, a disposizione e in modo che se guardi l'una non puoi guardare l'altra.
Di fronte il mio narcisismo, la mia attuale oppositività adolescenziale e l'analogico da ragazzino strafottente che dentro è più o meno come un cagnolino bagnato in cerca di coccole.
Vado da una parte e posso fare la razionale, la competente, la fredda, la assolutamente denegante, annullare totalmente il piano emotivo e, per esempio, parlare della mia ex come se non fosse accaduto praticamente nulla.
Vado dall'altra [presumibilmente dopo che mi ha cazziata per essere inpunemente andata dall'altra parte per pura forma difensiva e solo per questo
] e mi arrabbio perchè mi prende in giro facendomi sentire in II media, reagisco con la matura tattica del "ah si? allora poba non ti parlo gne gne" ed ho più o meno 10 anni mentre rotolando sulle rotelle velocissime delle sedie supermoderne e supercostose le risfilo l'anello, che mi fa incazzare che a) non lo chieda; b) quando se lo tiene, mo se lo tiene con troppa sufficienza e scontatezza.
Poba poba e poba.
E ho sempre più 10 anni.
Tutto questo, però, non sono sicura...ma servirà sul serio a farmi vivere meglio? Tutto questo affannarsi, poi, dove porta?
Cambiamento, sofferenza, curiosità, ma quanti impicci, non potevo fare la commessa da Ikea?
Davvero complimenti a quello che ha scritto su google:
FIGHE MINORILI per poi arrivare su questo blog....
Divertente. Ho un appassionato lettore dell'ora di cena.
Non tra i noti lettori, un numeretto sconosciuto che viene a farsi un po' di fatti miei prima di mangiare.
Al caro ignoto lettore, comunicherò la mia massima di oggi, sobbalzata alla mente con la massima di pressione probabilmente sotto 120 e la minima che non lo vogliamo neanche sapere e un incipit di disidratazione.
[Ah, il ciclo di Krebbs
]
Sembra che l'innamoramento e finanche [come desideravo scrivere questa parole, anche a casaccio
] l'amore sia tutta una faccenda che ha a che fare con la disposizione [propria] al cambiamento.
Stando a ciò, rifacciamo la mappa dell'amore.
Avrei amato Nem, dal disastro ho messo in atto un cambiamento tanto potente da avere forza propulsiva ancora adesso. E fin qui ci siamo. Lei mi amava, si, anche lei agì un grosso cambiamento per un bel po'. Poi decise di fermarsi, ma questo per colpa delle mie bugie e dei miei disastri.
Avrei avuto innamoramento per la Pazza, il cambiamento da Porcospino ferrato e carrarmato a cuccioletto tenero, versione - che tenera la tua fossetta quando sorridi - , in quel momento, fu proprio un cambiamento grosso.
Più desolante la disamina di chi mi avrebbe amato. A parte Nem, infatti, qui si elencano [in un elenco molto breve compreso tra 1 e 2
] una serie di ragazze che di spazio al cambiamento [che poi in realtà dovrebbe essere una cosa che ha a che fare con il lasciare lo spazio reciprocamente fecondo per la creazione di una noità
] non hanno mai voluto sentir parlare. Se una la chiami Ottusangola una ragione c'è e ha a che fare con il fatto che potevi colpirla tanto forte quanto volevi, ma il suono sordo che ne usciva fuori era sempre lo stesso. La mia ex? La mia ex alla parola "noi" aveva un attacco di orticaria, non riusciva nemmeno a pronunciare, sempre io e te, tu ed io, e aveva come motto la più apocalittica delle frasi - IO SONO FATTA COSì - che si conclude con un chiarissimo non detto e cioè - FOTTITI - E infatti, mentre lei probabilmente è in giro a infilare dita nel naso ad altre ragazze, io son rimasta fottuta, sempre dopo una partitina a Pet Society.

Mi manca la Marinelli, con i suoi capelli, la sua calma nella voce e il suo rinforzare il mio narcisismo accademico...Stefania, dove sei? :(
Non è che io poi tutto questo potere l'abbia chiesto eh. Quasi quasi, se ci ripenso, sembra che a casa mia abbiamo tentato tutti più o meno di svignarcela, finchè, a un certo punto, quella con più narcisismo [che potremmo tradurre - quella con più scemità e incoscienza - ] a un certo punto ha detto - vabbuò, ci abbiamo provato, ci siamo ammalati tutti, chi più chi meno, ma non gliela facciamo. La guido io la baracca -
Prego giù grande scroscio di applausi. Prendiamo la dedica di mio fratello (MAGGIORE) sulla sua tesi. Mi scrive che prova ammirazione per me, perchè gli ho insegnato (ma non sei tu IL MAGGIORE??) che con la tenacia e l'impegno si può raggiungere quello che si desidera.
Eh già, così mentre lui si ammalava, mentre lui faceva il semitossichino (qualche cannoncino, una tiratina di coca, giusto per provare), mentre mia mamma gli attacchi di panico, mentre mio padre era sopraffatto dal lavoro e delirava dichiarando di essere il demonio, io e la mia asma, con qualche colpo di tosse, non ci facevamo una gran figura a paragone. E così evviva la mia tenacia, applausi alla mia forza di volontà, grazie, perchè non sei mai veramente crollata.
Quando una volta ho collassato d'alcol e mi hanno lasciata svenuta sullo zerbino di casa, in uno dei punti probabilmente più bassi della mia vita, con il vomito ancora nei capelli, la mattina successiva, dopo che mia madre mi aveva amorevolmente vegliato tutta la notte, non mi chiese - Ma che fai? - , non mi punii, non mi rinchiuse in casa per anni e secoli. No.
Mia madre mi disse - Ti prego, PROMETTIMI che non lo fai mai più - e si bevve una delle stronzate più ridicole della storia dell'umanità. Ma una stronzata che è veramente incredibile che se la siano bevuta tutti. Come tutte le volte che ho inventato delle cose inverosimili per giustificare macchie di sangue sulle lenzuola, sulle maglie.
In verità, non vedo modo di uscire da questo circolo vizioso, questo è quello che devo veramente confessare. Il fatto vero, il fatto che mi spaventa, che in fondo non riesco a pensare a un vero cambiamento, alla possibilità di un cambiamento, come se mi fossi stancata di crederci. Io non sono come la Pau che, meravigliosa forza che è in lei, guarda le cose e pensa naturalmente al bene. Io guardo le cose e penso che sono naturalmente una merda e, tranquilli, mi rimprovero abbastanza per il fatto di non credere che un pigiama coi maialini possa sollevarmi l'umore.
In fondo, ancora più misero, io non mi taglio per la stessa ragione per cui non non piango. Non serve. Non porta a nessuna soluzione, nè l'una nè l'altra cosa. E se non serve, io, piccolo ingegnere edile, genio alla MIcheal Scoffield, se una cosa non serve, non la faccio, non c'entra poi vivere o meno, perchè fondamentalmente non so cosa significa essere vivi.
E mi intenerisco quasi di fronte ai miei ridicoli tentativi di entrare in contatto con un concetto di vita vivace, quando, per esempio, nascosta dietro la schiena di un piccolo armadio vivente, cerco la mano della Pau, dopo che mi è tremata troppo la voce, e quando sento il contatto, seppure sudaticcio, stringo i denti e spero, spero spero spero, non lasciarla, non lasciarla, non lasciarla, ma la lascia. Perchè ci sono io coi miei bisogni, e le altre persone, ovviamente, che a volte, stanno peggio di me, o semplicemente non ne hanno voglia, o semplicemente si vergognano delle loro mani sudate [
]. D'altra parte, la vita non puoi respirarla dagli altri, nemmeno se quando le baci affettuosamente restano lì immobili come se tu stessi facendo chissà cosa...oh, che invidia, si oggi ne parlavamo, dell'invidia per i coetanei quando tu, con la tua corona da re onnipotente, guardi gli altri che riescono a toccare le cose e sentirle. Che invidia, quando vedi qualcuno che si emoziona semplicemente perchè le hai preso la mano al freddo e te la sei infilata nel cappotto o fa una faccia stralunata per un'attenzione improvvisa o sente, semplicemente, il bisogno di esserci nella mente di un altro. Sentirlo il bisogno e magari vederlo soddisfatto, non SAPERE che ce l'hai, che dovresti averlo, ma rassegnarti al fatto che non puoi, che da quell'orecchio non hai mai imparato a sentire. E si sa, se un organo non lo usi, poi si atrofizzano le connessioni e pace.
Amèn.
Se tutto è circolare, non ti capitano le cose semplici e il mondo non è tutto rose e fiori perchè pure tu non fai in modo che sia così.
Oggi dalla regia mi hanno detto: apriti alla sofferenza, soffri, fatti una curiosa sofferenza, una sofferenza curiosa, apriti questa meravigliosa strada.
Insomma, io non credo di non essermela proprio aperta. Io l'ho aperta per un sacco di tempo, l'ho aperta e ci ho fatto passare in mezzo fiumi di sangue, al che mi è sembrato più utile chiuderla e amen.
Dovrei sperimentare il bisogno di dipendenza, il bisogno di essere protetta, di essere irresponsabile.
Il punto non è che io non so che per anni mi sono accollata un ruolo e una responsabilità che non sono le mie, che ho sniffato l'estasi e l'apoteosi della potere e dell'onnipotenza. Io lo so benissimo e sento benissimo anche di essere stanca di questo.
Pare che per abbandonare sul serio una situazione così disfunzionale si debba accettare di dover soffrire sul serio.
Soffrire per me non è semplice. Forse non me l'hanno insegnato, sicuramente non lo so fare e altrettanto sicuramente non sono pronta a tollerare una sofferenza davvero scoperchiata, perchè nella mia mente soffrire corrisponde a qualcosa di distruttivo, a un odio che parte da me e finisce per abbattersi su di me, sempre. Come la regia ha suggerito l'idea di soffrire, automatico è stato il pensiero: soffrire-> dolore -> lametta+sale -> razionalizzazione: cazzo, fa caldo, hai le maniche corte.
E c'è poi, anche, che da un po' di giorni pensi che diavolo, sono 10 fottuti anni che stai appresso a questi deliri, e nulla, alla fine, è cambiato, anzi, quasi quasi ti trovi a contrattare con l'idea di doverci ripassare in mezzo.
Mi chiedo se anche io, come una certa paziente, in fondo in fondo, non stia passando il tempo a girare intorno a due parole, che suonano più o meno come: hai fallito.
E' PER TE - L'Aura (ft. Max Zanotti)
Prendi un giorno,
il più bello che possiedi,
ha il colore
che non dimenticherai mai
Lascia il pianto
Dove il sole lo riscalderà
Nel momento
In cui alla vita ti richiamerà
E’ per te
Che sorriderai,
Sarà il tempo di viver
Le cose che hai,
E’ per te
E quel giorno
Poi riportalo a me,
ne avrò cura,
è una parte di te!
Ciò che ho perso
È solo a un passo da me,
l’ho lasciato
e lo riprendo perché
E’ per te
e sorriderai,
Sarà il tempo di viver
Le cose che hai,
E’ per te
E quaggiù in città
Gira voce già
Che la vita è un gioco,
è l’unica che hai!
C’è un pensiero che
Puoi trovare se
Guardi dritto in fronte a te ed è
Tutto quello che ti serve
Per cambiare e ricordare
Che stai bene ed
E’ per te
Che sorriderai,
Sarà il tempo di viver
Le cose che hai
E’ per te che sorriderai
Sarà il tempo di viver
le cose che hai,
questo è il tempo di viver
le cose che hai,
è per te
che lo fai…
Basta poco tempo, pochi attimi o pochi giorni. E tutto sfuma.
Un anno e mezzo di impegno, poi lei prima si fa una partitina a Pet Society, poi si fa chiamare e in mezz'oretta decide che è ora di chiudere tutto e non far restare nulla.
Nulla.
Un attimo, e una città va al suolo.
Un attimo ancora più corto, mentre sei all'Aquilone a mangiare e come un rigurgito la tua sedia trema. Qualche ora in più, quel giorno di Aprile, e non sai che fine avresti fatto. Ci sono passata oggi vicino all'albergo. Sembrava in piedi, di certo, dell'edificio affianco non è restato nulla se non macerie e ferri piegati. FERRI PIEGATI.
Due settimane di ritardo, quelle con cui ti hanno approvato il progetto formativo del tirocinio, e che ti hanno impedito di fare l'esame a novembre. Esame non fatto a novembre = esame che non farai nemmeno a giugno, tirocinio di 6 mesi (per ufficiali 500 ore, per reali MILLEDUECENTO), volontariato per altri 6 mesi, rischio di perdere tutto perchè un decreto diventa valido anche per noi che non c'entriamo un cazzo. Significa che se la SUN decide che è così, devo farmi un altro INTERO ANNO di LAVORO GRATIS, perchè si annulla tutto e si deve ricominciare daccapo.
Quindi, laurearsi con una sessione d'anticipo non è servito a niente. I sacrifici e le rinunce, sui libri fino alle 6 di mattina, niente, al tirocinio pure il pomeriggio prima di ferragosto e il 16 mattina, niente, le uscite saltate niente, le bevute non fatte insieme agli amici, niente, le cene terminate alle 10 a casa di amici, niente. Tutto perchè io amo questo lavoro, ma no, niente, perchè - siete troppi, stanno cercando di non far abilitare le persone - [che però resti tra di noi eh
].
Tutto questo mentre il dottore si meravigliava di qualcosa nell'ecografia comparso un po' troppo rapidamente rispetto al controllo di ottobre e mi chiedeva - Ma sei stressata? - e io - Beh si - e lui - E che ti stressa signorina? -. Intanto oggi, ovviamente, con lo stress a palate, sono tornati i dolori forti. Certo, sarà che anche lui con l'ecografo spingeva e diceva - Ma qui ti fa male? - e io come una duenne facevo con la manina - Ahi ahi ahi sciò sciò che fa male! - e lui semplicemente - Strano. Non dovrebbe -
E STI CAZZI, smettila di farmi male! 
Già, cosa mi stresserà mai? Forse il fatto che in 3 settimane le cose che amavo di più nella mia vita sono diventate più o meno irraggiungibili e/o senza soluzione.
Se, mettiamo il caso, dovessi farmi questo altro anno di lavoretto gratis, metto a rischio la cosa cui attualmente tengo di più, ossia LA SCUOLA.
La salute (la mia e non solo), il lavoro, l'amore.
Che altro deve dirmi il mio oroscopo? Voglio proprio sentire.
Messa a letto, molto stanca, penso non solo a come d'improvviso non abbia più un posto dove scappare, ma come quegli stessi posti ora mi spaventino. L'idea stessa di avvicinarmi mi mette paura per la reazione che potrei avere.
Tornare a Cagliari. Ho scherzato un po' con l'idea, facendo finta che in fondo c'era Peggy, che ora non avrebbe fatto male a nessuno prendersi un caffè con la Pazza. Poi, nel dormiveglia, mi è venuto in mente l'aereo, quella specie di autobus sgangherato con le ali, stretto e basso. Mi è tornata in mente l'immagine che fissavo per gran parte del viaggio (le lucine nel corridoio centrale), per poi iniziare a guardare fuori quando vedevo terra e iniziavo a pensare - Arrivo arrivo arrivo, e ti bacio, lì agli arrivi - e lo sguardo fuori mentre passiamo i semafori sulla statale e passo sotto l'indicazione per Monferrato.
Tornare a L'Aquila poi, forse lo farò giovedì, con la scusa di alcune lauree, con la scusa di indagare se esista una segreteria che mi approvi queste maledette carte del tirocinio. I miei ultimi ricordi aquilani non sono belli. L'ultima volta che ci sono stata, prima del terremoto intendo, lì si è consumata la vera fine della mia relazione, con lei che se ne andava in discoteca e non mi faceva nemmeno sapere se era viva o morta. E questo fu, ovviamente, giusto il minimo
, ma lasciamo perdere. Perchè L'Aquila, si sa, è tutt'altro per me. Se penso che l'ho sfiorato per poche ore, che l'ho goduta fino a pochi attimi che era ancora in piedi, che i miei amici hanno rischiato la vita (ma per fortuna son tutti salvi), ma che altri sono morti e che sicuramente, almeno per una sera, foss'anche la sera dei mondiali che eravamo tutti ubriachi in piazza duomo, ne avrò incrociato qualcuno, e magari toccato, esultato, urlato tutti insieme. Magari qualcuno di loro avrà notato, come me, che quella sera qualche francese ebbe il coraggio di venire in piazza con tanto di bandiera francese, per poi dileguarsi dopo il rigore di Zidane...Al Corner, al Boss o al Farfarello, tutti posti che non so se sono in piedi. Figurarsi come sta l'Ordine degli Psicologi, o l'albergo dove abbiamo passato la nostra ultima (finora) notte aquilana.
Non solo non posso più scappare, ma ora ho anche paura di pensare, di pensare lì.
E mercoledì ecografia alle tette.
Speriamo di non avere brutte notizie...
La cosa procederà più o meno così: tornerò dal senologo con la mia solita faccia da pesce lesso, lui, anzianotto, non si ricorderà di avermi vista sei mesi prima e di avermi detto di tornare per un controllo e mi richiederà che accidenti ci faccio lì, che di aspetto sono praticamente prepubere e mi darà all'incirca 20 anni scarsi.
Gli spiegherò di nuovo, gli dirò che la cura fino a natale ha fatto effetto, poi dopo sono ricominciati i dolori. Lui mi dirà che nella mia situazione i dolori sono normali e che me li terrò tutta la vita (grazie
). Poi mi farà spogliare e mi rifarà l'ecografia e da lì speriamo che non escano novità [ossia che la popolazione aliena che si annida nelle mie tette non abbia deciso di ingrandirsi]...altrimenti si va sotto i ferri e capirete che DI QUESTI TEMPI, considerando quanto mi va tutto più o meno di culo, solo questo ci manca.
ALL THE GOOD THINGS - Nelly Furtado
Honestly what will become of me
don't like reality
It's way too clear to me
But really life is dandy
We are what we don't see
Missed everything daydreaming
[Chorus:]
Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end
Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end
come to an end come to an
Why do all good things come to end?
come to an end come to an
Why do all good things come to an end?
Traveling I only stop at exits
Wondering if I'll stay
Young and restless
Living this way I stress less
I want to pull away when the dream dies
The pain sets in and I don't cry
I only feel gravity and I wonder why
Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end
Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end
come to an end come to an
Why do all good things come to end?
come to an end come to an
Why do all good things come to an end?
Well the dogs were whistling a new tune
Barking at the new moon
Hoping it would come soon so that they could
Dogs were whistling a new tune
Barking at the new moon
Hoping it would come soon so that they could
Die die die die die
Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end
Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end
come to an end come to an
Why do all good things come to end?
come to an end come to an
Why do all good things come to an end?
Well the dogs were barking at a new moon
Whistling a new tune
Hoping it would come soon
And the sun was wondering if it should stay away for a day 'til the feeling went away
And the sky was falling on the clouds were dropping and
the rain forgot how to bring salvation
the dogs were barking at the new moon
Whistling a new tune
Hoping it would come soon so that they could die.
Festa della mamma complicata, nei miei ragionamenti sempre più fastidiosamente psicanalitici.
Mi impegno a scrivere un biglietto carino, affettuoso e divertente, che mio padre ha provveduto ad accompagnare a dei fiori. E tutto dovrebbe finire con un grazie e un abbraccio, se fosse stato così, tutto ottimo, tutti sereni, tutti sorrisi, tutti contenti.
No.
Ovviamente al mio risveglio domenicale mi trovo sulla scrivania una lettera d'amore edipico, in cui, senza ormai nemmeno premurarsi di inviare doppi messaggi o vagamente ambigui, mi si chiede di tenerla in piedi, che ha bisogno di me, che se non ci sono io sta male, che questo e quello.
Quindi, lei mi tira la giacchetta da una parte per fare l'amante premurosa, lui, il babbo, mi tira la giacchetta dall'altra parte chiedendomi di fare la donna di casa razionale e lucida sui problemi, tutti orientati allo scopo di non far scompensare la figlia.
Imperator mi ha detto l'altra volta che tutte le mie manovre sono atte a impedirmi una deriva psicopatologica (
). Quando abbiamo fatto la ruota, la povera vicky non sapeva dove mettermi. Mi immagino il dubbio: fare il padre o la madre? A lei dovrò essere sembrata entrambi, perchè in maniera assolutamente onnipotente e assolutamente incongrua con una fragilità temperamentale di fondo, e magari anche psicoticamente/istrionicamente scissa (
) ho fatto entrambe le cose. E direbbe Sigmund: - E in tutto questo Faith dov'è? - Già! Dov'è?
Mentre mi si chiedeva di essere onnipotente, indistruttibile (curioso che la mia ex a un certo punto si sia lamentata che io non fossi più "forte" come all'inizio, ma mi fossi mostrata "debole" e che per questo la cosa non le andava più bene
), che fine ha fatto tutto il resto di me? Boh! E sono curiose e divertenti anche tutte le manovre che sono state messe in atto agganciare in me la convinzione che comunque, in ogni caso, era assolutamente necessario guardare solo e unicamente dentro e non fuori. Così è inutile dire come mi è sempre stato descritto il fuori, e anche come sono andate le cose fuori eh. Ma la circolarità si sa che effetto fa...Inutile spiegare le stillettate d'odio che mi sono state lanciate mentre provavo a liberarmi dalle catene e dai segni delle pene. I segni, tanto, quelli già erano destinati a restare.
E direbbe sempre Sigmund: - Se è così simbiotico, come puoi permetterti di amare qualcun altro senza pensare che questo distruggerà tutto? - E quindi eccoli lì, gli autosabotaggi, la difficoltà a regolare la distanza nei rapporti, il desiderio, talvolta di pregare di non darmi un ruolo, perchè già vivo claustrofobicamente tra quello che si deve e non si deve fare. E dicono "anticonformista", io dico solo lasciatemi in pace fare le cose che voglio.
Tanto mi riescono comunque male tutte 
Pazza avvistata a Piazzia Yenne. Uao.
Come lo so? L'ha vista Peggy, che ovviamente lolla.
E io penso: UAO, l'avrà vista anche la mia ex?
E penso ancora: UAO! Sono ben in due e nessuna delle due mi rivolge più la parola!
Le mie scopate ammutoliscono...

TU NON HAI VISTO NIENTE!
C'è chi passa per caso, chi passa e non lo dice, chi passa solo per guardare le figure [questa me l'hanno detta sul serio
], c'è chi passa e si lamenta che è un blog troppo psicodinamico [ma è così bella la psicodinamica come la faccio io
] , c'è chi ha l'indirizzo e passa di qui solo quando ha le sensazioni di perdita.
Poi c'è chi mi perde e basta e lo fa pensando in coscienza che sia un'ottima cosa. De gustibus
[sempre pessimo quello degli altri
].
Vabbuò, insomma, devo, per forza, per amore di scienza, riflettere anche sulla falsificazione dell'ipotesi.
Cosa credono di vedere gli altri, per esempio? Un pezzo della fregatura credo mi sia diventato più chiaro. Se molti cercano in me la protezione e ce la trovano, quando smettono di aver bisogno di essere protetti (e in questo io sono bravissima a soddisfare il bisogno
) non hanno più bisogno di me. E vanno altrove, e tutti a stupirsi di come sia potuto succedere che all'improvviso da - Sei tutto per me - si arrivi a - Boh, non ho più niente da dirti -. E GRAZIE.
[Ovviamente in tutto questo io sono parte superattivissima della disfunzionalità
].
Una, per esempio, ha parlato di "accoglienza" , un'altra [sempre quella relazionalmente e pragmaticamente più divertente
] ne parlò con ancora più chiarezza, esprimendo un esplicito bisogno di "protezione femminile" [e a me quella sera sembrò tutta una faccenda di assorbenti e Vagisil Intimo
].
La più bionda che più bionda non si può ieri mi ha detto di aver intuito che io piaccio. Ma non ha saputo spiegare cosa piaccia.
A monte, ovviamente, c'è tutta questa serie di persone che mi dice che trasmetto sicurezza.
Al momento, il mio problema attuale è creare il dubbio [al 100%] su ciò che possa averci visto la Pau. Gli elementi in nostro possesso parlano di un generico - Non cagavi nessuno. E poi ti assenti proprio -.
Una descrizione interessante, di certo innovativa. O meglio, di certo non è la prima volta che mi si dice - Ua, all'inizio pensavo che ti stessero tutti sui cojoni! - Questa me la sento dire sempre, è innovativo il fatto che questo sia ragione di attrattiva e poi c'è la faccenda dell'assentamento. Si è anche talvolta accennato a una certa bellezza interiore, ma anche questo concetto è stato espresso in maniera vaga. Curiosa è la valorizzazione di certi gesti apparentemente scontati (oggi fuori al bar per esempio). Ecco, forse questa è la cosa che mi stupisce di più. Io sono abituata a dare moltissimo valore ai gesti, anche a quelli che per lo più sono insignificanti; stavolta, invece, na volta tanto, pare che mi sto relazionando con una persona che se gli do il mio anello per tutta la lezione ne comprende il senso estrinseco, ossia che non mi sto semplicemente limitando a prestargli un oggettino metallico mio. Quell'azione, quell'oggettino metallico, tutto il contesto hanno un significato ben preciso. Quando lo cerca, quando vedo cosa se ne fa, nei momenti in cui lo fa, capisco precisamente che l'investimento emotivo che ho fatto io in quell'azione ce l'ha fatto anche lei tale e quale.
Scartando [per un attimo
] l'ipotesi che possa essere pazza, cosa giustifica in me tanto investimento da parte di un'altra persona? Se, come dice lei, non è vero che non c'è il nulla, che il nulla lo creo io con i miei "annullamenti" forzati [servono a proteggere, i miei annullamenti
], cosa vede?
Parola di Imperatore: tu parli molto da sola (/scrivo da sola), sarai anche brava, questo tuo essere istrione ti aiuterà in molte situazioni, a trovare le soluzioni.
Ma le soluzioni non sempre servono.
Così pare, a me sembra una novità. Sembra che sia possibile, anzi più accettabile, andare più o meno a vento. In tutta verità, io qualcosa a vento l'ho fatta, è che non mi pare mi fosse riuscita molto bene. Prendete tutta quella faccenda con la Pazza. Era fatta abbastanza a vento, anche se l'avevo fatta all'urlo dì - Meglio a c fa mal prim che arop! - [trad. meglio che ci facciamo male adesso che dopo, che è peggio
] e infatti è stato meglio così
. Se uno fosse andato a vento, in discoteca quel sabato sera avrebbe fatto succedere il finimondo, davanti all'amico e chi se ne fotte, tanto l'amico era il tuo, mica il mio. Uno andasse a vento, avrebbe preso un aereo, sarebbe andata dalla mia ex e le avrebbe fatto fare tutta la via famosa del Poetto prendendola a calci nel sedere, urlando - E mo, ch tien a ricr c'a nun m 'ncazz mai? - [e dillo ora che non mi arrabbio mai!]. Interessante che i miei pensieri ora si facciano tutti molto violenti, forse dovrei pensare anche a questo
. A vento sono state anche tantissime cose con la mia ex, perchè checchè se ne dica o se ne pensi, nella mia falsissima tranquillità, ci ho creduto e investito veramente tanto. E forse proprio lei, è l'esempio di chi credeva di averci visto chissà cosa, e poi si è trovata con nulla tra le mani.
E la Pau cosa ha visto? Domanda all'origine.
Domanda imperiale: a che ti serve saperlo?
Perchè hai l'esigenza di saperlo? Forse dovrei ascoltare il vento che non mi porta verso la soluzione finale, ma mi porta verso i dubbi, quello che potrebbe aver visto cose che io non conosco. Devo fidarmi e non avere paura della confusione.

Andare oltre le cose successe nel passato, non significa che uno, a un certo punto [e soprattutto al punto in cui sono io in questo momento, in cui tutto è dentro un calderone di rivoluzione di coscienza, per dirla come qualcuno
, e di senso, per dirla più psicodinamicamente...] non lo senta, soprattutto se quegli eventi hanno rappresentato molto, e di quel molto, buona parte è anche misterioso.
Comprendo la reazione e conoscendo il carattere poi
, ma se c'è una cosa che ho imparato, CONOSCENDO IL CARATTERE, è che spiegare non è la strada giusta 
COME SE NON FOSSE STATO MAI AMORE - Laura Pausini
Ieri ho capito che
E´ da oggi che comincio senza te
E tu.. l´aria assente
Quasi come se io fossi trasparente
E vorrei fuggire via
e nascondermi da tutto questo
Ma resto immobile qui
Senza parlare...non ci riesco a staccarmi da te
E cancellare tutte le pagine con la tua immagine
E vivere..
Come se non fosse stato mai amore
Io sopravviverò
Adesso ancora come non lo so
Il tempo qualche volta può aiutare
A sentirsi meno male...
A poter dimenticare
ma adesso è troppo presto
E resto immobile qui
Senza parlare... non ci riesco a stancarmi di te
E cancellare tutte le pagine con la tua immagine
E vivere.. come se non fosse stato mai amore
.. come se non fosse stato amore
come se non fosse stato mai..
.. e vorrei fuggire via, vorrei nascondermi
Ma resto ancora così, senza parlare, senza dirti ¨non te ne andare¨
Non mi lasciare tra queste pagine..
.. e poi, e poi, e poi vivere
come se non fosse stato mai amore
.. come se non fosse stato amore
Quando mi dice di smetterla di dire - IO IO IO IO - come fossi un asinello stordito, io lo so che parola vorrebbe che dicessi. Lei è bravissima a usarla, è calorosissima a usarla. Io faccio finta di non capire, quando mi rimprovera, ma è un discorso che non voglio prendere.
Non lo sa, lei, credo non se l'aspetti nemmeno, che lo stesso identico rimprovero che lei fa a me, io lo facevo a qualcun altro, che so io come mi ha risposto, dopo un anno e mezzo di stare assieme.
Così è diventato un discorso che non mi piace, è diventato un concetto che non mi piace. Rettifico. Un concetto che mi spaventa. Rettifico.
Un concetto che mi fa male.
Sto mettendo in fila un mucchio di comportamenti senza senso, che stanno solo ferendo le persone che mi stanno intorno.
Prima erano solo chiacchiere. Ora...me lo sta vedendo fare 
Devo essere un po' come Federico io, in quei momenti in cui parla di sè in terza persona 
Perchè al telefono siamo in due, ma è come se parlassimo di essere in tre. Io, e la mia pulsione di vita che labilmente cerca di sopravvivere, la mia pulsione distruttivissima di morte che vive già benissimo di suo, e lei, che sembra un rianimatore della croce rossa, armata di fin troppa pazienza.
E c'è uno squallore che provo verso me stessa, mentre lei parla e a me sembra, sempre, che stia parlando di un morto.
E invece parla di me.
Non è bello se qualcuno parla di voi come di qualcosa che sta morendo, qualcosa che sta scivolando inesorabilmente.
Incurabile e immobile.

Si apre una discussione culturale di indescrivibile profondità
su cosa abbia voluto dire ai tifosi interisti
con questo gesto
Zlatan "Faccia da Lama" Ibrahimovic...
La vera foto autentica della festa dove è intervenuto Papi e dove ero evidentemente presente anche io...
Vorrei togliere quel vecchio quadro che le ragazze mi regalarono dalla cornice. Vorrei toglierlo perchè dietro c'era scritta una frase. Forse la prima vera frase di amicizia che ricordi di aver letto in vita mia.
Vorrei trovare il modo di tenerlo qui in camera...ma non so nè dove nè come.
Berlusconi è una congiura della sinistra.
E poi c'è l'altra faccia della medaglia.
C'è lei che è tutta la sera che batte i pugni chiedendomi di fermarmi, di smetterla di scappare, di smetterla di frapporre spine, lei, come sempre, mi mette un chiodo in mano e mi dice: spingilo in mezzo al petto. Spingilo e fammi vedere quello di sangue, fammi vedere il sangue nobile.
Solo che è di quelle sere che so solo risponderle - Non ce la faccio, non ci riesco -
Mi viene da chiederle scusa per questo, le parole che ho in mente da mezz'ora? - Ti prego perdonami se sono così -
Perdonami se non lo so fare, se non so fare la cosa più semplice, darti quello che vuoi, che è così semplice, sembra quasi ovvio. Perdonami, se, per esempio, ora, mentre ti scrivo, mentre parliamo, sto piangendo e non te lo dico, perchè non lo so fare. Se non ti dico che sto a pezzi, che vorrei solo che mi stessi vicino, come quando t'avevo qui e m'hai abbracciato.
Mi dici che così non faccio altro che perdere un sacco di cose, persone comprese (compresa te, suppongo). E io non faccio nulla. Lo faccio accadere senza fare nulla.
Che vigliaccheria.
E forse è con tutto questo chiacchierare di cui sotto che posso trovare giustificazione nell'inspiegabile ai più.
Come accidenti hai fatto a portare avanti un "rapporto" [indefinibile rapporto direi
] con la stessa persona che, un bel pomeriggio ti ha fatto quello che nemmeno i tuoi genitori si sono permessi in 26 anni di vita? Nemmeno quando avevi il pannolino e giravi per casa mettendola sottosopra, mettendoti le mutande di mamma in testa e tirando giù tutte le pentole e sbattendoci i piedi dentro.
Mai uno schiaffo.
Poi arriva questa qui, ti colpisce così forte e così tante volte che per giorni avrai dolore quando mangi.
C'è squalifica più grande? Non credo.
E se una persona ti ha già squalificato di quella maniera, può mai fare la faccia stupita se ti guarda dentro e non ci trova niente?
No, appunto, quindi tutto comodo, se non sai dire di no, se prendi un chiodo e lo infili più in fondo che puoi fino a far uscire il sangue più porpora che c'è, non succede niente, non puoi essere considerata peggio di così.
Come se in quel momento lei ci avesse guardato dentro il vaso di pandora, avesse visto che non avevo niente, non avevo la forza di reagire a quella violenza, nè con le mani nè, che ne so, piangendo, di rabbia, di dolore, di qualsiasi cosa, non avevo nemmeno una risposta quando mi chiedeva allora che me ne sarei fatta di quei baci. Non avevo niente.
Non avevo niente, e lei è rimasta. Prima è andata via, ma alla fine è rimasta.
Forse dovrei coltivare il dubbio: se è rimasta, non è perchè non ci ha visto nulla.
E a questo punto citerò proprio una frase tua: - Come faccio a crederti? -
Training sempre più faticosi a scuola, il mio falso sè sempre più smascherato, le difese sempre più messe in piazza, una situazione che mi mette in ginocchio e sempre più goffa. Esattamente quello che cercavo.
Niente di nuovo sotto il sole, si parla della mia famiglia, della fatica che mi è costata l'inversione di ruolo e il prendermi cura di tutti, il boss di oggi non esita a dirmi che io faccio un sacco di fatica per evitare una deriva patologica (
). Lo correggo, gli dico che io mi sono ammalata eccome, ma non ho potuto dirlo, mi sono dovuta ammalare di nascosto e tentare di guarire, per quanto possibile, di nascosto.
Il succo diventa che sono avara col prossimo, non mi fido, non ne ho abbastanza considerazione.
Un'ipotesi, vero caro mio.
Chissà se a te competente, o a qualcun altro è venuto in mente che potrebbe essere proprio questo il mio più grande gioco di prestigio, la mia grande illusione alla David Copperfield, la mia sparizione della Statua della Libertà dietro una tendina da bagno.
Ci pensi, se il mio narcisismo, come tutti i narcisismi, è una facciata, una facciata che nasconde il vuoto. Un vuoto che una parte di me sente, conosce e di cui ha una paura feroce. Paura perchè quando lo tocca, devitalizza qualsiasi oggetto entri nel suo campo d'azione, paura, perchè se gli altri lo scoprono, quel vuoto, come potranno fare a tollerarlo? Cosa penseranno? Mi viene in mente di quelle immagini terrificanti dei fumetti di Stan Lee quando scoprono il mostro cattivo o meglio, quando scoprono chi era il mostro cattivo prima di diventare cattivo, tutti a dire - O mio dio, come è potuto succedere! Cos'è questo orrore! Credevamo fosse una brava persona, e invece...orrore orrore!! - [riuscirebbe meglio se uno potesse direttamente disegnarlo, ma ahimè, il disegno non è un'arte che ho ereditato dal nonno
]. Non sono avara. Sono disonesta.
La Pazza mi diceva sempre una frase, che io lì per lì non capivo, ma quasi quasi col tempo ci ho trovato un senso; magari lei la diceva nella sua modalità comunicativa [soprattutto di allora] completamente incongruente, ma con il suo grande intuito relazionale [se ben guidata, sarà una fetentissima di psicoloterapeuta
] credo ci avesse preso. Mi diceva continuamente - Sei una bugiarda, non mi fido di te perchè tu menti. Non sei sincera - ; nel corso del tempo [ormai è passato un anno da quando mi tormentava con questo ritornello
], mi sembra di coglierci sempre di più il senso. Aveva capito quanto tutto fosse falso dentro me, nei miei gesti e nelle mie parole, per quanto io possa dire di averci messo il cuore in ogni cosa che ho fatto, è un cuore falso, è un cuore meccanico. Nel mio parlare da sola [e nello scrivere da sola], nelle mie fughe, devo crearmi un mondo a mio uso e consumo, che mi consenta di mantenere in piedi questa pantomima, questo semidelirio, l'evitamento, per evitare di ammalarmi e non riuscire a nasconderlo, per evitare di ammalarmi e cercare di mettere i giorni uno in fila all'altro. Chissà se la Pau l'ha capito l'effetto che mi ha fatto quando oggi ho detto - Poi Raffaella mi ha toccato il braccio, *questo* braccio (avevo su la manica, la pelle rivolta dal verso giusto) e mi ha fatto effetto - perchè era caldo, quasi si prendeva cura di me. (Quel riferimento in fondo, l'ho fatto nella speranza che lei potesse capire).
Così mentre mi sento dire di quanto sono una *bella persona*, di quanto potrei e dovrei *brillare*, io mi annichilisco di fronte alla prospettiva che oddio, qualcuno scopra il trucco, aprano il vaso di pandora e non ci trovino niente e tiro su le difese, come per guadagnare tempo sul campo di battaglia. Si ritorna inspiegabilmente (per gli altri) indietro, rimetto chilometri d'asfalto tra me e chi vorrebbe starmi vicino (e ora più che mai, con la delusione dentro dell'ennesima persona che è andata via da me
), creo stradine in circolo per evitare che strade in via diretta portino a vedere questa città desolata fatta di vecchie macerie e nuvole di polvere, fatta di cose morte che per quanto mi sforzi, non riesco a portare in vita, per quanto continui a respirare forte nelle loro bocche o a massaggiare i loro petti, restano cadaveri in terra, sempre più decomposti.
Dice la Pau (forse dovrei crederle, perchè lei è razionale...ah no, è anche ottimista
) che capiterà una catastrofe che distruggerà tutta questa mia onnipotenza intorno a queste certezze. Io non lo so. Intanto per oggi mi tengo lo scompenso, questa immensa voglia di piangere e il terrore.
Sono brava io, riesco sempre in un mucchio di cose. Forse la cosa in cui sono stata più fallimentare in vita mia (a parte le relazioni, ovviamente
) è stato il latino, quindi figurarsi...Il boss oggi mi prendeva in giro, mi diceva - Dobbiamo già spostarti al terzo anno, dobbiamo già darti il diploma honoris causa...[a onor di cronaca poi continuava con un - poi fai uscire quanto stai male e ti risbattiamo al primo
-
]. Finisce che se io decido che questi 12000 euro circa che mi costa la scuola in questi 4 anni vanno ben spesi e quindi devo sperimentare (mi piace sperimentare) e far uscire tutto (questo potrebbe piacermi un po' meno
), ce lo faccio anche uscire. Come disse la Aurilio - Prima o poi ti manderemo a cogliere i fiorellini di campo - e io pensai - Beh, non vedo l'ora, finalmente qualcosa di diverso! - . Già.
Poi scatterà il terrore, perchè davanti a 20 persone dovrò mostrare il nulla che c'è dentro e tutto quello che potrò dire sarà un - Mi dispiace, di più non so fare -.
E poi il terrore.
Faccio zapping. Capito su MTV.
Vedo delle pecore che ballano. Sono le Pussycat Dolls che cantano dal vivo in completini di pelle sottovuoto.
Io guardo interdetta. Mio padre guarda anche lui. Loro fanno una tipica posa pecorosa. Mio padre dice:
- E poi non ha ragione Berlusconi...-
Ieri a un certo punto della notte, verso le 2.30 mi è venuto da piangere quasi dal nervoso. Ero bendisposta eh, tipo mezz'ora prima, alle prime note di Aria di Allevi, ricordando il concerto del 27 Agosto a Casteddu, non mi ero trattenuta, e un po' piangevo e un po' tiravo giù bestemmie.
h.2.30, mi viene da piangere dal nervoso, perchè non mi pare davvero possibile.
E non vado avanti. Per pudore.
Al due di maggio, passato ormai più di un mese, comincia a non sembrarmi più una grande idea.
Sta guerra, sti rischi, mi stanno portando, alla fine dei conti, a girare in tondo sprecando un sacco di energia e a trovarmi sempre punto e daccapo. Non dormo, quando dormo, dormo poco e male, quando mi sveglio comincio la giornata con un bestemmione, perchè non mi voglio svegliare, voglio dormire e basta. Quando poi mi convinco che non posso dormire sempre (e perchè mai non si potrà poi?), la giornata procede con zero capacità di concentrazione e di studio, l'ansia nello stomaco e pessimo umore.
Ecco, in questo stato, tutto questo contatto emotivo con me stessa, con gli altri e con l'universo intero sta cominciando a non sembrarmi più una buona idea, sta cominciando a sembrarmi una guerra che perdo. Sti chiodi fanno male e basta, niente di eticamente bello e apprezzabile.
Mi sembra tutto un affannarmi a guardare altrove per non guardare quello che invece c'è. Mi sembra lo spostamento degli spostamenti, una fuga e basta. Io non sono così, il mio istinto primario, adesso, è allontanarmi da tutto e da tutti, perchè riesco solo a uscirne ferita. Perchè sono inguaribile, intoccabile, inaccettabile, perchè io sono oltre l'angoscia di morte. Io ho tolto l'angoscia e ci ho lasciato direttamente gli oggetti devitalizzati e, a parte essere il Dottor Frankstein, come si fanno a resuscitare i morti?
La morte va accettata, il lutto va elaborato, diventa un sentimento di perdita (originaria) con cui devi convivere e che non potrai mai risarcire (/resuscitare).
Detto questo, molto, molto psicanalitico, moltissimo kleniano, non posso esimermi dal fare un applauso alla mia ex e alle sue brillanti parole: - Lo faccio per farti stare meglio -
E infatti, sto proprio bene! 