lunedì, giugno 22, 2009

Roma Reloaded è Roma Contaminata.

E' Roma in ginocchio. Con il dolore della posizione scomoda. Con la scissione tra la sensazione costante di - Ma chi me l'ha fatto fare di venire qui a farmi sto bagno di ricordi dolorosi - e - Passo due giorni lontano da casa, con Claudia - + - Vedo la Pau - [ma questa non era affatto una cosa sicura e preventivata...]

E' Roma, ovviamente, di ricordi dolorosi. Tanto belli da far male. Tanto semplici da essere intollerabili. E' Roma Termini, ultimo binario, dove viaggia la navetta che collega con l'aeroporto. Bacio fugace, davanti alla folla, mentre andava via. E' Roma, Mac Piazza di Spagna, scambio di sguardi, voglia, fuga a casa. E' Roma, e fa male.

E' Roma, c'è Peggy, irraggiungibile e intoccabile, come l'ombra di chi era lì, un anno fa.

E' Roma con Claudia, piccola donna in carriera, ma pur sempre dalle solite vedute. Bella casetta nel quartiere africano, letto a una piazza e mezza. Io e Claudia, vecchie compagne di banco, stravaccate su un letto a oziare, guardando la tv.

E' Roma, che la Pazza dice che vorrebbe essere lì con me. In psicoterapia, pare, che le parole non siano mai dette a caso. E' Roma, infatti, che su Rai1 in piena estate, danno LA MARCIA DEI PINGUINI. E allora è un altro fiume di ricordi, dolci.

E' Roma, la Pau, che sei qui e sembra che vedi un aspetto della mia vita e non ci sono io a mostrartelo. Tranquilla, il mostro fa diventare Roma Blitz Tiburtina, con tanto di dolce, valigia trascinata per tutta la metro [ - Sei proprio un uomo! - dirà], anello, mani e foto.

E' Roma, linea A - linea B, per fortuna più linea B, è Roma Tiramisù di Pompi, diviso in tre, con voraci cucchiaiate, sedute in piazza. Che piazza, ovviamente, non lo ricordo.

E' Roma, il Mostro vuole tornarci con la Pau, nella speranza che non sempre, non definitivamente, debbano esserci solo brutti ricordi, ma Roma, ma teee che mi fai vedere sei anni e mezzo di vita. E' Roma, dove mi ha diviso dalla parte bella e sana di me. Roma che cerco di stringere, non più per la divisione, ma per condividere qualcosa.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:39 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 19, 2009

Da un capo all'altro della stanza, basta un gesto per far passare un intero discorso.

E' un mal di stomaco infinito, quando cogli il grado di dolore che riesce a sopportare, mentre uno è, ancora, stavolta purtroppo, da un capo e all'altro della stanza.

Sono le parole che inchiodano, delle volte.

Non banalmente quando ci si dice che era esattamente per quella ragione che mi trovavo in ginocchio [letteralmente] e in quel posto, non perchè mi teneva la mano con la grazia di una damina di corte. No.

E' quando di notte, dopo una giornata di discorsoni, faticosi, dopo che lei ha pianto, dopo che a me è tremata la voce, dopo che l'ho abbracciata e avrei voluto portarla con me, chissà dove poi, mi dice:  - E tu? -

E infila un chiodo. Di facilità disarmante.

Di facilità, talvolta, dolorosa.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:31 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 19, 2009

Speriamo di sbagliarci e che i miei sogni non mi stiano anticipando una futura rottura psicotica, visto che tutti sembrano avere a che fare con cose che devono risalire in superficie creando danni.

L'altro ieri ho sognato, con terrore, di dover fuggire con la mia mitica Punto Bianca da una Caserta allagata da uno tsunami conseguente a una scossa di terremoto.

Che non sia un caso, che tutti questi sogni, si infittiscano con l'avvicinarsi dell'Intensivo sul Faito? Perchè la facciata sta partendo con lo spirito da "Gita di V Liceo" [che per la cronaca fu un autentico disastro, in cui considerai seriamente, tra le tante altre volte, di suicidarmi] ma evidentemente, come ogni facciata, nasconde segreti.

Miei, e forse di altri anche, e in tutto questo terremoto che può travolgermi, spero di non essere troppo occupata a preoccuparmi delle palle di fango provenienti dai campi avversari [odio odio odio le situazioni di comunità forzata  ]

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:22 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 19, 2009

Finalmente a Scuola ci siamo buttati in faccia qualche palla di fango. Non se ne poteva più del mondo dei puffi e della sfuggevolezza di fronte a persone che, d'improvviso, di fronte a un'epifania della propria vita, cominciava a piangere, rivedeva tutta la propria esistenza daccapo, e poi giù con puffi, cuoricini, o quanto ci amiamo, o quanto è bianco il nostro mulino.

E le patologie (quelle che avevo ampiamente previste) stanno uscendo, ovviamente patologicamente  , fuori. Ahimè, mio malgrado, ne sono coinvolta, ma giuro che MAI, MAI come stavolta, non volevo e non ho fatto niente per meritarmi ciò! Non ho parlato, non ho incentivato, non sono nemmeno stata socievole! Anzi, sono stata talmente scontrosa, silenziosa, saccente dal primo giorno che solo una incomprensibile Pau ha potuto uscirsene con - Non parlavi a nessuno. Ti assentavi proprio. Per questo ti ho notato subito - . In genere mi si nota esattamente per tutte le ragioni di cui sopra, ma per attribuirmi pessime qualità, quali saccenza, scontrosità, superiorità, incazzosità e narcisismo.

Siamo a forte rischio di spedizioni di raccomandate di vaffanculo. Spero di uscirne viva e con il mio solito stile...

X Qll Ke Girano Per Casa E Poi Si Chiedono...Ma Ke Cazzo Stavo Cercando????

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:06 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 19, 2009

Quando è stato, Cagliari non potevo evitarla.

Roma, adesso, invece, forse avrei dovuto. Ma poi chi la sentiva Claudia che dopo l'intervento non ho trovato un secondo per andarla a trovare e mi sono, quindi, sapientemente guadagnata il suo odio.

Ho i brividi al solo pensiero di riavere davanti agli occhi Roma Termini. La metro, i palazzi, i monumenti...Roma insomma...Dove ci siamo *conosciute*, dove abbiamo finito di innamorarci e dove abbiamo finito per dirci le cose più importanti, forse le più importanti e le più fedeli in un anno e mezzo.

Rimetterò anche delle medesime cose in valigia.

Mi si riempiranno gli occhi di lacrime, giù dal treno, lo so. Me lo sento già adesso. Ma non posso giocare agli evitamenti all'infinito...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:47 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 19, 2009

Una buona giornata quella di oggi. Piena di ottime ragioni per essere di buon umore, solare e non avere una irrefrenabile voglia di bestemmiare tutti i santi del calendario.

h.8 : si va dall'analista a tirare il sangue. Di nuovo, perchè ormai è diventato un appuntamento gioioso entrare in fase ovulatoria e tirarsi via dalla vena una mezza litrata di sangue, prolattina qui , prolattina lì, stress da ago e ipofisi ingrossata. Per non parlare della tiroide. Ma evolviamoci nel discorso.

h. 8.10: arrivo dall'analista e nel giro di 2 minuti scopro che:

a) l'analista non c'è. C'è un non meglio identificato INFERMIERE.

b) dallo stanzino dove il non meglio identificato succhia via la linfa vitale, escono gemiti di bambino. Scoprirò poi che si trattava di una mollichina di 6 mesi, che sta seduta su un bancone con gli occhi sbarrati dal terrore e il singhiozzo dalla paura. E ovviamente il cerottino al braccio...Un amore. Ma un amore terrificante. Dopo di lei, esce una adolescente tenuta in braccio dal padre, svenuta prima, durante e dopo il prelievo.

h. 8.20: dopo sms al vetriolo con la Pau (per la serie: Sei sparita tu. No prima tu. No tu di più. No, quando mai. Sempre più a testimonianza della mia/sua età mentale), entro tremante nello stanzino. Lui è antipatico e sprucido. Mi fa sdraiare, mi prende lievemente per il culo, poi mi infila l'ago e OVVIAMENTE, mi fa malissimo. Tremo prima, durante e soprattutto dopo.

h. 8.50 : dopo cornetto e cappuccino al bar, mi avvio all'asl. Mentre guido accuso un lieve giramento di testa causato, presumibilmente, da calo di pressione. Stringo i denti e arrivo nel ridente agro-aversano. Arrivo in azienda e scopro che nell'elenco odierno è stato inserita una visita non prevista, in cui: non è specificato nè il nome, nè la cartella, nè il motivo, nè cosa fare esattamente. Dopo un quarto d'ora, l'arcano viene scoperto e parte l'embolo, mio e di Sigmund, perchè il Grande Capo, in evidente fase depressiva (bipolare de sti cazzi) ha agito il suo odio verso i due unici volontari che effettivamente lavorano, aggirando il fatto che ieri, giorno del suo ambulatorio, psicologi (tirocinanti e abilitati) c'erano e quindi non doveva cagare il cazzo a noi. Nella fattispecie a me, che sono stata costretta a farmi 3 ore in più per scrivere una relazione che tanto LUI STRAVOLGERA' in base alle sue convinzioni preconcette. Si fotta. Io di quel certificato non ne voglio sapere. L'ambulatorio del giovedì non è più cosa mia. E per fortuna!

h. 13.15 : mentre faccio su e giù dalla struttura resto bloccata in ascensore. Con lo sconforto di chi non sa più che santo invocare [ovviamente bestemmiando] , premo il tasto giallo dell'emergenza. Dopo un po' comincio a premere anche il tasto del piano e l'ascensore si sblocca.

h.16 : ovviamente a digiuno, perchè il venerdì DOVREI STACCARE A ORA DI PRANZO, sotto un sole cocente, torno a casa, praticamente boccheggiando con la massima credo a 100, volendo essere ottimisti.

h.18: dopo aver visto l'Italia Under21 [vogliamo parlare di quanto è cretino Balotelli?], mi collego finalmente dopo 2 giorni di eremitaggio [i tipici due giorni che fanno preoccupare la Pazza. che tenerezza  ]. E incappo ANCORA, nella stupidità umana. Stupidità, fissità, irragionevolezza, incapacità di confrontarsi e aprirsi all'altro, incapacità di introspezione e variegati mondi puffosi. Tutte ottime qualità per chi fa il nostro mestiere. Tutte ottime qualità, assolutamente necessarie ad una persona per farmi irritare, soprattutto quando sono costretta forzatamente ad averci a che fare.

h. da ora in poi: grande irritazione in vista, perchè devo preparare la valigia, che il prossimo sarà un meraviglioso week end a Roma, e quindi voleranno urla tra me e mia madre, così. Aggratis.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:34 | Permalink | commenti
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venerdì, giugno 12, 2009

Per anni, è risaputo, ho fatto sogni in cui, in un'ambientazione da film horror, scappavo insieme a una ragazza che dovevo assolutamente salvare (con gli anni ho trovato che quella ragazza assomigliasse in maniera inquietante a una miscela Pazza+Pau. Se lo sanno, mi sa che abbusco  ). Accettata la faccenda che mi piace la topa, i sogni a sfondo persecutorio erano finiti e amen.

Il sogno di stanotte, però, l'ho trovato un po' preoccupante.

Il tutto ruotava intorno al salire una ripida scalinata, in fondo alla quale c'era una porta, dalla quale sembrava esserci la "via d'uscita". Per tutto il sogno cerco di correre su quegli scalini e uscire. Ma ogni mio tentativo una specie di Samara di The Ring mi aggredisce, brandendo un paio di forbicine (ho passato pure il periodo forbicine, pure se la cosa non è nota ai più) e me le sento che me le ficca nella pelle, nella carne, il sangue che esce e le ferite che bruciano. MI sveglierò spaventata quando ad un certo punto qualcuno prende la bambina, le tappa la bocca...e allora io sarei libera di arrivare alla porta...ma mi sveglio, appunto.

E sulla pelle sento, per tutto il giorno, la pelle che brucia, come se le cicatrici le avessi davvero.

Salire qualcosa da sopra a sotto. Tipico movimento di quando la rimozione cede, il diniego vacilla ed evidentemente mi resta la mia classica difesa "Vai, trova, affetta, sanguina".

E se poi salta pure quella di difesa?

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venerdì, giugno 12, 2009

Ha l'amore di tutti,

ma non è l'amore di nessuno.

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mercoledì, giugno 10, 2009

Voglio farti un regalo.

Qualcosa di dolce.

Qualcosa di raro.

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domenica, giugno 07, 2009

Perchè non mi interessa sapere nulla della mia ex?

Perchè sono molto arrabbiata e molto delusa. Perchè credo che ci sia un'altra, perchè credo che stia bene, quindi chi se ne frega, e perchè non saprei cosa farmene una volta che io abbia saputo tutte queste cose.

Perchè ci ha messo 3 minuti, solo 3 minuti per mettere fine a tutto, perchè mi ha rinfacciato cose che davvero non mi sarei aspettata, perchè ha mentito, addossando a me delle responsabilità, solo per non avere il coraggio di dire che era lei che aveva smesso di impegnarsi, per la ragione più banale del mondo, e cioè che da tempo ormai non provava più niente per me.

E prima di farmi quella telefonata, si è fatta una partita a Pet Society, come se nulla stesse per accadere.

Sono il tipo di persona che va sempre oltre. Che cerca sempre una soluzione, che in una relazione è sempre motivata al massimo, che cerca le ragioni oltre l'apparenza.

Non mi interessa sapere niente di lei perchè sa cavarsela da sola, è quello che mi ha sempre detto, e che più di tutto pareva desiderare (falso, più di tutto voleva liberarsi di un peso).

Diceva che non riusciva a immaginarsi di non sentirmi più. Altra falsità, c'è riuscita benissimo. Non mi ha mai ricercata. Eccetto il giorno del terremoto e non è stato neanche granchè.

Diceva, con la voce che tremava (ma potrebbe essere stata una mia impressione, perchè ero io a piangere e tremare) che almeno avrebbe volulto che la cercassi se ne avessi avuto bisogno. Falso per due ragioni. La prima era implicita nella ragione della separazione, non riesco a badare a nessuno se non a me. Bene. E vuoi sapere quando sto male? Non mi tornano i conti. Secondo: lo sai che sto male, e sto parlando di salute. E se non lo sai, vuol dire che nemmeno tu ti interessi tanto di me, quindi stiamo punto e daccapo. E non è che ho sentito qualche fremito, no, mi è parso proprio di no.

Quindi poba. Ho un mucchio di ottime ragioni per non assillarmi più di tanto. Mai come questa volta le cose sono chiarissime nella mia mente.

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domenica, giugno 07, 2009

Canta di non aver bisogno di un viaggio in Irlanda, però sogna di scappare via con la mente e non col corpo.

C'è il corpo e il suo riflesso, la materia e la sfuggente ombra, mi dice - Ah, allora parli della vecchia me! - con la sicurezza che io veda in lei una discontinuità.

Invece ci vedo un filo rosso che collega tutte le cose, d'altronde se non fosse stato così, avrei dovuto dar fuoco a tutto, non tollerare, non lasciarmi irretire ogni volta che lei desidera, non lasciarmi allontanare ogni volta che ne ha voglia o ogni volta che, in qualche modo, talvolta oscuro, ne ferisco l'orgoglio.

Non c'è rottura per me.

E' permalosa come allora, non ha bisogno di chiedere scusa o di dare spiegazioni, perchè io le so già (questo è un mio chiaro processo psicotico  ) e credo che lei sappia benissimo che io so già che lei sa. E' testarda come allora, maliziosa esattamente come allora, talvolta anche più simpatica di allora (  ), con gli stessi sogni di allora, più o meno espliciti, con la stessa fragilità di allora. E delle notti anche lo stesso bisogno di protezione.

E la modalità di comunicazione è sempre la stessa e mi fa morire. Niente "corteggiamenti di pensieri", niente manifestazioni di bisogni, niente giri di parole.

Vieni. E basta.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:23 | Permalink | commenti
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domenica, giugno 07, 2009

Alcune cose mi preoccupano.

L'amarezza della falsità di tante cose da cui mi costringo a ricavare un po' di buoni sentimenti, per esempio. Triste, molto triste.

Ma c'è un gesto che ho fatto ieri. Un gesto che dopo mi ha preoccupata per la sembianza che aveva. La lezione a scuola mi ha agitata per una miriade di motivi. Dovevo prendermi una cazziata, dovevo sopportare una intera lezione sulle dinamiche di coppia, dovevo sforzarmi di attutire le stronzate e le paccate di ovvietà che mi sarebbe toccato sentire per 10 ore, dovevo nascondere le crisi di pianto (la Pau ha detto che le dispiaceva che mi ero "rabbuiata". A saperlo che rabbuiata è poco. Stavo meditando se le finestre dal nostro piano fossero sufficientemente alte), dovevo sopportare il caldo e il sudore sotto le ascelle e il fatto che mangiando la piadina con la bresaola e il formaggio avevo macchiato la mia camicia rosa nuova.

Ero molto agitata.

A un tratto, sul blocco dove io e la Pau ogni tanto scriviamo le cazzate durante le lezioni per non passare come chiacchierone, ho scritto una cosa che sapeva tanto di un addio.

A volte, a volte mi sembra proprio che sto salutando le cose. Cerco di capire e mi ritrovo a pensare cose pessime.

Poi ieri ho visto Amore Criminale e il criminale faceva esattamente le cose che facevo io, compreso disegnarsi cose addosso (questa cosa qui è poco nota perchè ero a l'aquila e senza pc)...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 16:54 | Permalink | commenti
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sabato, giugno 06, 2009

Ogni tanto mi piace tirar fuori il mio registratore con le risatine elettroniche e tantissime sfumature di tali risatine.

- Io ti vedo in un futuro. Vedo una grande professionista [sei sicura di vedermi in Italia?? Giusto per curiosità, sennò vado a preparare la valigia da ora.... ] e con una compagna, che ti amerà e ti tratterà come meriti -

Prima azionata di risatina elettroniche, con sfumature di amarezza. Ah, perchè proprio tu mi vieni a dire che non sono stata trattata come merito? Mi sa che le corna me le sono proprio prese. Alza il volume please :rolleyes:

Oggi poi passo la giornata nel mondo dello zucchero a velo e del marzapane. Bla bla amore, bla bla costruire insieme, bla bla, oh si, se tutti avessimo ancora l'apertura mentale dei bambini, se tutti potessimo guardare il mondo senza le ristrettezze di questo cinico mondo da adulti. OOOOHHHHHH.

Cazzate. Sento queste cazzate per 10 ore dalla mattina, poi alle 5, annoiata, con gli occhi lucidi di pianto perchè vorrei crederci davvero anche io, al mondo di marzapane, mentre dentro sento le mie rovine e il vuoto di troppo "isolamento" [che metafora, che metafora che ho fatto!]. Alzo la mano e dico - Si, ok, è questo il senso della terapia, chi dice di no, aprire le infinite possibilità ecc...ecc...Ma quanti veramente credono che se io adesso facessi qualcosa dalla "mente aperta" mi farebbero un applauso? Mi direbbero che sono ANTICONFORMISTA. E "anti" significa avere qualcuno/qualcosa contro -

Scompenso una signora che vorrebbe intervenire, poi le trema la voce, sconnette qualcosa circa le luci e le ombre e poi cala il silenzio per un pobante minuto.

E poi riparte il carrozzone del mondo di marzapane. E dico beati a loro che ci credono, che hanno la speranza, perchè a me, all'improvviso, d'un tratto si è spenta.

Non è per un'ex stronza (più di una) o per il terrore di una risonanza magnetica in testa, che potrebbe non esserci qualcosa, ma potrebbe anche esserci...è che quando mi chiedono di fare un cartellone su cui rappresentare una famiglia nel ciclo di vita (e a noi, sempre culo, ci è toccata la vecchiaia) io non so immaginare. Non riesco a immaginare i miei. Non riesco a immaginare me con qualcuno e passarci del tempo insieme, tanto tempo, fino almeno alla menopausa, mettiamola così.

La Pau oggi mi rimprovera. Mi dice - No! Perchè tu vuoi le cose sempre uguali, perchè ti danno sicurezza, ti devi abituare! - Ah, io mi abituerei bella mia, ma ho delle cose da recuperare, non è che le voglio sempre uguali, è che ne vorrei prima abbastanza da poterle sentire come sempre uguali e poi andare oltre. Vorrei una volta tanto sentire la sicurezza che il mondo non va a pezzi, che il cambiamento non mi arriva direttamente in faccia senza che io ci capisca nulla.

La verità è che sto perdendo la testa. In un modo sconosciuto, tra l'altro. Sto continuamente male, piango continuamente, a volte così tanto e così senza soluzione che mi verrebbe da prendere il muro a testate per l'esaurimento. E ogni volta vorrei che fosse l'ultima, magari pure lunghissima, ma che poi, per dio, dopo finisse tutto. Invece la sensazione è che non finisce mai, come i guai di questo ultimi maledetti due mesi. Lei che mi lascia, il terremoto a l'aquila, l'esame di stato che come minimo, se mi va bene mi fanno fare a novembre, e che al massimo mi fanno fare un altro anno di tirocinio, così a vuoto, la scuola che in questo modo rischia di andare a puttane e la salute, cazzo la salute. Finalmente tutti i nodi vengono al pettine, il fegato preso a cazzotti per troppo tempo ha dato forfait, la tiroide che dopo 2 anni accelerati come fossi fatta a cocaina e anfetamine (e invece ero fatta solo a testardaggine)  ha dato forfait pure lei, e allora tirati il sangue, di nuovo, vai da un altro medico e infila la testa in un tubo di campo magnitico, prega, prega con tutta te stessa che non ci sia niente o che qualsiasi cosa ci sia non ti debbano aprire la testa, che quella è già andata di suo.

Ma è oltre questo. Non è che non mi vedo superare questo ennesimo pessimo periodo, mi ci vedo pure, non credo che in verità sarà nulla di grave, sono ottimista, la cosa peggiore a cui penso razionalmente è che, quando tutto va male, mi infileranno un ago nel naso, spingeranno e toglieranno. [la parte irrazionale ha fantasie orribili su tutti i miei mal di testa, ma quello sì che è lo stress]. Io i pessimi periodi li ho sempre superati, ho sempre trascinato corpo e cervello oltre ogni giorno. Ma non riesco più ad andare oltre questo. Non riesco più a progettare oltre questo. Non riesco più a trovare un gancio che mi permetta di trovare la spinta, quel - vale la pena fare questo sacrificio in visione di questo futuro - . Ho perso la prospettiva temporale, il tempo si è mentalmente fermato.

Nel mondo del pan di zenzero richiamano sogni, ricordi e fantasie.

Io non riesco a scavare più niente da richiamare. Non mi viene più niente. Pluff, si è svuotato tutto. D'un tratto. C'è stato un momento nel passato in cui mi stava pure bene stare per fatti miei, quando mi comportavo come se non avessi nulla da perdere, come se avessi accettato che di certe cose non ce n'era per me e pazienza. Ci avessi messo una pietra sopra.

Lo faccio anche adesso, adesso più che mai mi sembra di non avere poi così tanto da perdere. Ma sento comunque un male continuo, non me ne libero, è diverso dall'angoscia, è diverso dal vuoto.

E' l'Assenza. Il vuoto è vuoto e basta. Il vuoto è buco nero e indefinito. Invece a me manca qualcosa. Qualcosa è assente, qualcosa che dovrebbe esserci, qualcosa che avrebbe dovuto esserci, eppure non è lì. E forse con il passare del tempo una parte molto nascosta di me sta cominciando a pensare che non c'è più il tempo e soprattutto la possibilità di recuperare e non lo sopporta, perchè ha sperato, ha sperato troppo, ha sperato che salvandosi la vita qualcosa, prima o poi, anche solo per la legge del caso, sarebbe accaduto.

Invece no. Non è accaduto. Anzi. Quella salvezza è il mio tormento. Perchè viene ritirata fuori ogni volta come scusa, come una zavorra di cui non posso liberarmi, cicatrici che non posso cancellare.

Parlano di costruire, costruire una casa e poi ripararla. E pensavo che forse ancora più importante di costruire è riparare. Perchè lì devi sacrificarti di nuovo per qualcosa che invece pensavi di aver superato. Forse è quando devi riparare che metti DAVVERO alla prova se ne è valso alla pena fare quel sacrificio. se vai in una casa nuova, vuol dire che, in fondo, non aspettavi altro che quel guasto, per andare da un'altra parte.

O forse. Che il guasto sia irreparabile. Forse è anche questo. Ma quant'è difficile rassegnarsi a questo.


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