venerdì, luglio 31, 2009

Apro la mascherina del mio vecchio Motorola da 80 euro.

Premo il tasto con su disegnato una bustina da lettere. Ci sono 69 sms (un numero non a caso  ).

Due provenienze diverse, medesimo contenuto, quasi c'è da sospettare che sotto ci sia un complotto (ah, se avessi un vero delirio paranoide, cosa combinerei!  ). Il contenuto si riassume in - Ma io ti adoro! -

La faccenda è particolare, tanto da incuriosirmi e intenzionarmi all'approfondimento.

Alla ricerca di un'etimologia, scopro che la cosa rientra in un quadro assolutamente congruente, e in un certo senso triste.

Se le parole non sono mai scelte a caso, come la psicanalisi pretende di insegnare (ma vallo a quelli che non hanno fatto neanche la scuola elementare alla mia età ), suscitare negli altri l'adorazione è una cosa che mi si addice molto. D'altra parte, non sono Dio mica a caso  . L'adorazione nel suo significato principale, infatti, ha a che fare con il venerare una divinità. Una divinità altro non è che un qualcosa di idealizzato e in quanto tale assolutametne INTOCCABILE E IRRAGGIUNGIBILE. Che è più o meno lo scudo delle mie difese, che mi rendono intoccabile e irraggiungibile.

In questa visione idealizzata sono esclusi, quindi, i difetti: questo spiega benissimo perchè una volta che i miei difetti si manifestano (non che io li tenga nascosti, ma probabilmente il mio delirio di onnipotenza è capace di offuscare la visione dell'altro) le mie ragazze mi lasciano come se nulla fosse accaduto [mah! io non credo che la tua ex si stia facendo le croci per te, sai? Si, lo so, me lo vengono pure a dire  ].

L'adorazione, e l'idealizzazione in essa implicita, escludono perciò automaticamente una serie di cose: al volo posso riconoscere che escludono l'amore (sentimento che ha a che fare con l'accettazione dell'altro nei suoi pregi e difetti) ed escludono la possibilità di una relazione sana e alla pari (c'è sempre un adorato e un adorante).

Quello che, invece, l'adorazione include tantissimo, è l'abbandono. Ci si annoia persino di un dio perfetto, figurarsi di uno assolutamente imperfetto. D'altra parte, i miei abbandoni si registrano a seguito della manifestazione di bisogni e di debolezze.

Come sempre, che culo. D'altra parte, molte delle persone che conoscono adorano un tizio, la cui fine è stata quello di farsi prendere a mazzate, inchiodare mani e piedi e stare con una corona di spine per fare un piacere a tutti quanti.

Sempre più culo.

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venerdì, luglio 31, 2009

Sto cercando di passare più tempo con i miei zii.

Mi sono sempre piaciuti i miei zii, il fratello di papà, con consorte e cuginette. Sono sempre positivi e carichi. Sono intelligenti, ma amano la vita e sorridenti. Non sono sempre lì ad appucundrirsi [non c'è altro termine, vi assicuro] come fanno i miei.

La settimana che siamo stati da soli io e mio padre si è svolta serenamente, una serenità che a casa mia non sentivo da tempi immemori. Ho capito perchè mio padre ha mollato mamma a Diamante con la sorella e se ne sia scappato di nuovo qui. Non c'era ansia per il cibo, non c'era ansia per nessuna questione di casa, a tavola si riusciva persino a parlare, visto che non c'era l'orrore della ruminazione di mia madre  . Non siamo morti di fame, non abbiamo preso la peste, non siamo stati coinvolti da una epidemia di tifo.

Poi è tornata lei, e mio padre si è subito incupito. Lei super-ansiosa, con i suoi filmini, le cose da lavare, le lamentele sulla sorella da fare. Oggi ho trovato papà che bestemmiava in salotto perchè si doveva montare il lampadario nuovo.

Bisogna portarsela sempre appresso, anche quando non c'entra niente. Andiamo noi tre uomini a giocare a tennis, e lei deve venire. Perchè? Che senso aveva? Boh! Questo ovviamente ha obbligato mio padre a lasciarmi giocare con mio zio e a stare appresso a lei.

Non riesco a stare a tavola. Questo mi costringe ad alzarmi e a far sembrare me quella oppositiva.

Mio zio, ieri voleva andare in montagna con le figlie. La moglie non poteva. Non è cascato il mondo. Ha preso ed è andato lo stesso, e hanno passato TUTTI una bella giornata.

E soprattutto ridono, scherzano e si tengono su a vicenda, tutti insieme.

Mio padre deve aver parlato a mio zio. Mi cercano, mi coccolano, l'altro sabato mi hanno tenuta tutto il giorno con loro, mi hanno portata al cinema, a mangiare il gelato.

Hanno tutti ripreso a trattarmi come una disturbata, in effetti.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:16 | Permalink | commenti
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venerdì, luglio 31, 2009

Io fossi un cattolico di  un qualsiasi altro Paese al di fuori dell'Italia sarei incazzatissimo col Papa.

Ogni volta che l'immoralità del mio governo fa leggi a favore del matrimonio tra culattoni e camioniste, ogni volta che non vieta l'aborto, ogni volta che permette di vendere pillole abortive direi: Papa! Ma perchè ti interessi di queste cose solo quando succedono in Italia?

E io che sono? Un Cattolico di serie B? Scomunica anche i medici del mio Paese, rimprovera anche i finocchi del mio Paese! Mi risulta che il culo è uguale dappertutto!

Ma io ci vedo lungo sull'approvazione della pillola abortiva, figlia del demonio (che non poteva a sua volta abortirla?). Vi sembra davvero un caso che adesso l'approvazione sia avvenuta in questo momento di grande fermento sessuale del nostro Premier? E' chiarissimo che la pillola è stata legalizzata per non far avere a Silvio eredi indesiderati, di certo non si può dividere Mediaset in mille parti, tante quanti sono i suoi spermatozooi fertilizzanti.

Grande Silvio.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:49 | Permalink | commenti
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venerdì, luglio 31, 2009

Ho dato l'anticipo per la vacanza.

Se sarà una vacanza, non lo so e non oso prevederlo. Intanto so che starò una settimana fuori alla fine di agosto. Si prevede spesa di alcol e questa mi sembra una notizia interessante.

Forse dormirò in un sacco a pelo, questa è un'altra notizia un po' meno interessante. Le mie vacanze, in fondo, si caratterizzano sempre per storie interessanti sui posti in cui dormo.

Un anno ho dormito in cucina, un altro il letto si è rotto, un altro l'ho passato ad attaccarlo a quello della mia compagna di stanza con improbabili espedienti pur di avere più comode le nostre notti di sesso romane.

Che romanticismo

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:36 | Permalink | commenti
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venerdì, luglio 31, 2009
Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:41 | Permalink | commenti
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venerdì, luglio 31, 2009

<< Stereotipi di devianza sociale: secondo cui l’omosessualità equivale a una condanna all’emarginazione, alla solitudine e a una serie ristretta di carriere: per i ragazzi parrucchiere, stilista o ballerino, per le ragazze carpentiere, calciatrici o camioniste.>>

Nella mia tesi, in effetti, ci sono alcuni pezzi davvero d'autore...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:57 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 30, 2009

Son durata pochino, 20 minuti scarsi, e ho giocato per lo più con mio zio, un mancino dalla palla sempre carica di effetto.

La spalla non è uscita dall'articolazione, al momento non mi fa male e ovviamente sono ancora il dio del rovescio  Considerando che avevo dei dubbi anche sul semplice fatto di prenderla la palla, il fatto di avere il completo controllo del mio famoso rovescio a una mano fa un sacco soddisfazione

Evidenti problemi sul diritto, ma nutro buone speranze di miglioramento

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:49 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 30, 2009

Caldo bollente, vesciche alla mano, vesciche ai piedi, ginocchio dolorante, il rischio che l'articolazione se ne esca a ogni colpo.

Sono passati quasi 10 anni, dal sudore, dallo strepitio acuto delle scarpette sul campo, dall'odore di uova marce di un tubo di palline nuove, gialle fluorescenti. Sono passati 10 anni e qualcuno di meno da quando qualcuno si è intrufolato nel mio garage rubando tutte le nostre racchette da tennis, compreso un cimelio di legno, la racchetta con cui avevo imparato.

Quindi racchetta nuova e scarpe nuove, un po' più sofisticate delle malandatissime scarpette da 10 euro di tela che usavo al tempo, nella speranza che il ginocchio faccia così un po' meno male e le vesciche diventino così meno assassine.

L'amore per lo sport, nasconde spesso dilemmi esistenziali, legati all'incredibile intreccio fra passione e fatica.

Cosa spinge un individuo a vivere una passione così cocente per qualcosa (o qualcuno) quando sa che è altissima la probabilità che gli faccia male?

Tic tac tic tac.

Vado a cambiarmi.

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mercoledì, luglio 29, 2009

Ibra: «Al Barça voglio diventare più forte»

<<Sin da bambino ero tifoso dell'Inter>>

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:48 | Permalink | commenti
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mercoledì, luglio 29, 2009

Amelie ritrova la scatola di Dominique Bretodou.

Decide di ritrovare il signor Bretodou. Decide di restituirgli la scatola. Se questo gli farà del bene, allora Amelie impegnerà la sua vita a rimettere a posto le cose.

Altrimenti,

tanto meglio.

Bretodou ritrova la scatola e tanto meravigliato dalla sorpresa, decide di riallacciare i rapporti con la figlia.

E' tipico dei sognatori sentire gli eventi come legati da una sorta di destino, gli eventi come messaggeri di significati nascosti da cogliere; nei sogni, appunto.

Ho un dvd affianco al lettore. Un mucchio di tempo libero, soprattutto di notte, e ancora non mi decido a vederlo.

Ho deciso che c'è un tempo da aspettare, uno spazio da concedere.

Altrimenti,

tanto meglio.

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mercoledì, luglio 29, 2009

Lo stato psichico di un uomo comincia a essere provato nel momento in cui confonde i diversi piani.

Berlusconi: "Basta vecchi
Puntiamo sugli Under 23"

Qui Silvio si è confuso. Non voleva parlare dei giocatori del Milan. Il Milan continuerà ad acquistare 30enni bolliti per ricoprirli d'oro.

Silvio voleva in realtà dire: - Basta con queste battone 30enni che per quattro soldi vanno a spifferare tutto in giro! Puntiamo sulle Under23, hanno tuto l'interesse a tenere la bocca chiusa...quando serve -

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 02:04 | Permalink | commenti
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mercoledì, luglio 29, 2009

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 01:46 | Permalink | commenti
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mercoledì, luglio 29, 2009

E' nata prima la maiala o la gallina?

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 00:08 | Permalink | commenti
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mercoledì, luglio 29, 2009

La forza misteriosa di equilibri e squilibri che entrano in connessione e mischiando patologia, perversione e incomprensibilità, diventano una cosa che invece in equilibrio ci sta perfettamente.

Cosa creano di preciso non si sa.

Quando a pensare è la mia parte perversa, e una parte la conservo sempre, quasi quasi mi sembra perfetto per davvero.

Il tempo e le sciagurate esperienze relazionali oltre a rendermi più acida e cinica mi hanno terrorizzato. A tutti gli effetti sembra un disturbo post traumatico da stress cronico. La triade sintomatologica malefica, intrusione, evitamento, iperarousal non si può dire che non ce l'abbia.

Diciamo che la triade malefica di cui sopra fa in modo che qualsiasi relazione io provi a mettere in atto si caratterizzi per un unico, deciso e marcato sentimento: L'ANGOSCIA DI ABBANDONO.

L'angoscia di abbandono influenza la mia costante ricerca di una distanza giusta che mi metta al riparo dalla sofferenza dell'abbandono (che in fondo è sempre preventivato) e che contemporaneamente mi illuda di avere il contatto emotivo di cui, come ogni essere umano, abbisogno.

Bell'inghippo incostante, bella trappola, bel modo di non stare bene mai in nessun posto.

Ma d'altra parte, c'è un'irritazione figurativamente cutanea troppo viva. Ho incontrato gente che ha usato le parole con troppa irresponsabilità. Persone che hanno promesso che se uno si apriva, si fidava, le cose sarebbero andate bene. Uno allora, intimamente fiducioso nell'umanità, ha parlato, ha raccontato, ha pianto, ha pianto perchè stava male hic et nunc, ha pianto perchè fa male ripensare al passato e alla fatica che è costato, che in alcuni momenti può essere (onnipotentemente) orgoglioso di dove sei arrivato, ma altre volte soffri e basta, perchè eri da solo e avresti voluto nonesserlopunto.

Sappiamo poi cosa mi è toccato sentire da più bocche al riguardo  . Ma la colpa è giustissimamente mia: se uno non fosse così disturbato, non ci sarebbero tutti questi problemi

In tutto questo, la mia relazione con la Pazza è perfetta. Lei ha manifestato per me tutta la dose di disprezzo (non importa quanto sincera fosse, è comunque esistita come entità) possibile, mi ha abbandonata del tutto, non ha bisogno di me e non mi chiede assolutamente niente. Non ho l'angoscia di abbandono perchè tanto mi ha già abbandonata. Non ho l'ansia di comportarmi bene o male perchè tanto non gliene frega.

E' perfetto, funziona a meraviglia.

Altri hanno sempre voluto qualcosa. Hanno sempre cercato attraverso me di appagare un bisogno quasi cannibalesco. Tutte le mie ragazze hanno sempre detto - Non devi dirmi niente? - , per farsi dire cose importarti per prime. Nessuna mi ha abbracciato, mi ha detto ti amo e non si è preoccupata del resto. Hanno sempre voluto che fossi io. Hanno sempre voluto che mi occupassi del loro bisogno di sentirsi amate, e ci riuscivo benissimo. Tanto bene che finito il bisogno, potevano anche andarsene, come hanno sempre fatto.

La Pazza non può farmi niente di tutto questo. Non conto su di lei (anche se poi spesso me la trovo vicina in qualche modo, e giuro non sono sempre indecifrabili), non mi aspetto di sentirla sempre (anche se poi finiamo a raccontarci le cose, a parlare, e per una volta con una persona che un minimo di orecchio pronto, di psicologia e psicoterapia, a guardare programmi televisivi e a riderci e scherzarci sopra), lei vorrebbe addirittura vedermi, e a me addirittura non sembra una cattiva idea, se non fosse che Cagliari, temo, mi faccia ancora troppo male.

Non è sano nella misura in cui tutto questo assume molto spesso un equilibrio sadomasochistico, ma ci sto bene perchè è fatto di collusioni esatte con tutte le mie paure.

Perchè io sono terrorizzata. Se solo devo pensare di avere una vera relazione (di qualsiasi genere) con una persona, vengo presa dal terrore. Sono un fobico in presenza dello stimolo che tanto lo terrorizza e metto in atto difese organizzate e disfunzionali all'avvicinarsi dello stimolo nello stesso modo in cui l'ansia generalizzata disorganizza un attacco di panico.

Quando sulla Magica Montagna, al riparo da occhi indiscreti, portai il regalo alla Pau, avrei voluto dirle un mucchio di cose. Spiegarle con un minimo di trasporto il perchè, farle notare che no, non ho aspettato di fare un anno di conoscenza, perchè non avevo bisogno di sapere che ci saremmo arrivare senza litigare [falso, perchè poi abbiamo litigato ed è più di un mese che non ci calcoliamo e di certo non si troverà il tempo per farlo  ]. Comunque avrei voluto, forse volere non è proprio la parola giusta, perchè se una cosa la vuoi, alla fine la fai, ma di certo nella testa avevo altri pensieri che un vago - Tiè, questa è roba tua - , accompagnato da un rozzissimo - E non dirlo agli altri. Ho una reputazione da mantenere io! - Ma che schifezza è? Avrei dovuto dire: - Tieni, questa è la cosa cui tengo di più in questo momento, voglio che lo leggi - e anche altre cose. Invece è finita a urlarsi cose in pizzeria e fuori la pizzeria, poco ci è mancato che non arrotolassi il quaderno e glielo suonassi in testa [però era in tono con il suo vestitino  ].

Più qualcosa mi sembra vicino e più io sono certa che mi abbandonerà. E' troppo familiare.

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martedì, luglio 28, 2009

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martedì, luglio 28, 2009

Uomo di indiscusso fascino, a Cagliari è ricordato come un irraggiungibile bidone.

Più o meno quando noi juventini pensiamo a un gioiello di centrocampo come Fabian O'Neill, giusto per restare in quel di Sardegna.

Un Bidone che Cellino si è persino SFORZATO DI TRATTENERE A CAGLIARI!

E qualcuno sui forum in rete azzarda:

Farà meglio di Nenè!

Andiamo bene....

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martedì, luglio 28, 2009
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martedì, luglio 28, 2009
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martedì, luglio 28, 2009

Filippi d'oro, vittoria nei 1500 sl. Pellegrini: nuovo primato del mondo

A volte bisogna inchinarsi e ammetterlo.

Per fortuna che ci sono le donne.

Anzi.

Azzardo.

Per fortuna che ci sono le bionde!

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martedì, luglio 28, 2009

GAY PRIDE

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martedì, luglio 28, 2009

Allora anche io potevo fare i Mondiali di Nuoto!

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martedì, luglio 28, 2009
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martedì, luglio 28, 2009

Lavoiser ci ha raccontato che nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Al massimo.

In un certo senso è un principio applicabile al superamento di stati d'animo, quelli che creano empasse. Sono quegli stati d'animo che se lasciati come stanno, creano la coazione a ripetere o innescano milioni di difese fantasiose. E non si ha mai idea dell'infinità di cose che la mente umana può creare per trovare un (pseudo)equilibrio.

Tali stati d'animo, spesso, ci si illude di poterli distruggere in qualche modo. Si cerca il classico modo per non soffrire più come allora.

Per lo più si cerca di non pensarci, si dice che gli amici devono portarti fuori a uscire, a vedere gente, che bisogna rilassarsi, che poi tutto passa. In verità niente passa, perchè niente si distrugge; tutto si trasforma, e per lo più finisci a trasformarti tu. In genere in peggio, quando tutto quello che ti limiti a fare è sopravvivere, nascondendo la polvere sotto al tappeto.

Non basta raccontarlo un dolore, per privarlo del suo potere negativo di trasformazione. Bisogna tirarlo fuori e metterlo in gioco dentro una relazione, perchè dalla relazione, poi, lo si possa rimettere al posto giusto.

C'è bisogno dell'altro per mettere in atto una vera trasformazione, altrimenti un piccolo sasso comincia a rotolare, e a forza di rotolare, lentamente, viscidamente, comincia a trascinarsi dietro una valanga.

L'altra notte ho detto una cosa praticamente banale.

Ho detto: - In fondo sai cos'è? E' che ormai sono tutte scuse, io sono diventata più acida per davvero -

Che affermazione terribile, che affermazione da casalinga zitellona disperata. 

Io lo so che non ero così, forse è questa la cosa peggiore. Che io abbia vissuto delle cose in maniera così devastante da permettere che mi cambiassero radicalmente.

Mi devo pure sentir dire che i  miei modi sono rozzi, quando la mia natura (e quello che mi è stato insegnato) è esattamente opposta. Coccolavo i miei amici con i più piccoli gesti d'affetto, raramente dicevo di no, e non perchè fossi stupida o lecchina, ma semplicemente perchè mi faceva sorridere farli star bene. Mi faceva stare bene dividere con loro i miei sentimenti, ho scritto fiumi e fiumi di lettere, perchè un'infanzia troppo solitaria non mi ha insegnato come si usano le parole e come interpretare un'espressione nell'altro. Ma almeno avevo sufficientemente fiducia per pensare che sarebbe stato letto, avrebbe avuto la sua attenzione, che quel gesto avrebbe avuto un valore dentro una relazione profonda tra due persone che cercano di conoscersi e andare avanti insieme in qualche modo. Claudia, Nem, erano piene di mie lettere, dove raccontavo, esprimevo, cercavo di capire, e non era uno scrivere come questo degli ultimi anni, no. Era uno scrivere che mi faceva ridere, piangere, esaltare, credere o poi incazzarmi, era uno scrivere sentito, non una disamina analitica e descrittiva degli eventi, delle relazioni, degli eventi.

Era uno scrivere pieno di vita, e quanto ho scritto in quegli anni è testimoniato dal fatto che troppi racconti non li ricordo quasi più (e per dio, li facevo leggere anche agli altri! Quando mai farei una cosa del genere adesso!!!  ). Era persino un combattere costante contro mio padre, che invece cercava di sabotare qualsiasi mia relazione, infettandola col suo cinismo.

Quand'è che i ruoli si sono poi invertiti? Quand'è che io sono diventata la controparte cinica, inacidita e infastidita dal contatto con gli altri e lui il vecchio buono che concede possibilità all'umanità e tira pacche sulle spalle ai vecchi colleghi, pronto a dar consigli e a prodigarsi per gli altri?

La trasformazione di mio padre è un po' come se uno all'improvviso vedesse il Dottor House dire cose positive sull'umanità. Eravamo decisamente a quei livelli, senza esagerare.

E ora a quei livelli ci sono io.

La mia visione dell'umanità si è ridotta a una considerazione del prossimo come menzognero e manipolativo, non importa se consapevolmente o meno. Anzi, spesso è più no che si, perchè la coscienza apposto è un bisogno troppo grande. Ma non importa il modo, il risultato non cambia. E se stronzo non si può imparare a esserlo sul serio e fino in fondo, uno cerca almeno di non scoprire il fianco fino in fondo.

Quando è iniziata questa tragedia? Qual è stato il sassolino che ha cominciato infidamente a rotolare, fino a poi portarsi appresso questa valanga? Ci ho pensato e mi è tornato in mente un episodio che per la sua stupidità, ha in sè quella caratteristica dell'insignificante che lo fa assomigliare tanto a una infida origine rotolante.

Ricordo una volta: che regalai dei LEGO a Claudia. Non ricordo bene cosa fossero. Avremmo avuto 16 anni al massimo. Non era il primo regalo che le facevo di certo. Ma per me aveva molto significato: i LEGO rappresentano la mia infanzia, rappresentano le ore in cui da piccola giocavo da sola in una stanza. Regalarli significava dividere quelle ore con qualcuno, finalmente.

Li ha persi il giorno dopo. Non chiedetemi come, visto che la sua casa e la sua camera erano e sono sempre in perfetto ordine.

Poi mentre ci passi sopra, l'anno dopo viene Vienna, lo stato di necessità, quella volta tanto in cui sei tu ad avere bisogno. E ti viene detto che invece, come al solito, devi vedertela da sola.

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martedì, luglio 28, 2009

E' da un anno che lavoro con Sigmund. A volte lui mi fa scrivere le relazioni, per farmi esercitare. L'ostacolo più grande in cui incocciavo era che non riuscivo a spostarmi dalla mia modalità descrittiva, figlia di troppa esperienza con la psicodiagnosi.

Oggi per la prima volta non mi ha fatto riscrivere tutto daccapo. Oggi ho scritto la mia relazione, poi gliel'ho letta e lui ha detto: - Ecco, è esattamente questo il processo, brava, l'hai individuato perfettamente -

Devo preoccuparmi del fatto che quello che ho individuato perfettamente e saputo descrivere senza problemi (ci  ho messo 5 minuti sul serio, le altre volte ci metto mezz'ora e mi esaurisco  ) era un processo psicotico?

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lunedì, luglio 27, 2009

Un po' troppo spesso ultimamente mi dicono che dovrei farmi rispettare.

Un po' troppo spesso, ultimamente, ho la sensazione che le persone si consentono di fare con me quello che cazzo vogliono.

Mentre io mai.

Per cui si può non tenere conto di come io mi senta e delle condizioni psico-fisiche in cui mi trovo, e chiedermi a prescindere di venire in un posto dove piuttosto mi taglierei la gola pur di non andarci. Perchè col ricatto morale vuoi prenderti a pezzi i miei pensieri e la mia mente. Quello che ho dentro, invece, gli altri pezzi, quelli no.

Quelli è sempre meglio tacerli, non interessarsene, far finta di niente.

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lunedì, luglio 27, 2009

Stasera ricomincia LOST

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domenica, luglio 26, 2009

(Reuters)

Dopo 5 ore e mezza di fatica, un oro mondiale al collo, gli hanno chiesto:

- E' il giorno più bello della tua vita? -

- No, sono altre le cose belle della vita -

 

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sabato, luglio 25, 2009

La storia siamo noi.

Sono un'appassionata di biografie, di storie, più di un evento in sè, mi interessa sapere il processo che ha portato a un evento, a un uomo. Come è diventato così, quali tappe ha attraversato, come si è esaltato nelle difficoltà.

Le difficoltà, quelle soprattutto, mi commuovono, mi fanno venire l'occhio lucido, come il nostro eroe, poi, ce l'ha fatta. E sapere che è tutto vero, è tutto realmente accaduto. Come guardare SFIDE stanotte e sentire raccontare da Yuri Chechi e suo padre la storia del suo ultimo bronzo olimpico, dopo il ritiro, dopo la quasi dipartita del babbo e la rottura del tendine del braccio. Oppure la storia di Thomas Muster, che investito da un ubriaco il giorno prima di una finale, si romperà qualsiasi cosa del suo ginocchio. Pochi giorni dopo l'intervento di ricostruzione, quando tutti dicevano che la sua carriera era stata stroncata, chiama un amico familiare, si fa fabbricare una sedia speciale per poter continuare a colpire la palla, non perdere la sensibilità del colpo (era un randellatore, che sensibilità voleva avere??  ).

VIDEO

Deve essere stata questa stessa fascinazione [il termine è usato in modo improprio, ma mi sembra così attinente alla persona in questione  ] che ha spinto B. a farci un grande regalo nel 2001. Il mitico libello contenente le sue gesta, vita, miracoli e virtù di un uomo esattamente come noi, ma per lunghi tratti in odore di santità. Forse ora un po' meno. Un uomo che non ha potuto resistere e ha dovuto raccontarci UNA STORIA ITALIANA. Deve essere stato il destino a farmelo ricapitare tra le mani proprio stanotte, una notte troppo insonne, una notte, però, silenziosa e vuota, che, per fortuna, il mio inconscio ha avuto la prontezza di riempire con il ritrovamento della seconda versione della Bibbia.

La Bibbia di B.

Nel 2001, pare si potesse ancora invadere la privacy dei cittadini [rigorosamente senza teleobiettivo] spedendo a casa di TUTTI gli italiani la Bibbia, senza che alcuno ne avesse fatto richiesta. Un'operazione che, con quasi 20 anni di anticipo, già fa il baffo alla strategia elettorale di Barack Obama - L'abbronzato.

Quasi non servirebbe commentare tanto è divertente rileggerlo adesso, 25 Luglio 2009, ad appena 8 anni di distanza.

Mi sembra utile, per spazzare le nubi da tutta questa spazzatura che viene messa in giro dai giornali di sinistra e/o di Murdoch, che ancora non digerisce la faccenda dell'iva su SKY [deve avere davvero poco da fare Rupert], richiamare alla memoria quello che invece è IL VERO SILVIO, il santo, il puro, riportando qui alcune frasi chiave della Bibbia.

- Abbiamo ripercorso la sua vicenda umana, dall'infanzia milanese, al LICEO DEI PADRI SALESIANI -

- Una mamma come amicO - Questa non l'ho capita francamente...

- Veronica il grande amore. Silvio Berlusconi ha sempre avuto un vero e profondo CULTO DELLA FAMIGLIA. Anche adesso ogni momento del suo tempo libero è dedicato ai suoi cari.

- Alle Bermuda, in estate, Silvio e i suoi amici rileggono i grandi classici del pensiero occidentale (fra i quali sono citati Dante Alighieri, Platone, Meister Eckhart, Erasmo da Rotterdam)

- Lo stile di vita. Una cortesia naturale, un rispetto sincero per i più deboli, uno stile di vita MOLTO SEMPLICE.

- Zero mondanità (!!!!!!!!!)

- Finalmente una tv libera (!!!!!!!!!!)

- MIke Buongiorno, un compagno di avventura e un vero amico [ho ancora nella mente la scena terribile di Mike da Fazio che IMPLORA Silvio di fargli una telefonata dopo che Mediaset non gli ha rinnovato il contratto. Viscidume a palate]

- Il CREDO LAICO di Forza Italia

- Gli incontri con GIOVANNI PAOLO II

- La nostra patria è l'Italia, ma l'Europa è il nostro futuro

- Siamo un partito di valori

- La libertà è la nostra filosofia, la nostra fede, la nostra religione, la nostra bandiera [già in questa frase, forse, pubblicata nelle ultime pagine, si legge una lieve aria da festino...]

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 02:12 | Permalink | commenti
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venerdì, luglio 24, 2009

ma perche....?

Ora capisco. E' che Silvio non voleva essere da meno.

Deve essere cominciata così. A una gara di bevute, a chi riusciva a portarsene a letto di più.

Ha vinto Silvio.

Lui vince sempre, anche se non arriva al 50%

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venerdì, luglio 24, 2009

Ecco.

Ecco un altro essere vivente rovinato da una donna.

Eccolo, mentre mostra il trofeo di giocatore migliore d'europa, biondo, buono e timido.

Ecco, invece, la donna arpia che si era scocciata di stare a Milano e ha detto: - Dai amore, andiamo a Londra! - . Il cazzone a Londra ci è andato. [certo, cazzone mica gratis]

Poi Silvio, nella sua immensa bontà, l'ha richiamato a Milano e con la sola imposizione delle mani ha tentato di fare il miracolo. Il miracolo non è avvenuto [forse perchè le mani di Silvio erano imposte su altri luoghi] e Andrj è tornato a Londra. Non si sa se con consorte o meno.

- Chi io? Devo giocare io? Ma è sicuro mister? -

Infatti no.

Uno potrebbe pensare che sia al telefono col suo procuratore, in cerca di una sistemazione. Invece no. Perchè nessuna squadra lo vuole. [notare la lenta crescita della barba nell'attesa dell'entrata in campo. Mai avvenuta]. Drogba ha detto di provare un vago sentimento di pena per lui.

Ed eccolo nel futuro. Mentre poba in casa, mentre la moglie, si spera, va finalmente a lavorare.

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venerdì, luglio 24, 2009

Si parla di un problema strutturale dei costumi della nazionale di pallanuoto tedesca.

Mah, io non vedo proprio nulla che non vada.

La pallanuoto è uno sport di una aggressività pazzesca (sott'acqua se le danno di santa ragione) e tutto quello che si vede è semplicemente un seno sadico.

La Klein insegna.

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venerdì, luglio 24, 2009

Mio Dio, esiste Miss Lesbica.

MIO DIO! E' QUESTA!!!!

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venerdì, luglio 24, 2009

Dicheno che lo sport è una metafora della vita.

Bene.

Dopo un anno, e non a caso ai mondiali di nuoto a Roma, io ho trovato esattamente la METAFORA DELLA MIA VITA.

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venerdì, luglio 24, 2009

"Dopo essersi classificata al quarto posto[7] nella gara del trampolino da 1 metro ai mondiali di nuoto di Roma, il 12 Luglio 2009, alle telecamere di Raisport Tania rilasciava la seguente dichiarazione: "Peccato per i primi tuffi, ero troppo contratta, e poi l'uno e mezzo rovesciato e' sempre stato, comunque, il mio tendine d'Achille"[8]."

La fonte è Wikipedia.

Ma Wikipedia non sa che a Tania tutto è concesso, soprattutto visto che lei, poverina, il tendine d'achille se l'è pure rotto...

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venerdì, luglio 24, 2009

Concentrerei soprattutto la mia attenzione sul VIRTUOSO ateneo di Chieti.

Veramente Virtuoso.

OSCENAMENTE VIRTUOSO.

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venerdì, luglio 24, 2009

La Hunziker, amante del rischio, si è lanciata in un'affermazione ardita. Ha detto di essere più elegante di Belen.

La donna che abbiamo visto scopare nuda con un altrettanto fine uomo dai pochi tatuaggi, la donna che in piena fascia preserale ci offre una rettoscopia mentre sale la scaletta a Sarabanda.

Deve essere davvero difficile, essere più elegante di Belen.

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venerdì, luglio 24, 2009

Il Festival di San Remo come Quark, Medicina 33, la Gaia Scienza.

Prova a giustificare l'atteggiamento omofobico per il fratello citando Povia.

Notissimo scienziato.

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venerdì, luglio 24, 2009

C'è il Burlesque e il Berlusque.

Il Burlesque è uno spettacolo parodistico che nasce nell'Inghilterra Vittoriana e da lì si propaga fino alla moglie di Marylin Manson (pensa che viaggio e che risultato ottenuto nel corso dei secoli :rolleyes: ). Il burlesque, negli Stati Uniti soprattutto, era molto in voga tra i meno abbienti, veniva chiamata "la follia dei poveri".

Il Berlusque ha la sua radice culturale, a quanto ci dice il fondatore stesso del movimento, nella Rotterdam dell'Erasmo (ed Erasmo fa solo casualmente rima con Orgasmo  ), e nel suo Elogio alla Follia. Solo che in questo caso la follia non è dei poveri (il fondatore del movimento non è certo povero) ma è PER i poveri (di spirito, si dovessero offendere i poveri veri). Anche questo è uno spettacolo parodistico e satirico delle abitudini, delle attitudini, ma soprattutto dei sogni dell'italiano medio. Quello che sogna di poter dire davanti a milioni di persone che, vabbè, si, insomma, ormai mi avete sgamato, eh eh, non sono mica un santo! E giù scrosci di applausi! L'italiano medio che ogni volta su rete4, nelle afose notti estive, si incolla, nostalgico della propria gioventù, al televisore guardando Giovannona Coscia Lunga o La supplente nella classe dei ripetenti.

Come ogni psicologia delle masse e analisi dell'Io (povero sigmund) insegna, la massa mette nel proprio leader il proprio ideale dell'io. Sapevamo, anche se inconsciamente (giustifichiamoci), ma sapevamo già tutto. E' per questo che nulla di nuovo e sconvolgente sembra giungerci all'orecchio adesso. Lui non è un santo, ma difende le nostre famiglie e rimette la sua anima a dio.

Le nostre, bruciano già all'inferno.

Ecco l'omonimo del fondatore del movimento mentre tenta il salto della quaglia.

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venerdì, luglio 24, 2009

"Berlusconi, il re della giungla delle bambolone", è il commento dell'Independent: il fatto che gli italiani non si scandalizzino più di tanto di quelli che vengono definiti "sguardi lascivi, linguaggio sporcaccione e instancabile promiscuità" del premier dimostra "in parte che l'Italia è politicamente primitiva". Ma anche qualcosa di più: "E' il maschio più maschilista d'Europa, ma è anche totalmente devoto all'idea che le donne che frequenta vogliono e meritano una carriera propria. Desiderio che lui, come un vero padrone, gratifica mettendole in Parlamento, nel suo governo, in televisione, eccetera. In un certo senso è un modernista e un femminista". E per milioni di italiani "è il leader ideale".

Farsi dire cose del genere da gente che si fa governare da una Regina con la mania per i cappellini, ti fa sentire veramente in imbarazzo.

E' come vivere dentro a Giovannona Coscialunga.

Per ogni italiano, un autentico sogno.

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venerdì, luglio 24, 2009

Ho un'insensata cotta per Tania Cagnotto.

So che è assurdo, so che la sua voce è insopportabile (lo è davvero, come dieci unghie che stridono su una lavagna) e poi per dio è BIONDA!

Ma non posso farci niente. Sarà l'espressione tenera, sarà il sorriso luminoso (e biondo), sarà il fascino di chi fa tanta fatica in allenamento senza tirarsela come qualcun altro (miss nuoto tutto io federica pellegrini :rolleyes: ), sarà che i tuffi hanno il fascino del volo e delle capriole e risuonano nella mia parte più infatile di bambina che faceva le capriole sul letto (con tanto ti cicatrice in testa causa capriola fuori asse finita sullo spigolo della spalliera e 3 punti di sutura...). Non lo so.

So solo che è senza senso.

Ma la gara di sincronizzato di oggi è stata bellissima

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giovedì, luglio 23, 2009

- Quanti libri aveta qui?

- Mah, circa ventimila...

- Ventimila...ALLIBISCO

Più o meno quello che faccio io quando sento Silvio dire che, in fondo, ormai l'abbiamo capito, lui non è un santo, ma accidenti, possiamo passarci sopra sul fatto che c'è gente che il mazzo se lo sfonda sulla sedia e sui libri, mentre altre se lo fanno sfondare in altri modi e vanno in parlamento a difendere le pari opportunità. Per dirne una e soprattutto per dirla a caso, perchè tutti i possibili riferimenti a persone o fatti realmente accaduti SONO PURAMENTE CASUALI :rolleyes:

Ma il problema non è che Silvio possa farci una battuta su. Il problema è il numero spropositato di persone che ride. E poi ridendo lo vota.

ALLIBISCO.

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giovedì, luglio 23, 2009

Sentivamo il bisogno di avere la sua opinione

E un FOTTITI, ce lo vogliamo aggiungere?

Non so se è più preoccupante quello che Franceschini pensa sulla famiglia (NO) o il fatto che immagini di allearsi con l'UDC...

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giovedì, luglio 23, 2009

C'è soltanto un modo per riprendersi: lasciarsi un giorno e poi dimenticarsi.

Poi c'è chi dimentica prima, chi dopo. Ovviamente io sono quella che dimentica sempre dopo, mentre una si straziava il cuore con un ragazzo che non riusciva a baciare (per colpa mia. Ma anche fottiti), l'altra mi metteva le corna, l'altra ancora tenta di infilare le dita nel naso alle amiche di amiche in comune, che in due passi, e con molta discrezione, lo vengo a sapere, senza chiedere, ovviamente. 

Ma a volte il destino è sadico e non ti risparmia proprio nulla :rolleyes: . Così ripenso allo sconvolgimento di vedere le foto della sua vecchia amica che non vede da 4 anni e mi chiedo se un brivido di sconvolgimento le viene se vede le MIE di foto.

Ne dubito, chissà perchè :rolleyes:

Oggi, dopo la mezzanotte, mi sono arrivati squilli e messaggi dai miei compagni di viaggio a Roma. Che tenerezza a volte ti fa il caso, il destino, chiamiamolo inconscio collettivo :rolleyes: , ma solo così, per darci un tono, perchè non c'entra proprio nulla.

Tanti auguri, dunque, a chi tanti amanti ha.

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mercoledì, luglio 22, 2009

C'è una razza di suicidi che in questo gesto di profondo pessimismo, nascondono in realtà un enorme ottimismo disilluso troppe volte.

E in genere quest'ottimismo ci prova fino all'ultimo. Non sono quelli che fanno i tentati suicidi, tanto perchè la manipolazione estrema fa tanto bello e dannato.

Sono quel tipo di suicidi che ti chiamano poco prima di provarci, perchè investono nell'aspettativa infantile, ma tenera, che se tu risponderai, allora loro potranno dare al mondo un'altra possibilità, potranno provare a farcela. Si danno un'altra possibilità.

Non a tutti va bene, ovviamente. Ma ad alcuni si, almeno per un po'. E ti raccontano cose da brividi. Come quello che ebbe un ripensamento nel momento stesso in cui le pasticche si sciolsero in bocca. Le sentì sciogliersi, si pentì, penso nitidamente di aver fatto una cazzata, e contemporaneamente era consapevole di non poter tornare indietro.

Indietro ci è tornato, suo malgrado.

Quando quel sabato notte mandai quello sms, a volte ho paura di aver fatto la stessa cosa. Non ho ricevuto risposta, ma sono stata fortunata che proprio quel sabato sera qualcun altro fosse di ritorno a casa mentre lo ero anche io.

Fingo di non pensarci troppo, che è stato un momento, solo un momento, qualcosa che è capitato, come successe quel natale di qualche anno fa.

Ma non è così, non dovrebbe capitare, alle persone *normali*, non capita. Scommetto che se lo chiedo ai miei amici, non è capitato a nessuno di loro (eccetto forse una o due persone e con ben valide ragioni...).

E io non ho nemmeno l'attenuante delle valide ragioni. Anche se ultimamente sto riconsiderando alcuni avvenimenti della mia vita, a cominciare dall'infanzia, nei confronti dei quali sono sempre stata molto razionalizzante, ma soprattutto sminuente.

Il fratello morto lo stesso giorno che sono nata io. La morte di mio nonno che avevo un anno, mio padre che ancora non riesce a guardarlo in foto. La mia infanzia con mio fratello malato, il periodo trascorso dai nonni (quanto? BOH! E chi se lo ricorda!!), l'ansia e la protettività di mia madre che non mi faceva quasi mai uscire. Gli scoppi di mio padre durante l'adolescenza. L'agorafobia di mia madre, mentre mio padre cominciava a stare meglio. Il liceo e poi tutto il resto...

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mercoledì, luglio 22, 2009

Il mondo è imprevedibile.

Nel mio sospetto che ormai ci sia anche qualcosa di psicotico.

Se poi mettiamo due psicosi a chiacchierare, possono verificarsi situazioni surreali.

Del tipo:

L'anno scorso a quest'ora precisa ero al telefono con la mia ex, notte prima del nostro incontro a Roma.

Dopo un anno esatto sono in msn con la Pazza.

E deliriamo assieme, ovviamente :rolleyes:

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martedì, luglio 21, 2009

E chi poteva sapere.

Il momento è ovviamente catartico e la mente, quella inconsapevole (inconscia? :rolleyes: ) fa quel che vuole. Così mentre di giorno cerco di tenermi occupata, di non pensare, e di non pensarci , mentre mi concentro sul lavoro, mentre cerco di far passare il tempo, poi arriva la notte e sogno.

5 notti di fila lo stesso identico sogno. Lo stesso identico risveglio di merda, gli stessi identici 15 minuti per convincersi che no, non era niente vero. Così mentre la notte le nubi si diradano e tutto viene a galla, allo stesso modo, durante il giorno, il corpo fa il suo mestiere e attacca se stesso.

Per una maniaca del controllo come me, è la definitiva torta in faccia con risata di scherno. Hai voluto fare la forte e combattere coi mulini a vento sconfiggendo chissà cosa? Ebbene, ti giochiamo l'ultimo scherzo e iniziamo ad attaccare l'unica cosa da cui non puoi difenderti, in maniera infida e insidiosa.

Il concetto di malattia autoimmune è psicologicamente molto interessante. Lo è di più se ad averla è qualcun altro e non tu, naturalmente :rolleyes:, che invece ora ti ritrovi a vivere ogni dolore nella mente e tale e quale nel corpo. E' fenomenale, sembra di essere nel cartoon sul corpo umano. C'è il pensiero angosciante e in cammino tra lui e il dolore si vedono nitidamente dei soldatini di ormoni e neurotrasmettitori che si fanno i cazzi loro in casa mia.

Ma soprattutto CHE NOIA.

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domenica, luglio 19, 2009

Cercasi ragazza dolce e carina pronta ad accoccolarsi in ambiente fresco ma non condizionato (in senso di aria condizionata). C'è una pila di dvd di film *intensi* da vedere. Per intensi non si intende porno.

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domenica, luglio 19, 2009

Guardavo Allevi suonare a Roma con le mani davanti alla bocca.

A metà tra la bellezza di sentirlo suonare (malino in verità, su Monolocale 7.30 :rolleyes: ) e lo schianto dei ricordi.

E infatti, lo sapevo, stanotte sono finita a sognarlo, sempre per quel po' che mi è stato concesso di dormire, ovviamente :rolleyes: Sarà una settimana durissima, se sono già così attivata da adesso, figuriamoci i prossimi giorni, con tutti i pensieri e tutta la fase ormonale sballata. Sarà un autentico strazio.

Però devo fingere bene, disciplinarmi, appioppare tutta la colpa di qualunque crisi di pianto ai miei ormoni impazziti, dovrebbe fare meno effetto così.

Troppo brutto. Troppo.

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domenica, luglio 19, 2009

Mio padre è molto preoccupato per me.

Ovvio. Un anno fa di questi tempi facevo le valigie per Roma, ero sempre al telefono, progettavo un supplemento di vacanza in Sardegna.

Ora, oltre a tutte le preoccupazioni mediche (da buon padre si accorgerà di tutte le volte che stringo i denti perchè mi fa male pure respirare), mi vede costantemente da sola, tra il letto e il computer, e lo sguardo perennemente adombrato. Non una cosa esplicita, certo, ma è sufficientemente osservatore da sapere che qualcosa non va. Per questo prima di lasciarmi sola a casa per una settimana non ce l'ha fatta e ha dovuto chiedermi se c'era qualche problema nelle mie "relazioni" :rolleyes:

Ora sta sfoderando la sua arma più disperata.

Sta cercando di appiopparmi alle mie cugine.

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sabato, luglio 18, 2009
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sabato, luglio 18, 2009

LONTANO DAL TUO SOLE - Neffa

Sono pronto per rialzarmi ancora,
è il momento che aspettava e ora
nonostante questo cielo sembri chiuso su di me
nessuno mi vede
nessuno mi sente,
ma non per questo io non rido più.
Io son qui in un mondo che ormai
gira intorno a vuoto
lontano dal tuo sole
piove, ma io qualche cosa farò
per sentire ancora
tutto il calore che ora non ho
e avere un po' di pace che ora non ho
e luce nei miei occhi che ora non ho
un direzione giusta che ora non ho
...che ora non ho

Sulla strada
troppe stelle spente
la tua mano ora servirebbe
tutta la gente alza il dito
e poi lo punta su di me.
Nessuno mi crede, davvero innocente,
ma non per questo io non vivo più.
Io sono qui in un mondo che ormai
gira intorno a vuoto
lontano dal tuo sole,
piove mai io qualche cosa farò
per sentire ancora
tutto il calore che ancora non ho
e avere un po' di pace
che ora non ho
e luce nei miei occhi
che ora non ho
un direzione giusta
che ora non ho (x3)
E avere un po' di pace
che ora non ho
e luce nei miei occhi
che ora non ho
una direzione giusta
che ora non ho (x3)

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sabato, luglio 18, 2009
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giovedì, luglio 16, 2009

LOL

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giovedì, luglio 16, 2009

COOLING - Tori Amos

Maybe I didn't like to hear
But I still can't believe
Speed Racer is dead
So then i thought I'd make some plans
The fire thought
She'd really rather be water instead

And Piggy got a message for me
From Jesus
And I've heard every word
That she was saying
And I know I have been
Driven like the snow

This is cooling
This is cooling
This is cooling
Faster than I can
This is cooling
Faster than I can

So then I tried to make some plans
The fire thought she'd really rather be water
Instead
This ocean is wrapped around that pinapple
Tree

And is your place in heaven Worth giving up
These kisses
These kisses

And Piggy got a message for me
From Jesus
And I heard every word that she had said

And I know I have been
Driven like the snow

This is cooling
This is cooling
Faster than I can
This is cooling
Faster than I can

Yes, this is cooling
This is cooling


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giovedì, luglio 16, 2009

La meraviglia assoluta.

Non solo sono a mare. Ma sono in un posto dove il telefono non prende

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mercoledì, luglio 15, 2009

Diciamo che in qualche modo (comportamentale, cognitivista o psicanalitico che sia) uno apprenda per una qualche sorta di imitazione di quello che vede in casa.

Prendiamo per esempio la mia passione per gli stimoli indefiniti, tipo roscharch, diciamola così. Quando ero piccola mia madre si occupava della soddisfazione dei bisogni primari e dell'educazione di tipo "scolastico" [da brava maestrina di scuola elementare]. Mio padre si occupava di noi per tutto quello che rimaneva. Quello che rimaneva, di cui mio padre si occupava in maniera assolutamente più interessante del cartellone "A di Ape" appeso in cucina ha fatto di noi due figli due descrittori di sistemi.

Mio fratello è un quasi ingegnere, un descrittore di sistemi informatici. Io sono un quasi genio, descrittore di qualsiasi cosa come un sistema di elementi. E il tutto con modestia eh  [e quel "quasi" è lì solo perchè sul Faito ci ho lasciato l'onnipotenza, con tutto questo delirio che ne sta conseguendo  ].

Mio padre non ci raccontava le favole. Non quelle comuni almeno. Ci raccontava di Cappuccetto Rosso al Contrario, della favola del Re e della Cacca [favola dal grande significato filosofico], ci faceva inventare storie. Prendevamo stimoli non del tutto definiti e inventavamo storie. Una volta, avrò avuto 3 anni, sfogliavo con saccenza (già a 3 anni) un Topolino. Guardavo solo le figure, ovviamente  . Arrivo alla pagina degli oroscopi. Chiedo a mio padre di che si tratta. Mi dà qualche sorta di spiegazione, ma trova di sicuro molto più interessante utilizzare tutti i segni zodiacali per sfidarmi a inventare una storia che li comprenda tutti.

A 3 anni.

Vedi qualcosa e ci trovi/la metti in relazione. Devo aver iniziato a 3 anni e più o meno non ho smesso più, nè di scrivere nè di inventare, nè di trovare relazioni.

Freud mi rimprovera sempre che nelle relazioni di psicoterapia che scrivo sono sempre troppo descrittiva. Vedo una situazione, una relazione e la inquadro. Ma poi, mi dice, il processo terapeutico qual è?

Il processo terapeutico che io non vedo nè so scrivere (ancora, si spera) è una cosa che ha a che fare con gli stati emotivi. La differenza tra lucidità e consapevolezza. Vedi una cosa ma non la senti. Ergo, che te ne fai? A quel punto è molto meglio non vederla e non concepirne nel pensiero nemmeno l'esistenza.

La Pazza mi diceva che ero un idraulico.

In definitiva sin dall'alba dei tempi nessuno si deve essere occupato della mia educazione emotiva. E io non sono stata nè sufficientemente fortunata nelle relazioni successive nè abile a mia volta a trovarmi condizioni che mi permettessero di recuperare il tempo perduto. Ovviamente, poi, a un tratto diventa un serpente che si morde la coda. Installata la coazione a ripetere, poi è difficile rompere il cerchio.

Sempre la Pazza mi diceva con disprezzo che io ero tutto testa e niente cuore. In verità, non essendo il mio cuore mai effettivamente cresciuto ed educato, conservo per lo più l'emotività e l'affettività di un tre-enne, faccenda che a 26 anni suonati di suona come spaventosa, in quanto i sentimenti di un tre-enne sono assoluti sia nell'amore sia nella loro distruttività.

Non so riconoscere le espressioni facciali, non so distinguere le emozioni nell'altro, non so distinguere le emozioni dentro di me [ho una feroce tendenza alla castrazione], con questo lieve difetto di partenza non so nemmeno comunicarle. Credo sul serio che le comunichi meglio Faiter con la sua espressione di eterna perplessità per il mondo che io con tutti i miei ragionamenti mentali.

E grazie tante, vorrei pure dire. Non ho mai avuto modo di dividere le mie cose [come direbbe una donna ] con qualcuno/a. Quando le mie fidanzate, poi, in particolare loro erano da oscar, se ne sono uscite con frasi epiche del tipo - Ma apriti con me! Lasciati andare! - , io mi sono lasciata andare. E per tutta risposta se ne sono uscite fuori trattandomi una come una maniaca omicida [l'ottusangola temeva forse che potessi strangolarla nel sonno  :rolleyes: ] l'altra che io fossi costantemente sull'orlo del suicidio [forse annusavo che dal tuo non calcolarmi minimamente volessi lasciarmi? E in più, ma giusto forse, c'è che mi stavo ammalando? MAH! Non lo sapremo mai, te ne si fuiut prim ro sapè :rolleyes: ].

La Pau mi dice che sono una bestia, che sono Mowgli e che sono rozza e incomprensibile. Vorrei pure vedere, considerando il livello di confusione, delusione e disillusione attuale. La mia indole amorevole vorrebbe aprire il mio tenero cuoricino a te [@Mr.Chuck] ma dato lo stato psicofisico e la rassegnazione al sentimento di abbandono, non può resistere all'impulso di dare all'altro la giusta giustificazione per abbandonare quando più gli fa comodo. Per non mostrarsi così bisognoso come invece, magari, effettivamente si è. E' l'ambivalenza di dover stare con un piede qui e uno lì e quando poi accade la solita tragedia dire - Vabbuò, che ti potevi aspettare? -

Si abbandona prima di essere abbandonati [quando si è intrinsecamente e inconsciamente sicuri che accadrà], o almeno si dà una giustificazione a quello che inevitabilmente succederà.

Onnipotenza? Of Course.

Ambivalenza? Certo, perchè se fossi onnipotente, io, proverei adesso, nella convinzione, onnipotente, che niente potrebbe effettivamente distuggermi.

Fragilità? Più of Course di prima, perchè stanno cedendo tutti i piani uno sull'altro, perchè il dolore in mezzo al petto c'è. Ed è psicosomatico ogni volta che nella notte non riesco a respirare. E' fisico ogni volta che mi sento le pugnalate fino in fondo nella carne.

Di sicuro io non ho imparato. Di sicuro non da mia madre [e quasi quasi mi verrebbe da dire meno male! Perchè sarei diventata di quelle che comprano Winnie Pooh ed Hello Kitty], di certo non da mio padre, l'uomo più ingegnere e idraulico che c'è. Taciturno, orso, uomo del fare e non di sentimento. Uno che è cresciuto coi frati. E quando fu portato in treno fino a Firenze al monastero, decise, parole sue, di non provare più niente (aveva 10 anni). Il prete che lo accompagnava prese a punzecchiarlo per farlo parlare durante il viaggio in treno. Mio padre non reagì. Nemmeno quando i pizzichi del prelato furono talmente forti da lasciargli lividi sulla pancia.

E allora, vogliamo meravigliarci ancora? Resterò una bestia, tanto non è che cambia tanto le cose.

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mercoledì, luglio 15, 2009

Bla bla bla #2 tu parli e pensi sempre al passato e ti dimentichi del presente e non te lo costruisci e bla bla bla bla.

[Diciamo anche che il tasso alcolico nel sangue è in ripida salita]

Questo è falso.

Credo poco nel futuro perchè, per dirla come qualcuno di famoso, viene un giorno alla volta e va costruito sul presente e io nei momenti più importanti ho costruito sul presente, non sono mai andata troppo in affanno per il futuro (le cose cambiano troppo repentinamente) e, almeno fino a un certo punto, non ho mai fatto pagare alle persone tutti i miei dubbi provenienti dal passato (almeno non più esplicitamente di quanto non farebbe chiunque con un passato, e quindi tutti. Ragionamenti contorti e psicanalitici  ). Sono poche, in verità, le persone che conoscono il mio passato, e a volte mi pesa , ma soprattutto mi annoia così tanto parlarne, che o evito o, se proprio reputo che in qualche misura qualcosa di me si debba capire, finisco a rimandarli qui.

Nella fattispecie l'ho fatto giusto per un paio di persone. La mia ex, lettrice sempre molto interessata :rolleyes: e la Pau, che è ancora più interessata [ma meglio così, non si è lasciata manipolare dalla mia pigrizia all'urlo di - Le cose le devo sapere da te - ].

Ho sempre investito sul presente, sul - i problemi si affrontano un giorno alla volta - , altrimenti si che avrei mandato sempre tutto a puttane, ho investito sui processi, sul proviamoci, poi si vede; insomma sul patetico "se non ci provi sei di sicuro sconfitto in partenza" . Non sono un adolescente emo :aaaa: Io mi facevo tagli prima che gli emo cominciassero a farseli. E soprattutto al riguardo non sono mai stata esibizionista :rolleyes:

Il mio passato sembra che sia più pesante per gli altri che per me.

Ma, in fondo, credo che alla fine offra solo la più semplice delle scappatoie. Frasi come - Io non so se tu mi farai del male - [copyright ottusangola] o - stavi troppo male, avevo paura non ce la facessi - [by la mia ex :rolleyes:] sono semplici e manipolative di fronte a me.

Fanculo và.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:16 | Permalink | commenti
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mercoledì, luglio 15, 2009

Oggi avevo la pressione talmente bassa che tutto quello che sono riuscita a fare è stato trascinarmi dal letto alla cucina e dalla cucina al letto.

La depressione, poi, non è che faccia bene alla varietà di cose che ti proponi di fare per tentare di tenerla su la pressione, anche questo bisogna confessarlo. Ma tant'è, sono sola a casa, mi propongo di non avere relazioni sociali almeno fino a venerdì, quando sarò costretta e saranno relazioni sociali lavorative, di gente disturbata e Freud.

Ho portato il piccolo Freud a prendere il Caffè del Nonno, corrompendolo con un - La vuoi assaggiare una cosa proprio malata? - Lui è tutto ordinato, a volte non capisce il mio modo di parlare, mi guarda stranito e allora io chiarisco. Lui ha sublimato il suo tratto ossessivo e il suo bisogno di ordine con la psicanalisi. Ossessione per la ricerca più minuziosa, rigidità (ordine) del setting. Ho commentato il suo test dicendogli - Se avessi una figlia, te la farei sposare! - E' bello, pulito, profuma sempre, intelligente, educato e parla benissimo, competente.

Io non potrei fare la psicanalista (anche se lui mi dice sempre che sarei perfetta per la SGAI e io lo prendo per un gran bel complimento  ) per il semplice fatto che mi sentirei morire, a un certo punto. La "rigidità" di alcuni aspetti finirebbe per uccidermi. Ah, probabilmente ho più fede in un setting rigido di quanta ne avranno molti dei miei compagni di scuola adesso, ma ho bisogno di sapere che se un giorno la mia testa penserà di poter usare a un cambiamento di setting, può almeno pensare a come farlo per farlo restare terapeutico.

I miei se ne sono andati, e si vede...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:34 | Permalink | commenti
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martedì, luglio 14, 2009

Ah, guarda invece i casi della vita :rolleyes:

Mentre tu sei lì a pensare alla poesia del cielo scrutato all'orizzonte insieme alla ragazza che amavi, e pensi all'azzurro del cielo, al blu del mare e al luccichio delle stelline, arriva il badabum che ti riporta coi piedi a terra.

Quando ti danno la conferma, spassionata, che va lì a infilare le dita nel naso alle altre.

E risuonano come un rombo di tuono le parole <<Tanto la supererai prima tu!>>.

Maronn e che violenza.

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martedì, luglio 14, 2009

Life Less Serious!!

Mi manca Cagliari.

Vedere il lungomare di Napoli di sera mi fa associare immediatamente al giorno del compleanno della mia ex, alla passeggiata a Marina Piccola, a lei, che mi fermò sotto una specie di porticato e mi disse che beh, persino Cagliari con me le sembrava più bella...

Ma, Mr. Chuck, il suo sogno di fare il pilota di caccia non si realizzerà! Quindi cicciati il chupa chups e tieniti sta ferita lacerante.

Mi manca Cagliari, perchè mi piaceva moltissimo. Mi piaceva passeggiare al porto, di sera o di mattina, mi piaceva fare la discesa dal B&B di Sergio fino al Mac e poi camminare sotto i porticati.

Mi piaceva il vento sulla faccia appena scendevo da quel trabicolo di aeroplanino e il profumo impercettibile di mare, sempre. La campagna intorno alla statale, e il cielo. Il cielo in Sardegna è impressionante. Di un azzurro che non si vede da nessun'altra parte. Mi manca tutto, perchè lì, con lei e gli altri, per la prima volta nella mia vita mi ero sentita a posto. E quei due giorni, quello del concerto di Allevi e quello appresso probabilmente i più belli della mia vita.

Sarà un caso, ma mentre scrivo mi prende un dolore lancinante alla tetta. Evidentemente fra piangere a dirotto e somatizzare, sono ancora alla fase della somatizzazione e chissà se la supererò mai :rolleyes:.

Quanto è kleniana questa faccenda del seno. Quanto ha a che fare con l'odio e l'amore, con l'aggressività/rabbia e l'affettività. Con l'amore inquinato e inquinante, difettoso, con l'aggressività incistata tutta all'interno.

Ieri prima di uscire con le mie meravigliose chimere girls (e boy  ), mi era tornata in mente l'idea originaria del "porcospino". In verità non ha niente a che fare con Schopenauer. Quella è una storia che mi piace tirare fuori all'occorrenza, quando non voglio svelare il vero motivo o voglio darmi un mucchio di arie o entrambe le cose  . La faccenda del porcospino aveva più a che fare con il contatto, con le carezze. Con l'impossibilità di poter accarezzare un porcospino per la sua stessa natura.

Troppe poche carezze e troppa rabbia, il tutto in un inquinamento intrinseco del campo.

Mi manca Cagliari e questo è quanto.

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lunedì, luglio 13, 2009

Allargando poi la fiera delle frasi di cui si coglie il senso, ma mica tanto, ecco che me ne viene suggerita un'altra: SPERO CHE IL MIO SILENZIO VALGA PIU' DI MILLE PAROLE!

Ma più di mille parole non dovrebbero valere 1001 parole? Cioè qualcosa ti sta sul culo? Dilla. Amen. No, uno sta in silenzio e decide che la protesta silenziosa è migliore e ottiene più effetto.

Vero, verissimo. La tattica del passivo-aggressivo (ma molto più spesso si tratta di una passivo-aggressivA in una determinata fase del ciclo  ) ottiene spesso grandissimi risultati. E' quella che permette per lo più a un mucchio di donne di tenere per i testicoli i consorti [ma che brutta visione delle relazioni che hai Faith! COME MAI? :rolleyes: ].

Tu hai qualcosa sul culo, ma non la sveli e calcoli la possibilità di farti passare il peso sul culo anche se non soprattutto in base all'impegno che l'altro povero sciagurato investe nell'indovinare.

Ecco, sarà questo l'impegno di cui mi si parlava l'altro giorno? (lo so che la risposta è no, ma era così divertente porsi la domanda ).

Le relazioni, la comunicazione e soprattutto la comunicazione dentro una relazione (significativa) sono una cosa talmente complicata che io, davvero, dovevo fare l'idraulico e pensare ai tubi, altrochè! :aaaa:

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domenica, luglio 12, 2009

A quelli che credono che nella vita tutto puo&#039; succedere

Nella mia mente so già all'incirca cosa sto per scrivere e in un angolo c'è un immagine e un suono. C'è un infradito che vola, lanciato con violento esaurimento al pavimento  . Data l'immagine che suscita, sarà difficile far intendere che la mia perplessità è generale e quasi esclusivamente semantica.

Ma esattamente che significa <<Andare oltre le parole>>? Se le parole servono per comunicare, perchè uno non dice e basta? Ma parlo anche per me, che, soprattutto ultimamente ho spesso usato dire che <<i fatti, guarda i fatti!>> [ultimamente, poi, pure i fatti son diventati carenti, ma sorvoliamo :rolleyes: ]. Ma perchè uno sente il bisogno di dire che bisogna andare oltre le parole? Allora uno le parole che le usa a fare? E' come dire che, indubbiamente, le parole saranno sempre menzognere? Che c'è qualcosa che non ti dico ma tu devi indovinare? E se devo indovinare, ma perchè tanta cazzimma? Parla e basta!

Oppure.

Oppure si dice perchè si trova che, soprattutto in determinate condizioni, il lessico sia estremamente carente. Per cui uno parla, ma è consapevole che la parola non ha la possibilità di rendere l'essenza del mondo delle idee platoniche cui uno aspirerebbe parlando, e allora parla, poi dice: <<VAI OLTRE!>> e dalle parole che ti ho detto, passa alle parolità, l'idea platonica di quello che ti volevo dire. O almeno provaci, perchè per definizione non ci arriverai [non me ne vogliano i filosofi che magari leggono, se dico qualche porcata o faccio qualche semplificazione bestiale :aaaa:]

Oppure.

Oppure si dice perchè è come cantava Battisti in una canzone, io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. E sempre tirare a indovinare, poi.

Non so quale di queste versioni possa essere valida, nè se siano tutte le versioni possibili (ne dubito per la natura stessa delle parole :argh: ) ma una cosa la so. Decifrare l'indecifrabile non è mestiere mio. Io nun c'ha fac, non ce la faccio nè ce la farò mai. E fa parte del mio disadattamento questo incomprensibile cortocircuito, per cui non si può dire tutto, ma bisogna capire tutto.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:20 | Permalink | commenti
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sabato, luglio 11, 2009

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sabato, luglio 11, 2009

Diogene di Sinope era uno simpatico. Un cinico. Un Socrate impazzito dirà Platone.

A leggere quello che si racconta di lui, doveva essere di certo un tipo buffo, se non talvolta un po' fetente.

Di certo era dotato di un meraviglioso sarcasmo.

A volte indugiava a parlare con le statue. Quando gliene fu chiesta la ragione, lui rispose:

<<MI ALLENO A CHIEDERE INVANO >>

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sabato, luglio 11, 2009

THE UNFORGIVEN - Metallica

New blood joins this earth
And quickly he's subdued
Through constant pained disgrace
The young boy learns their rules

With time, the child draws in
This whipping boy done wrong
Deprived of all his thoughts
The young man struggles on and on, he's known
A vow unto his own
That never from this day
His will they'll take away

What I've felt
What I've known
Never shined through in what I've shown
Never be
Never see
Won't see what might have been

What I've felt
What I've known
Never shined through in what I've shown
Never free
Never me
So I dub thee “Unforgiven”

They dedicate their lives
To running all of his
He tries to please them all
This bitter man he is

Throughout his life the same
He's battled constantly
This fight he cannot win
A tired man they see no longer cares
The old man then prepares
To die regretfully
That old man here is me

What I've felt
What I've known
Never shined through in what I've shown
Never be
Never see
Won't see what might have been

What I've felt
What I've known
Never shined through in what I've shown
Never free
Never me
So I dub thee “Unforgiven”

You labeled me
I'll label you
So I dub thee “Unforgiven”

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sabato, luglio 11, 2009

Serena e tranquilla se la ridacchia con le amiche su Fb mentre io mi struggo. Che parola ridicola "struggersi". Mi dà l'impressione di uno che passa il tempo a grattugiarsi la pelle sulla grattugia del formaggio. E a pensarci anche "grattugiare" è una parola buffa, per non parlare dell'utensile da cucina in sè!

Uno dei sintomi del deterioramento del mio stato mentale è proprio la tangenzialità del pensiero, fastidioso, molto fastidioso, mi impedisce di scrivere cose minimamente sensate e figuriamoci parlare con qualcun altro, ragion per cui, tra le altre, sto tendendo a un isolamento sciagurato e senza senso.

Serena e tranquilla, dicevo, se la ridacchia. La cosa d'istinto mi fa arruffare le penne e mi fa pensare che devo avere uno scatto d'orgolio [ma sarebbe comunque un orgoglio onnipotente   ] e smetterla di blaterare, mettere la testa sui libri, sopprimere qualsiasi istinto alla lamentela e all'autocommiserazione spinta.

Ma poi mi arruffa ancora di più le penne di pensare che in realtà una reazione istintiva del genere è assolutamente insensata, perchè non gliene frega un cazzo se io mi comporto bene o mi comporto male, se ce la faccio o non ce la faccio, se studio e faccio l'esame di stato o cedo e mi metto a fare la cassiera all'ikea, se butto all'aria anni di buone intenzioni e di buoni comportamenti o meno. Tre anni di fidanzamento e una mia ex non ha trovato nemmeno decente assicurarsi che non fossi finita sotto le macerie. Ma una sua amica si.

LOL

 Mi arruffa le penne ancora di più  perchè dovrebbero essere tutte cose che dovrebbero importarmi di per sè e soprattutto per me. La fatica, l'impegno, tutte le notti insonni passate e tutti gli strappi ricuciti e rammendati alla bell'e meglio, sono tutto il mio investimento di vita. Solo che poi uno pensa che la sua vita deve essere fatta di questi investimenti e non la trova una bella idea

*Scrivi altro* è stata l'alternativa proposta: geniale. Ma non sono capace, io, di crearmi un mondo dei puffi e starci dentro circondata da persone che hanno la capacità di rinforzare la puffosità di puffolandia.

Impegno! Impegno! Ci vuole impegno! Pare sia scritto negli appunti, relazione = impegno. Al momento ho terminato le scorte e raschio il fondo con paccate di acidità.

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sabato, luglio 11, 2009

CORVO TORVO - Vinicio Capossela

Corvo torvo seduto sopra il bordo
all'erta in guardia tra gerani e trasmissioni
aggrappato tra la luna e la luce che consuma
spia dal lucernario il quadro obliquo dell'orario

Corvo ingordo abituato alla camelie
al profumo dei cassetti, al riflesso degli specchi
stringe in mezzo al becco la cornetta che lei stacca
mentre Billie non la smette di cantare ''Man I love''

Giro sottocasa nel quartiere
corteggio i muri a fianco del cortile
e non m'incanto di salire
non salirò stasera e non mi importa
che c'è dietro la porta

Come un corvo tra ragazze di quartiere
che non hanno niente da arrivarti nelle vene
fai una mossa e volan via
mentre strisciano sui piedi
ti salutano e lo vedi
che non basteranno più

Corvo torvo aggrappato sotto il tetto
gonfio tronfio a dispetto sopra il letto
luce di candela trema sul fondo della sera
tremano le ombre come un ragno che si fonde
gracchia sul rumore del suo gemito che muore
gracchia lui che vede
a cosa cede quando crede.

Stà scoppiando in strada il carnevale
coriandoli e girandole a saltare
e stelle filanti, sopra tutti quanti
girano le maschere e m'abbracciano d'amore
Lucifero non smette di saltare
Linee d'ombre e segni tra l'azzurra biancheria
persi nelle pieghe di chi è già scappato via
il corvo non lo dice ma già sa che già io lo so
come lei lo vede quando cede, quando crede

Corvo torvo seduto sopra il bordo
occhio non vedere, paura non avere
un'altra notte da bruciare sul suo gemito che muore
ma sarò io a ritornare, menti ancora per favore...

Teatro greco di Taormina, 1.9.2006

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 14:24 | Permalink | commenti
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venerdì, luglio 10, 2009

20 Luglio, Giovanni Allevi a Piazza Plebiscito, piano solo e un prezzo ridicolo.

Chi viene con me?

[ovviamente dopo il concerto potrei uccidermi, ma questi sono dettagli]

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:58 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, luglio 10, 2009

Fan di Mr. Chuck!

A volte ho la sensazione che alcune persone, di quelle che mi sono state spesso vicine, mi sentano andar via. Colgano alcune mie meditazioni, o almeno che io in qualche senso stia coccolando l'idea di andarmene. Dove poi voglia andare, è una questione aperta e a scelta dell'utente in questione. Cercano tutti di portarmi via. Chi mi vuole portare qualche giorno a Bologna, chi a Napoli, chi a Pompei, chi a Gardaland  (scherzo scherzo!). Chi mi conosce, credo abbia la percezione che io sia effettivamente sotto uno stress enorme e sappia che Caserta mi ha sempre fatto troppo male.

Non so quanto sto pensando a L'Aquila in questi giorni, ma quanto...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 00:24 | Permalink | commenti
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mercoledì, luglio 08, 2009

SALUTANDOTI AFFOGO - Tiziano Ferro

Contemplare un addio
Non basterà
Il bisogno di un viaggio
è paura e coraggio
E sto qui
Ancora io ci penso a te … sì!
Non dimenticherò
da ora in poi
i paesaggi del mondo
e le fotografie insieme a te
ma ora salutandoti …affogo….

Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo
Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più
E domani so che sarò troppo solo
Ma dillo adesso cosa pensi
Salutandoti …affogo…

Perdo il tuo sguardo
Cerco il ricordo
Lo fermo, mi sveglio
Ti guardo e sto meglio
E sei qui!
Ma ora salutandoti …affogo…

Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo
Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più
E domani so che sarò troppo solo
Ma dillo adesso cosa pensi
Salutandoti …affogo…

E quando non verrà mattina
resterò accanto a te
E quando il buio si avvicina
Se succede pensa a me
E mi ritrovo a non capire
Mentre il giorno muore
Ed ogni notte era amore
Ed ogni giorno era un errore … un errore … ohohoho no
Salutandoti …affogo…

Stringi le mie mani come per l'ultima volta
E dopo guardami negli occhi come fosse un anno fa
Ma domani so che sarò troppo solo
Ma dillo adesso cosa pensi
Salutandoti …affogo…

Guarda da lontano quelle luci un' altra volta e dopo
Stringimi e poi stringimi e non sarà mai più
E domani so che sarò troppo solo
Ma dillo adesso cosa pensi
Salutandoti …affogo…

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:35 | Permalink | commenti
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mercoledì, luglio 08, 2009

Quelli ke almeno una volta l&#039;hanno fatta o l&#039;hanno ricevuta.....

Previa valutazione della tua sanità mentale

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:19 | Permalink | commenti (2)
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domenica, luglio 05, 2009

Matt scandalizzata, mi chiede come è possibile.

Peggy mi dice che non è colpa mia, che sono solo una brava persona, che mi vuole bene, e che la pago per questo [per il fatto di essere una brava persona, non che lei mi voglia bene  ]

E' possibile, semplicemente perchè sono io che consento alla gente di comportarsi da pazza con me, di prendersi le peggiori brighe, senza chiedere nè permesso nè per piacere nè preoccuparsi un attimino delle conseguenze.

Un'altra pazza ha trovato utile per sollevarmi passare il pomeriggio ha rimproverarmi della mia troppa pazienza.

Ma la colpa è mia eccome. Sono io che consento alle persone di delirare. O fare cose come questa.

Mi è tornata in mente sul Faito, mentre mangiavamo. Ero già partita con in mente alcune scandalose scene della gita di quinto liceo. Dopo avermi lasciata per praticamente 4 giorni in balia dei bulletti omofobi delle altre classi, perchè io potevo sopportare gli insulti, ma lei, grande Claudia, non poteva far pensare di essere lesbica, nemmeno se questo significava espormi agli insulti più offensivi, biechi ed infantili. Dopo 4 giorni così, con l'esterno, le cose nel gruppo interno non andavano bene, con Patatino che aveva i suoi primi deliri insieme a quell'altro genio mago di viscidezza. E Claudia con tranquillità, sotto il tavolo mentre mangiavamo, ebbe a prendermi la mano.

Io con l'altra avrei dovuto prendere una mazza e suonargliela in testa, invece di stare lì a stringergliela perchè il tesorino si stava traumatizzando delle discussioni che si stava consumando davanti ai nostri poveri occhi :rolleyes:

La pazienza è il mio problema, quello che rende possibile a gente allucinante di starmi intorno.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:15 | Permalink | commenti (2)
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domenica, luglio 05, 2009

Scambio d'affetto:

Me: - ...a caduta libera...in cerca di uno schianto...

Altro: - ma fin tanto che sono qui, puoi dirti viva

A parte la mia risposta di cartesiane origini [acida? Non acida? chi lo sa :rolleyes: ] che ha scatenato la chiusura del discorso, con tanto di telefonata con secchiate di acido.

E mentre con quell'acuto pieno di acido mi rimprovera, termina con un gelido - Fatti risentire quando torni normale -

Applauso amaro, il mostro ha ottenuto quello che voleva. Ci sono molti abili modi sulla via della distruzione.

E così poco tempo.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:33 | Permalink | commenti (2)
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domenica, luglio 05, 2009

Matt mi telefona e ci facciamo la nostra bella chiacchierata di un paio d'ore, da restarci poi col mal di testa per il caldo del telefono vicino all'orecchio e per la troppa concentrazione dei nostri discorsi, sempre così frenetici, così maniacali, così ricchi di riferimenti, senza mai una vera pausa, senza mai un respiro di quiete. Domani ha un colloquio di lavoro importante, importante e per un lavoro cucito addosso a lei. Desidero tanto che le vada bene, domani saranno 5 anni di tagliando dall'intervento. Allora è iniziata una nuova vita, speriamo che sia così anche domani

Speriamo che la madonna l'accompagni .

Mi fa due domande precise. Come va la salute, la prospettiva migliore e quella peggiore. A quella peggiore le trema un po' la voce, ma insomma, si tratterebbe di essere proprio sfigati!

Mi chiede poi, dopo essersi scusata della sua latitanza [ma tanto, se latitavo io, che potevi farci?], esattamente come siano andate le cose. Ho preparato una versione standard della durata di un paio di minuti, che si conclude con un abile spostamento del discorso su altre faccende. Una qualsiasi altra faccenda, potrei anche uscirmene parlando di mia zia Aurora che si fa una gita a Siena. Sono diventata molto abile nell'essere evitante nel discorso. Così tutti credono che sia una cosa da niente, in quanto fanno riferimento a quando ho cominciato a delirare vivacemente, questa separazione qui glie pare a tutti na passeggiata aò! :rolleyes: E infatti ci crede, finchè non le dico che comunque va tutto male [era la giornata adatta per farmi una telefonata oggi, una l'ho fatta riuscita, una un po' meno :rolleyes: ], vuole portarmi in viaggio con sè, vuole portarmi a vivere con lei, è dolce...e io spero solo che domani le vada tutto bene...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:27 | Permalink | commenti
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domenica, luglio 05, 2009

Passiamo ad argomenti sicuramente più ameni  :rolleyes:. Messa dell'anniversario di nonno.

Per far dire il nome di un parente morto a un prete devi allungargli una non ben precisata cifra, come se i soldi del Vaticano non gli bastassero.

Messa a Napoli. Prenotata un mese fa. Il caro Parroco ci comunica, così, a caso, che la messa era stata annullata, in favore di un morto più recente.

A Napoli ci vuole la raccomandazione pure per far dire la messa al morto.

Alla fine, siamo riusciti a far citare entrambi i defunti.

So io dove gli avrei lasciato i soldi dell'offerta.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:56 | Permalink | commenti
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domenica, luglio 05, 2009

Et voilà.

Il peso lasciato sulla montagna ha reso l'acqua più limpida. L'intoppo prevedibile è che lasciato il peso sulla montagna, fatta l'acqua più limpida, guardare in profondità ha riaperto esattamente i pensieri di sempre. E che noia!

Così mentre guido, con una mano tengo il volante, con l'altra comincio a prendere a pugni di tutto, comincio a mordere le nocche, combatto il pensiero che se il giorno appresso deve essere tale e quale [e lo sarà, infatti lo è] posso anche serenamente farne a meno [e non è un buon pensiero da fare a l'una di notte, su una statale a 100 all'ora]. La parte piccolissima di sanità che resta [mi hanno detto che resta anche al più grave degli schizofrenici, e se lo dice Rossella, allora è VERITA' assoluta  ] cerco un aiuto che non trovo e me ne ritrovo uno inaspettato per quei 10 minuti utili a non farmi fermare a caricarmi una cassa di birra e farmi arrivare invece a casa senza troppe conseguenze.

Aiuto inaspettato e ovviamente a modo suo  [alla fine sono stata io a consolare lei, ma dubito che il suo problema fosse mi uccido stasera o non mi uccido?].

La cosa più *interessante* è stato quando comunque, con tranquillità, camminando verso il cancello di casa ho trovato utile ficcarmi la chiave nel braccio per vedere che succedeva. L'antico, proprio quello antico e originario, gusto per il dolore, quello che non ti farebbe fermare mai, quello fast and furious, quello uff che noia queste maniche corte.

Che brutto intreccio. Se ti carichi l'onnipotenza sulle spalle, dopo qualche annetto potresti sentire un lievissimo senso di stanchezza e il tuo corpo salutarti e partire per le vacanze senza trovare il tempo di dirlo alla mente. Se rinunci all'onnipotenza per vedere un po' se puoi partire anche tu per le vacanze, la tua mente associa naturalmente la parola "vacanza" a "dolore" e "facciamola finita".

Non mi sentivo così, così, con la mente spaccata in due da quei giorni di natale, quando ripensai che fosse una buona idea provarci e tirai fuori l'artiglieria pesante. Ma le bic rosa non sono esattamente un'arma di distruzione di massa e con tutta quella faccenda della delicatezza della pelle delle gambe delle donne non tagliavano manco il cazzo e comunque restava sempre quella parte minuscola di sanità che continuava a ripetere di non farlo, non farlo, e che soprattutto si arruffava le penne di ammazzarsi e che si potesse dire - l'ha fatto per quell'ottusa della sua ex! - . Eh no.

Però è una guerra, come se uno avesse due omini nel cervello e non uno solo. Uno disperato che non ce la fa più, uno che invece, altrettanto disperatamente trattiene la mano. A volte, nei momenti peggiori, ho nettamente la sensazione di non avere un preciso controllo sul corpo, che da una parte comandi una persona, da una parte l'altra e l'item dell'MMPI-II "ho paura di impazzire" lo capisci più che mai e risponderesti VERO VERO VERO VERO VERO VERO VERO!!!

Poi cominciano anche una serie di fantasie simpatiche. Mi sono sempre chiesta come delle volte è facilissimo farsi tagli da punti casualmente e invece volontariamente propabilmente ci sono riuscita una volta sola [e comunque me la sono cavata senza punti e un sanguinamento di 3 giorni]. Mi sono sempre immaginata una scena da "siamo fatti così" , dove le cellule cutanee a un certo punto dicono seccate - uffa di nuovo! - e si stringono con una certa espressione di stitichezza

Perchè i saldi non li fanno pure sul bere???

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:22 | Permalink | commenti
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domenica, luglio 05, 2009

«La gentilezza delle parole desta fiducia; la gentilezza dei pensieri desta intimità; la gentilezza delle azioni suscita amore.»
(Lao Tzu)

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 12:15 | Permalink | commenti
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sabato, luglio 04, 2009

Sapevo che non ce l'avrei fatta a fare molti passi. Il peso del continuo monitoraggio su se stessi qualcosa te lo insegna. Per esempio, sai quando il tuo corpo ce la fa o non ce la fa. Sapevo che non ce l'avrebbe fatta, e infatti al primo appiglio a disposizione, ho posato la borsa, ho tolto gli occhiali, ho stretto il braccio alla ringhiera e ho vomitato. Da sola, e tanta è l'abitudine, che nonostante fossi in una piazza e in giro ci fossero almeno 100 persone, non mi aspettavo che qualcuno mi aiutasse.

A volte ho la sensazione di rassegnarmi alle cose su cui mi pare di non avere più controllo, come il mio corpo appunto, che ormai va per i fatti suoi.

(non comune la sensazione di qualcuno vicino. Troppo poco abituale, troppo allettante per pensare, poi, di non alzarsi dalle proprie ginocchia e andare via).

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 15:22 | Permalink | commenti
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sabato, luglio 04, 2009

A posteriori ricordo il barbaro coraggio di una frase, quando disse - La canzone dei Negramaro...si, da me si va soltanto via -

Ho visto.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 14:51 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 02, 2009

IL MARE D'INVERNO - Loredana Bertè

Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV.
E verso l'interno,
qualche nuvola dal cielo che si butta giù.
Sabbia bagnata,
una lettera che il vento sta portando via,
punti invisibili rincorsi dai cani,
stanche parabole di vecchi gabbiani.
E io che rimango qui solo a cercare un caffè.

Il mare d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E' poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera.
Alberghi chiusi,
manifesti già sbiaditi di pubblicità,
Macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d'estate non cade.
E io che non riesco nemmeno a parlare con me.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me.

Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
La radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
Nuove avventure,
discoteche illuminate piene di bugie.
Ma verso sera, uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:29 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 02, 2009

IMPERTINENTE =

 perchè chi è tale non fa ciò che conviene ma sempre ciò che è fuor di proposito

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:28 | Permalink | commenti
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giovedì, luglio 02, 2009

Mi piace la mia scuola di specializzazione perchè ti permette di [almeno] pensare di poter fare tutto e anche il contrario di tutto. Essendo io ormai dilaniata dall'ambivalenza, non si può dire che un campo del genere non mi si addica. Mi permette di certo di non annegare nella mia angoscia di morte [De Laurentis docet e io porto altissimo rispetto  ].

Navigare nella perpetua incertezza della realtà, permette di avere una realtà flessibile, plasmabile, insomma di non essere un leghista. Questo non è detto che sia un bene.

A guardarsi intorno e annusando l'aria, qualcuno deve aver che essere più leggeri dovesse automaticamente significare anche essere più felici. Che liberarsi di un peso significasse alleggerirsi del dolore. A me non è sembrato affatto così. E, in fondo, lo diceva anche la locandina. Essere "più leggeri" era una prerogativa per andare più a fondo.

Falso Sè, Onnipotenza, *Precisione* [io avrei detto più "ossessione per l'ordine e il controllo"], sono tutti pesi. E anche pesi impegnativi, che richiedono un grande sforzo per essere tenuti in piedi. Ma se uno decide di mettere in piedi un G8 simile, un vantaggio avrà pensato di ottenerlo.

Si dice [lo dice il mio tesoro psicanalista] che quando pensiamo a un ricordo del passato, in genere vediamo noi stessi da fuori perchè questo ci permette di prendere le distanze dal vissuto emotivo di quel momento. Fateci caso.

Una lunga concatenazione di eventi e di scelte e di *bivi* mi portarono quella notte su all'Antenna a San Leucio. Ma io in quel ricordo non sono fuori. Sono dentro eccome. Io ricordo la mia mano e il mio braccio, ricordo le dita che cercano il vetro tra le pietre, ricordo il polso, la sensazione di non voler più andare avanti, che non ce la facevo più e la volevo smettere.

Devo essermi spaventata molto, il mattino dopo. A essere sincera, mi sorpresi quella notte stessa, di essere riuscita a guidare fino a casa, con tutto quello che avevo bevuto, da sola, su una montagna, a vederci doppio, è stato veramente culo.

Di lì un delirio di onnipotenza, una guerra, una battaglia continua, di trincea, di fango fino alle ginocchia, per poi ridursi così. Il peso di un'intera montagna sulle spalle, illudendosi di essere talmente potenti da potersi liberare delle rovine di tutti i bivi precedentemente sbagliati con la semplice forza di volontà. I bivi sbagliati, i bivi infangati sono lì, si pagano e si pagheranno sempre. E quindi pensavo che invece di affannarsi a vincere una battaglia inutile, uno può dichiararsi perdente, alzare bandiera bianca, e in quanto perdente già fallito, e in quanto fallito, inutile affannarsi alla ricerca della cosa giusta da fare, inutile affannarsi alla ricerca dell'ordine e della cosa che tocca precisamente fare. Hai perso. Basta, si può sentire molta leggerezza con questo. E guardare [mentre una parte del cervello si chiede ancora perchè tu non faccia la cassiera all'Ikea invece di perdere tempo con queste questioni universali] in profondità, per vedere la banalità per cui uno decide di prendersi tutto questo affanno piuttosto che essere quello che è.

Decidi di mettere su questa enorme pantomima di Falsi Sè [i miei sono più di uno e camaleontici ] perchè vuoi assolutamente guardarti da fuori per non vedere quello che c'è dentro. Perchè quello che c'è dentro non ti è mai piaciuto e in qualche modo ci si è convinti di poterlo dimenticare e/o sostituire con qualcosa di meglio, di poter raggiungere una sorta di perfezione, di poter superare i disastri di tutti i bivi in cui si è svoltato e si ha sbagliato.

Ti dichiari già perdente, così ti alleggerisci di questo misterioso obbligo di vincere.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 18:47 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, luglio 01, 2009

Dopo un lungo viaggio, una lunga fatica e anche un eterno stress, ti ritrovi di fronte all'infinito. E pensi più o meno: ed è subito sera. Che noia, ti sei tanto affannato in una vita di onnipotenza e poi ti sei, effettivamente, RIDOTTO COSì.

Ti sei ridotto alla disillusione di non potere poi, davvero, tanto di fronte a tanta altra forza che ti gira intorno. Una forza tanto caotica e inspiegabile.

Ti sei ridotto alle cicatrici, più evidenti (almeno a te) sotto la pelle un po' scurita dal sole.

Ti sei ridotto a un sacco di affanni, comportandoti come se qualunque cosa tu facessi fosse davvero decisiva, fosse davvero e assolutamente quella cosa, come se fosse assolutamente importantissima, scintillantissima, megalomane. Invece, come volevasi dimostrare, non era nulla. E potevi prendertela più alla leggera. Questa volta si, leggermente.

Ti sei ridotto che il tuo corpo sta cedendo di schianto, testa, cuore, cervello, realtà, e se lo sapevi che finiva così, te la saresti presa, si, più leggermente.

Non era, in fondo, una frase sbagliata. Come hai fatto a ridurti così? Che accidenti credevi di fare? Che ti eri messo in testa? Che avresti fatto della tua vita chissà cosa? Che avresti lasciato un segno in quella degli altri? Di certo, quello che si è ottenuto è esattamente l'opposto. Un'infamante serie di abbandoni, un'altrettanto serie infamante di rinfaccioni di tutta la fatica che io presumo di avere fatto per raggiungere chissà cosa, una serie di cose finte e false che esistono per lo più nella mia testa nel disperato tentativo di illudermi che qualcosa vada, quando invece non va proprio niente. Non ho fatto proprio niente, ho cercato disperatamente significati alle cose, quando invece non ce n'erano e bastava guardarne la forma per rendersi conto che non ce n'erano.

Ma è pesante, quello si, venire a patto con la mediocrità quando si cerca, invece, di essere onnipotenti. Non si doveva scendere da lì più leggeri come fosse l'equivalente di più felici. Più leggeri significava semplicemente più vicini al fondo. E più vicini al fondo, per me, significa più vicino alla mia inaccettabile mediocrità. E il mio alleggerire sta nel liberarmi dell'obbligo dell'onnipotenza e non vedere la mia mediocrità come una cosa brutta, ma semplicemente come una cosa di me. Come ho suggerito a qualcun altro di vedere la sua intensa emotività da pianto e lacrimoni come una parte di sè da non distruggere. Io devo venire a patti con la mia formazione reattiva e sapere che non posso vivere con la pesantezza e la fatica mentale che mi impone il mantenere in piedi il mio mondo in cui sono onnipotente, ma alleggerirmi rispetto al fatto che non ci sarà nulla, mai nulla, che mi riparerà di quello che non è stato quando sarebbe dovuto essere.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:33 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, luglio 01, 2009

Quando si entra nel circuito dei medici, e non di uno solo, ma di più medici, si sa che comincia la follia.

Il professorone direttamente da Pisa, l'endocrinologo, ha detto che devo fare degli esami speciali per vedere la mia superprolattina. L'ha chiamata BIG PROLATTINE e potrebbe (speriamo) non dipendere da nessun tumore all'ipofisi. Ovviamente il sangue me lo deve ri-tirare (e siamo già al terzo prelievo) a settembre un suo collega professorone che fa delle analisi superspeciali sulla superprolattina. Vedremo. Io già sono terrorizzata dall'idea che un altro analista debba tirarmi il sangue. Stavolta sverrò sicuro. Ma come dice la Pazza, sono solo alla ricerca di attenzioni...:rolleyes: [l'ultima volta ho tipo tremato per i 5 minuti successivi].

Oggi risento il senologo. Deve avere una doppia personalità. Inizia dicendo che va tutto bene, che è quello che si aspettava, poi però:

- vorrebbe farmi ritirare il sangue altre due volte (oltre a quella di settembre e sono 5 fottutissimi prelievi), per controllare meglio questa prolattina, che non capisco. Che ci sia da capire è un mistero. E' ALTA. Cosa c'è di complicato?

- vuole rivedermi a breve per un'altra ecografia al seno. L'ho fatta 2 mesi fa giusti. Ma non era una cosa che si doveva monitorare annualmente a voler essere premurosi?

- magari con l'ecografo si allunga pure un po' sulla tiroide, così, per fare un'anticipo dell'ecografia che comunque dovrò già farmi.

Comunque anche lui sospetta che sia una tiroidite cronica autoimmune. Cosa centri questo con le cisti al seno, in verità, mi è ancora oscuro. Ma a leggere l'elenco di sintomi, la cosa si fa quasi rassicurante:

  • stanchezza, spossatezza fisica generale - E CE L'HO
  • mancanza di concentrazione, mancanza di memoria - CE L'HO
  • pressione alta con la frequenza cardiaca al di sotto di 70 pulsazioni 
  • cardiopalma - CE L'HO
  • umore depressivo, depressione, attacchi d'ansia e attacchi di panico - UA HAI VOGLIA SE CE L'HO!
  • capelli secchi, arruffati, opachi
  • caduta dei capelli - NE HO PERSI A PALATE, SI SONO UN PO' RIPRESI DOPO UNA CURA
  • pelle pastosa e secca
  • costipazione
  • intolleranza al freddo - QUESTA SI, TANTISSIMO. HO FREDDO PERSINO ADESSO, STO DORMENDO CON LA COPERTINA!
  • aumento di peso - U BARILOTT
  • nelle donne, disturbi del ciclo mestruale, sterilità
  • diminuzione del desiderio sessuale
  • formicolio notturno e la sensazione che le mani e gli avambracci si addormentano - CE L'HO
  • riduzione dell'udito
  • espressione facciale apatica
  • cambiamento della personalità (indole) - E NE VOGLIAMO PARLARE?
  • dolore alle articolazioni - SI
  • dolore muscolare - SI
  • indurimento dei tendini e dei muscoli - SI
  • diverse disturbi della pelle
  • Secchezza delle mucose - DELLA BOCCA CONTINUAMENTE
  • labilità dell'umore - NE VOGLIAMO PARLARE?
  • sintomi neurologici - LE VERTIGINI SI
  • estremamente rare sono crisi epilettiche, allucinazioni, sintomi psichiatrici - EHM...
  • debolezza generale - SI
  • nausea e problemi gastrointestinali, problemi digestivi - A PERIODI
  • malattia degli occhi
  • sintomi simili all'influenza
  • gonfiore dei linfonodi
  • febbre (raro)
  • valori epatici elevati - IL FEGATO NON VA
  • ipercolesterolemia - QUESTA E' QUASI RASSICURANTE
  • Gonfiore delle braccia, delle gambe, dell'addome e del viso
  • Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:03 | Permalink | commenti
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    mercoledì, luglio 01, 2009

    Esperienze precedenti mi hanno insegnato a guardare con sospetto i sogni ricorrenti. L'esperienza attuale, appresso a uno psicanalista non ha fatto altro che aumentare la paranoia e il sospetto.

    Inizialmente del sogno di stanotte ricordavo solo il finale e già non mi piaceva. Quando poi, d'improvviso mentre guidavo ho ricordato anche l'inizio, mi sono sentita pure peggio.

    Eravamo sulla discesa che porta al mio garage. Su quella stessa discesa si ambientò un altro sogno angosciante in cui una tigre mi mozzava di netto una gamba e mi lasciava lì a dissanguare...ma non perdiamo il filo.

    Eravamo su quella discesa. C'era un'altra persona con me, non chiedetemi chi, di giorno avrei associato alla Pau, ma non sono affatto convinta che fosse così. Le mostravo un polso (il sinistro?) con dei tagli. Erano particolari, non sanguinolenti come i precedenti, che bruciavano ed erano fatti di buchi nella pelle, non erano irritati come da coltello seghettato (l'effetto "coltello da pane" era terrificante per l'irritazione), erano da lama liscia, presumibilmente da forbici (quelle piccole) o lamette (poco affilate però). Mi erano stati fatti da qualcuno/qualcosa che mi aveva inseguita e che ora non vedevo, finchè il pericolo non torna incombente e io comincio a scappare, al buio del corridoio per prendere l'ascensore. Ma mentre scappo, mentre cerco di evitare il pericolo di essere ferita/aggredita di nuovo, tutto comincia a tremare. E' un terremoto, che scuote tutto il palazzo, lo vedo nitidamente e come un film catastrofico, vedo chiaramente le crepe nei muri, che dall'alto scendono verso il basso. Non faccio ovviamente in tempo a vedere crollare tutto, perchè mi sveglio.

    All'inizio ricordavo nitidamente solo il palazzo con le crepe, poi mi sono tornati in mente i tagli un'oretta dopo. Sarei anche tentata di pensare che i sogni fossero due, ma non mi pare. Ho avuto difficoltà a prendere sonno, perchè ormai a comandare sono gli ormoni, io non conto più niente, e sono in una fase di ormonale agitazione, ma le mie antenne paranoiche sono attivate comunque.

    Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 22:20 | Permalink | commenti
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