sabato, novembre 28, 2009

La conclusione. Partiamo dalla conclusione di questo fantastico seminario esperienziale sull'appartenenza.

Potendo, mi sarei tagliata la gola alla fine :wall:

Perchè tutto il sunto è stato: che dobbiamo essere genitori di noi stessi, abbracciarci da soli. Si, si, tutto bello e saggio, ma ci possiamo mettere che io invece non ce la faccio più? Che abbracciarmi da sola, medicarmi da sola, farmi bene e farmi male, da sola, ubriacarmi da sola, studiare da sola, camminare da sola, uscire da sola, insomma, un po' tutto, io lo faccio da sola e uno vorrebbe che almeno un paio di queste cosette le si facesse con qualcuno? E che cazzo

Già sono figlia genitoriale a sufficienza, non ditemi che è questo quello che mi aspetta, perchè non lo voglio. Perchè se è questo, potrei davvero trovare più sensate molte altre soluzioni, ma non questo

Perchè mi chiedono di partire la sera stessa, io dico si. Parto. Non ho niente da perdere, niente che abbandonerei, mi faccio portare il passaporto e la valigia e parto. Senza rimorsi, senza rimpianti, senza cose che mi farebbe male lasciare, nemmeno una.

Guardo con invidia chi si dibatte nella scelta, li trovo teneri, dolci, non stupidi. Hanno qualcosa da perdere. Li invidio.

Anche perchè il viaggio, per davvero, non c'è, e quindi gli altri restano con le loro cose, non perdute, io resto qui, senza, e con le cose, tutte già perdute.

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sabato, novembre 28, 2009

C'è da picchiarle, certe casualità :wall:

Perchè oggi passo il mio pessimo pomeriggio a parlare di appartenenza e tu, compari tu. Così, dal nulla.

Immagino, nella mia mente, che debba essere costato, al tuo orgoglio.

E come sempre...fai qualcosa che non mi aspetto...

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giovedì, novembre 26, 2009

Avrei in teoria bisogno di attenzioni, coccole, magari, sognando perchè quando si è per conto proprio bisogna pure lasciarsi andare qualche volta a sfrenate fantasie, un corteggiamento in piena regola.

Qualcosa che sorprenda.

Insomma, tutta roba che faccio prima a morire che a vederla.

La Pau, con tutta l'innocenza che le appartiene mi chiede cosa avessi fatto di speciale per il mio post esame.

Nulla, appunto. Tv, pc, investimenti lavorativi gratuiti, pensieri su come organizzare lo studio futuro. Tutte cose molto interessanti.

Poi, per darmi un tono, birra a fissare il lampione in una macchina in un posto isolato. Pensando che, a volte, senza occhiali, in una ford, si può confondere la luce di un lampione con quella della luna :rolleyes: .

E' vero, è come ha detto la fantastica rossella. Per un alcolista, è come se si accendesse una spia che ti impone di bere fino a raggiungere quel livello, non importa per quanto tempo ti tieni pulito. Per me funziona così, perciò se sono da sola me ne torno a casa prima di fare ulteriori disastri :shake:

Sarà l'ansia, sarà lo stress, sarà la stanchezza, sarà la malattia, sarà qualsiasi cosa, ma anche dal solo timore di aver avuto un'allucinazione, fino ai miei pianti continui, sempre a farmi forza da sola, non mi sento bene.

Sto cominciando davvero ad avere paura. Nel momento peggiore, sembra quasi che il mio corpo, la mia parte più fuori controllo stia facendo di tutto per ribellarsi a questo mio tentativo estremo di controllo, invece, che mi serve, mi è indispensabile per passare questo periodo, che può andare avanti per mesi, mio malgrado. Al vento, tra la mia preparazione e la fortuna di scrivere un buon compito.

Emozioni, dice la Pau.

E io vorrei dirle che le emozioni, al vuoto, per me sono nulla, sono solo un fastidio, un ostacolo. Sono una perdita di tempo. No, così non posso proprio recuperarle.

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giovedì, novembre 26, 2009

Potevo passare la mia notte prima dell'esame (di stato) in ansia.

Poi ho messo Rai1.

C'era Bruno Vespa con il plastico dell'appartamento della trans, con tanto di sagoma della povera morta.

Ho allora immaginato che qualcuno che facesse il plastico della mia camera d'albergo, con appositi pupazzetti di me e Carletto.

E questo pensiero mi ha accompagnato per tutte le 3 ore in cui ho scritto il tema su Freud per la prima prova.

Sarà per questo che vivo con incertezza la correzione di questa prima prova...

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giovedì, novembre 26, 2009

Uno ti direbbe che proprio no, non può essere abitudine dicembre senza te. Perchè da quando è ti conosco, non c'è mai stato un dicembre senza te.

Questo sarebbe il primo. Immagino, questo sarà il primo.

Forse, in un angolo muto e nascosto, o forse ben illuminato e scontato, avrai detto e scritto che hai avuto ragione, hai avuto dimostrazione, che non c'era da fidarsi, che quella frase che io ricordo così sfuggente, era vera.

Era una frase che io ho registrato uno di quelle  notti strane, di quelle che hai tirato fuori dal cilindro, mentre io avevo la febbre e il mal di testa, ma non riuscivo a dirti di chiudere, di fare un'altra volta. Perchè non sapevo quando avresti estratto un'altra volta.

Perchè con te, è sempre stato così. Attimo per attimo, affidandosi alla fortuna.

E uno resta così, senza parlare e senza dirti non te ne andare.

Perchè le citazioni hanno sempre detto quello che detto non è stato mai. Era il gioco e il trucco, le canzoni.

E non crederai alla mancanza che sento, ai pensieri che rubi, alle canzoni che uccidono, ai suoni che non ci sono.

E non crederai, che lascio andare via così, perchè credo che sia la cosa migliore, non solo per me, ma anche per te.

Per me perchè ogni volta è come un rincorrere eterno, un profumo che si cerca di distinguere e tenere stretto in mezzo a tutto. Per te, perchè è così che credo.

Anche se ricordo una volta che mi raccontasti di non cadere sempre in piedi, ma di essere solo orgogliosa.

E' solo lussuria.

E, forse, solo tu puoi capire. Perchè c'è differenza fra l'amore e il pianto.

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giovedì, novembre 26, 2009
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giovedì, novembre 26, 2009

Appunti. Al volo.

No, non vi racconterò della prima prova dell'EdS, non ne ho voglia, già sono sufficientemente in ansia. Ovviamente ho fatto un tema su Freud...

Appunti, al volo.

Detesto questi momenti di rischio elevato, di soluzione finale della tua vita, questi momenti di...o ti prendi cura tu della tua vita o tanto non lo farà nessuno.

Questi momenti in cui vorresti lamentarti con un mucchio di gente, ma tanto il mucchio non c'è, quindi fissi il vuoto, si fa finta che niente sia successo. Si fissa il vuoto, si ignora ogni istinto all'ansia e alla lamentela, e si fa il proprio dovere. Io faccio sempre il mio dovere, sono sempre presente, sempre studiosa, sempre lucida.Scrivo temi su Freud e non mi sposto di un millimetro.

Mi chiedono di come vada il mio post esame, come se chissà cosa dovesse succedere. Non succede nulla, infatti, ho solo dormito qualche ora in più perchè il fisico aveva accumulato stanchezza e dolore fisico (maledetta aula t6 coi suoi banchetti sbilenchi  :wall: ) e nelle restanti ore di lucidità ho:

- fatto telefonate per un lavoro per cui non mi pagano...ma li chiamano "investimenti per il futuro"

- ragionato su come organizzare il lavoro per le future prove dell'Eds, per le quali, per la cronaca, non so se sono stata ammessa. Ma l'onnipotenza e il controllo, sono domini omnipresenti.

Il mio cane si morde sempre la coda. Se si molla la presa sul controllo e sull'onnipotenza, poi bisogna spiegare a tutto quel restante fiorire di bisogni, di contatto, di calore, di attenzioni, che non ce n'è, se non per te. Per cui sarebbe ferirsi per conto proprio, medicarsi per conto proprio, ubriacarsi per conto proprio.

Ho anche fatto delle modifiche alle mie volontà testamentarie, metti che all'improvviso vengo presa dall'ennesimo istinto omicida! [non mi prende, anche perchè il mio o è un suicidio bell'e fatto o non è un suicidio. Non posso fare di quei lamentosi atti dimostrativi, non c'è nessuno cui dimostrare nulla! :shake: ]

Dunque:

- i cd sono di Nem. Immagino questa donna di 40 anni che si vede recapitare questo pacco pieno di cd

- I libri di psicodinamica sono tutti di una certa bionda. So che apprezzerà :asd:

- I soldi e gli altri libri sono della Pau. L'idea è questa: la Pau farebbe coi miei soldi quello che avrei voluto fare io. Viaggi e formazione. Viaggio a Parigi come minimo, con tanto di romanticismo a palate e scuola di psicanalisi. Tutti gli sfizi di una mente colta.

- Poi ci sono una serie di appunti inquientanti da far recapitare a mie ex, mie fiamme e miei amori segretissimi. Roba da far saltare i banchi della politica, altro che Marrazzo!

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sabato, novembre 21, 2009

E' un'anticipazione sensazionale.

La macchia rossa sui pantaloni del povero Cucchi altro non è che sangue mestruale di Chiara Poggi.

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venerdì, novembre 20, 2009

La ricostruzione della sequenza è indicativa di un certo grado.

Di cosa, indovini, se vuole, il lettore

Telefonata al sabato notte. Molto carina.

Addirittura frasi colme d'affetto, l'ultima volta, prima di questa :wall:, che mi era capitato di avere mal di testa. Cose impensabili!

Poi all'improvviso, causa, probabilmente, percezione di una mia presunta assenza (ma preoccupiamoci, per esempio, del perchè  invece de sta sempre a puntà er dito  ), comincia a non parlarmi più. A dimostrazione della mia buona volontà, metto da parte il mio proverbiale orgoglio e provo a farmi sentire io.

Una volta. E niente.

Due volte. E niente.

Al che, non per il proverbiale orgoglio, ma semplicemente per il proverbiale se uno è quadrato non po' morì tondo, lascio perdere e aspetto.

L'attesa si spezza dopo un mese dove mi si fa notare che non si fa altro che parlare di me, in alcuni contesti, con evidentemente pochi argomenti  . Cosa dovrei fare io al riguardo, mi è oscuro. Dovrei chiamare la mia ex e invitarla a tenere la bocca chiusa? Già mi immagino l'esilarante conversazione

Ora scopro che mi ha cancellato dai suoi amici su Fb. Che immagino che sia come dire: ho cancellato il tuo numero di telefono

Volando alto, oserei dire che è una provocazione per ottenere una reazione [quanto fa Uomini&Donne  ], solo che a una settimana dall'abilitazione è proprio il momento peggiore per ottenere reazioni da me.

Ovviamente questa è una pretesa di troppo, la verità è sempre nell'interpretazione più semplice. Nel fastidio di quel - C'è ancora gente che mi associa a te -

Il rasoio funziona sempre.

E questa almeno è una reazione diversa dalla solita, visto che la solita non ha mai portato da nessuna parte.

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martedì, novembre 17, 2009

E il Piave mormorò

NON PASSA LO STRANIERO!

Resisterò stavolta, senza lasciarmi trascinare di nuovo nella solita trappola? Continuiamo coi procedimenti per prove ed errori? Chi lo sa!

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 21:35 | Permalink | commenti
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martedì, novembre 17, 2009

E' rimasta una ristretta gamma di emozioni.

Un'oscillazione bipolare tra rabbia e indifferenza.

Lo sfondo è solo di un'indefinita sofferenza. Qualcosa non va e io cerco di rimescolare le carte. Cerco di inventare confusamente una nuova strategia. Non è semplice. La tentazione di camminare con un bastone è sempre forte, anche perchè la gamba mi fa male per davvero  .

Nei pensieri ci provo, nei fatti lascio molto a desiderare, perchè così, da sola, da lontano, è tutto più complicato. E io, invece, ho bisogno di un manager all'angolo, che con la spugna bagnata mi rattoppi le ferite e pulisca il sangue a ogni scazzottata che vado a dare in mezzo al ring.

Io le ferite so curarmele da sola, e anche con una mano soltanto. Se è per questo, anche le ferite so farmele da sola :shake:. Insomma, saprei fare tutto io [poi uno dice l'onnipotenza  ] solo non serve a molto.

Così per ora uso la rabbia per tutto, dove ci vorrebbe un'emozione, ci infilo l'unica che mi riesce bene [in questo discorso c'è un certo aroma kleniano...:asd:...ora ci vuole solo un seno buono  ]. Non sempre ottengo risultati, ovviamente...e come potrei?!

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martedì, novembre 17, 2009

Adoro il modo in cui riesce a tenere a sè le sue emozioni. A volte la guardo e penso che vorrei tanto trovare il modo di imparare.

Ad avere gli occhi lucidi con quella discrezione, seppure con quel dolore, a piangere tanto dal ridere, a perdere il controllo quando serve.

La capacità di lasciarsi andare, la capacità di sentire, in quel modo che sa di sogni.

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martedì, novembre 17, 2009

Assioma della comunicazione.

Ogni comunicazione ha un livello di contenuto e un livello di relazione.

Oplà, facile facile, con Watzlawic, spiegare dove sta l'empasse.

Ecco cosa mi puzzava, cosa non tornava.

Che per un mucchio di tempo siamo stati lì a discutere di contenuto, come se a forza di chiacchiere, litigi, urla si sarebbe arrivati a scovare una verità assoluta, la soluzione del caso.

Ovviamente non è possibile, ed ecco che mi torna in mente la frase che mi aveva fatto accendere l'indefinita lampadina.

Quando avevo provato a toccare un aspetto della relazione, dicendo una cosa che era suonata più o meno così: - no, perchè io e te non ci diciamo le cose dicendo tutto i contrario -

Tentata la metacomunicazione, ovvia la disconferma. :sarcasm:

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martedì, novembre 17, 2009

Ma magari fosse veramente un periodo pieno di sorprese! :wall:

Qui ci ritroviamo a imbatterci sempre nelle stesse cose.

L'idiozia della gente, gli stessi argomenti di studio da mesi (ma martedì questo supplizio avrà parzialmente fine...:maglia:...per cominciarne un altro, poi forse seguito da un altro, poi forse seguito da un altro ancora...:medito: ]. I fulminanti buongiorno, che non sono buongiorno, ma sono sempre la stessa storia. Che verrebbe da chiedersi: ma al paese tuo, la gente...non tiene altro di cui parlare DA 3 ANNI? Mah!

Almeno, quelle si, le tenere "buonanotte", che non manca mai, la sua, pure quando è troppo stanca, e uno sa di esistere almeno nell'angolo della mente di qualcun altro.

C'è, poi, ovviamente, la mia fragilità sotto lo stress acuto, con il mio Io che va in pezzi, l'esame di realtà che si fa labile et voilà, compaiono un paio di allucinazioni (forse? :shake:).

Nulla di nuovo sotto al sole, insomma.

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martedì, novembre 17, 2009

UN PERIODO PIENO DI SORPRESE - Samuele Bersani

Comincia ad ingiallirsi il nero del livido
non è più così tanto nidito
e da oggi il dolore ritorna sottocutaneo
ho cambiato la scheda al telefono
ho lavato nell’ago lo spirito
e nel farlo il tuo copro è finito per essermi estraneo

è un periodo pieno di sorprese e non si contano più le offeso
che per decenca mi rimangerei
ma ero stanco di sentirmi come
uno straccio sotto i tuoi piedi
mi sarebbe esploso il cuore prima o poi

alla parte non mi presto del povero cristo
e perchè mai tu l’hai data a me
www.airdave.it
puoi rispodere perchè io dove finisco
in quale labirinto se non c’è
uscita o speranza di evadere

comincia ad ingiallirsi il nero del livido
non è più di dominio pubblico
e da oggi il ricordo diventa contemporaneo
la vendette è servita sul tavolo
da strapparti dai fili dal cofano
ma nel farlo il piacere sarà quello si momentaneo

è un periodo pieno di sorprese
la musica pian piano salirà
voglio prendermi un registratore per tenerci dentro le parole
di quel proverbio che mi servirà

alla parte non mi presto di chi è crocifisso
e perchè tu mai l’hai data a me
puoi rispondere percchè io dove finisco
in quale meccanismo se non c’è
uscita o speranza non c’è
nessuna certezza di evadere

alla parte non mi presto del povero cristo
e perchè mai tu l’hai data a me
puoi rispodere perchè io dove finisco
in quale labirinto se non c’è
uscita o speranza di evadere

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 02:46 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 15, 2009

Ho sognato i Teletubbies :look:

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domenica, novembre 15, 2009

Non sto qui a raccontare (anche perchè forse l'ho fatto pietosamente negli anni passati e ora il mio cinismo mi impedisce di rifarlo ancora) dei miei trascorsi dolorosi da adolescente nerd, secchiona, con gli occhiali tondi e isolata alle scuole medie.

Però immaginatevi il piacere che ho provato quando mi sono ritrovata ad uscire con una di loro, che, piccolo il mondo, si è accoppiata con un amico del fidanzato di Claudia.

CHE CULO.

Squalifico istantaneamente il primo tentativo di rivivere i vecchi tempi, con l'elenco dei vecchi compagni di classe che io ho praticamente rimosso. Sarà per questo che nessuno di loro è nel mio elenco di amici su Fb

Arriviamo in un bel localino di aversa, con una cameriera tanto simpatica con cui subito attacco bottone. Troppo complicato notare che se preferisco attaccare bottone con una sconosciuta piuttosto che con te, una ragione ci sarà!

Scopro a metà della cena che il fidanzato di tale tizia è laureato in chimica farmaceutica e lavora in una farmacia. NON POSSO ESIMERMI DALLA DOMANDA! Devo avere il parere dell'esperto.

Gli chiedo innocentemente cosa ne pensa del vaccino della suina. Gli spiego che io non ho proprio nessuna intenzione di vaccinarmi, che non l'ho fatto per gli anni passati e non vedo perchè farlo stavolta. Che si, soffro un po' d'asma e ho il cuore un po' debole, ma insomma, la febbre ora non sarà molto diversa dalla febbre che mi sono presa a l'aquila :maglia:.

Lui, inaspettatamente, si dice d'accordo con me (in verità eravamo d'accordo su un mucchio di cose, visto che avevamo passato la serata attaccati alla radio per sentire cosa faceva la juve con l'atalanta, gli avevo dato ragione sul fatto che il concerto di Eros Ramazzotti doveva essere una palla cosmica e avevo dato torto alla fidanzata e ragione a lui, sostenendo che Parnassus doveva essere un bel film. E come potevo fare altrimenti, visto che lei voleva trascinarlo a vedere Amore14? :wall: ).

All'improvviso la fidanzata mi gira e mi dice testuali le seguenti parole:

- Ma il discorso che stai facendo è un po' strano -

Io: - Ahum? -

Lei: - Si, cioè, perchè, ma per esempio no, è come quando ci hanno ammorbato per settimane con la faccenda del terremoto a L'Aquila

Io (ma solo nella mia mente) - Ora a questa la picchio -

Io [nella realtà] - OSSIA? -

Lei: - Si, cioè, perchè quanta gente sarà morta? E invece...cioè, allora perchè UNO NON PENSA AI BAMBINI IN AFRICA?! NOI NON CI FACCIAMO I VACCINI E LORO NON HANNO LE MEDICINE -

Io, giuro, ho chinato il capo, piena di sconforto. Pensavo:

- Piaget. Secondo Piaget, questo che stadio del pensiero è? Pre-operatorio? :look:

Ma soprattutto: - E ora cosa le rispondo?? -

Credo di aver farfugliato qualcosa...poi, lei ha cambiato discorso. Per fortuna! :sarcasm:

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domenica, novembre 15, 2009

E' una tecnica di vendita banale, da impiegare nelle trattative. Si comincia con una richiesta grossa, più grossa di quella che si vuole ottenere. Perchè il punto è proprio questo. Si punta a ottenere la metà di quello che si chiede.

E la vocina io l'ho già sentita serpeggiare. Qualcuno ha già cominciato a dire che beh, se la legge sul processo breve deve essere fatta così, era meglio il lodo alfano! facciamo la legge costituzionale come ha chiesto la corte et voilà!

E già!

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sabato, novembre 14, 2009

CRUDELE - Mario Venuti

Io sono la classica persona
che ama solo quando soffre
o quando sente più vicino l'abbandono.
E sento qualcosa che ci unisce
destino fatale e ineluttabile
come un legame
tra la vittima e il carnefice.
Allora, cosa chiedi di meglio?
Se a te piace farmi male...
Legami le mani
legami con doppi nodi all'anima
porta la mia vita
a correre da qualche parte e stancala
solo mi farai felice
se sarai crudele con me
e se sono prigioniero
io mi sento libero.
Legami le mani
Questo gioco delle parti
prevede la tua fuga
e il mio aspettarti
ci porta dentro
una spirale interminabile.
Allora, cosa chiedi di meglio?
se a te piace farmi male...
Legami le mani
legami con doppi nodi all'anima
porta la mia vita
a correre da qualche parte e stancala
solo mi farai felice
se sarai crudele con me
e se sono prigioniero
io mi sento libero.
Legami le mani...

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:37 | Permalink | commenti
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sabato, novembre 14, 2009

Sulla faccenda degli insulti sono pronta a fare una sola

unica

eccezione:

se all'esame esce la traccia di metodologia.

Minchia ma quanti vaffanculo!

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mercoledì, novembre 11, 2009

Ci sono cose che non consento. Che mi si diano ordini per esempio. Che mi si zittisca, un altro esempio.

Ci sono persone che desidero facciano le cose che non consento [quanto è da me questa frase :ehm: ].

Quelle che desidero da sempre mi diano ordini [sarà anche perchè erano un certo genere di ordini :asd: :maglia:sublimiamo, sublimiamo! :sarcasm:].

Quelle che mi zittiscono. Perchè io mi lamento sempre, io giro sempre intorno ai discorsi, ho l'abilità di girare la frittata, fare il capello in quattro pur di avere ragione, sono capace di essere sfinente oltre l'umana sopportazione, di urlare, di disinteressarmi, insomma, di affannarmi pur di non arrivare alla concretezza della questione.

La concretezza della questione? E' un quadratino di kinder cereali, cui potrei far finta di essere allergica, ma in realtà è la realizzazione di un desiderio.

Finalmente la pianto di affannarmi :medito:

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:56 | Permalink | commenti
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mercoledì, novembre 11, 2009

Il declino cognitivo causa esame di stato è ormai in stato avanzato. Sarà perchè per dormire mi faccio di erbe [quella delle tisane! :asd: ]. E insieme al declino cognitivo, c'è quello dell'esame di realtà [forse ho avuto un'allucinazione, ma non lo sapremo mai con certezza...resta il fatto che a me pare significativo già pormi il dubbio che quello che ho visto potrebbe non essere reale :look:...] e quello dell'umore, piatto, molto piatto.

Sarà che certe stimolazioni interessanti, hanno smesso di stimolare, incocciando dapprima nella propria fissità funzionale [leggasi stupidità :wall: ] e poi nel mio orgoglio [leggasi stupidità#2 :wall: ].

Tolto da mezzo, non senza difficoltà, il volontariato in struttura, almeno fino ad abilitazione conseguita, le mie giornate trascorrono ripetendo le solite cose noiosissime, nella convinzione che, in ogni caso, il giorno dell'esame uscirà qualcosa che non saprò e mi toccherà inventarmi un colpo di genio.

Ansia, ansia in salita :aaaa:

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 20:10 | Permalink | commenti
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giovedì, novembre 05, 2009

Ho costruito una casa. Da sola e senza aspettare niente. Poi ho detto: vienici quando vuoi.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:48 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, novembre 05, 2009

COSA VUOI DA ME - Samuele Bersani

Siamo fatti come le nuvole che nel cielo si confondono
pronti a scatenare un fulmine
ma ci divide il passaggio di un aereo.
Non so più se credere
agli amici che mi parlano di te.
Sono delle vipere
se mi dicono che adesso stai benissimo.
Cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? (...)
Amore, adesso vestiti,
sto venendo lì a riprenderti
faccio quello che vuoi tu
una stanza senza la tv.
Neanche l'ombra di un telefono
parleremo a un millimetro io e te
saliremo sopra un albero
di quello che faremo, questo è il minimo.
Cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? (...)
Si ... lo so che sono stupido, che bastavano due coccole
Che ... sei anche un'altra cosa da me
Non ... un nemico da combattere.
Sì, per me che sono libero
ma c'è anche il lato comico con te
io sarò davvero libero
confondendomi con te nel cielo limpido.
Cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? (...)
Siamo fatti come nuvole che nel cielo si confondono
fino a quando arriva il vento dell'est
inevitabilmente si dividono.
Cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? (...)
Cosa vuoi dimmi ma che cosa.
Io non so cosa cerchi da me, pensi forse
che sia stupido o no?
O addirittura che ho bisogno di te.
Ma ti prego torna subito.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 17:46 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 02, 2009

Oggi, sempre per la cronaca, ho i cojoni giratissimi e prevedo mi gireranno molto a lungo.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:09 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 02, 2009

Per la cronaca [mi veniva troppo così, non ho potuto resistere  ], la fiducia non è una cosa che si "conquista", perchè se c'è un conquistatore e un conquistato, c'è uno che lavora e uno che aspetta. C'è uno che si affanna e uno che sta comodo, ed in genere sta così comodo da vedere facilmente il minimo errore e da non considerare minimamente l'impegno [impegno impegno impegnoooooo :shake::asd: ].

La fiducia, come tutte le cose in un rapporto, va costruita e condivisa.

Altrimenti, l'attenzione si fa sempre troppo selettiva, basata sul pregiudizio e giusto giusto per far accadere ciò che pensiamo debba accadere.

L'effetto pigmalione, d'altra parte, non l'ho inventato io

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:01 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 01, 2009

Ciao :)

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 23:24 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 01, 2009

Ergo, più la mia testa si confonde, più ho bisogno di stare con la Pau, più aumenta la forza propulsiva che guiderà i miei calcioni quando la vedrò, dopo che lei si sarà negata per giorni e giorni alla mia presenza e alla mia egoistica necessità.

Vorrei sempre che il tutto il mondo fosse fatto come lei. Che avesse quegli occhi quando piange e quel sorriso quando ride.

Non perchè sia più bello degli altri, non è questione di estetica, è questione di animo. Mai vittima quando il dolore la prende, mai falso quando la gioia la pervede.

Vorrei che avesse il suo modo di guardarmi. Non solo perchè è interessato a guardare quello che faccio, pure quanto magari io stessa non me ne interesso, ma perchè è presente in tutto quello che faccio. E se faccio una cosa per lei, soprattutto, lei sa leggere esattamente ogni mia mossa. E se lei pensa una cosa per me, io posso capirlo a metri di distanza e senza parlare.

E se voglio dirle che ho bisogno di stringerla, o meglio/peggio ancora, che ho bisogno che mi stringa lei, io sono sicura che c'è.

Perciò ho bisogno di lei, perchè pure se sono un disastro completo, un bambino pasticcione, pure se mi urla che sembro un creaturo di 3 anni, pure se io stessa, autonomamente, posso ammettere che in effetti le do più fastidio di quanto non ne darei a chiunque altro ( :asd: ), lei sta lì. E mi guarda oltre tutte queste mie manovre di disperata dispersione, oltre tutte queste mie manovre di allontanamento. E mi fa morire ogni volta che lo fa in tre parole, ogni volta che lo fa con un solo cambio di tono di voce, ogni volta che lo fa con una semplice carezza, con un'espressione esaurita o solo uno sguardo che posso capire soltanto io  

Perchè io lo sento che sono un disastro con le persone, che troppe cose mi hanno spaventato così tanto da farmi comportare sempre più in modo tale da tenere le persone alla larga da me, perchè la sento e la vedo la solitudine di stare dietro a tutti i muri che ho intorno a me. E' il mio brutto carattere, proprio brutto, proprio immaturo e proprio pasticciato.

Solo che lei così, ha ridicolizzato tutte le mie mosse di karate, quelle che si usano per distogliere l'attenzione e mi ha fatto vacillare. Tutti i miei inganni sciolti.

Come quel giorno che dovevamo scegliere il nome. E io ho rivissuto per me tutto quello che ho sempre vissuto. Ho avuto un'idea incomprensibile ai più. I più, infatti, hanno abbandonato la nave in piena rotta di navigazione. Io, nonostante tutto, ci sono restata sopra, perchè è sempre troppo forte la mia convinzione e la mia passione.

Questo è quello a cui mi porta il mio modo di fare. A non avere nessuno vicino.

Lei, però, almeno, ricordando quell'episodio, mi dirà che non vedeva l'ora di tornare nella stessa stanza dove ero io, per abbattere la distanza siderale [fantastiche parole mie  ], che è quella che creo sempre io, tra me e le persone.

La cosa migliore? Che non mi chiede mai di essere in un modo. Non mi dice mai: non esagerare col bere. Non mi dice mai di alzarmi dal letto. Mi dice - dai, che oggi ti ci vuole! - o - resta, che sto io vicino a te -

Come i bambini piccoli, ho bisogno di lei per ricordami che posso andare bene anche così, che ci vuole comunque impegno, e che l'impegno può contare più di ogni errore, se si è in due a metterlo, naturalmente  . Che il passato fa male, ma che si può raccontarlo e dividerlo nel presente, anche se fa male. Che quello che si ha dentro, si può raccontare, meglio. Può essere letto.

Ma è l'impegno, è sempre l'impegno che conta.

Se naturalmente tra domani e dopo domani non viene, rischia la vita :shake:

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domenica, novembre 01, 2009

Forse in fondo i modi di pensare sono troppo simili per potersi accostare.

O forse più semplicemente io ho una grossa questione che da allora non si è più risolta. Che doveva finire mentre io mi ordinavo che dovesse finire, fino all'ultimo secondo. E che invece non è finita mai, nonostante tutto quello che è passato in mezzo.

Spiegare è inutile, lo è sempre stato.

Provare a capire, lo è altrettanto.

Certi modi di pensare sono fatti solo per scontrarsi ed essere assolutamente improduttivi.

D'altra parte, non si è mai stati contemporaneamente sullo stesso pianeta. C'è sempre stato qualcosa che ha diviso profondamente. Il carattere, le diffidenze, il cuore, le spine, un mucchio di cose.

Considerata la considerazione che ho della tua mente, dovrei quasi applaudirmi. Sono persino riuscita a farti scema, a farti credere alcune cose invece di altre.

O abbiamo tutti fatto finta di non accorgercene? :rolleyes:

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 19:37 | Permalink | commenti
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