giovedì, luglio 02, 2009

Mi piace la mia scuola di specializzazione perchè ti permette di [almeno] pensare di poter fare tutto e anche il contrario di tutto. Essendo io ormai dilaniata dall'ambivalenza, non si può dire che un campo del genere non mi si addica. Mi permette di certo di non annegare nella mia angoscia di morte [De Laurentis docet e io porto altissimo rispetto  ].

Navigare nella perpetua incertezza della realtà, permette di avere una realtà flessibile, plasmabile, insomma di non essere un leghista. Questo non è detto che sia un bene.

A guardarsi intorno e annusando l'aria, qualcuno deve aver che essere più leggeri dovesse automaticamente significare anche essere più felici. Che liberarsi di un peso significasse alleggerirsi del dolore. A me non è sembrato affatto così. E, in fondo, lo diceva anche la locandina. Essere "più leggeri" era una prerogativa per andare più a fondo.

Falso Sè, Onnipotenza, *Precisione* [io avrei detto più "ossessione per l'ordine e il controllo"], sono tutti pesi. E anche pesi impegnativi, che richiedono un grande sforzo per essere tenuti in piedi. Ma se uno decide di mettere in piedi un G8 simile, un vantaggio avrà pensato di ottenerlo.

Si dice [lo dice il mio tesoro psicanalista] che quando pensiamo a un ricordo del passato, in genere vediamo noi stessi da fuori perchè questo ci permette di prendere le distanze dal vissuto emotivo di quel momento. Fateci caso.

Una lunga concatenazione di eventi e di scelte e di *bivi* mi portarono quella notte su all'Antenna a San Leucio. Ma io in quel ricordo non sono fuori. Sono dentro eccome. Io ricordo la mia mano e il mio braccio, ricordo le dita che cercano il vetro tra le pietre, ricordo il polso, la sensazione di non voler più andare avanti, che non ce la facevo più e la volevo smettere.

Devo essermi spaventata molto, il mattino dopo. A essere sincera, mi sorpresi quella notte stessa, di essere riuscita a guidare fino a casa, con tutto quello che avevo bevuto, da sola, su una montagna, a vederci doppio, è stato veramente culo.

Di lì un delirio di onnipotenza, una guerra, una battaglia continua, di trincea, di fango fino alle ginocchia, per poi ridursi così. Il peso di un'intera montagna sulle spalle, illudendosi di essere talmente potenti da potersi liberare delle rovine di tutti i bivi precedentemente sbagliati con la semplice forza di volontà. I bivi sbagliati, i bivi infangati sono lì, si pagano e si pagheranno sempre. E quindi pensavo che invece di affannarsi a vincere una battaglia inutile, uno può dichiararsi perdente, alzare bandiera bianca, e in quanto perdente già fallito, e in quanto fallito, inutile affannarsi alla ricerca della cosa giusta da fare, inutile affannarsi alla ricerca dell'ordine e della cosa che tocca precisamente fare. Hai perso. Basta, si può sentire molta leggerezza con questo. E guardare [mentre una parte del cervello si chiede ancora perchè tu non faccia la cassiera all'Ikea invece di perdere tempo con queste questioni universali] in profondità, per vedere la banalità per cui uno decide di prendersi tutto questo affanno piuttosto che essere quello che è.

Decidi di mettere su questa enorme pantomima di Falsi Sè [i miei sono più di uno e camaleontici ] perchè vuoi assolutamente guardarti da fuori per non vedere quello che c'è dentro. Perchè quello che c'è dentro non ti è mai piaciuto e in qualche modo ci si è convinti di poterlo dimenticare e/o sostituire con qualcosa di meglio, di poter raggiungere una sorta di perfezione, di poter superare i disastri di tutti i bivi in cui si è svoltato e si ha sbagliato.

Ti dichiari già perdente, così ti alleggerisci di questo misterioso obbligo di vincere.

Un altro sprazzo dell'affannosa rincorsa di FaithK. alle ore 18:47 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    02 Luglio 2009 - 20:14
 
la cassiera all'ikea? cos'hai contro le cassiere dell'ikea? volevi forse dire che le cassiere dell'ikea sono tutte stupide?
guarda che, ahimè, ti leggo ancora con un certa costanza.
dovresti solo smetterla di pensare a tutte queste puttanate.
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#2    02 Luglio 2009 - 20:27
 
La cassiera all'ikea, con tutto quel ribaltare legname sul lettore ottico mi sembra il più adatto corrispettivo lesbico dell'eterissimo - ah, se invece di fare la psicologa facevo l'estetista - molto in voga nelle tirocinanti post laurea
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#3    03 Luglio 2009 - 03:08
 
le cassiere dell'ikea non ribaltano il legname sul lettore ottico. c'è lo scanner con filo lungo che si allunga...
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#4    04 Luglio 2009 - 11:41
 
Allora mi hai mentito. Una volta mi hai detto che ti sentivi a pezzi perchè dovevi girare i mobili -.- Mi hai illusa -.-
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